Giochi astratti di Reiner Knizia...

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Giochi astratti di Reiner Knizia...

Messaggioda Kaitarn » 21 mag 2004, 11:20

Vediamo un po di coinvilgere un po di gente...

Ho notato che nei commenti delle ultime recensioni del suddetto Reiner (Ra, Euphrat & Tigris, ma anche Samurai nonostante i voti siano in questo caso inaspettatamente alti) penalizzate la valutazione perché sono giochi piuttosto astratti. É senza dubbio vero, ma perché vi infastidisce? Voglio dire, vi immedesimate talmente tanto in un gioco da considerare così importante questo parametro? Voglio dire, viste le meccaniche che sono realisticamente astratte, io non mi immedesimo neanché un po in un commerciante dell'America Centrale (Puerto Rico), o in un coltivatore di fagioli (bohnanza), tantomeno in un mago che si impegna per creare l'amuleto (Das Amulett)... L'ambientazione e la cura del background sono importanti (sempre IMHO) in Civilization, in Twilight Imperium dove mi "sento"il leader di una civiltà e voglio che il gioco e le sue meccaniche siano attinenti a una possibile realtà...

che ne pensate?
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Messaggioda Elianto » 21 mag 2004, 11:54

Personalmente se un gioco ha una storia ed un ambientazione che si integra nel meccanismo e mi intriga allora guadagna tantissimi punti!!! L'immedesimarmi nel gioco mi permette di rilassarmi e di non cadere nel meccanismo del mero conteggio finalizzato ad ottenere il massimo del punteggio... Un gioco va valutato non solo per le sue meccaniche ben studiate ma anche per il fattore divertimento, non dimentico una partita a lawless (un giochino) dove, mentre tutti ampliavano le tenute, io mi dedicavo all'omicidio dei cowboy avversari con una discreta banda di fuorilegge.

E' ovvio che per un astratto il fattore ambientazione può essere relativo, ma se ti guardi in giro ormai la maggioranza dei giochi sono "astratti"... ed allora è fondamentale che almeno ci si impegni nel trovare una pseudo ambientazione e che si curi la grafica in modo che appaghi anche la vista!

Cito ad esempio:
Clans che mi ha davvero colpito negativamente con una mappa davvero illeggibile (va beh che anche il meccanismo non mi ha entusiasmato) ed Attila, che secondo me vale ma che risente di una veste grafica poco amichevole... mentre altri (Raja o Funkensloadfsdcw aka "Power Grid") sono un sollazzo al solo guardarli =)...
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Messaggioda renard » 21 mag 2004, 11:57

A me i giochi astratti piacciono, però ho riscontrato nel mio gruppo che molti non li sopportano... Sinceramente una bella ambientazione fa sempre piacere, ma non la considero un fattore determinante per la riuscita di un gioco. Casomai l'ambientazione è quel qualcosa in più che fa scattare la valutazione da un buon gioco ad un gioco eccellente.
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Messaggioda Kaitarn » 21 mag 2004, 12:13

Elianto ha scritto:E' ovvio che per un astratto il fattore ambientazione può essere relativo, ma se ti guardi in giro ormai la maggioranza dei giochi sono "astratti"... ed allora è fondamentale che almeno ci si impegni nel trovare una pseudo ambientazione e che si curi la grafica in modo che appaghi anche la vista!


Sono perfettamente d'accordo con te. Per questo sono sorpreso. Visto che sono entrambi giochi astratti ma a cui si è tentato di dare una pseudo ambientazione (bella in entrambi in casi, adoro l'Egitto e la Persia) e una grafica (ottima in entrambi i casi), così come dei buoni materiali (Alea e Hans im Gluck voglio dire)... Meglio di Puerto Rico senza dubbio (e qui mi attiro l'ira di tutti :lol: )
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Messaggioda rporrini » 21 mag 2004, 12:15

A me personalmente i giochi astratti non piacciono.
Mi piace però astrarmi dal gioco (se mi consentite il gioco di parole) per capirne i meccanismi al di fuori dell'ambientazione.
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Messaggioda Kaitarn » 21 mag 2004, 12:16

renard ha scritto:A me i giochi astratti piacciono, però ho riscontrato nel mio gruppo che molti non li sopportano... Sinceramente una bella ambientazione fa sempre piacere, ma non la considero un fattore determinante per la riuscita di un gioco. Casomai l'ambientazione è quel qualcosa in più che fa scattare la valutazione da un buon gioco ad un gioco eccellente.


Vero anche questo. Infatti ad "El Grande" ho dato 10 anche per la bellezza del tabellone, perché si è cercato di metterlo in un contesto storico... non certo perché mi sento un nobile spagnolo ;)
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Messaggioda Gwaihir » 21 mag 2004, 14:16

Elianto ha scritto:Personalmente se un gioco ha una storia ed un ambientazione che si integra nel meccanismo e mi intriga allora guadagna tantissimi punti!!! L'immedesimarmi nel gioco mi permette di rilassarmi e di non cadere nel meccanismo del mero conteggio finalizzato ad ottenere il massimo del punteggio... Un gioco va valutato non solo per le sue meccaniche ben studiate ma anche per il fattore divertimento, non dimentico una partita a lawless (un giochino) dove, mentre tutti ampliavano le tenute, io mi dedicavo all'omicidio dei cowboy avversari con una discreta banda di fuorilegge.

E' ovvio che per un astratto il fattore ambientazione può essere relativo, ma se ti guardi in giro ormai la maggioranza dei giochi sono "astratti"... ed allora è fondamentale che almeno ci si impegni nel trovare una pseudo ambientazione e che si curi la grafica in modo che appaghi anche la vista!

Cito ad esempio:
Clans che mi ha davvero colpito negativamente con una mappa davvero illeggibile (va beh che anche il meccanismo non mi ha entusiasmato) ed Attila, che secondo me vale ma che risente di una veste grafica poco amichevole... mentre altri (Raja o Funkensloadfsdcw aka "Power Grid") sono un sollazzo al solo guardarli =)...


Sono completamente daccordo con te!
Per questo ho dato 10 ad Age Of Mithology e Twilight Imperium, 9 a La Città e Raja, etc...
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Messaggioda the_goblin » 21 mag 2004, 16:17

Sono completamente d'accordo con Elianto, e badate bene a non fare confusione con l'attinenza al tema rispetto ai vezzi grafici. Mi pare infatti che qualcuno faccia questo errore parlando di bellezza dei tabelloni e cose simili. In realtà un gioco astratto può anche avere un bellissimo tabellone pur mancando totalmente di attinenza al tema.

Quanto a me, un gioco dalle meccaniche perfette ma senza ambientazione e di conseguenza totalmente astratto, difficilmente mi attira. Nel nostro gruppo, come molti di voi ormai ben sanno, la componente ruolistica viene fuori anche quando si gioca ai boardgames, quindi un gioco senza ambientazione ci nega questo ulteriore piacere. Non trascuriamo inoltre il fattore di interesse iniziale che può far scaturire un gioco per la sua ambientazione, questo rischia di comportare delusioni e frustrazioni nei potenziali acquirenti.

Per esemplificare meglio, posso dire che preferisco dei giochi meccanicamente non perfetti ma con una certa aderenza al tema, ai mostri di tecnica totalmente astratti.
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Messaggioda Raistlin » 24 mag 2004, 21:58

the_goblin ha scritto:Per esemplificare meglio, posso dire che preferisco dei giochi meccanicamente non perfetti ma con una certa aderenza al tema, ai mostri di tecnica totalmente astratti.


Mi trovo anche io d'accordo con Elianto, e la frase qui sopra riassume a parer mio il succo del suo discorso.

Forse sarà un esempio del tubo, ma un giochino-ino-ino come Zombies!!!, tutta ambientazione e praticamente zero-meccanica mi affascina molto, vuoi perchè fui un appassionato di horror, vuoi per il feeling ricreato dallo scenario (e coloro ai quali l'ho fatto provare lo hanno apprezzato per lo stesso motivo).

Per quanto mi riguarda, il divertimento travalica la matematica ampiamente.
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Messaggioda genma1 » 7 nov 2004, 18:35

Non so bene perchè, ma a me i giochi di Knizia piacciono anche se li trovo terribilmente freddi proprio perchè l'ambientazione non è molto presente,
ad ogni modo T&E dello stesso autore secondo me è da questo punto di vista geniale...non è una questione di ambientazione ma di fillosofia reale che c'è dietro...certo magari l'attinenza è solo fortnosa, ma c'è:

1)Le diverse etnie convivono pacificamente finchè non c'è una sovrapposizione dei ruoli nella società
2)Se avviene una guerra tra differenti reami alla fine potrebbero venirsi a costituire molti stati differenti
3)I sostenitori del vecchio regime non sosterranno il nuovo proprio perchè di etnie differenti

insomma so che si può fare di meglio ma le considerazioni di fondo sono molto interessanti...posto che alla fin fine rimane un gioco astratto
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Messaggioda mork » 7 nov 2004, 22:32

L'ambientazione avrà anche importanza e facilita il colpo d'occhio!
Ma se un gioco è belo è bello anche astratto!
Così la penso!
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Re: Giochi astratti di Reiner Knizia...

Messaggioda orsinidan » 8 nov 2004, 9:52

JesseCuster ha scritto:Secondo me un buon gioco nasce in primo luogo da una una buona, nuda, cruda meccanica.
Se a questa si riesce anche ad adattare una buona ambientazone, tanto meglio. ;)


Buongiorno Goblins!!!! :-))

Perfettamente d'accordo con JessCuster!! ;) Semmai "Ottima" ;) , nuda, cruda meccanica!!! Quest'ultima ritengo sia in effetti la peculiarità fondamentale che un gioco deve assolutamente avere affinchè sia desiderabile da giocare.

Secondo me, un meccanismo che sia originale, orientato al bilanciamento, funzionale al tema trattato, espressione quanto più possibile della realtà che s'intende rappresentare, ecc.......fà passare in secondo piano altre particolarità del game che comunque è sempre opportuno non trascurare del tutto!!

Quando il Meccanismo di Gioco ci "rapina", indubbiamente l'Occhio vuole "la sua parte".......riferendomi in tal senso all'ambientazione, ma senza la manifestazione del primo evento, molto probabilmente il coinvolgimento generale dei giocatori può esser mortificato!!!

Saluti
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Re: Giochi astratti di Reiner Knizia...

Messaggioda genma1 » 8 nov 2004, 10:40

orsinidan ha scritto:Perfettamente d'accordo con JessCuster!! ;) Semmai "Ottima" ;) , nuda, cruda meccanica!!!


Ovviamente questo è il vostro punto di vista e lungi da me il criticarlo.

Unico punto di riflessione mi sembra questo:
in alcuni giochi tipo Talisman la meccanica di gioco è quanto meno criticabile, ma trova una sua giustificazione nell'ambientazione, ciò che voglio dire è che credo che la maggior parte delle persone apprezzi alcuni giochi tipo Talisman appunto, ammettendo senza problemi che la meccanica fa acqua, proprio perchè l'ambientazione è stimolante e divertente, mazzolare il mago con il proprio troll è divertente proprio perchè si parla di Mago e Troll, con pedina verde contro pedina rossa credo proprio che non sarebbe la stessa cosa.
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Messaggioda Cesarone » 8 nov 2004, 11:32

Esatto Genma1.

Sono un appassionato di giochi fantasy e dopo aver giocato con colossal arena debbo dire che a parte le meccaniche (ottime direi) il fantasy non centra assolutamente nulla con quel game....lo si poteva fare pure con le carte napoletane o francesi,aggiungendo delle regole. E' chiaro allora capire che è anche un discorso di mercato e magari quell'ambientazione o etichetta sulla scatola tenda a far avvicinare un numero di appassionati di quel genere anzichè altri. Personalmente senza togliere nulla ai giochi astratti,preferisco valutare anche l'ambientazione e la coerenza con il tema ...
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