Il bisogno di RPG!

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Messaggioda linx » 7 set 2006, 11:14

Beh, col mio gnomo chierico-illusionista facevo scherzoni tipo dare gusto di piscio alle birre altrui, far scaturire pernacchie dagli altrui fondoschiena e quando dopo i predicozzi mi lanciavano fuori dalla finestra gridavo: "Ti perdonooooooooo!". Ma vi assicuro che durante la mia vita non sento assolutamente la necessità di fare ciò. Non ero per niente estraniato dalla vita reale ma desideravo creare proprio una reazione nelle persone che mi stavano fisicamente accanto.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Juda » 7 set 2006, 14:11

Il fatto di interpretare un pg diverso da sè stessi è innegabile: già solo il fatto di interpretare una fisicità diversa da quella nostra reale rende il mondo disposto in mondo diverso nei nostri confronti, figuriamoci se interpretiamo connotazioni caratteriali che non ci appartengono. Tuttavia non è mai possibile estraniarsi completamente da noi stessi e pertanto ci sarà sempre un po' di noi nel pg nonostante sulla carta sia completamente diverso. Se ad esempio il mio personaggio dovesse giudicare buona o cattiva un azione prima la giudicherebbe il giocatore e poi il giudizio diventerebbe più o meno modificato (causa interpretazione) quello del pg. In questo però non credo sia mai possibile far sparire il giocatore che sta dietro e pensare ad un' interpreazione pura...del resto credo non ne sarebbe in grado neppure un grande attore. Un' alienazione completa dalla realtà non credo sia mai possibile ed è proprio per uesto che l' immaginazione è così potente: agisce su una realtà che pare a tutti e cinque i sensi immodificable.

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Messaggioda Necros » 7 set 2006, 20:01

io posso vantare un paladino mezzo celestiale alato devoto a Pelor, e non ho bisogno di di specificare oltre, oltre ad uno scartoccio di guerrrieri di allineamento neutrale, posso vantare anche una fantastica umano guardia nera(chierico caduto) devoto di extor, naturalemente allineamento Legale malvagio! ;)
Come vedete, nonostante i due Pg siano in netto contrasto per quanto riguarda l'affilazione, sono molto viceni dal punto di vista carattiale, overo sono due PG che vivono di assoluti ne modo di vivere, potenti, nobili e rispettati e anche saggi; questo ripecchia, in somme linee il mio caratttere o almeno quello che credo che sia, anche se un orco brarbaro multicalssato guerriero è stato giocato da me non poche volte.
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda Falcon » 8 set 2006, 0:19

Juda ha scritto: Tuttavia non è mai possibile estraniarsi completamente da noi stessi e pertanto ci sarà sempre un po' di noi nel pg nonostante sulla carta sia completamente diverso. Se ad esempio il mio personaggio dovesse giudicare buona o cattiva un azione prima la giudicherebbe il giocatore e poi il giudizio diventerebbe più o meno modificato (causa interpretazione) quello del pg. In questo però non credo sia mai possibile far sparire il giocatore che sta dietro


Questo è cio' che penso anch'io, e per molti estraniare da se stessi è troppo difficile che non ci provano o riescono male, tanto che è meglio se si attengono a... cio' che sono. :) Che poi si tenti in alcuni occasioni di interpretare qualcosa di (quasi) completamente avulso da noi stessi e dalla nostra personalità è prova da giocatori a cui piace davvero giocare di ruolo.
Ottimo esempio è cio' che ha detto Necros. :)

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Messaggioda Juda » 8 set 2006, 14:57

Sono perfettamente d' accordo sul provare, sperimentare caaratteri ed esperienze diversi da quelle specifiche del giocatore; quello che intendevo dire è, a mio parere, che è meglio comunque mantener coscienza del fatto che qualcosa (e anche di più) di noi, passa inevitabilmente nel personaggio. E' meglio tenerne conto fin da subito per non rincorrere chimere. Ma questa è ovviamente la mia opinione personale che si ricollega al discorso fatto in precedenza sull' evasione dalla realtà che appunto, secondo questa logica, è sempre un' evasione parziale (e proprio per questo interessante).

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Messaggioda Necros » 8 set 2006, 18:32

Juda ha scritto: è sempre un' evasione parziale (e proprio per questo interessante).

bravo, quello che hai detto è molto giusto e mi piace!
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