Dan Brown

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Messaggioda Juda » 19 giu 2008, 12:04

Io vorrei dire una cosa: che quelle di Dan Brown siano effettivamente delle invenzioni è palese: non c'è nessuna verità ma solo un'interpretazione fantasiosa che puntava ad essere un romanzo avvincente; mi pare ci sia riuscito.
Il fatto che Dan Brown abbia un'ottima capacità di reperire documentazione storica per poi rimodellarla sulla base di un romanzo per renderla avvincente è altrettanto ovvio: lo scopo del suo romanzo era quello di produrre una bella storia che potesse essere piacevole da leggere; non certo creare un'opera di alta letteratura.
Inoltre Dan Brown stesso sa perfettamente di aver rigirato alcuni documenti e fatti storici in modo tale da renderli parte di una storia fantasiosa, solo, per business è ovvio che abbia messo in mezzo la possibilità che si tratti di documentazione vera, di vere questioni ecc... infatti siete qui a parlarne e ciò significa che nel bene o nel male la sua opera ha destato interesse.
Il romanzo di Dan Brown (in particolare il Codice DaVinci) non è un romanzo per ignoranti e neppure è un romanzo di alta letteratura (il paragone con Pascoli è del tutto fuori luogo perché Dan Brown prima di essere scrittore è uno studioso e sa quali sono i limiti della propria opera); è semplicemente un romanzo di intrattenimento che, come tale è sicuramente uno dei migliori degli ultimi 20 anni. Tutto qui; l'arte è certamente altra cosa...

Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?!

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Messaggioda Asliaur » 19 giu 2008, 13:35

Litigare con qualcuno non denota per forza grandezza d'animo, mestare nel torbido e sfruttare in modo opportunistico la credulita' della gente ancora meno.
Il CdV accusa una tale organizzazione di mentire ed ingannare, di nascondere la verita', ma il romanzo stesso cerca di inquinare la verita' mostrando cio' che non e' in modo tale che un pubblico poco esperto, come quello odierno, possa credere che invece realmente sia.
Mi sembra di vedere il bue che da' del cornuto all'asino.
Non ci vedo un grande talento artistico.

Tolto questo, Dan Brown fa ampiamente uso di materiale inventato da ciarlatani vari o tratto da fonti poco affidabili. Non sta a me elencare tutte le mistificazioni di Dan Brown in quanto vi sono libri interi dedicati a dimostrarle una dopo l'altra, ma all'occorrenza possiamo citarne qualcuna.

Chi decide se un opera assurge all'Olimpo dei grandi o se si riduce ad una meteora ? mah, la critica, il pubblico, il tempo. Un insieme di fattori.

Per fare un esempio pratico a me piace la musica di Georg Philip Telemann, oggi giorno gli si preferisce Johann Sebastian Bach, invece all'epoca in cui erano entrambi in vita Telemann era ritenuto il musicista di maggior talento.
Altro esempio semplice, i primi sei libri di Dragonlance, a me non dispiacciono (e soprattutto quelli dal 4 al 6 sono abbastanza ben scritti). Margaret Weiss e Tracy Hickmann sono discreti scrittori di racconti fantasy, ma non pretendo certo che siano dei grandi della letteratura o che possano essere scoperti come tali un domani.

Naturalmente il CdV puo' interessare, puo' spingere ad approfondire dei temi, puo' anche piacere, ma non per questo si tratta di un capolavoro.
La maggior critica che gli muovo e' quella di darsi volutamente una parvenza di crociata per la verita' quando invece racconta un mucchio di sciocchezze, questa e' disinformazione voluta e non mi piace.
Grazie e saluti,

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Messaggioda Gwaihir » 19 giu 2008, 15:29

Dan Brown fa ampiamente uso di materiale inventato da ciarlatani vari o tratto da fonti poco affidabili


E' questo che non mi risulta così immediato. Continuate ad affermarlo come se fosse una verità indiscutibile. E' vero, ci sono numerosi libri che pretendono di confutare queste teorie, ma li avete letti? Io no, però bisogna vedere se sono più convincenti dei libri che affermano il contrario (e non c'è solo il CdV). Fonti poco attendibili?E chi lo dice?
Io non credo che la verità assoluta su avvenimenti di duemila anni fa sia stata svela ta con certezza da nessuno, per cui non vedo perché biasimare chi offre interpretazioni alternative. Non sono forse le scritture 'ufficiali' piene di 'menzogne', siano esse palesi metafore oppure vere e proprie interpretazioni di comodo? Non per questo rigetterei tutta la storiografia che c'è dietro. Bisogna saper valutare ogni singolo elemento ed interpretare con spirito critico e mente libera da pregiudizi.
Ripeto, bisogna studiare molto per poter parlare da esperti, e comunque ritengo che non si giungerebbe a certezze inossidabili su fatti così sfumati dal tempo, dalla leggenda e da dogmi imposti.
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Messaggioda salkaner » 19 giu 2008, 16:20

Gwaihir ha scritto:
Dan Brown fa ampiamente uso di materiale inventato da ciarlatani vari o tratto da fonti poco affidabili


E' questo che non mi risulta così immediato. Continuate ad affermarlo come se fosse una verità indiscutibile. E' vero, ci sono numerosi libri che pretendono di confutare queste teorie, ma li avete letti? Io no, però bisogna vedere se sono più convincenti dei libri che affermano il contrario (e non c'è solo il CdV). Fonti poco attendibili?E chi lo dice?



Fra le righe, lo stesso Brown.

Alcune delle "teorie" non stanno proprio in piedi. E ad occhio, credo che la cosa sia voluta.
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Messaggioda Asliaur » 20 giu 2008, 7:05

Allora passiamo a qualche esempio pratico:

I Vangeli apocrifi sono tutti (tranne quello di Tommaso) successivi a quelli ufficiali e non precedenti, sono decisamente piu' fantastici e Gesu' vi appare molto piu' divino che umano. In genere il materiale ivi contenuto e' stato ritenuto di minore livello da prima della data indicata da Dan Brown (Concilio di Nicea), anche se qualcuno di questi potrebbe essere addirittura successivo al Concilio di Nicea stesso (quindi scritto quasi 300 anni dopo gli eventi che narra).

La storia dei Templari da lui presentata e' una pseudo-storia che non ha alcun legame con quella reale, vi sono vari testi seri sui Templari e nessuno, di nessun tipo e di nessuna fonte, li presenta come fa Dan Brown.
Gli eredi odierni dei Templari sono il Sovrano Militare Ordine di Malta (che conosco piuttosto bene) e l'Ordine del Cristo/Ordine Supremo del Cristo, che nulla hanno a che spartire con le panzane brownesche.

Chiese tonde ne esistono quante se ne vuole anche a Roma e non sono affatto ritenute un insulto dalla Chiesa cattolica.

Pierre Plantard era un modesto truffatore e "pataccaro" (troppi ce ne sono in giro al giorno d'oggi, un qualsiasi genealogista od araldista di medio livello tende a capire da un primo esame della loro documentazione se sono veri o falsi).

Alcuni dei Gran Maestri del Priorato di Sion indicati da Plantard sono membri della Casa d'Austria (Asburgo-Lorena o Lorena), nota e noti per la tradizionale fortissima devozione a Santa Romana Chiesa. Entrambi i Principi in questione (zio e nipote, Carlo Alessandro di Lorena e Massimiliano Francesco di Asburgo-Lorena) sono stati Gran Maestri dell'Ordine Teutonico, Ordine cavalleresco religioso vero, autentico braccio armato di Santa Romana Chiesa (Ordine che conosco molto, ma molto bene di persona). Vorrei quindi capire come fa un cavaliere-monaco campione della Chiesa (quindi una sorta di Silas del romanzo) ad essere a capo del gruppo che combatte la Chiesa.

Insomma, di sciocchezze clamorose Dan brown ne mette insieme quante ne vuoi. Mi sembra di capire che tu ti sia letto il romanzo e qualche tesi a sostegno, lo abbia trovato bello ed avvincente e che quindi ti sia formato la teoria che dica grandi verita' nascoste.
Se e' cosi' (potrei sbagliare ma scrivi chiaramente "E' questo che non mi risulta così immediato. Continuate ad affermarlo come se fosse una verità indiscutibile. E' vero, ci sono numerosi libri che pretendono di confutare queste teorie, ma li avete letti? Io no, però...") mi dispiace deluderti ma sei proprio il tipico caso di pubblico colpito dalla disinformazione operata volutamente da Dan Brown.

Grazie e saluti,

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Messaggioda Ultimo_Nephilim » 20 giu 2008, 9:30

Prima di tutto il tuo intervento precedente era stato senz'altro uno sfogo, basta leggere alcune espressioni che evito di riportare

volevi essere superiore a cosa... alla mia arroganza?

forse prima di parlare di libri qualcuno dovrebbe O fare una full immersion nel dizionario per capire le parole che usa O cercare di non essere contraddittorio, altrimenti la conversazione non procede.

si finisce per fossilizzarsi su quelle uniche due frasette che hai ripetuto nei post precedenti, io te l'ho spiegato, non capisci, te ne devo dare atto.


Ti invito solamente ad essere un po' più diplomatico nei tuoi interventi

forse se sono sembrato tale è perché dall'altra parte non vedo un "egregio secondo interlocutore" che ragiona in termini di razionalità e attinenza alle informazioni in nostro possesso, bensì sulle supposizioni su cui si è, appunto, fossilizzato e che ripete ogni 2 post.
al fine di una conversazione questo atteggiamento è inutile.

Mi limito ad alcune precisazioni. Un grande scrittore probabilmente è anche uno che non vende, però chi sono quei pochi che vantano il diritto di definirlo grande? Ma qui entriamo in un terreno troppo filosofico. Dall'altra parte, uno che vende qualcosa di valido l'ha fatto sicuramente.

getto la spugna... sembra di parlare di 2 mondi differenti.
ma quanti ragazzi vanno a leggersi di propria volontà la divina commedia? quante raccolte di poesie vanno a ruba fra noi giovani? in questa generazione avrà venduto più copie Il Fu Mattia Pascal o Il Codice da Vinci?
queste sono le conversazioni difficili, dove si cerca di avere ragione a prescindere dalla realtà delle cose. Dan Brown non è stupido, affatto, ha solo indovinato i gusti di una massa di caproni ed in questo non c'é niente di speciale, non più speciale delle band giovanili che parlano del loro incontro magico di riunione del gruppo quando sono stati semplicemente messi insieme da un promotore per fare soldi.

Quando dico che non servono confreme storiche, mi riferisco a ipotesi che necessitano solo di osservazione e riflessione, per esempio, il discorso del quadro dell' Ultima Cena. O ad alcune interpretazioni dei Vangeli apocrifi (ma qui mi riferisco soprattutto alla lettura de Il Santo Graal)

vedi caro mio, il punto è che non ci sono ipotesi che non necessitino di concretezza. altrimenti la realtà assume un valore soggettivo per ognuno di noi ed al pazzo che dice di essere Napoleone bisognerebbe rivolgersi con il "salve, mio Imperatore".
qualora ti trovassi in un'aula di tribunale mi raccomando, abbi premura di esporre le tue riflessioni e le tue interpretazioni ;) sicuramente il giudice ne terrà conto.

ora basta perché c'é davvero poco da commentare seriamente su risposte del genere, ma tornando al Codice un'altra cosa palese è che è scarso anche come romanzo.
immagino che a persone che hanno scoperto la bellezza della lettura a 18 anni con harry potter e il codice da vinci sia sembrata un'opera di indubbio valore, ma spesso, come abbiamo già detto, gli ignoranti tendono a seguire una propria intuizione e a darla per buona in ogni situazione anche al di là dei fatti. quello che ha tirato avanti la vendita del romanzo è stato il fatto che andava contro la Chiesa (cosa che va di moda di questi tempi, tra l'altro) ed il forte bombardamento mediatico che ha fatto guadagnare milioni a film come The Blair Witch Project e quell'altra cagata mostruosa che è uscita nelle sale ultimamente... il film del mostro che distrugge New York e che si vede solo a fine pellicola, sicuramente sarete più informati di me (l'ultimo film che ho potuto vedere sul grande schermo prima dell'esame è stato Iron Man).

in sintesi mi pare ovvio che chi ha letto libro come il Signore degli Anelli, oppure è un'amante dei classici e un estimatore della letteratura, non si sia fatto sorprendere da Dan Brown... mentre al suo seguito ho spesso visto i miei amici più immaturi.
e non è affatto un caso, ovviamente.
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Messaggioda Gwaihir » 20 giu 2008, 9:32

Quando un tedesco non sa una cosa... LA IMPARA
Quando un americano non sa una cosa... PAGA PER SAPERLA
Quando un inglese non sa una cosa... CI SCOMMETTE SOPRA
Quando un francese non sa una cosa... FA FINTA DI SAPERLA
Quando uno spagnolo non sa una cosa... CHIEDE CHE GLI SIA SPIEGATA
Quando un greco non sa una cosa... TI SFIDA A CHI HA RAGIONE
Quando un irlandese non sa una cosa... CI BEVE SOPRA
Quando uno svizzero non sa una cosa... CI STUDIA SOPRA
Quando un italiano non sa una cosa... LA INSEGNA !!!

Ripeto : nessuno ha la verità in tasca! ;)
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Messaggioda Gwaihir » 20 giu 2008, 9:43

forse se sono sembrato tale è perché dall'altra parte non vedo un "egregio secondo interlocutore" che ragiona in termini di razionalità e attinenza alle informazioni in nostro possesso, bensì sulle supposizioni su cui si è, appunto, fossilizzato e che ripete ogni 2 post.
al fine di una conversazione questo atteggiamento è inutile.


A parte che avrei da obiettare, quindi se hai di fronte un interlocutore che SECONDO LA TUA OPINIONE IN QUEL MOMENTO non è razionale tu lo tratti a pesci in faccia? E' per questo che parlo di diplomazia ed educazione. Conosci questi concetti?

E poi sei tu che ti fossilizzi sulla mia frase sui grandi scrittori, sono consapevole che il CdV non è un capolavoro, e comunque ho corretto la frase ammettendo anche le vendite postume dei grandi del passato. E di grandi libri, tra cui il Signore degli Anelli che ovviamente è superiore, ne ho letti. Ma in generale esistono diversi generi letterari comunque degni. Altrimenti un romanziere non potrebbe essere un grande scrittore, penso per esempio a Stephen King.
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Messaggioda Asliaur » 20 giu 2008, 11:23

ANNUNCIO DEL MODERATORE

Signori,

per favore, va bene una conversazione animata, ma cerchiamo di non trascendere, mi sembra di vedere gli animi scaldarsi un po' ed i toni alzarsi.
L'argomento ha una sua dignita' ed un suo interesse. Si puo' essere d'accordo o meno,ma cerchiamo di restare tranquilli altrimenti si finira' per chiudere la discussione.

Non mi sembra affatto che Ultimo_Nephilim ignori cio' di cui sta parlando, anzi, d'altronde anche il parere di Gwaihir (che, ripeto, mi trova in disaccordo) ha senz'altro diritto ad essere rispettato.
Gwaihir si chiede se il CdV non possa essere un grande romanzo o DB un grande scrittore, direi che entrambi sono troppo carenti per i motivi abbondantemente esposti, pero' il CdV puo' piacere, perche' no, e questo puo' far pensare che possa essere una grande opera.

Ripeto, per favore mantente la calma e continuate pure a parlare dell'argomento.
Grazie e saluti,

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Messaggioda Ultimo_Nephilim » 20 giu 2008, 12:05

A parte che avrei da obiettare, quindi se hai di fronte un interlocutore che SECONDO LA TUA OPINIONE IN QUEL MOMENTO non è razionale tu lo tratti a pesci in faccia? E' per questo che parlo di diplomazia ed educazione. Conosci questi concetti?

concedimi una correzione: quando incontro un tizio che AMMETTE DI RAGIONARE SENZA CRITERI RAZIONALI, come hai fatto tu dicendo che non ti sei servito di prove storiche ma del tuo infallibile "intuito", lo tratto di conseguenza... e non mi sembra di averti mai mancato di rispetto, perché a differenza tua è stato sufficiente attenermi all'argomento per portare avanti la conversazione.

mi dispiace se ti senti come se ti avessi mancato di rispetto, ma questa tua sensazione credo sia più dovuta alla consapevolezza di aver scritto una marea di scemenze, come uno scrittore che diventa "grande" in base alle copie oppure avere la presunzione di affermare un fatto basandoti su delle mere congetture.

ho cercato di tenere la mia persona fuori dall'argomento proprio perché so che è inutile o quasi al fine della conversazione, perché cerchi di fare il contrario?

E di grandi libri, tra cui il Signore degli Anelli che ovviamente è superiore, ne ho letti. Ma in generale esistono diversi generi letterari comunque degni. Altrimenti un romanziere non potrebbe essere un grande scrittore, penso per esempio a Stephen King.

non so più che scrivere... ora perché stephen king è un grande? perché piace a te?
cerchiamo di continuare in maniera utile, non sparando la prima cosa che ci esce per la testa, ci stai? io tendo ad argomentare tutto quello che affermo, sarebbe utile da parte tua fare lo stesso :grin:
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Messaggioda Amon » 20 giu 2008, 13:33

Topic interessante.
Personalmente non capisco tutto questo "accanimento terapeutico" nei confronti di un romanzo ormai dimenticato (persino dai suoi stessi lettori) e il cui film in DVD è già in svendita a 9,90 euro all'ipermercato.
Sotto il titolo del romanzo si legge: "Un thriller di Dan Brown". Ebbene, il thriller è un genere narrativo che fa della suspense, del "coup de théatre", della forte tensione emotiva i suoi punti di forza.
Le "teorie" di Dan Brown, quindi semplicemente, non sono altro che colpi di scena volti a ingenerare nel lettore uno stato di ansia, di irrequietezza emotiva (nel mio caso riuscendoci ben copo, ahimé).
Brown era obbligato a "impressionare" i propri lettori e non lo poteva fare raccontando la vita di sua nonna, doveva inventare una trama verisimile (caratteristica fondamentale del romanzo storico, come insegna il buon Manzoni), mescolando fatti e personaggi realmente esistiti a fatti e personaggi inventati. E così ha (mediocremente) fatto.

Il marketing ha fatto il resto... ;)

L'intreccio narrativo mi ha deluso parecchio. A dir poco scontato e molto, troppo "americano": mi ha ricordato Indiana Jones.

Perché piuttosto non parliamo delle "teorie" di Kafka? O di Orwell?
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
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Messaggioda Ultimo_Nephilim » 20 giu 2008, 14:08

visto che sono saltati fuori i romanzi storici mi sento in dovere di consigliarvi Bernard Cornwell (qualora non lo conosceste) dove l'intreccio narrativo non è mai banale, e almeno nella pentalogia di Excalibur stende un leggero velo di fantasy che non guasta proprio.

l'appendice inoltre è ricco di riferimenti storici (non l'angolo del "io credo", ma documenti) e spiega dove ha INVENTATO, PERCHE' e COM'ERA IN REALTA', dunque è ancora più facile comprendere il contesto in cui si muovono i personaggi del romanzo.

per Kafka e Orwell... magari :-( credo che il loro limite maggiore sia l' assenza quasi totale di tali autori fra le antologie scolastiche: in 5 anni di liceo vengono "studiati" (caricando questa parola di scarcasco fino ai limiti del conoscibile) solo autori italiani, dunque può capitare di dire all'italiano medio "dai però Tolstoj scrive meglio" e sentirsi rispondere "eh...?".

meglio i libri spazzatura che poi creano anche dei discendenti... mi è capitato di dare un'occhiata ad un libro che mi è stato regalato per Natale (sono arrivato a metà, leggerlo tutto significava farsi del male) che è "espressamente" tratto dal Codice... ovviamente personaggi stereotipati a tal punto che credevo fosse uno di quei manga scritti da quei vecchi adolescenti giapponesi, storia banale che prevedeva spesso situazioni dall'azione sfrenata e mai un motivo per cui tanta violenza fosse necessaria... un colpo al cuore insomma.
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Messaggioda Gwaihir » 20 giu 2008, 15:55

Ultimo_Nephilim ha scritto:concedimi una correzione: quando incontro un tizio che AMMETTE DI RAGIONARE SENZA CRITERI RAZIONALI, come hai fatto tu dicendo che non ti sei servito di prove storiche ma del tuo infallibile "intuito", lo tratto di conseguenza


Non ho scritto questo. Non ho parlato del mio intuito. Ho scritto che ALCUNI elementi erano suscettibili di osservazione ed interpretazione anche al di fuori di conoscenze approfondite sull'argomento, almeno per farsi venire dei dubbi.
Ora ci sono due elementi:
1) la mia frase sulla grandezza di un autore che vende è stata superficiale, lo ammetto. Però è difficile stabilire chi debba essere considerato grande a questo punto. Non parleremo solo degli autori che si studiano a scuola? Cito Stephen King perché sono diversi anni che 'vende' ed è apprezzato dal publico, la grandezza di uno scrittore la fa anche l'ampiezza della platea che lo legge magari per un prolungato periodo di tempo, o conta solo il parere di alcuni studiosi? Poi dipende anche dal genere letterario cui si fa riferimento. Un autore può esere grande perché innovativo, non si possono considererare sempre i soliti criteri di giuduzio. Alla fine comunque non sostengo la tesi secondo la quale il CdV è una grande opera, non l'ho mai detto. Certo la mia frase porta a questo, e quindi va rivista.
2) Il concetto che invece voglio far passare è che rigettando una parte delle teorie esposte in un libro, questo non porta necessariamente a rigettare tutto i concetti che emergono dalla lettura di quel libro. Altrimenti, con lo stesso metro di giudizio, rigetteremmo tutte le scritture sacre ufficiali. Non crederete ad Adamo ed Eva? Infine ribadisco la mia convinzione che nessuno possieda la verità su questi temi, le fonti ufficiali stesse sono soggette a diverse interpretazioni. Ma in questa sede non si può parlare di religione (anche se non capisco perché).
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Messaggioda Raistlin » 20 giu 2008, 16:14

Gwaihir ha scritto:Non crederete ad Adamo ed Eva?


Heh, guarda ti sembrerà assurdo (e lo era anche per me prima che approfondissi seriamente la questione te lo assicuro, quale evoluzionista piuttosto convinto io ero), ma a livello di prove acquisibili il racconto della creazione di Adamo ed Eva è ALMENO tanto credibile quanto la teoria della discendenza dell'uomo dalla scimmia, con la differenza che la prima è vista come storiella fantastica (chissà perchè poi.. fa riflettere), mentre la seconda è insegnata praticamente a scuola. Aggiungo che personalmente ritengo la seconda meno credibile della prima a conti fatti. Strano eh? Eppure questo è ciò a cui sono approdato dopo circa venti anni di studio su religione ed affini.

Purtroppo la società attuale tende a dare per scontate troppe cose, escludendone a priori altre. E purtroppo ci riesce. E' davvero triste rendersi conto di come molte persone traggano conclusioni troppo affrettatamente (non mi riferisco a nessuno in particolare, sia chiaro, il mio è un discorso generico), infischiandosene di approfondire e costruendosi un 'credo' personalizzato, creato ad hoc, comodo da credere e da vivere.


Gwaihir ha scritto:Ma in questa sede non si può parlare di religione (anche se non capisco perché).


E meno male, altrimenti sai che scannamenti...! :)
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Messaggioda Ultimo_Nephilim » 20 giu 2008, 18:27

la "storiella" di Adamo ed Eva, parlandone con un amico che insegna religione in un istituto classico, mi è stata posta in maniera molto differente da come la si interpreta spesso (ovvero alla lettera): intanto si partiva da una posizione "neutra", che secondo me è la svolta per qualsiasi ragionamento, e andando avanti si cercavano significati metaforici nell'evento stesso.

ad intepretare alla lettera le parole della Bibbia non sono i credenti praticanti cattolici, bensì i testimoni di Geova (tra cui non scorre proprio buon sangue, è evidente).

in sintesi non bisogna "credere" alla storiella ma a ciò che rappresenta. insomma basti pensare al Natale... è un concetto astratto, come tanti altri e come quello che sta sotto la "storiella".

ma su un evento c'é poco da sproloquiare, non si può sostituire una fantasia con un'altra come fa Brown, è per questo che il discorso risulta assolutamente ridicolo se ci si pensa con un minimo di serietà.

sulla questione "religione" ovviamente non se ne può parlare perché stiamo vivendo una sorta di seconda inquisizione... a buon intenditore poche parole, anche perché di più non ce ne possiamo permettere davvero.

su stephen king il discorso è breve e semplice: è una persona (non ho detto scrittore) che ha scritto dei libri molto particolari ad inizio carriera e che hanno riscosso grande successo fra un certo genere di persone. ora scrive al solo scopo di lucro, quindi neanche ricercando una sorte di arte personale, ma solo storie strampalate che non suscitano interesse.
di stephen king è bella la Torre Nera (che ha scritto da giovane), Mucchio D'Ossa... ma chi ha letto L'Acchiappasogni e Buck87 o come si chiama sa di cosa sto parlando :lol:

non per insistere sulla tua definizione di grandezza, ma seguendo il TUO ragionamento (quindi senza modificarlo in nessun modo) potremmo dire che Amici di Maria De Filippi è un fenomeno mediatico di enorme importanza, oppure che il Grande Fratello è stato davvero un esperimento di valore scientifico e non un tentativo di fare audience.

inoltre ho già detto che a scuola non insegnano nulla o quasi, altrimenti non staremmo qui a parlare di dan brown. la definizione di classico, per chi ha fatto questo liceo, all'inizio è astratta e secondo me la si può capire solo dopo esserne usciti.

la grandezza di un autore va misurata considerando il valore che ha aggiunto alla storia dell'uomo, ed è questo il motivo, grosso modo, per cui tutti conosciamo Socrate e Aristotele e nessuno si fila Pico della Mirandola :lol: Quindi non sono i metri di giudizio che devono "cambiare", ma solo evolversi, perché ti assicuro che la Bibbia è attualissima se leggi, mentre per sentito dire potrebbe sembrare chissà cosa.

forse qualcuno se ne è accorto, ma stiamo parlando della differenza fra "bello" ed "eccelso" ;)
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