il mistero dell' anoressia

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Messaggioda Lobo » 4 apr 2007, 16:26

Necros ha scritto:
Amon ha scritto:...loro pulsioni autodistruttive e, di conseguenza, hanno bisogno di essere aiutate: innanzi tutto dalla famiglia e, magari in seconda battuta, da specialisti. Da sole non ce la possono fare.
ok, aiutate, ma come, con quali mezzi, come posos far guarire questa mia amica? non so, lei già prende psicofarmaci!


Dovresti contattare l'ABA (Associazione Anoressia e Bulimia) che stanno anche a Roma (questo Numero Verde 800.16.56.16) e farti consigliare anche su come comportarti tu per aiutarla. Comunquer non sarà facile

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda Amon » 4 apr 2007, 16:46

Necros ha scritto:aiutare le person ccon il gioco? questa cosa mi paice, e anche tanto!
magari una partitina a risiko le farebb paicere: questo è un garde aiuto: grazie!


Il gioco è un'attività fondamentale, direi imprescindibile, per un essere umano ma, ahimé, non è per niente facile coivolgere i soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare in tutto ciò che può essere definito ludico. Giocare significa mettersi in gioco e questo, in generale, non piace. Emozioni, sogni e fantasticherie sono viste come pericolose e, per questo, vanno aspramente combattute con il ragionamento, la razionalità.
Una ragazza anoressica ha voglia di giocare - è naturale - ma questo impulso, come tanti altri, non piace e cedere alle sue lusinghe sarebbe un segno evidente di debolezza: inaccettabile! Non si può essere deboli!

Credo comunque che voi compagni di classe dobbiate provare a coinvolgerla in qualche gioco. Questo gioco, secondo me, non dovrebbe avere le caratteristiche del gioco da tavolo, assimilato spesso all'inerzia corporea e alla passività: equivarrebbe a rafforzare l'impressione di "vuoto interiore" e a rafforzare intollerabili sensi di non-esistenza.
I classici giochi all'aria aperta, forse, sono più adatti: l'azione offre l'illusione di "controllare" il proprio corpo e dà la certezza di bruciare calorie.
Provateci, ma non insistete.

P.S. Faccio i miei complimenti a tutti coloro che sono intervenuti e intervengono in questo thread (quindi ci sono anch'io), dimostrando sensibilità, acutezza di spirito e preparazione.
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Messaggioda Raistlin » 4 apr 2007, 16:57

gigio ha scritto:ma si... continuiamo a dare sempre la colpa alla societa'...

ma l'intelligenza della persona dove la mettiamo?

come mai io sono in grado di dire che il grande fratello, piuttosto che la fattoria, piuttosto che una sfilata di moda...SONO VACCATE?


Discorso troppo complesso da affrontare su un forum, secondo me...
L'intelligenza di una persona è lì, in balìa di molteplici fattori, purtroppo, piuma al vento senza appiglio se non si ha un qualcosa in cui credere. Attribuire colpe è semplice, attribuirle nella giusta proporzione è molto difficile, impossibile forse. Poichè le colpe sono in questi casi di tutti e di nessuno, a seconda dei punti di vista.
Di sicuro la società è malridotta.. fiume in piena che ci investe portando via davvero tanto di noi con essa sotto tantissimi aspetti. E credo sia impossibile non ammettere ciò. Mode, tendenze.. parole che anche a me non dicono nulla, ma che talvolta mi ritrovo anche in minimissima parte a seguire, meravigliandomi di me stesso magari. Siamo il risultato di quello che viviamo, dopotutto, quindi nessuno si salva; del resto siamo di carne e sangue, mica automi... Se l'appiglio non è buono, saremo sballottati via in un istante.

P.S.: chiedo venia per essere andato OT. Riguardo l'argomento del topic riconosco i miei limiti: non ho preparazione minimamente sufficiente per poterti consigliare, Necros e non posso fare altro che esprimere un profondo - quanto forse inutile - dispiacere per la situazione della tua amica...
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Messaggioda Izraphael » 4 apr 2007, 17:18

gigio ha scritto:ma si... continuiamo a dare sempre la colpa alla societa'...

ma l'intelligenza della persona dove la mettiamo?

come mai io sono in grado di dire che il grande fratello, piuttosto che la fattoria, piuttosto che una sfilata di moda...SONO VACCATE?


Dipende non solo dall'intelligenza, ma anche dalla condizione psicologica, che è un'altra cosa.
Una ragazza può detestare i fenomeni di massa o di basso profilo culturale ed essere allo stesso tempo affetta da bulimia (visto anche questo coi miei occhi); alcune fra le persone più intelligenti che conosco hanno avuto in passato problemi alimentari o crisi depressive.
Insomma: equilibrio psichico e quoziente intellettivo viaggiano su due strade diverse (pensa a quanti grandi artisti, poeti, scrittori e scienziati hanno subito crolli psicologici e si sono suicidati o sono impazziti)...
Ovviamente, seguendo questo discorso c'è anche chi è SIA intelligente CHE equilibrato - ci mancherebbe altro...

(sigh, mi fate tornare in mente i bei tempi della tesi...)
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Messaggioda Athafil » 4 apr 2007, 17:56

Purtroppo questi problemi non sono nè di facile soluzione nè di facile comprensione Poi credo che sia anche una ragazza giovane in piena adolescenza no?

Di conseguenza puoi solo esserel vicino ma anche capire che lei è profondamente malata e non sarai certo tua a guarirla

Lo può fare solo un buon Psciologo od uno Psichiatra

E non è la sola purtroppo

Until swords part... Athafil Oakleaf - Principe degli elfi Ambasciatore Elfico "Potrei sapere come si fa ad uscire di qui?" "Dipende in gran parte da dove tu vuoi andare"  FFFF ha ragione...

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Messaggioda Amon » 5 apr 2007, 11:17

Izraphael ha scritto:Dipende non solo dall'intelligenza, ma anche dalla condizione psicologica, che è un'altra cosa.
Una ragazza può detestare i fenomeni di massa o di basso profilo culturale ed essere allo stesso tempo affetta da bulimia (visto anche questo coi miei occhi); alcune fra le persone più intelligenti che conosco hanno avuto in passato problemi alimentari o crisi depressive.


Sono d'accordissimo. Intelligenza e quoziente intellettivo non c'entrano nulla: bulimia e anoressia si iscrivono nella storia affettiva e relazionale e, probabilmente, si tratta della riattualizzazione di relazioni disturbate con la madre nel corso della prima infanzia.
Dirò di più. Sul piano intellettuale, bulimiche e anoressiche dimostrano, fin da piccole, forti potenzialità e in termini di padronanza le ragazze in questione sono state spesso bambine precoci. A scuola sono le migliori o, comunque, tra le più brave.

A mio parere non v'è dubbio che la società moderna ha delle forti colpe: in generale l'abbondanza di beni di consumo colma l'assenza di scambi e di convivialità. A scuola vedo ragazzini di 12 anni che hanno tutto: telefonino da 500 euro, computer, lettore mp3...poi magari vedono i genitori la sera, un paio d'ore, se sono fortunati.
I sensi di colpa dei genitori per la mancata "presenza" sfociano nella sostituzione dell'affetto con oggetti. Tutto qui.
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Messaggioda Izraphael » 7 apr 2007, 17:33

Amon ha scritto:
Izraphael ha scritto:Dipende non solo dall'intelligenza, ma anche dalla condizione psicologica, che è un'altra cosa.
Una ragazza può detestare i fenomeni di massa o di basso profilo culturale ed essere allo stesso tempo affetta da bulimia (visto anche questo coi miei occhi); alcune fra le persone più intelligenti che conosco hanno avuto in passato problemi alimentari o crisi depressive.


Sono d'accordissimo. Intelligenza e quoziente intellettivo non c'entrano nulla: bulimia e anoressia si iscrivono nella storia affettiva e relazionale e, probabilmente, si tratta della riattualizzazione di relazioni disturbate con la madre nel corso della prima infanzia.
Dirò di più. Sul piano intellettuale, bulimiche e anoressiche dimostrano, fin da piccole, forti potenzialità e in termini di padronanza le ragazze in questione sono state spesso bambine precoci. A scuola sono le migliori o, comunque, tra le più brave.

A mio parere non v'è dubbio che la società moderna ha delle forti colpe: in generale l'abbondanza di beni di consumo colma l'assenza di scambi e di convivialità. A scuola vedo ragazzini di 12 anni che hanno tutto: telefonino da 500 euro, computer, lettore mp3...poi magari vedono i genitori la sera, un paio d'ore, se sono fortunati.
I sensi di colpa dei genitori per la mancata "presenza" sfociano nella sostituzione dell'affetto con oggetti. Tutto qui.


Quoto. Mi ricordo che quand'ero piccolo le occasioni "ripetute" in cui ricevevo veri e propri "regali" erano solo due: natale e compleanno.

Credo che ottenere tutto quel che si vuole appena lo si chiede porti a una visione distorta della vita, in cui:
1. non esistono cose che non si possono avere (ed è falso),
2. l'affetto si misura da numero e mole di regali ricevuti (ed è falso, e drammatico, perchè fa perdere di vista "cosa è" l'affetto).

Temo, però di essere finito clamorosamente OT :(
Perdonatemi ma, con un figlio che mi nasce entro una ventina di giorni, sono questioni che mi pongo :) :)
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Messaggioda Necros » 7 apr 2007, 19:51

Izraphael ha scritto: A scuola sono le migliori o, comunque, tra le più brave.
infatti, è prorpio così, e questo vuol dire non sempre le persone con la media più alta sono sempre le più intelligenti sotto tutti i punti di vista!
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda Izraphael » 8 apr 2007, 11:43

SIGMAR ha scritto:scusate se mi intrometto nella questione.
oltre all'anoressia patologica c'è anche quella detta Anoressia Nervosa molto + comune, ed è dovuta ad un fattore psicologico creato dalla società in cui viviamo.

Una persona è affetta da Anoressia Nervosa se manifesta tutte e quattro le seguenti caratteristiche:
- Perdita di peso rilevante (più del 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza)
- Paura intensa di ingrassare anche quando si è in sottopeso
- Alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee.
- Scomparsa delle mestruazioni (nelle donne assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi)

La caratteristica principale dell'anoressia nervosa è il rifiuto del cibo, ma chi soffre di tale disturbo ha sempre una intensa fame e appetito. Il rifiuto di mangiare nasce dalla forte paura di ingrassare e dalla necessità di controllare l'alimentazione. Per evitare di ingrassare chi soffre di anoressia nervosa mette in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, fare esercizio fisico in maniera eccessiva, indursi il vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo.
Si distinguono due forme di anoressia nervosa: l'anoressia restrittiva, forma in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall'intensa attività fisica, e l'anoressia con bulimia, forma in cui la persona mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il peso corporeo (abuso di lassativi e/o diuretici, vomito).
La percezione ed il valore attribuiti all'aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti in questi soggetti. Alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come "troppo grasse" alcune parti del corpo, in genere l'addome, i glutei, le cosce.
Possono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come "grasse". Nei soggetti con anoressia nervosa i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l'incremento ponderale viene esperito come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.
Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti con questo disturbo negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato di emaciazione.


con questo vi saluto ciauz a tutti :lol: :lol: :lol:

ciauz prof (amon) dimmi di Pergine?


...l'anoressia nervosa E' l'anoressia patologica.
Passi fare copia e incolla paro paro dal primo sito sull'anoressia indicato da google, ma almeno fai attenzione!

Dire che l'anoressia nervosa è diversa da quella "patologica" è fuorviante, e può portare a pensare che l'anoressia nervosa non sia una patologia ma qualcosa di meno grave!

Normalmente non me ne fregherebbe nulla, ma qui si sta parlando dei problemi di salute di qualcuno: un consiglio dato male può anche fare danni...
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Messaggioda Raistlin » 8 apr 2007, 13:30

Mi scuso per l'OT, ma trovo il comportamento di SIGMAR davvero sconveniente e riprovevole, oltre che maleducato.

Mi sta bene (nel senso che si sopporta) che uno spammi in continuazione con domande inutili e stupide in quasi tutti i topic attivi, ma entrare così in una discussione seria come quella ivi presente e copia/incollare un testo preso A CASO dalla rete davvero supera il livello di tolleranza acconsentito verso questo genere di comportamenti, almeno da parte mia.

(Ecco il link dal quale il nostro SIGMAR ha attinto per dimostrare la sua 'conoscenza': http://www.ipsico.org/anoressia.htm )

Che tristezza riscontrare ancora una volta che vi siano in giro persone tanto povere di rispetto...
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Messaggioda Lobo » 8 apr 2007, 13:47

Adesso basta!
Sigmar ha superato il limte del forum.
Mi scuso con gli altri, ma la necessità di "esistenza in vita" del tipo supera i limiti.
Ho provveduto io.

BP a tutti

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Messaggioda Necros » 8 apr 2007, 13:52

porcA MISERia, e fatela finita, sempre a rintuzzare, se trovate un messaggio di spam che non vi piace e che vi fa rodere, non rispondete ma ignoratelo e basta (sigmar, NON mi sto riferendo a te, ma in generale e mq ti ringrazio per essere intervenuto in questo post!) .

Per rientrare nel tracciato, quundi il rifiuto del cibo dovuto all'anoressia non è una scelta volontaria, o on ho capito nulla!?!?
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Messaggioda Izraphael » 9 apr 2007, 10:24

Necros ha scritto:Per rientrare nel tracciato, quundi il rifiuto del cibo dovuto all'anoressia non è una scelta volontaria, o on ho capito nulla!?!?


In parole molto povere, è così (e quindi hai capito bene).
Per farla brevissima, c'è un disagio affettivo (o comunque un fattore "psicologico") che porta a una visione distorta di sè, e che ha come conseguenza lo svilupparsi di una patologia (alimentare, o depressiva, o quel che è); il comportamento autolesivo è una sorta di "automatismo", e per "curarlo" bisogna intervenire sulla causa principale (ho usato le virgolette perchè la cosa da curare in realtà non è il fatto che il soggetto "non mangi", ma il disagio che ha portato al disturbo).
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Messaggioda Amon » 9 apr 2007, 12:53

Izraphael ha scritto:Perdonatemi ma, con un figlio che mi nasce entro una ventina di giorni, sono questioni che mi pongo :) :)


Beh, innanzi tutto auguri e felicitazioni. Nonostante tutto, sono convinto che la nostra generazione saprà dare ai propri figli un'educazione sana e responsabile.

Necros ha scritto:Per rientrare nel tracciato, quundi il rifiuto del cibo dovuto all'anoressia non è una scelta volontaria, o on ho capito nulla!?!?


Forse mi ripeto: bulimia e anoressia sono caratterizzate dalla consapevolezza del carattere anormale del proprio comportamento e, al contempo, dall'impossibilità di comprenderlo e reprimerlo.
Si tratta di processi che si iscrivono nell'inconscio e riguardano, come ha detto anche Izraphael, la riattualizzazione di relazioni disturbate con la figura materna nel corso della prima infanzia.
Le stesse difficoltà riguardano gli alcolisti e i tossicomani: essi sanno a livello volontario che il loro comportamento è anormale, deviato, ma da soli non sono in grado di comprenderne la causa.
Semplificando, e restando in tema Tana, chiunque di noi regola i propri comportamenti alla luce di rapporti di causa-effetto: giocare (causa) ci dà piacere (effetto) e quindi cerchiamo di giocare il più possibile. Se però la causa di un nostro comportamento ci è ignota, poiché ha radici nella sfera inconscia, la ragione (o volontà, che dir si voglia) può catalogarlo semplicemente come un dato di fatto, un qualcosa che esiste, ma è impossibilitata a fare delle contromosse efficaci. E' per questo che deve intervenire uno specialista, qualcuno in grado di "scavare" nella psiche e di aiutare il soggetto disturbato a far luce sulla causa scatenante.
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Messaggioda Necros » 9 apr 2007, 16:47

bene, bene: ora questa malattia per me non è più un mistero, e penso di aver capito più o meno come vanno le cose e mi ritengo più che soddisfatto.
Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti in questo topic e hanno fatto sì che la mia conoscenza si ampliasse, grazie ragazzi!
Ho racccontato di questo topi alla mia compaga di classe con questi problemi e, stranamente, è stata molto contenta e vi ringazia tutti quanti per l'interessamento!
Grazie ancora e buona Pasquetta!
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