Il mercato italiano dei giochi

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda pennuto77 » 23 set 2008, 14:47

Attenzione ragazzi, fino ad ora mi sono astenuto dall'intervenire ma vorrei correggere alcune inesattezze di fondo. Quì nessuno ha fatto politiche con margini inesistenti per ammazzare il mercato e non guadagnarci nulla perché tanto campa d'altro. Si tratta di strategie che puntano su utili inferiori sul singolo pezzo ma su volumi di vendita maggiori perché a prezzi molto concorrenziali.....
Niente di suicida e niente di scorretto, per questo parlare di boicottaggi mi sembra del tutto fuori luogo. Se qualcuno fa una politica di vendita diversa dalla tua non è giustificato un attacco diretto ed un tentativo di boicottagio solo perché forse ha avuto un'idea migliore....e poi parliamo di etica, dignità e correttezza....ma per favore....
Mi pare che quì si parli con ipocrisia e per interessi personali cercando di ammantarsi del titolo di salvatori del mercato e del futuro dei giochi da tavolo in italia......
Apprezzo molto di più chi, come Sargon, non si nasconde dietro un dito e dichiara apertamente le sue motivazioni, condivisibili o meno.
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Messaggioda Iago » 24 set 2008, 10:02

LoboKDS ha scritto:
Radamantis ha scritto:
Iago ha scritto:mi permetto di dissentire sulla questione dell'ininfluenza delle vendite on-line, se il negozio on-line vende a 30 il produttore non potrà più vendere a 50 visto che, non solo nessuno comprerà da lui ma farà pure la figura del ladro, ergo il suo ricavo non sarà più tra 1500 e 4000 ma tra 1500 e 2000...


Concordo con Radamantis. Anzi, aggiungo che il produttore, per correttezza, difficilmente vendera' i propri prodotti scontati. Altrimenti i negozi/distributori non compreranno piu' da lui, e per guadagnare.. X in piu' con le vendite online, perderebbe x^100.
Chiaramente, dipende molto da qual'e' la filiera distributiva del produttore: ci sono produttori che basano tutto sulla vendita diretta e altri che invece si appoggiano a una struttura distributiva piu' complessa (produttore-> grossista -> negoziante -> acquirente). Entrambe hanno pregi e difetti.

Federico


Correggimi se sbaglio Federico, ma concordando con Radamantis stai dando ragione a me...
Se il produttore non abbassa il prezzo nel suo sito non venderà più il gioco direttamente perdendo la vendita con l'utile più elevato per cui, anche se le stesse copie del gioco saranno vendute dal negozio on-line queste non gli frutteranno più 40 € a copia ma solo 15, con un mancato guadagno di 25 € a copia (scusa se è poco).
Non sevono due lauree in economia, basta la quinta elementare e aver ascoltato le lezioni di aritmetica.

Pennuto77
Occhio alla generalizzazione, io personalmente non ho nessun interesse economico nel settore, solo un interesse di appassionato che oltre al tempo per giocare dedica al gioco dell'ulteriore tempo (libero e a volte anche ferie) per organizzare manifestazioni e gestire un'associazione che si dedica a divulgare il gioco. A questo scopo trovo che i negozi on-line non servano a nulla mentre i negozi di mattoni abbiano una loro funzione tutt'altro che marginale visto che sono l'unico luogo in cui il cittadino comune può vedere esposti i giochi che ci piacciono. Il giorno in cui questi non saranno più visibili (perché il negozio ha chiuso o perchè il negozio ha deciso che vendere certi giochi non gli conviene più) le possibilità di divulgare il nostro hobby saranno notevolmente ridotte. Per questo sono convinto che tutti (produttori, distributori, commercianti e utenti) debbano considerare le proprie azioni e cercare di far sopravvivere il mercato e che ciascuno di questi lo debba fare per primo, perché se tutti partono dal presupposto "perché devo essere io il primo a sacrificarmi" nessuno mai si muoverà e presto ci troveremo in mutande...

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Messaggioda magobaol77 » 24 set 2008, 10:56

Onestamente credo che tutta la discussione abbia fondamenta poco solide. Se parlassimo d'altro, allora avrebbe un senso maggiore, ma stiamo parlando di GIOCHI e lo facciamo in Italia. Il nuovo store ha prezzi sostanzialmente in linea con gli on-line tedeschi (almeno con 12 spiele), che ovviamente fanno una concorrenza aggressiva, utilizzando i vantaggi della vendita on-line, con costi abbattuti ecc. ecc. La funzione del negozio on line è quella di fare risparmiare, tagliando, però servizi che il negozio di base invece ha, e qui, almeno per ora, negli altri campi (non i giochi in Italia) si mantiene l'equilibirio. Il negozio mi offre consulenza, spiegazioni, consigli, un approccio concreto all'oggetto, assistenza e quant'altro, oltre al fatto che non devo per forza saper usare il computer e simili per comprare. Quindi vado al negozio se ho bisogno di questi servizi. Quindi il compratore medio, che non ha informazioni, va al negozio, mentre l'informato e l'esperto, va on-line e risparmia sfruttando le sue competenze per orientarsi. (io ad esempio, che di cellulari non capisco un tubo, se devo comperarne uno vado al negozio e non lo compro on-line, ci spendo qualche euro in più ma so cosa compro). I negozi, quindi si devono reggere sulla gente comune, che ha bisogno di essere invogliata, catturata, ha bisogno di informazioni ecc. Solo che nei giochi in Italia questa categoria manca!!!! A parte che il discorso di Lobo riveste solo una minoranza di persone, perchè il "negozio di mattoni" nella maggior parte d'Italia non c'è e sta solo nelle grandi città, e poi rimane un discorso ipotetico. I giocatori faranno sempre valere la propria competenza! leggono recensioni, regolamenti, sanno tutti i particolari di un gioco prima che esca, è normale che non abbiano bisogno del negoziante e vadano ad acquistare ai prezzi migliori! L'unica possibilità per i negozi è l'espansione del mercato nella direzione "pubblico". Invece di dire "pensate a dove comprate" e cose del genere ritengo sia più concreto e utile fare iniziative volte a questo obbiettivo. Sono poche le iniziative delle associazioni in questa direzione! Gob Con, convention per giocatori ecc.. sono cose "chiuse", che vanno bene, fanno aggregare ma coinvolgono poca massa. Play in fiera pare un buon punto di partenza ma serve tanto altro! Dimostrazioni nei centri commerciali, corsi di gioco nelle scuole, giornate di gioco nelle piazze, alle sagre, nelle feste di paese, promuovere il gioco tra i bambini, questo può cominciare ad incidere, ma se fatto da molte associazioni e da molta gente contemporaneamente.
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Messaggioda magobaol77 » 24 set 2008, 11:28

E naturalmente, poi, vale il discorso di Linx. Se fate dimostrazioni e poi dite "tranquilli vi ordino on line la roba e ve la porto a casa" siamo accapo. Dimostrate e poi, alla fatidica domanda "ma dove si comprano questi giochi?" indicate il negozio designato! (e qui le collaborazioni non dovrebbero essere solamente coi negozi specializzati, rari, ma con tutti i negozi di giocattoli!)
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Messaggioda Radamantis » 24 set 2008, 12:14

Per Iago:
visto che continui a fare ironia vorrei sapere tu quanto sei competente in materia...

cmq

1 - Se come dice qualcuno in italia si vendono 300 - 400 copie serve veramente un distributore (nell'era internet)?
Probabilmente non servirebbe affatto, quindi via il primo passaggio.
I negozi come diciamo sempre sono pochi. Un bravo imprenditore riesce a tenerli tutti sotto controllo (Lasciamo stare l'etica, accade per tutti i prodotti di marca che acquistiamo), ossia se il produttore fissa un prezzo y sul sito anche il negoziante dovrà fissare un prezzo y in negozio e chi sgarra non verrà più rifornito in futuro. Se il prodotto è veramente valido il negoziante ubbidirà (pensate se questa minaccia arrivasse ad esempio dalla FF...)
Stesso discorso se cmq si decide di continuare ad avere un distributore.
Per Iago: quel 20 che "di mancato guadagno" del produttore va visto in un ottica di spesa sostenuta per la visibilità del prodotto. Se sono bravo a selezionare i miei canali di vendita quel 20 serve a far avere visibilità al prodotto negli scaffali, al commesso che mi da spiegazioni, alla sua diffusione, ecc.
Come infatti dice magobaol77 il cellulare continuiamo a comprarli al negozio. Quel 20 che nokia "perde" serve per farcelo toccare, provare, ecc quindi è come se fosse spesa in marketing.

2 - un negozio, indipendentemente dal prodotto offerto, se è nel settore delle nicchie (gdt, modellismo ferroviario, presepi, ecc ecc) deve impegnarsi per ampliare il bacino della clintela. Se ci fate caso, internet ha messo in contatto gli appartenenti alle nicchie che ora indipendentemente da dove risiedono possono scambiarsi info, commenti, ecc. Quindi hanno sempre meno bisogno dello store fisico. Il prodotto già lo conoscono, lo comprendono, lo desiderano (ricordate la piramide del marketing?! :grin: ) e quindi lo acquistano al minor prezzo possibile a seconda delle utilità marginali (chi dice preferisco il negozio perchè lo tocco, sono ben consigliato, ecc, semplicemente ha un'altra utilità quindi per lui il maggior prezzo corrisposto è minore al beneficio che gli deriva dall'interagire con un negoziante fisico).

Concordo in pieno con magobaol77. I negozi devono cercare di attirare nuovi clienti altrimenti per loro andrà sempre peggio...
P.s.: se non è già stato fatto sarei curioso di fare un sondaggio per vedere quanti della Tana si sono avvicinati ai gdt grazie ad un negozio...

3 - mi sono sempre astenuto dal dire che la politica commerciale degli store on line sia corretta o suicida. Il discorso "può ridurre i margini sul singolo prodotto perchè aumenta i volumi di vendita totali" potrebbe funzionare. Ma attenzione è una nicchia e quindi i numeri sono troppo bassi per far tornare il calcolo. Non è un caso che quello "sotto accusa" vorrebbe diventare leader un po in tutta europa. Calcolatrice alla mano se rimane solo sul mercato italiano rischia di non farcela per via dei numeri esigui.

4 - comprando su internet i famosi 2 € di ricarico (reali o meno che siano non ha importanza) sono il prezzo del servizio offerto. Ed il servizio vale veramente 2€ (mi riferisco agli sotre on line che conosco): le foto sono piccole, la descrizione del prodotto sommaria, non posso toccare, vedere il contenuto, ecc. Se compro in un negozio i (ad esempio) 10€ che pago di più sono il servizio ricevuto (consulenza pre e post acquisto, partita di prova, tornei organizzati, consigli intelligenti ricevuti, ecc.) Se l'interazione col negozio è pari a quella dello schermo del pc, ben vengano gli e-store!
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Messaggioda tanis70 » 24 set 2008, 12:22

Radamantis ha scritto:Ciao a tutti sono Radamantis e questa è la prima volta che scrivo sul forum.


Prima di tutto complimenti per il tuo intervento. Mi ero ripromesso di non intervenire in questa discussione, ma il tuo intervento è l'unico che porti un pò di contenuti nuovi alla discussione ormai annosa e merita un commento.


Il problema è che erroneamente a quel che si crede il mercato italiano non è piccolo bensì inespresso. Tra i paesi occidentali solitamente le differenze nelle preferenze dei consumatori non sono poi così marcate. Non comprendo, dunque, come dovrebbe essere possibile che in Germania o Uk il mercato dei gdt è di 50000 utenti e in Italia 5000.


Quasi completamente d'accordo, diciamo che la chiave è il tuo avverbio "solitamente". Esiste in realtà in alcuni mercati, e quello piccolo dei giochi da tavolo è uno di questi, una variabile legata a caratteristiche sociologiche (in base a quanto tu sostieni ed a quanto scritto nei testi di economia in Francia si dovrebbero vendere tanti telefoni cellulari quanti in Italia invece da noi se ne vendono sensibilimente di più, analoghe oscillazioni esistono per mercati come quello delle bevande alcoliche, delle polizze integrative ecc...). Però concordo che in Italia c'è una potenziale quota di mercato inespresso, non tale da raggiungere il mercato tedesco ma almeno da portarci ai livelli di Francia e Spagna.
Per fare un esempio contrario, per i giochi di carte l'Italia è un mercato molto più grande di Francia e Spagna. Dato che le aziende ed i negozi coinvolti sono più o meno gli stessi le differenti dimensioni relative dei mercati sono da ricercare nelle differenze socio-culturali (gli italiani sono molto più portati a giocare a carte con estranei in osteria che a giocare in famiglia, per semplificare).


La piramide del marketing è uno strumento che analizza il comportamento del consumatore finalizzato all'acquisto ed è così costituita:
- conoscenza
- comprensione
- consapevolezza
- desiderio
- azione (ossia acquisto del prodotto)
In Italia manca totalmente la prima fase ossia vi sono centinaia di persone che sarebbero potenziali clienti ma che ignorando l'esistenza del prodotto non lo acquistano.


Niente da dire.


2 - esistono una miriade di soluzioni al problema: identificare il soggetto che applica comportamenti scorretti e non rifornirlo più; redigere contratti di eclusività territoriale; aprire propri punti vendita; ecc. Se non hanno idee assumessero qualche esperto e non i vari esperti di marketing fai da te...


Le soluzioni esistono e qualche serio esperto che lavora nel settore anche, non sempre sono applicabili (o non sempre le si vuole applicare).

3 - il danno ai negozi non deriva dal fatto che gli appassionati acquistano on line ma dal fatto che non riescono a tenersi i clienti o a crearsene di nuovi. Ho conosciuto tantissime realtà imprenditoriali in cui tramite una cura maniacale del cliente riescono a mandare a gonfie vele gli affari. Se entro in un negozio ed il commesso è preparato, gentile, competente, disponibile, posso provare, mi consiglia il meglio e non mi deve vendere per forza qualcosa, ecc, acquisto da lui. Punto. Se entro, il negozio ha poca scelta, il commesso non mi si fila e continua a chattare, ha dei prezzi esageratamente elevati, o cerco un altro negozio o compro on line.
Il problema del free riding è facilmente superabile. Ad esempio sono 10 anni che lavoro con un amico a Romics: c'è sempre chi viene, ti riempe di domande e non acquista niente. Li abbiamo inquadrati, schedati e ora li ignoriamo letteralmente mentre siamo disponibilissimi con tutti gli altri.


Queste sono parole sante. Mi sono sempre battuto per difendere i diritti dei negozi che fanno la loro parte, purtroppo la media del settore è desolante e "la cura maniacale del cliente" non viene nemmeno presa in considerazione.

4 - c'è bisogno di qualcuno/i che investa seriamente in pubblicità.


Qui hai di nuovo ragione da vendere. Il problema è che le aziende del settore o non hanno risorse per farlo oppure non ne vedono l'interesse o addirittura quando lo fanno vengono snobbate da negozi e distribuzione.

(tanto per dirne una 10000 volantini costano 150€, perchè non provare? Correte il rischio che il padre di famiglia si accorga che esistete e faccia un regalo al figlio? suvvia)


Tanto per dirne una e che hai parlato di volantini, visto che lavoro nel settore ti racconto un aneddoto: mi occupo del marketing del gioco di carte collezionabili Wizards of Mickey. Abbiamo offerto ai negozianti italiani un'opportunità unica al mondo: sfruttare l'appeal dei personaggi Disney per farsi pubblicità e portare un pubblico nuovo nei loro negozi. Credi che la maggioranza di loro l'abbia sfruttata? Tranne pochissime eccezioni, assolutamente no. Al punto che come editore ci siamo offerti noi di stampare e far distribuire i volantini per loro (investimento di circa 200 € per ciasun negozio), visto che nessuno di loro lo faceva di propria iniziativa! E di fronte a questo impegno, alcuni negozi si sono rifiutati di fare un'ordine di nuovi prodotti per un importo inferiore a 100 € (inutile dire che sono stati rimossi dall'iniziativa, e si sono pure lamentati perchè "nessuno ci aveva detto che avremmo dovuto comprare qualcosa in cambio").
Questo ti dà un'idea di quanto sia difficile investire denaro in un settore in cui non manca solo la professionalità, ma addirittura il buon vecchio senso comune?


Il consumatore compra dove è più conveniente.


Sacrosanto

Il negoziante deve essere innovatore altrimenti è destinato a perder clienti ( e questo badi bene sta accadendo a qualsiasi tipologia di negozio).


Spero, per loro, che molti negozianti stiano leggendo. Purtroppo la scena che hai descritto, entrare e trovare il commesso che chatta e ti ignora mentre due ragazzini brufolosi stanno giocando a Magic ed il negozio è pieno di miniature in piombo che prendono polvere da mesi è assolutamente una realtà comune e desolante.

Il produttore deve investire maggiormente in marketing.


Altrettanto sacrosanto, il problema, lo stesso che riguarda i negozi in fondo, è che la maggioranza dei produttori attuali non se lo può proprio permettere, o non vuole.

Spero che il mio contibuto sia stato utile

Radamantis


Talmente utile che se mai dovessi aprire una mia azienda ti offrirò un lavoro il giorno stesso, anzi prima. :)
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Messaggioda Inuyasha » 24 set 2008, 13:25

Io sono d'accordo con quanto dice Magobaol, però mi chiedo quanti negozianti siano disposti ad investire tempo e denaro in queste attività di promozione visto che hanno il timore che si provi il gioco in negozio e lo si compri altrove.
Ormai internet è a disposizione di tutti ed anche se non consigli il sito "tal dei tali" basta mettere il nome del gioco su google e ti trovi tutti i posti dove comprarlo a meno.

P.s.: se non è già stato fatto sarei curioso di fare un sondaggio per vedere quanti della Tana si sono avvicinati ai gdt grazie ad un negozio...


Sondaggio interessante però i risultati non sarebbero del tutto attendibili secondo me, infatti io non considererei la generazione del pre-internet (nella quale comprendo anche me stesso), visto che volenti o nolenti si doveva passare per forza da un negozio.
Sarebbe più utile limitare il sondaggio alle generazioni più giovani (al massimo i 23enni) per vedere se loro sono stati coinvolti dalla rete o da un negozio.
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Messaggioda Amon » 24 set 2008, 16:06

Innanzi tutto faccio un grosso in bocca al lupo al gestore del sito "incriminato" e concordo in toto com l'intervento di Pennuto.

A Linx e Magobaol dico che mi sentirei un vigliacco a consigliare a una qualsiasi persona il posto più caro dove comprare un gioco. Voi sareste felici di ricevere e/o dare questo tipo di informazioni? Magari a un amico...
Tra le altre cose rischierei di allontanare qualche persona dal mondo dei giochi da tavolo perché considerato troppo dispendioso.

Sono d'accordo con Sargon e Radamantis e ritengo comunque lecita (dal basso della mia laurea in Lettere) una strategia che punti sul volume di vendite. Come avrebbe dovuto comportarsi questo negoziante per farsi notare, per farsi una clientela? Avrebbe dovuto telefonare a tutti gli altri rivenditori e chiedere i loro listini dei prezzi per poi adeguarsi?

Arriviamo al discorso dei negozi in muratura agonizzanti a causa degli acquirenti che, maledetti, comprano on line.
Chissà perché i negozianti sono sempre e comunque esenti da colpe...si invoca giustamente la meritocrazia nella Pubblica Amministrazione mentre nel commercio sono tutti bravi e competenti e non meritano di chiudere...ma per favore!.
Qualcuno afferma che 10/15 euro non cambiano la vita. No, non la cambiano; ma rappresentano un'ora (qualcosa di più) del mio lavoro (un po' più specializzato di quello del negoziante). Quindi non capisco perché io debba regalare un'ora del mio lavoro a un negoziante "live" quando lui mi liquida in due minuti e magari è anche scocciato se gli chiedo qualcosa. Il negoziante se lo deve meritare quel sovrapprezzo che gli dovrei dare: aiutandomi sapientemente nella scelta, magari ascoltando le mie esigenze, dandomi la possibilità di provare qualche gioco, spendendo del tempo per aggiornare se stesso e, di riflesso, me, ecc.
All'unico negoziante della mia città ho chiesto, ormai da quasi un anno, di procurarmi "Age of Empires III".
"Tranquillo! Arriverà dopo le feste".
Sì, ma del 2012. Lo sto ancora aspettando (e mi sa che ormai lo comprerò on line in italiano, guarda caso pagandolo meno).
Ultima modifica di Amon il 24 set 2008, 16:27, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda tanis70 » 24 set 2008, 16:27

Amon ha scritto:Quindi non capisco perché io debba regalare un'ora del mio lavoro a un negoziante "live" quando lui mi liquida in due minuti e magari è anche scocciato se gli chiedo qualcosa. Il negoziante se lo deve meritare quel sovrapprezzo che gli dovrei dare: aiutandomi sapientemente nella scelta, magari ascoltando le mie esigenze, dandomi la possibilità di provare qualche gioco, spendendo del tempo per aggiornare se stesso e, di riflesso, me, ecc.


Questo è il cuore della questione.

I negozianti bravi che si aggiornano, offrono un serivizio, mettono spazi a disposizione per giocare, ecc... vanno premiati, a costo di pagare qualcosa in più.
Se invece il negoziante non offre un servizio, è giusto che impari la legge del mercato vedendo i suoi clienti comprare via internet a prezzi più favorevoli.
Quello che non è eticamente corretto è invece approfittare dei servizi di un negoziante (spazi gioco, disponibilità, informazioni) e poi comprare via internet per risparmiare.

A ciascuno valutare per il meglio.
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Messaggioda linx » 24 set 2008, 17:38

Amon ha scritto:A Linx e Magobaol dico che mi sentirei un vigliacco a consigliare a una qualsiasi persona il posto più caro dove comprare un gioco. Voi sareste felici di ricevere e/o dare questo tipo di informazioni? Magari a un amico...
Tra le altre cose rischierei di allontanare qualche persona dal mondo dei giochi da tavolo perché considerato troppo dispendioso.

A parte il fatto che di motivi per sentirsi dei vigliacchi nella vita ce ne sarebbero già a strafottere senza tirare in ballo una cosuccia come questa, basterebbe non nascondersi dietro un dito; devi pensare alla cosa da un diverso punto di vista: ormai noi siamo "intossicati" dai giochi, ne compriamo più di quanti potremmo veramente sfruttarne e quelle 10/15 euro di differenza moltiplicate per il numero di giochi che ordiniamo sono una bella cifretta.
Una persona che inizia non ha bisogno di comprarsi tutti 'sti giochi in una volta e intossicarsi a sua volta. Se prende coscienza che un gioco costa 50 € lo compra e basta. Pensi che faccia qualche differenza il fatto che costi 50 invece di 40 se deve comprare UN gioco? Io non credo, al giorno d'oggi: che ci compri con 10 euro?
Quando si sarà stufato ne comprerà un'altro.
Io sono andato avanti anni con i soliti 2 o 3 giochi.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Amon » 24 set 2008, 20:30

linx ha scritto:A parte il fatto che di motivi per sentirsi dei vigliacchi nella vita ce ne sarebbero già a strafottere senza tirare in ballo una cosuccia come questa, basterebbe non nascondersi dietro un dito; devi pensare alla cosa da un diverso punto di vista: ormai noi siamo "intossicati" dai giochi, ne compriamo più di quanti potremmo veramente sfruttarne e quelle 10/15 euro di differenza moltiplicate per il numero di giochi che ordiniamo sono una bella cifretta.
Una persona che inizia non ha bisogno di comprarsi tutti 'sti giochi in una volta e intossicarsi a sua volta. Se prende coscienza che un gioco costa 50 € lo compra e basta. Pensi che faccia qualche differenza il fatto che costi 50 invece di 40 se deve comprare UN gioco? Io non credo, al giorno d'oggi: che ci compri con 10 euro?
Quando si sarà stufato ne comprerà un'altro.
Io sono andato avanti anni con i soliti 2 o 3 giochi.

Fortuatamente non sono per niente intossicato: i giochi che non mi piacciono li rivendo immediatamente e così mi restano solo pochi giochi "buoni".
Peraltro sarebbe interessante discutere (in un altro topic) delle eventuali ripercussioni di questa tua politica sul mercatino dell'usato.
Compro, ad esempio, Agricola a 60 euro dal mio negoziante e, quando voglio venderlo perché non mi piace, mi rispondono: "Guarda che X lo vende a 38, nuovo! Se vuoi te lo compro a 25". Sarebbe la morte del mercatino dell'usato, un mercato piuttosto fiorente, direi.

Sarà un mio difetto ma quando devo dare un consiglio cerco di dare il migliore possibile. Ti dirò, anzi, che gli chiederei di fare un ordine comune su un negozio on line, in modo da dividere le spese di spedizione.
Come ho scritto prima, il commerciante si deve meritare la sua clientela e le mie "raccomandazioni". Se mi fido di lui, se c'è una rapporto di fiducia e stima (che si deve guadagnare con la sua professionalità) gli mando chicchessia, altrimenti lo boicotto volontariamente, tanto più che risparmio dei bei soldini (ad esempio direi al novizio di fermarsi a "I Giochi dei Grandi" di Verona, se ci passa: persone gentilissime, simpatiche e competenti ).
Il negoziante che si limita a esporre i propri giochi non fa bene né a se stesso né alla diffusione del gioco. Perché dovrei dargli i miei soldi? Si tratterebbe di pura beneficenza...
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Messaggioda bugoz » 25 set 2008, 4:29

Amon ha scritto:A Linx e Magobaol dico che mi sentirei un vigliacco a consigliare a una qualsiasi persona il posto più caro dove comprare un gioco. Voi sareste felici di ricevere e/o dare questo tipo di informazioni? Magari a un amico...
Tra le altre cose rischierei di allontanare qualche persona dal mondo dei giochi da tavolo perché considerato troppo dispendioso.


Magari questo store online nel giro di un anno chiude (spero di no), e la persona a cui hai consigliato guarda gli altri siti e vede che i prezzi sono 10€ più alti. Cosa può pensare? che sono dei ladri?
Io mi trovo d'accordo con lobo, ma al di là di tutto non riesco ancora a capire come una persona possa spendere denaro, tempo per vendere della merce e ricaricarci sopra uno o due euro. E' l'anti commercio, e non potrà durare tanto. Certo che con l'online un'attività del genere potrà sopravvirere più a lungo, perchè è più facile tagliare le spese; ma se fosse un negozio avrebbe chiuso nel giro di 6 mesi.
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Messaggioda Lobo » 25 set 2008, 10:02

Un rapido e veloce "off topic".
Qualcuno ha parlato di professionalità, lo pregeheri di rvedere ampiamente le sue vedute.
Io ho un background familiare di commercianti, ma faccio un lavoro (come direbbe lui) altamente professionale nei fidi alle imprese.

Ritengo che per fare il commerciante (bravo e serio si intende) occorra molta, ma molta più professionalità (nonché qualche dote naturale di comunicazione) di molti altri mestieri. Che poi il mondo sia pieno di "improvvisati" è un'altra questione.

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda magobaol77 » 25 set 2008, 10:37

Amon ha scritto:
A Linx e Magobaol dico che mi sentirei un vigliacco a consigliare a una qualsiasi persona il posto più caro dove comprare un gioco. Voi sareste felici di ricevere e/o dare questo tipo di informazioni? Magari a un amico...
Tra le altre cose rischierei di allontanare qualche persona dal mondo dei giochi da tavolo perché considerato troppo dispendioso.



ritengo che tu guardi la questione solamente dal tuo punto di vista. Anche io compro quasi solo on-line con quasi tutti gli appassionati della mia associazione, facciamo ordini comuni (spesso molto grossi) per abbattere i costi ecc.. E se uno entra in associazione e vuole comprare un certo numero di giochi lo inserisco nell'ordine... Ma stiamo sempre parlando di appassionati, che comprano almeno 4-5 giochi l'anno (spesso molti di più...).
Se incontri un conoscente, un passante durante un'iniziativa o un padre di famiglia che dice "bel gioco vorrei comprarlo per mio figlio" cosa gli dici? "lasciami il telefono, mi ordini quello che vuoi e passo a casa a portarti la merce?" ti metti a fare il distributore gratis? O gli dici: "compralo su questo sito on line, è facile anche se è tutto in tedesco, risparmi 8,92 euro ma poi spendi 15 di spedizione però se ti metti insieme a tua suocera allora puoi abbattere i costi?"
O gli consigli il negozietto che conosci (sperando nella preparazione del negoziante?).
Si tratta di target differenti. Io non mi vergogno di consigliare la fumetteria della città anche se so che ha prezzi superiori perchè sò che può dare indicazioni, consigli, e può essere un punto di riferimento per la gente. Altrimenti dovrei ordinare io on line e fare io il distributore....
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Messaggioda pennuto77 » 25 set 2008, 11:11

Bugoz il fatto che lo store in questione faccia utili ridicoli di uno-due euro non capisco da dove lo abbiate capito. Non mi risulta affatto che NQD abbia voglia di buttare tempo e soldi solo per fallire entro un anno per cui non parlate se non sapete le cose......NQD ha semplicemente deciso di aprire un'attività commerciale mirata al mercato europeo ed in questa ottica i suoi prezzi sono in linea con altri rivenditori....
Poi magari non ci riuscirà (io spero di si) ma nessuno ha intenzione di buttare soldi dalla finestra magari solo per far chiudere i negozi della propria città (con cui c'è anche un rapporto di amicizia), cerchiamo di non dire cose non vere per favore.....si sta parlando di attività commerciali per cui le vostre errate parole possono averer ripercussioni....facciamo attenzione..... ;)
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