E' possibile l'Amore Eterno?!

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Messaggioda Askatasuna » 27 apr 2005, 1:24

D'accordo sull'ultimo pensiero di Xarxus. Effettivamente, Amarillys, forse sei un pò esagerata.. Non desidero criticarti, poichè sono convinto del fatto che ognuno debba pensarla a modo proprio; ognuno vive un'amicizia, un amore, un rapporto fraterno in modo differente.
E'giusto che tu creda in quello che fortemente affermi.
In ogni caso sono convinto del fatto che i rapporti non si debbano sfaldare tutti per forza. L'amore è un compromesso, una scelta importante; si cambiano determinate abitudini, si possono cambiare delle idee, delle vedute.. Chiaramente non si può pretendere di restare uguali a se stessi per tutta la vita, ancor meno se la si divide con qualcuno.
Probabilmente ci saranno coppie che restano assieme per convenienza, per paura, per noncuranza, per i propri figli, ecc.. Questo non significa che l'amore debba finire per forza; ma cosa intendi con la parola amore?
I primi due mesi assieme, la gioia per la conoscenza, le primissime emozioni, la prima volta che si fa l'amore con una persona desiderata, la volontà di conoscere qualcuno fino in fondo?
Quello non è amore, è innamoramento. I primi due mesi dicevo:"Sono innamorato". Poi ho imparato a dire "Ti amo".. Ora lo dico molto meno, semplicemente perchè è sottointeso, esprimo i miei sentimenti con gli sguardi, le attenzioni, la premura.. Non ho più bisogno di affermare nulla.
L'amore fuoriesce più tardi.
Non si può ricercare in continuazione il sentimento iniziale, l'infatuazione, il desiderio di scoprire; quello inevitabilmente cambia, cessa, ricomincia in maniera differente. Non puoi pensare di vivere tutta l'esistenza alla maniera di Casanova, ricercando l'inizio. In questo modo si vive soffrendo, ma alla fine sono scelte. Io personalmente credo nella forza dei compromessi, delle scelte forti; credo nella voglia di continuare.
Non ricerco il divertimento, non ricerco le emozioni forti: queste sì che son cose effimere, di breve durata. Ricerco la stabilità, la sincerità, la fiducia. Se vedo una bella donna lo ammetto. Posso anche sognare un'altra donna, ma che mi frega? Che mi importa? Posso lasciarmi condizionare dall'irrazionale o dagli ormoni? Io penso di no.
Parlo di tutto ciò che penso, sogno e faccio insieme alla mia compagna; lei compie altrettanto con me. L'amore non è finito, è appena iniziato.
Una volta Freud chiese ad un paziente se sognava di fare l'amore con altre donne che non fossero sua moglie. Lui rispose sì. A quel punto Freud disse:"Allora la ama davvero..".
Credo che tutto risieda in ciò che si desidera, in quello che si ricerca in un rapporto.
Non ti critico, ripeto. Son felice che tu abbia delle idee diverse da me o da altri, possiamo confrontarci con maggiore acutezza.
Per curiosità, però, dimmi: cosa cerchi in un rapporto a due, cosa ti attendi dall'amore(o magari non lo attendi proprio?)?
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Messaggioda Raistlin » 27 apr 2005, 3:08

Amaryllis ha scritto:Puoi usare i mattoni migliori del mondo, e la calce della qualità più adatta, ma se il terreno su cui costruisci è sabbia, la tua dimora crollerà. Ci possiamo mettere tutta la buona volontà di questo mondo, possiamo impegnarci ad amare l'altro con tutta l'anima, ma l'Uomo cambia, i suoi sentimenti non durano che lo spazio d'un momento, e l'unica cosa che - con l'andare del tempo - può aumentare in un qualsiasi rapporto è l'incompatibilità.



Non sono affatto d'accordo.
Anzi, sono convinto proprio del contrario di quanto affermato - senza offesa eh, si fa per discutere.
Costruisci una base solida, sul terreno adatto (ah, quanto è importante il terreno!) e vedrai che anche se utilizzerai laterizi non di qualità eccelsa la tua casa starà su! Certo, ci vorrà lavoro di squadra a ritoccare le pareti e le piccole crepe, ma la base solida della struttura reggerà a parer mio...
Metafore a parte, con ciò intendo esternare quanto reputi sbagliato partire con l'idea del 'tanto finirà' e del 'i sentimenti [dell'Uomo] non durano che lo spazio d'un momento' - poichè è questo che traspare e che io ho inteso dal tuo post, Amaryllis, correggimi se ho frainteso. Io penso, anzi sostengo che l'importante sia il partire con il piede sicuro sempre e comunque in amore; poi è chiaro, le avversità ci sono e ci saranno sempre e sarebbe da sciocchi non prenderle in considerazione.
L''Uomo cambia' dici? Beh, io dico piuttosto che l'uomo cambia se vuole cambiare. Cambia se non è sicuro, cambia se si è stufato, cambia se non si accontenta... ma non cambia se sta bene ed è sicuro di quello che prova. Sempre secondo me.


Amaryllis ha scritto:Avanti, non fate i benpensanti! Chi non ha mai sognato di tradire la propria moglie/compagna?



Questo, scusa, non solo mi trova contrariato ma mi offende. Non per fare il benpensante (o forse sì, perchè no?), ma non ho MAI pensato di tradire la donna che amo. Ma stiamo scherzando...? L'eterea compagna chiamata 'coscienza' che alberga in me prenderebbe a calci la mia anima... Certo, l'uomo (inteso come maschio) necessita sicuramente di uno sforzo superiore alla donna per tenere a freno i propri istinti, maiale com'è di natura, ma credo che alla donna che si ama un tale miserrimo 'sacrificio' sia dovuto, no? E poi la moralità dove la mettiamo...?


Amaryllis ha scritto:sono assolutamente innamorata dell'Amore. Ma so che questo è l'unico amore che sarà eterno nella mia vita.



Ecco, forse questa frase - sempre senza offesa - spiega molte cose...
Ultima modifica di Raistlin il 27 apr 2005, 3:11, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Amaryllis » 27 apr 2005, 3:11

Dera ha scritto: se due persone sono davvero innamorate, riescono a stare insieme superando le difficoltà e le naturali diversità di carattere, a prescindere dai figli, dalla paura di stare soli ecc.


E perchè dovrebbero farlo? Perchè, Dera, questo desiderio di continuare a riscaldare la minestra? Perchè, se non perchè non si sono resi conto - o non vogliono rendersi conto - che la realtà li porta a dividersi?
Credo che quello che ha meglio colto le sfumature del mio discorso sia Ask(il resto del nick è troppo complicato :lol: ): spesso ho pensato di cercare sempre quello che lui chiama innamoramento, e di credere che, finito quello, sia finito l'amore. Ma mi sbagliavo: il quesito è malposto. Quel che io rifiuto è non che finisca la magia iniziale, bensì il tarpare le ali dell'anima-amante in nome della sicurezza acquisita e costruita dal marito-formica con la propria moglie-formica.
Ti assicuro, Xarxus, che io desideravo invecchiare insieme al mio uomo. Ci sono riuscita. Il problema è che ho 21 anni.
Non voglio compromessi; non li vorrei mai, tantomeno così giovane.
Ah, a proposito, Ask: sei così sicuro che non lasciarsi condizionare dall'irrazionale significhi essere se stessi?
Cosa mi attendo dall'amore? Tutto quello che tutti vogliono. Tutto quello che ho avuto. Il fatto è che me ne sono stancata.

P.S. Non temere, Jones: non ci sono più uomini in casa mia, e quindi niente lamette :lol:
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Messaggioda Raistlin » 27 apr 2005, 3:14

Askatasuna ha scritto:D'accordo sull'ultimo pensiero di Xarxus. Effettivamente, Amarillys, forse sei un pò esagerata.. Non desidero criticarti, poichè sono convinto del fatto che ognuno debba pensarla a modo proprio; ognuno vive un'amicizia, un amore, un rapporto fraterno in modo differente.
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Probabilmente ci saranno coppie che restano assieme per convenienza, per paura, per noncuranza, per i propri figli, ecc.. Questo non significa che l'amore debba finire per forza; ma cosa intendi con la parola amore?
I primi due mesi assieme, la gioia per la conoscenza, le primissime emozioni, la prima volta che si fa l'amore con una persona desiderata, la volontà di conoscere qualcuno fino in fondo?
Quello non è amore, è innamoramento. I primi due mesi dicevo:"Sono innamorato". Poi ho imparato a dire "Ti amo".. Ora lo dico molto meno, semplicemente perchè è sottointeso, esprimo i miei sentimenti con gli sguardi, le attenzioni, la premura.. Non ho più bisogno di affermare nulla.
L'amore fuoriesce più tardi.
Non si può ricercare in continuazione il sentimento iniziale, l'infatuazione, il desiderio di scoprire; quello inevitabilmente cambia, cessa, ricomincia in maniera differente. Non puoi pensare di vivere tutta l'esistenza alla maniera di Casanova, ricercando l'inizio. In questo modo si vive soffrendo, ma alla fine sono scelte. Io personalmente credo nella forza dei compromessi, delle scelte forti; credo nella voglia di continuare.
Non ricerco il divertimento, non ricerco le emozioni forti: queste sì che son cose effimere, di breve durata. Ricerco la stabilità, la sincerità, la fiducia. Se vedo una bella donna lo ammetto. Posso anche sognare un'altra donna, ma che mi frega? Che mi importa? Posso lasciarmi condizionare dall'irrazionale o dagli ormoni? Io penso di no.
Parlo di tutto ciò che penso, sogno e faccio insieme alla mia compagna; lei compie altrettanto con me. L'amore non è finito, è appena iniziato.
Una volta Freud chiese ad un paziente se sognava di fare l'amore con altre donne che non fossero sua moglie. Lui rispose sì. A quel punto Freud disse:"Allora la ama davvero..".
Credo che tutto risieda in ciò che si desidera, in quello che si ricerca in un rapporto.
Non ti critico, ripeto. Son felice che tu abbia delle idee diverse da me o da altri, possiamo confrontarci con maggiore acutezza.
Per curiosità, però, dimmi: cosa cerchi in un rapporto a due, cosa ti attendi dall'amore(o magari non lo attendi proprio?)?


Quoto in toto, e con applauso.
Non avrei saputo scriverlo meglio (nè al pari), nè con tale gentilezza.
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Messaggioda Amaryllis » 27 apr 2005, 3:20

Scusa Raist, abbiamo postato contemporaneamente e non avevo visto il tuo post.
Certo, il grillo parlante può mettere a tacere il Lucignolo ch'è in noi... ma solo dopo che Lucignolo si è espresso. La coscienza può anche rimordermi dopo che ho prodotto "cattivi pensieri", ma è come un medico che cura quando la malattia è già conclamata. Ti assicuro che non sono affatto un essere amorale, anzi!
"L'uomo cambia se vuole cambiare": 8-O . No. L'uomo cambia - punto. Che l'uomo non sia l'unico agente della propria vita ce lo hanno insegnato tre bravi signori un po' più di un secolo fa - Nietzsche, Freud, Marx. Ma credo che in fondo sia una consapevolezza sempre esistita.
Cos'è il Fuoco Eterno di Eru, se non la Verità? Se volete attingere a quello, non abbiate paura di guardare questa. Ma forse c'è una verità per ogni testa...
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Messaggioda Raistlin » 27 apr 2005, 3:49

Amaryllis ha scritto:Certo, il grillo parlante può mettere a tacere il Lucignolo ch'è in noi... ma solo dopo che Lucignolo si è espresso. La coscienza può anche rimordermi dopo che ho prodotto "cattivi pensieri", ma è come un medico che cura quando la malattia è già conclamata. Ti assicuro che non sono affatto un essere amorale, anzi!



Ebbene ti concedo i 'cattivi pensieri' - intesi come ombre fugaci e per nulla premeditate, sia chiaro -, ma tra il pensare e l'agire la differenza è tanta, sempre e comunque... Lungi da me il bollarti come amorale. Neppure ti conosco...


Amaryllis ha scritto:"L'uomo cambia se vuole cambiare": 8-O . No. L'uomo cambia - punto. Che l'uomo non sia l'unico agente della propria vita ce lo hanno insegnato tre bravi signori un po' più di un secolo fa - Nietzsche, Freud, Marx. Ma credo che in fondo sia una consapevolezza sempre esistita.



Certo, tutto muta e tutto ci muta, sacrosanto . Ma è vero anche - o almeno lo condivido - che 'chi nasce tondo non muore quadrato'... Uno stupido detto, sono d'accordo; una banale 'frase fatta' di volgari origini se vuoi, ma che spesso mi fa riflettere: è vero sono cambiato nel corso della mia vita, ma le basi (il terreno di cui sopra, ricordi?) sono ancora - e meno male! - quelle di un tempo. Se un giorno quel terreno traballerà, allora ti darò ragione a riguardo, scusandomi con un inchino. Se traballerà.
Ma non sarà questo per me un pretesto per giustificare le mie voglie di cambiamento...


Amaryllis ha scritto:[...]Ma forse c'è una verità per ogni testa...



Già, forse molto semplicemente è qui il trucco... :)
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Messaggioda Askatasuna » 27 apr 2005, 3:57

:grin: :grin: Ringrazio Raistlin per le parole che mi ha regalato, mi onorano e riempiono di gioia, davvero.
Amarillys, mi poni un quesito interessante davvero.. Mi chiedi se non lasciarsi condizionare dall'irrazionale non sia una forzatura contro se stessi. Cerco di risponderti per quanto possibile, dacchè è una riflessione profonda e sensibile, forse difficile da spiegare.
Sono convinto che l'irrazionalità abbia un peso determinante nel corso della vita umana. Talvolta il confine tra ragione ed istinto è talmente sottile che l'uomo fatica ad individuarlo, ma tutto ciò rientra nella natura degli accadimenti terreni.
Credo che l'irrazionalità alberghi nelle emozioni umane, dacchè è impossibile dividerla dalla sfera comportamentale. Quando cediamo all'ira, all'amore, alla compassione, alla pena, all'odio, all'allegria o al livore agiamo con la nostra sfera emozionale, con l'istinto; conseguentemente a ciò, agiamo in modo irrazionale. E'impossibile pianificare di amare, di rallegrarsi o di provare astio per qualcuno ancor prima che accada.
Ora mi potresti chiedere:"Quando agiamo tramite ragione, allora?".
Ti risponderei:"Non lo so". Non ne ho idea.
Bisogna cercare di capire cosa si intenda per ragione. Se agire secondo ragione significa agire per fini positivi, per non ledere la libertà altrui, per comportarsi secondo codici morali e giuridici preposti, allora agiamo tutti irrazionalmente, dacchè ognuno vede il bene comune in maniera differente(altrimenti ci comporteremmo tutti allo stesso modo in ogni situazione).
Se ragione significa agire secondo il proprio tornaconto in modo da non compiere azioni che si possa ritorcere contro noi stessi, allora forse agiamo irrazionalmente solo in parte; molto spesso riusciamo infatti a ponderare le nostre azioni e a prevedere in parti gli accadimenti futuri.
Sorge spontaneo chiedersi se un'agire razionale non dipenda comunque da sensazioni irrazionali, dacchè è difficile ammettere che si possa agire senza essere minimamente guidati emozionalmente, da un sentimento di qualsivoglia natura.
In linea di massima si dovrebbe comunque parlare di ragione a livelli più generali, ovvero di capacità di connettere tra di loro gli eventi in un rapporto di causa-effetto, capacità di comunicare sapendo spiegare un perchè. Sicuramente la ragione ci permette di sopravvivere e soprattutto di evolvere a livello scientifico, sociale, culturale, persino emozionale.
La ragione non può controllare un sentimento, ma può incanalarlo verso lidi prestabiliti; può prevedere gli effetti(talvolta)di un'emozione. Questo ci ha permesso di evolvere e di differenziarci dal comportamento animale.
Non ti so rispondere, Amarillys, perchè non so fino a che punto si agisca con la ragione, dacchè non esiste neanche un concetto univoco di essa.
Posso solo cercare una risposta possibile.
Forse si sbaglia nel cercare di frenare o controllare la propria irrazionalità, forse si frena il proprio essere nel suo tentativo di continuare un flusso perenne ed ininterrotto.
Forse però è un circolo vizioso, forse è l'irrazionalità in perenne conflitto con se stessa.
Mi piace pensare che il frenare l'irrazionalità mi sia dettato da un'altra irrazionalità: l'amore.
Io provo questo, io sento questo.
Mi auguro di non sbagliarmi e se proprio dovesse accadere spero di non saperlo mai.
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Messaggioda rporrini » 27 apr 2005, 9:19

Bello tutto, questo thread. Bello lo spunto di Aska, belle le riflessioni di Mork, Raistlin e Aska stesso, bella l'amareggiata ribellione di Amaryllis.

Con alcuni mi trovo in sintonia, con altri meno ma è proprio qui il bello.

Stiamo speculando.

Non uso a caso questa parola. Ci stiamo specchiando ognuno negli altri cercando, attraverso il dialogo o l'alterco, di capire chi siamo.

Faccio un veloce riferimento al thread parallelo sulle differenze di età.
Qui si riflettono tutte. C'è qualcuno con un certo bagaglio di esperienza che lo condivide con qualcun altro il cui bagaglio è necessariamente più leggero.

Personalmente, Amaryllis ti invidio un po'. Alla tua età il mio bagaglio era vuoto. E se in te ci può essere in questo momento amarezza nei confronti dell'altra metà del cielo (bleah! ma come mi viene?) in me si poteva trovare solo rimorso nei miei confronti ed odio nei confronti di tutto il mondo accoppiato.

Forse questo spiega in parte il perché, una volta trovata la persona che merita la mia fiducia in primis (perché senza questa non si va avanti) ed il mio amore in secundis, io non abbia la minima voglia di cambiare.

Di cambiare lo stato delle cose.

Si cambia in molti modi. Alcuni lo chiamano "maturare". Altri lo chiamano "scendere a compromessi". Non so quale definizione sia più giusta. Forse dipende dal fatto che alcuni vedono il bicchiere mezzo pieno e altri mezzo vuoto.

Non lo so.
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Messaggioda Xarxus » 27 apr 2005, 11:24

Come dicevano i latini, la virtù sta nel mezzo. Per quanto banale e scontata, questa frase, nel rapporto di coppia è quantomai importante.

Vorrei spezzare una lancia (una Lancia Delta... tanto per stare in tema con la tipa) per Sosfigatillys, però. A 21 anni (non voglio fare il vecchio o il maturo a tutti i costi, solo cercare di vedere le cose senza ipocrisie) i progetti sono diversi da quelli che si fanno in seguito. Non si è pronti, o forse non interessa esserlo. C'è tempo. Fare "sul serio" a quell'età mi spaventerebbe un po' (per quanto è a quell'età che ho conosciuto mia moglie). Vorrebbe dire accettare qualcosa senza capire cosa si sta accettando e spesso è questa la motivazione che porta al termine di un rapporto. Lo si idealizza, non lo si comprende e si conosce poco l'altro, e forse si conosce e si capisce poco anche sè stessi.

Forse l'importante è solo non chiudersi testardamente nella convinzione dell'inesistenza e dell'impossibilità di rapporti "a vita". Per il reesto, c'è tempo.
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Messaggioda Raistlin » 27 apr 2005, 13:39

rporrini ha scritto:Bello tutto, questo thread. [...]
Con alcuni mi trovo in sintonia, con altri meno ma è proprio qui il bello.

Stiamo speculando.

Non uso a caso questa parola. Ci stiamo specchiando ognuno negli altri cercando, attraverso il dialogo o l'alterco, di capire chi siamo.

Faccio un veloce riferimento al thread parallelo sulle differenze di età.
Qui si riflettono tutte. C'è qualcuno con un certo bagaglio di esperienza che lo condivide con qualcun altro il cui bagaglio è necessariamente più leggero.




Sono d'accordo. Mi piacciono queste discussioni, se affrontate in modo tranquillo e pacato.
Oltretutto mi rendo conto di quanta gente in gamba frequenti questo sito.

Infine credo che il Topic avrebbe potuto rimanere unito a quello sulle differenze d'età: quali tangibili prove quali questi scambi d'opinione provenienti da fasce d'età differenti ne possono rappresentare un più grande esempio in fondo?
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Messaggioda Raistlin » 27 apr 2005, 14:04

Xarxus ha scritto:Vorrei spezzare una lancia (una Lancia Delta... tanto per stare in tema con la tipa) per Sosfigatillys, però. A 21 anni (non voglio fare il vecchio o il maturo a tutti i costi, solo cercare di vedere le cose senza ipocrisie) i progetti sono diversi da quelli che si fanno in seguito. Non si è pronti, o forse non interessa esserlo. C'è tempo. Fare "sul serio" a quell'età mi spaventerebbe un po' (per quanto è a quell'età che ho conosciuto mia moglie).



Hai ragione anche tu Xarxus... in fondo non conoscendo l'età di Amaryllis non potevo sapere (anche se in realtà lo sospettavo :grin: , che Amaryllis mi perdoni).
Resta il fatto che però a 21 anni secondo me molte basi ci sono già, nè io stesso a quel tempo la pensavo in modo così tremendamente differente da ora... Il 'fare sul serio' è sempre stato il mio modo di fare ed anche l'unico. Semplici differenze caratteriali, magari addirittura a livello genetico, chi può dirlo...?
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Messaggioda genluvi » 27 apr 2005, 14:17

Salve a tutti, è meraviglioso sentire tanti uomini che parlano d'amore, e con che tale dolcezza!
Come mai per le strade si vedono solo maialini?!?!? :grin:

Io sono giovane e inesperta ma vorrei provare a dire lo stesso quello che penso.
Sono insieme con un ragazzo da quasi nove anni, ci siamo trovati che ne avevamo appena 13. Ciò che ci ha uniti non è stato di certo uno sforzo razioanle, un abitudine, un'amicizia già consolidata. E' stato un atto di attrazione intensa, non di tipo fisico, si intende, ma spirituale.
Mai avrei pensato di trovare un compagno con tali caratteristiche, molto diverse da quelle che ritenevo necessarie in un uomo, e di certo mai così in giovane età. Eppure sono nove anni che stiamo assieme, a volte con delle frustrazioni, a volte con 1000 difficoltà, a volte mi chiedo il perchè di dover faticare così tanto per stare assieme...ma poi mi rispondo quando lo vedo sorridere, quando mi abbraccia, quando ci divertiamo insieme come dei matti, quando sento il suo calore nel stargli vicino: sento che c'è una sintonia perfetta, unica ed inspiegabile.
Questi sentimenti pensavo fossero passeggeri, frutto dell'innamoramento iniziale...ma col tempo mi sono ricreduta...mi innamoro di più ogni giorno.
Ciò per cui fatichiamo non è il tenere assieme la coppia a tutti i costi, come dice Amaryllis, ciò per cui si fatica è proteggere l'amore, quel legame spirituale che la vita e la ragione spesso ricoprono.
Certo trovare una persona con cui cui avere tale sintonia non è facile, e molto spesso confondiamo le emozioni iniziali con l'amore vero, ma è anche vero che spesso si confonde la fine di un amore con le terribili fatiche e compromessi che la vita ci impone, che sembrano insuperabili
(i condizionamenti, i genitori...difficilmente si è se stessi...di solito siamo ciò che gli altri si aspettano da noi....forse l'amore può aiutarci a capire anche noi stessi)
La via [...] mi piaceva, ma mi era ancora spiacevole passare per le sue strettoie.
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Messaggioda rporrini » 27 apr 2005, 14:44

genluvi ha scritto:Salve a tutti, è meraviglioso sentire tanti uomini che parlano d'amore, e con che tale dolcezza!
Come mai per le strade si vedono solo maialini?!?!? :grin:


Ehi, genluvi, ma ti rendi conto di quel che dici?
Prova ad immaginare.

Esterno giorno.
Un uomo incontra una donna e comincia a parlarle dell'amore eterno.
Questa se lo guarda e ride fino a farsela sotto.


Meglio una sonora pacca sul sedere o un fischio alla pecorara! :lol:
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Messaggioda Dera » 27 apr 2005, 15:13

Amarillys ha scritto:
Dera ha scritto:
se due persone sono davvero innamorate, riescono a stare insieme superando le difficoltà e le naturali diversità di carattere, a prescindere dai figli, dalla paura di stare soli ecc.

E perchè dovrebbero farlo? Perchè, Dera, questo desiderio di continuare a riscaldare la minestra? Perchè, se non perchè non si sono resi conto - o non vogliono rendersi conto - che la realtà li porta a dividersi?


Secondo me c'è differenza fra il "riscaldare la minestra" e cercare di superare le difficoltà per stare insieme a una persona di cui si è innamorati. Anzi, sono proprio due cose ben lontane fra di loro. Come hanno detto giustamente altri prima di me, il desiderio verso altri/e che non sono il partner può venire, è naturale. Allo stesso modo è normale che alcuni difetti dell'altro/a ci facciano arrabbiare. Non voglio ripetere ciò che altri hanno detto, posso dire solo che concordo con Genluvi quando dice che
Genluvi ha scritto:poi mi rispondo quando lo vedo sorridere, quando mi abbraccia, quando ci divertiamo insieme come dei matti, quando sento il suo calore nel stargli vicino: sento che c'è una sintonia perfetta, unica ed inspiegabile.

Non dico che tutte le unioni stiano su perchè c'è l'Amore. Molte vengono tenute in piedi dai figli, dalla paura ecc. Però, Amarillys, non fare di tutta l'erba un fascio ;)
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Messaggioda Gwaihir » 27 apr 2005, 15:29

Personalmente non ho mai desiserato tradire la mia ragazza (quasi moglie :-? ) e in alcuni periodi mi sembra che il sentimento aumenti invece di scemare (siamo insieme da quasi 10 anni). Ricordo che comunque le fantasie e i sogni sono cose diverse dal desiderio.
Penso che l'Amore con il passare del tempo diventi qualcosa di fortissimo, si crea un senso di appartenenza che se dovesse venire a mancare nessuna altra persona potrebbe mai colmare, cosa può reggere il confronto con una vitta passata insieme, con una tale sintonia e conoscenza profonda l'uno dell'altra.
Ha ragione Mork quando dice che quando nasce un amore nasce una coppia, nasce 'noi' e non ci sono più 'io e te'.
Affermo tutto questo anche perché abbiamo basato il nostro rapporto su una sincerità completa, quasi disarmante, ci diciamo tutto ciò che in genere viene taciuto, e quindo non diamo adito a sentimenti nascosti e corrosivi di crescere.
Per cui sarà pure un'illusione, ma a che serve vivere se non di illusioni che ci colmano i sensi e la mente, è la passione che dovrebbe spingere ogni nostra mossa e ogni nostra giornata, è la passione che ci fa sentire così grandi in quei momenti anche rari in cui si manifesta.
E per questa passione vale la pena impegnarsi a fondo, lottare contro la trascuratezza, vivere a pieno le proprie giornata, accanto alla compagna di una vita. Perché una volta conosciuto l'Amore, non si torna più indietro.
The Eagle Goblin
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