Il "peso" della Tana dei Goblin?

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Il "peso" della Tana dei Goblin?

Messaggioda Stef » 10 ott 2012, 14:57

Non sapevo dove aprire questa discussione, prego di spostarla dove ritenete più consono.

Comunque, notavo una cosa. Stanno sbucando molti giochi scritti e/o prodotti da italiani. Quest'anno in particolare i titoli "tricolore" sono davvero tanti e ad Essen ad ogni angolo sbuca qualcosa con firma italiana.

Senza contare nuove case editrici che debuttano, etc, etc.

Ecco, non vi pare che tutto questo abbia ben poco riscontro sul sito della Tana?

Sembra come se editori e autori evitino di venire qui per parlare o presentare le proprie novità. Se andiamo a sfogliare le aggiunte 2012 di liste come questa si può capire facilmente cosa intendo.

Un autore/editore italiano non ha la voglia di andare a parlare della propria creatura su quello che - a occhio - è il sito più frequentato in Italia?

Non sarebbe interessante vedere... che so... un Bellini che presenta Jungle Brunch o un Lavezzi che parla di Oddville?

A fronte di una netta crescita del "movimento" italiano in ambito di boardgame noto un sempre maggiore distacco con la Tana Dei Goblin e tutto sommato mi chiedevo come mai.

(o meglio, visti i precedenti diciamo che "so" il perché, sempre per la storia del "chi semina raccoglie", a livello di community, ma vorrei conoscere comunque la vostra opinione circa questo fenomeno che mi sembra abbastanza palese e che, di fatto svilisce un po' il valore della Tana, al di la delle discussioni tipo "Aoh, com'è sto gioco?", "Che me compro?" e "Lo famo l'acquisto de massa da Pryggzspiele.de?")
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Re: Il "peso" della Tana dei Goblin?

Messaggioda Galdor » 10 ott 2012, 15:15

Stef ha scritto:(o meglio, visti i precedenti diciamo che "so" il perché, sempre per la storia del "chi semina raccoglie", a livello di community

A cosa alludi?
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Messaggioda Izraphael » 10 ott 2012, 15:56

Credo che alluda al fatto che parlare sulla tana ed esporsi sulla tana, come autore, editore, negoziante o operatore è spesso controproducente.
Certo, ci sono dei vantaggi, ma a seconda di come tira il vento (ed è qualcosa di spesso imprevedibile) si può andare dal rischio di essere offesi o provocati più o meno velatamente, o a serie di voti bassi "per ripicca" o antipatia.
Si rischia di veder svilito il proprio lavoro sulla base del sentito dire e della prova indiziaria (così come si rischia di vederlo incensato, sia chiaro, ma il fatto che ogni voce valga come le altre fà sì che chiunque possa levar verbo contro qualsiasi cosa purché non dica parolacce).
Insomma, si rischia un hype negativo talvolta immotivato, e soprattutto si rischia di impelagarsi in lunghe discussioni che gettano magari discredito sul proprio lavoro e che, di fatto, non hanno né capo né coda.

Credo alluda a questo.
Ultima modifica di Izraphael il 10 ott 2012, 15:59, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Stef » 10 ott 2012, 15:59

Izraphael ha scritto:Credo che alluda al fatto che parlare sulla tana ed esporsi sulla tana, come autore, editore, negoziante o operatore è spesso controproducente.
Certo, ci sono dei vantaggi, ma a seconda di come tira il vento (ed è qualcosa di spesso imprevedibile) si può andare dal rischio di essere offesi o provocati più o meno velatamente, a serie di voti bassi "per ripicca" o antipatia.
Si rischia di veder svilito il proprio lavoro sulla base del sentito dire e della prova indiziaria (così come si rischia di vederlo incensato, sia chiaro, ma il fatto che ogni voce valga come le altre fà sì che chiunque possa levar verbo contro qualsiasi cosa purché non dica parolacce).
Insomma, si rischia un hype negativo talvolta immotivato, e soprattutto si rischia di impelagarsi in lunghe discussioni che gettano magari discredito sul proprio lavoro e che, di fatto, non hanno né capo né coda.

Credo alluda a questo.


Si, più o meno.

Il concetto di chiedere "a cosa alludi" mi lascia in effetti perplesso, perché credo che i trascorsi di discussioni e litigi dovrebbero essere chiari un pò a tutti i mod e gli organizzatori.

A parte questo, oltre che puntare il dito contro le cose che sono successe in passato credo che sia più utile puntarlo verso le cose che NON succedono.

Tipo autori che non presentano le loro opere, editori che non fanno neppure presente la propria esistenza, altri editori che ormai tacitamente ignorano la TDG e via dicendo.

Mi sembra tutto abbastanza esplicito/chiaro.

E per questo non ne voglio parlare direttamente. Quello che mi interessa è: alla luce di una certa situazione assodata, qual'è il peso della TDG nel panorama dei boardgame in Italia?

Cresce? Aumenta?
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Messaggioda linx » 10 ott 2012, 16:04

Direi che la risposta sia semplice, da autore che ha smesso di cercare editori.
La Tana è un posto dove tendono a incontrarsi giocatori esperti, che cercano giochi con un certo livello di profondità.
In genere lo fanno pure orientandosi su certi autori di riferimento che in genere non deludono o su certe case editrici straniere che sfornano precisi tipi di prodotti.
Le case italiane invece, quasi sempre, cercano titoli adatti ad un target... che non legge la Tana o, meglio, non legge i forum della Tana che ne sono il fulcro, popolati da nerd dei boardgames.
Come appunto Jungle Brunch della coppia di Luca con cui ho condiviso del bel tempo e delle belle esperienze. Un gioco simpatico di quelli che il mercato stesso richiede ma, per loro stessa ammissione, con niente che spicchi per originalità a parte la grafica. Niente che noi in Tana potremmo consigliare a "nostri simili" perchè migliore di altri titoli già sul mercato.

Rimangono in Tana (nel senso presente sui forum) le poche case che sfornano prodotti adatti a noi nerd del gioco. La Giochix, ad esempio, o la Asterion giusto perchè TRADUCE anche giochi adatti a noi e che quasi solo occasionalmente ha sfornato Libertalia (che comunque IO non descriverei come "un gioco di una certa profondità adatto a noi nerd" per quanto stimi Paolo).
Se le case italiane sfornano giochi adatti a noi io trovo che se ne parli, come si fece con Upon a salty ocean di Marco Pranzo e adesso con CO2 (che mi attira molto come mi attiravano i loro titoli precedenti dalle regole benchè poi mi sia trovato a non averne mai comprato ne provato uno).

Anche dei prodotti della Cranio se ne parla, anche se sicuramente meno per il fatto che devono ancora trovare il prodotto che faccia il botto e funga loro da traino.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Crow » 10 ott 2012, 16:10

Parlo prima da giocatore e poi da negoziante (anche se non capisco perché la nostra categoria venga sempre snobbata in questo genere di discussioni, come se non fossimo attori attivi e importanti delle vicende divulgative).


Da giocatore ho sempre trovato la tana una risorsa utile per farsi un'idea dei giochi, per conoscere persone nuove che condividono la mia passione, per chiacchiera o semplicemente per godersi qualche flame :)
E' il classico forum all'italiana dove alla fine si parla e si straparla, ma spesso emergono anche informazioni utili e positive, diciamo la maggiorparte.

Da negoziante devo dire che trovo davvero insoddisfacente il livello di moderazione applicato in certe discussioni. Non ho voglia di mettermi a fare una ricerca approfondita, ma periodicamente spuntano dei post in cui alcuni nomi precisi, spesso vicini alla tana dal punto di vista organizzativo (così mi pare di capire dalle varie linguette colorate sotto i loro nomi), si permettono di infamare e diffamare il lavoro di questo e quello. Ho perso il conto delle volte in cui mi sono sentito dare del ladro, truffatore, disonesto sulla base di chiacchiere e fatti senza prove con intervento pressoché zero da parte dei moderatori.

Questo è successo alla categoria dei negozianti, ma anche a quella degli editori. Del resto sia RedGlove che Uplay hanno chiuso nel giro di poco tempo il loro angolo dedicato. Così come moltissimi autori illustri non scrivono quasi più se non perché chiamati direttamente in causa...

Credo sia inevitabile che in un forum emergano simpatie personali, ma credo anche che queste simpatie/antipatie vadano sempre moderate per evitare che soggetti professionali si trovino da una parte costretti a rispondere (perché chiamati direttamente in causa), dall'altra in una faida o una rissa verbale da cui è inevitabile uscirne sconfitti come immagine e come reputazione.

Io penso che il dialogo tra le parti sia FONDAMENTALE, ma spesso emergono posizioni fondamentaliste (perdonate il gioco di parole) che rovinano la discussione buttandola su accuse più o meno velate, critiche verbali accese e insulti che poi vengono prontamente smentiti.

Penso che avere negozianti/editori/autori su una board come questa sia un fenomeno da incoraggiare e non da demolire. Invece mi sembra che si lasci troppo spazio alla gente che urla e poco a quella che dialoga.

In questo senso credo che la TdG web stia perdendo molto del suo appeal per il settore professionale e ne parlo alla luce dei miei dialoghi con alcuni autori, editori, negozianti e distributori.
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Messaggioda vittogol » 10 ott 2012, 16:17

Sembra anche a me che ci sia una tendenza da parte degli "addetti ai lavori" di ignorare la Tana.
Ho notato anche il fenomeno di alcuni noti utenti, una volta molto attivi, che ora trascurino questo forum per altri progetti di divulgazione (blog, altri siti ecc.), salvo comparire qui solo per pubblicizzare qualche loro attività extra tdg.
Le cause potrebbero essere quelle succitate, oppure semplice snobismo, non so. Del resto ognuno ha il diritto di preferire le piazze di discussione che desidera.

Ora a parte prendere coscienza del fenomeno, credo che per la tdg sia importante avere uno spazio per autori ed editori, nonchè possa essere interessante offrire ad eventuali altri blogger il giusto spazio per esprimersi.
Penso che il successo della tdg sia la condivisione dell'informazione quindi, secondo me, permettere a tutti di esprimersi nel modo corretto secondo i canoni a ciascuno più consoni evitando che si possa incorrere sempre nel rischio dell'incomprensione, della polemica o del litigio. Del resto ciascun utente leggendo è libero di farsi la propria opinione sull'eventuale gioco/autore/editore ed eventualmente esprimerlo con i commenti ai giochi ecc.....

ciao
La luce che vedi in fondo al tunnel non è la tua salvezza, ma il mio fanalino di coda!
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Messaggioda Crow » 10 ott 2012, 16:26

vittogol ha scritto:Le cause potrebbero essere quelle succitate, oppure semplice snobismo, non so. Del resto ognuno ha il diritto di preferire le piazze di discussione che desidera.


Ti posso assicurare che nessuno di quelli che porta la pagnotta a casa lavorando nel settore dei giochi ha interesse a frammentare le piazze di discussione. Anzi. L'unione, per un mercato di hobbisti, è fondamentale ma, spesso, utopica. Lo snobbismo non fa parte del commercio.
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Messaggioda Angiolillo » 10 ott 2012, 16:30

Una riflessione può anche partire dal tuo post, Stef. Il segno del successo del movimento italiano in campo ludico lo certifichi con una lista di BGG, lo vedi nelle novità presentate a Essen.
Il bello di questo periodo, rispetto al secolo scorso (in cui pure mi è capitato di fare l'autore di giochi - ed era esperienza assai più sofferta), è che non sono più pochi grandi nomi (alla Colovini) che pubblicano nel mondo. Una serie di editori medio-piccvoli o anche esordienti hanno iniziato a essere riferimenti mondiali. Cronologicamente vedo il fenomeno nascere con le sei/sette edizioni tradotte di X-Bugs (Nexus Editrice) poi seguiti da Bang! (daVinci), La Guerra dell'Anello (Nexus) e poi... un'apoteosi.

Ma quanti dei 1.000.000 pezzi di Bang! si sono venduti in Italia? Una sparuta minoranza. Del costoso giocone La Guerra dell'Anello ti so dare la proporzione: 5.000 copie (un'enormità in assoluto per un gioco di quel tipo e di quel prezzo) su una prima tiratura di 80.000 (e quindi comunque una percentuale abbastanza marginale).

Io comunque non mi faccio problemi a venire qui e a confrontarmi con i goblin, cose che in effetti non è sempre privo di spine anche se è comunque spesso utile, interessante e fonte di soddisfazioni. Ma anche per Wings of War, Ulysses, Obscura Tempora e compagnia posso confermarti che l'Italia è una fettina rispetto alla turatura mandata sui mercati inglese, spagnolo, tedesco, francese, scandinavo, olandese, greco, portoghese, giapponese, ceco... I cui giocatori richiedono pure loro richiedono le mie attenzioni.

Dal punto di vista degli autori, ce ne sono alcuni (penso ad esempio ad Andrea mainini) che lavorano direttamente con editori esteri e di cui non abbiamo mai visto un gioco in Italia. Ci sono editori (penso ad Ares Games) che operano a livello internazionale e delegano l'Italia a distributori locali. Ma anche chi opera sul posto non è che abbia l'Italia in cima ai propri pensieri. Se a questo uniamo toni non sempre sereni e piacevoli, come si sta notando, capisco che alcuni rinuncino del tutto a venir qua a parlare dei loro giochi.
Ultima modifica di Angiolillo il 10 ott 2012, 16:32, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Izraphael » 10 ott 2012, 16:30

Direi che Andrea ha già detto molto...

A margine, Linx, mi permetto di farti notare che al momento le ultime discussioni nel forum GDT riguardano(quando non vertono su consigli generici su acquisti, stoccaggio e simili) in larghissima parte giochi gateway o di media fascia (una decina), alcuni giochi palesemente light come Dixit, Fuori di Rotella e simili, e solo in un paio di casi giochi davvero "hard" (sempre che durare più di 2 ore basti per essere "hardgame")... che ci siano hardgamers esperti sulla tana è innegabile, che questi siano la maggioranza tenderei a escluderlo in maniera abbastanza categorica.
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Messaggioda tika » 10 ott 2012, 16:47

Crow ha scritto:Da negoziante devo dire che trovo davvero insoddisfacente il livello di moderazione applicato in certe discussioni. Non ho voglia di mettermi a fare una ricerca approfondita, ma periodicamente spuntano dei post in cui alcuni nomi precisi, spesso vicini alla tana dal punto di vista organizzativo (così mi pare di capire dalle varie linguette colorate sotto i loro nomi), si permettono di infamare e diffamare il lavoro di questo e quello. Ho perso il conto delle volte in cui mi sono sentito dare del ladro, truffatore, disonesto sulla base di chiacchiere e fatti senza prove con intervento pressoché zero da parte dei moderatori.


Avevo già in passato espresso la mia perplessità proprio sull'alto numero di "targhette" presenti sotto ai nick, che spesso creano più confusione che altro. Quindi su questo non posso che essere d'accordo, e credo che, come il caso Red Glove ha dimostrato, non sia nemmeno un problema tanto marginale.

Per quanto riguarda il resto del discorso i numeri citati da Angiolillo sono interessanti. Non che queste cose non si sappiano-immaginino, ma avere dei numeri è sempre una cosa diversa. Io comunque sono dell'opinione, come angiolillo appunto, che in generale l'utenza media della tana (forum) sia fatta di "hard-gamer". Certo ci sono interventi occasionali di "ospiti" che pongono domande su giochi light, ma le risposte sono date da quelli che sono sempre qui a bazzicare.
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Messaggioda linx » 10 ott 2012, 16:47

Quindi Iz, devo solo dedurre che si parla di Dixit solo perchè è straniero? :)
Oppure dalla tua risposta precedente devo dedurre che se ne parla perchè la Asterion considera la Tana come un utile risorsa al contrario degli altri editori?

Ti faccio notare la quantità di articoli di anteprime usciti in home da luglio. Hai visto molti titoli light?
Non hai forse visto più titoli ITALIANI che light?
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Messaggioda Izraphael » 10 ott 2012, 17:13

linx ha scritto:Quindi Iz, devo solo dedurre che si parla di Dixit solo perchè è straniero? :)
Oppure dalla tua risposta precedente devo dedurre che se ne parla perchè la Asterion considera la Tana come un utile risorsa al contrario degli altri editori?

Ti faccio notare la quantità di articoli di anteprime usciti in home da luglio. Hai visto molti titoli light?
Non hai forse visto più titoli ITALIANI che light?


OT @ Linx

Mi pareva ci fosse più roba "gateway-media" (90' di media) che hard, forse mi sbaglio. Gli italiani sono 7, i titoli light (45' o meno) sono 10, ma il numero sale vertiginosamente se si contano quelli da un'ora (che per me sono leggerini, ma magari sono io...).
Certo, di partygames ce ne sono pochi, ma visto che su 60 titoli a spanne almeno 45 stanno sotto i 90', direi che il target delle preview sono gli amanti dei german media fascia e non gli hardgamer. Secondo me.

Fine OT

--

Riguardo al resto, si può difendere la Tana con quante spade si vuole.
Nessuno nega i moltissimi meriti della Tana - soprattutto quelli "sul campo" con le varie ludoteche e gli eventi, che personalmente reputo mille volte più utili di qualsiasi forum. Né il fatto che parlare e scazzare sul forum sia divertente per un giocatore, quale anche io sono.

Secondo me il disinteresse nei confronti del portale di molti attori del mondo ludico (editori\autori\negozianti\organizzatori di eventi) è tanto progressivo quanto palese, a tutti i livelli. Certo, ci sarà un ricambio dato da nuove leve, ma quanti "il tuo gioco fa schifo, lo sconsiglio a tutti" ci mette un autore pubblicato di fresco a cambiare aria?
Quante accuse di latrocinio o di mancanza di professionalità, spesso non moderate, è disposto ad accettare un editore o un negoziante prima di levare le tende?

L'argomento "moderazione" l'ho già trattato ampiamente "inter nos" sul forum moderatori e non ho intenzione di tirarlo fuori qui dove magari verrei frainteso, chi deve sapere come la penso, tanto, lo sa già.
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Messaggioda Gurgugnao » 10 ott 2012, 17:14

Potrebbe invece essere l'indicatore che il settore sia in crescita: guardate i siti di videogames... ok, son grossissime compagnie, ma in nessuna la, che so, EA va a presentare il suo gioco. Questo lo posso dire per molti altri settori.

Magari si sta allargando la distinzione fra produttori e clienti, sta nascendo un certo giornalismo più consapevole, magari ancora lontano dall'essere professionale come in altri campi.

Io credo che sia inevitabile... finchè è un sito fra amici e alcuni di essi sono editori ok, ma esporsi ad una massa colloquiando allegramente espone a certi rischi di immagine incredibili.

Forse eh ;)
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Messaggioda Favar » 10 ott 2012, 17:28

Questo topic lo voglio proprio seguire... Vediamo dove si arriva...
Ma non hai ucciso il drago??!!Ce l'ho sulla lista delle cose da fare....!!
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