L'essenza dei giochi. (Perché i giochi piacciono?)

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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L'essenza dei giochi. (Perché i giochi piacciono?)

Messaggioda Andreok » 6 lug 2008, 13:51

Mi sono chiesto perché i giochi piacciono. Dato che i giochi sono fondamentalmente un’esperienza estetica, penso che scoprire perché piacciono sarebbe un po’ come trovare l’essenza + profonda di questo nostro passatempo, e il segreto x capire cosa rende un certo gioco un capolavoro (nonché il segreto x inventare io stesso dei bei giochi, lo confesso). Queste domande hanno girovagato x la mia testa x alcuni mesi, dopodichè sono giunto alla seguente conclusione: credo che i motivi principali x cui i giochi piacciono siano 3:

1) Stimolano la competizione fra + persone. La competizione è resa possibile dal regolamento. Questo è forse l’elemento + importante dei tre, perché ha un’importanza strutturale: in ogni gioco c’è sempre una componente di competizione, e non può esistere un gioco senza regole. (La competizione è presente anche nei collaborativi, dove non è tra i giocatori, ma è “spostata” contro un qualche avversario immaginario creato tramite regole; ed è presente anche nei giochi di ruolo, dove è principalmente tra il party dei personaggi giocanti e i loro avversari manovrati dal master).
La competizione è direttamente proporzionale alla presenza di meccaniche deterministiche, dove poco o nulla è lasciato al caso, mentre è inversamente proporzionale alla presenza del fattore fortuna (lancio di dadi…).
Credo che la competitività sia una caratteristica principalmente maschile, e questo spiegherebbe perché le goblinesse sono così in minoranza.

2) Favoriscono l’aggregazione sociale, la coltivazione di rapporti sociali e di amicizie; spesso ci fanno ridere e scherzare.

3) Ci permettono x un paio d’ore di evadere dalla realtà quotidiana, e di vivere con l’immaginazione situazioni che probabilmente non sperimenteremo mai nella vita reale. La sensazione di evasione deriva dall’ambientazione. Più l’ambientazione sarà curata e particolareggiata, più questa sensazione sarà forte. L’ambientazione può essere di qualsiasi tipo. Possiamo essere comandanti di enormi flotte stellari, i colonizzatori di un’isola appena scoperta o amebe che galleggiano nel brodo primordiale. Non c’è limite all’immaginazione e alle situazioni che è possibile ricreare. Questo elemento comunque è opzionale. Nei giochi astratti è assente.

Come si sarà già intuito, questi 3 elementi non sono presenti in misura uguale in ogni gioco. Anzi, mi sembra che se un gioco punta molto su un elemento, probabilmente trascurerà almeno un po’ gli altri 2. Ci sono giochi che puntano tutto su uno solo dei tre elementi, oppure che raggiungono un discreto livello sotto tutti e tre i punti di vista, senza però raggiungere alti livelli in nessuno dei 3. Per fare qualche esempio, i giochi di ruolo o quelli di narrazione offrono moltissimo sotto l’aspetto dell’evasione; giochi come Munchkin, Sì Oscuro Signore e i Party Games (Taboo, Trivial Pursuit…) puntano soprattutto sull’aggregazione sociale; I Coloni di Catan mi sembra che offrano un discreto mix di tutti e tre; mentre i giochi alle prime posizioni di Boardgamegeek direi che danno il meglio di sè sotto il profilo della competizione, senza però trascurare gli altri 2 aspetti. Insomma secondo me i giochi + belli sono quelli che offrono molto sotto tutti i 3 punti di vista.

In realtà la questione di trovare un gioco che stimoli molto la competizione e che allo stesso tempo offra una forte sensazione di evasione è + complicata di così. Ho detto che la competizione è data dal regolamento, mentre l’evasione dall’ambientazione. Il problema, quindi, sarebbe trovare un gioco che abbia un bel regolamento e contemporaneamente una bella ambientazione. Ma secondo me ambientazione e regolamento non possono essere valutati separatamente. Un gioco è bello, secondo me, se ambientazione e regolamento sono adatti l’uno all’altro. (Qui mi dissocio da certi teorici dei giochi, che pensano che l’ambientazione sia solo un “vestito”con cui vestire le regole, e che si potrebbe tranquillamente cambiare l’ambientazione, mantenendo quelle regole, e avremmo un secondo gioco fondamentalmente equivalente al primo)

Be’, insomma, vorrei sapere cosa ne pensate voi altri goblin di queste mie considerazioni.
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Messaggioda Izraphael » 6 lug 2008, 15:06

Bel thread.

Rispondo sia come giocatore (in primis) che come autore, premettendo come sempre che questa è la mia personale visione delle cose, e non una verità rivelata.

Butto là due cose - le prime che mi vengono in mente. Non ho nessuna intenzione di esaurire il mio punto di vista in un unico post quando il thread è così interessante.

--

Parentesi: Non entro nel merito del maschile/femminile, ma non credo che la competizione sia principalmente maschile. Lo è un certo tipo di competizione. La sfida logica, ad esempio, spesso è più gradita ai ragazzi. "Gradita" non vuol dire che le ragazze non sono in grado di affrontarla: semplicemente, non trovano divertente affrontare una sfida logica fine a sè stessa. Cose per cui due ragazze sarebbero disposte a cavarsi gli occhi lasciano noi maschietti completamente indifferenti. Ma la competizione c'è, a volta anche più accesa di quella maschile.

--

Comunque... La competizione è importante, è vero, ma forse non così tanto. Diciamo che chi gioca si aspetta di divertirsi: come l'effetto viene ottenuto (immedesimazione, rilassamento, competizione, socializzazione) varia da persona a persona, e da momento a momento.
Questo spiega perchè un gioco piace alla persona X e fa vomitare la persona Y. E data la varietà dei giochi in commercio, Magari X e Y hanno anche un altro gioco che invece piace ad entrambi.

Secondo punto: "Mi sono chiesto perché i giochi piacciono."
Quali giochi, e a chi?
I giochi "in generale" alle persone "in generale"?
O i giochi "tosti" a "noi"?
Perchè se è così, si va veramente sul filosofico...

Ti faccio un esempio: se io penso a come fare un gioco, devo avere ben presente chi è il pubblico di quel gioco: famiglie, giocatori occasionali, hard gamers? Perchè si tratta di persone che si divertono in modi diversi, e dunque vogliono cose diverse.

Come hai giustamente detto, un gioco è un mix più o meno sapiente di una serie di elementi, ma non esiste (e mi pare se ne sia già discusso) il "gioco perfetto": possono esistere giochi che - per facilità delle regole a fronte della profondità strategica o tattica richiesta dal pubblico designato, per originalità di meccaniche o ambientazione, per il giusto mix di fortuna e abilità etc etc - sono oggettivamente bei giochi, e tenderanno ad essere molto apprezzati dal target di riferimento e ad essere comunque "ben visti" anche dagli altri (o comunque si presteranno ad essere un ottimo "primo passo" di passaggio da una categoria di giocatore ad un altra).

Forse il mio problema è che non riesco ad astrarre la tua richiesta dall'esperienza "reale" di creare (o cercare) un gioco.
Il famoso "gusto", temo, non è solo a livello di meccaniche o ambientazione o stile, ma sta proprio nel "come mi diverto", che è diverso per tutti.
In più, bisogna tenere di conto del "setting", ossia il mondo reale: le case editrici e le loro politiche, l'oggettiva "ignoranza globale" rispetto ai giochi intelligenti, etc...

Insomma, adesso vedo che dicono gli altri, prima di mettere altra carne al fuoco...
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Messaggioda Raistlin » 6 lug 2008, 16:35

Mi ritrovo abbastanza d'accordo con Andreok. I tuoi punti di analisi 2) e 3) li condivido appieno; per me il gioco è fondamentalmente il mezzo con cui aggregare e condividere spensierati, divertenti momenti in compagnia di persone care, nonchè un viaggio fantastico sulle ali dell'immaginazione.
Non condivido però il punto 1), poichè non trovo la competizione un pregio anzi la percepisco più come un difetto dei giochi da tavolo; poi ok, ovvio che si gioca per i motivi di cui sopra e fra persone (solitamente) abbastanza mature da circoscrivere la competizione alla sola sessione di gioco, ma trovo comunque la competizione un qualcosa in grado di tirare fuori il peggio di noi. Naturalmente mi esprimo previa esperienza personale, dopo averlo sperimentato su me stesso: un tempo ero molto competitivo, ma mi accorsi che tale atteggiamento era più deleterio che altro. Oggi come oggi gioco sicuramente al meglio delle mie possibilità - altrimenti non avrebbe senso giocare - ma cerco di rimanere più elastico, tenendo in considerazione numerosi fattori aggiunti, senza infierire magari troppo su un avversario anche se ne ho la possibilità.. insomma gioco in modo più 'tranquillo' e spensierato. Per quanto mi riguarda è il modo migliore di giocare.
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Messaggioda aringarosa » 6 lug 2008, 16:48

l'essenza dei giochi...
perchè i giochi piacciono....


il 6 di luglio, per quanto mi riguarda,
la conversazione può anche essere essenzialmente filosofica,

... l'essenza dei giochi, in generale, perchè piacciono in generale....
perchè se è vero che un gioco può piacere al signor X e non al signor Y,
si ammette che X e Y comunque giocano... e quindi la questione si potrebbe affrontare anche in questo senso... più generale...

personalmente, il primo pensiero l'ho rivolto non al regolamento del gioco, ma alle regole, cioè ad una questione più generale (non so se anche Andreok ha posto la questione in questa dimensione, non sono riuscito ad intuirlo) ... che riguarda il modo di stare insieme in maniera ordinata, dove ad ognuno è data la possibilità di esprimere se stesso, obbligatoriamente (anche quando decidi di passare la mano)... e quindi di conoscersi, di confrontarsi, di scontrarsi, di misurarsi (con se stesso e con gli altri)...

io (da persona molto timida) credo di aver amato i giochi, e quelli in scatola soprattutto, per questo delicato/giocoso esercizio di democrazia reale (seppure riguardante un argomento che più di qualcuno potrebbe definire frivolo)...
che a tutti... agli esuberanti e ai timidi, agli educati e agli strilloni, concedeva gli spazi, i tempi, le affermazioni del caso!

... alla seconda domanda, ponendo sempre la questione in termini più generali, senza voler banalizzare o dire cose ovvie, i giochi piacciono perchè abbinano sapientemente un sostanziale piacere intellettuale ad un concreto piacere fisico, difficile da descrivere, o giustificare, ma facilmente riscontrabile presso tutti i giocatori, e facilmente intuibile da coloro che non giocano... che tende alla soddisfazione un pò egoistica, dell'autocompiacimento e dell'affermazione (riconosciuta) di sè, propri di ogni uomo sano! (mazza, che filosofo)... :-(

di fronte a queste sensazioni (per carità, personali e certo non esaustive) è facile immaginare l'appeal che il nostro amato passatempo ha esercitato, esercita e continuerà ad esercitare... e anche la fortuna di chi ha fatto del proprio gioco preferito, non solo la sua passione, ma anche la sua professione... :lol:


giuro che non volevo tediarvi... :twisted: buon gioco, Aringarosa.

... "per me, il miglior gioco da tavolo resta Risiko"... [ipse dixit] 

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Messaggioda Qwein » 6 lug 2008, 17:59

Semplice momento o metodo per evadere da una monotona e piatta realtà. Ne di più ne di meno. ^^
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Messaggioda linx » 7 lug 2008, 11:38

Ho fatto un ragionamento simile in un articolo di un pò di tempo fa :grin:

http://www.inventoridigiochi.it/index.p ... itstart=34
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
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Messaggioda Izraphael » 7 lug 2008, 12:35

linx ha scritto:Ho fatto un ragionamento simile in un articolo di un pò di tempo fa :grin:

http://www.inventoridigiochi.it/index.p ... itstart=34


Avevo letto quest'articolo (mi era però sfuggita la precisazione di Andrea) ma l'avevo dimenticato.
Come analisi sulle "tipologie di giocatori" la appoggio al 100%.
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Messaggioda linx » 7 lug 2008, 12:48

aringarosa ha scritto:io (da persona molto timida) credo di aver amato i giochi, e quelli in scatola soprattutto, per questo delicato/giocoso esercizio di democrazia reale (seppure riguardante un argomento che più di qualcuno potrebbe definire frivolo)...
che a tutti... agli esuberanti e ai timidi, agli educati e agli strilloni, concedeva gli spazi, i tempi, le affermazioni del caso!

Penso che, in parte e inconsciamente, sia anche uno dei motivi per cui ho sviluppato la passione io agli inizi.
Infatti continuo a non amare i titoli che mi obbligano a trattare verbalmente con gli altri (gdr a parte, dove, però, indosso una metaforica maschera).
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Messaggioda Andreok » 8 lug 2008, 0:27

linx ha scritto:Ho fatto un ragionamento simile in un articolo di un pò di tempo fa :grin:

http://www.inventoridigiochi.it/index.p ... itstart=34


Ho letto il tuo articolo, Linx. In effetti c'è qualche somiglianza tra le nostre 2 riflessioni. Tu hai analizzato il problema dal punto di vista del giocatore, individuando 3 categorie di giocatori, mentre io l'ho fatto dal punto di vista del gioco, individuando quelli che secondo me sono i 3 principali possibili elementi di forza di un gioco. Credo che entrambe le prospettive siano ugualmente valide: da un lato i giocatori, con tutte le loro peculiarità e gusti, dall’altro lato il gioco, con tutte le caratteristiche che deve avere x ottenere un buon successo di pubblico. Non ho trovato perfetta corrispondenza tra le 3 categorie di giocatori che hai illustrato tu e i miei 3 possibili elementi di forza dei giochi, ma mi sarei preoccupato se non fosse stato così! :grin:
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Re: L'essenza dei giochi. (Perché i giochi piacciono?)

Messaggioda Necros » 8 lug 2008, 10:56

Andreok ha scritto:

2) Favoriscono l’aggregazione sociale, la coltivazione di rapporti sociali e di amicizie; spesso ci fanno ridere e scherzare.

3) Ci permettono x un paio d’ore di evadere dalla realtà quotidiana, e di vivere con l’immaginazione situazioni che probabilmente non sperimenteremo mai nella vita reale. La sensazione di evasione deriva dall’ambientazione. Più l’ambientazione sarà curata e particolareggiata, più questa sensazione sarà forte. L’ambientazione può essere di qualsiasi tipo. Possiamo essere comandanti di enormi flotte stellari, i colonizzatori di un’isola appena scoperta o amebe che galleggiano nel brodo primordiale. Non c’è limite all’immaginazione e alle situazioni che è possibile ricreare. Questo elemento comunque è opzionale. Nei giochi astratti è assente.
bhe, si più o meno è proprio per questo che gioco, poco, ma pur sempre gioco.
Il gioco è bello in quanto puoi tornare "bambino" per quelle due orette e stare insieme a persona simpatiche e amichevoli... perchè giocare con rompiscatole?
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda IlDavid » 8 lug 2008, 17:24

Mi vien da chiedermi allora , quali sono le cose che spingono le ragazze alla competizione piu sfrenatta, e se sia possibile trasportarle in un gioco. In sto modo si creerebe un supergioco... capace di attirare le ragazze e quindi di conseguenza anche i ragazzi single (componente molto diffusa tra i giocatori) diventando un gioco molto venduto. Oltre a fare un favore a tanti single :)
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Messaggioda IlDavid » 8 lug 2008, 17:26

Mi vien da chiedermi allora , quali sono le cose che spingono le ragazze alla competizione piu sfrenatta, e se sia possibile trasportarle in un gioco. In sto modo si creerebe un supergioco... capace di attirare le ragazze e quindi di conseguenza anche i ragazzi single (componente molto diffusa tra i giocatori) diventando un gioco molto venduto. Oltre a fare un favore a tanti single :)

Anzi l'idea mia sarebbe quella di creare un gioco, in cui le ragzze sompetano molto tra loro, e i ragazzi facciano la simpatica parte degli alleati di una o l'altra. In questo caso il gioco diverebbe funzionale al creare delle coppie...

mi vien in mente trivial pursuit e tabu... aah odio quei giochi :)
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Messaggioda Ultimo_Nephilim » 8 lug 2008, 23:51

volendo migliorare il "super-gioco" allora perché non inserire la possibilità di stendere a clavate un'ignara passante e poi costringerla all'accoppiamento? così abbiamo anche risolto il problema per tutti quei giocatori con la "componente S.I.N.G.L.E."

fantasie ludico/perverse a parte, i 3 giocatori descritti nell'articolo più che altro a me sembrano delle fasi o anche solo dei momenti che attraversa ogni giocatore. mi prendo come esempio: all'inizio c'era solo il divertimento, poi andando avanti con lo stesso gioco è capitato che nel post-partita rosicavo per una mossa stupida dettata forse proprio da quel desiderio di solo spasso e leggerezza, o in altre di aver perso miseramente eppure sorridere per aver inflitto una perdita improbabile all'avversario (quando succede, la partita potete vincerla o perderla, vi assicuro che è totalmente indifferente)

convengo ovviamente sul fatto che siano 3 qualità molto presenti e dunque complimenti per l'intuizione ;) , così come trovo simpatica la questione del "gioco rimorchio" di cui si sta parlando nel post qui sopra :lol: anzi, aggiungerei che molti dei "giocatori", intesi come coloro che spendono qualche ora o poco meno a settimana davanti ad un gioco di società (per me sono TUTTI giochi di società ad esclusione del solitario, n.d.a. :hatZ: ), che frequentano il mio giro hanno già una dolce metà, sia essa fissa o temporanea, ma che difficilmente coinvolgiamo per una ragione ovvia qual è il fatto che loro hanno altri modi per nutrire quel desiderio ludico latente che magari in noi si manifesta in un "STASERA SI GIOCA A RISIKO" con tanto di smorfia alla Leonida. svelato il mistero :verysmile: la categoria a cui si fa riferimento nel precedente post è quella dei nerd, non dei "giocatori" in generale (grazie a Dio, aggiungerei :lol: ), che hanno ben altri problemi difficilmente guaribili con una sessione a Dungeons&Dragons "female friendly" :hatZ:
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Messaggioda rporrini » 9 lug 2008, 8:40

Cambiamo le carte in tavola.

Visto che i giocatori sono una percentuale estremamente bassa di popolazione, chiediamo dunque:

Perché i giochi non piacciono?
Una possibile risposta a questa domanda è che probabilmente si preferisce evitare la simulazione, giocando sulla propria pelle.

1) Competizione: la conquista in discoteca della ragazza o del ragazzo più bello oppure il mostrarsi con la macchina o la moto più ganza, forse è più adrenalinico che mettersi a giocare a FFFF.

2) Aggregazione
A mio avviso esiste un concetto distorto di aggregazione: il fatto di trovarsi in 200/300 persone ad un rave party non è aggregativo, ma estremamente disgregativo in quanto saranno sempre trecento solitudini ad incontrarsi. Percepisco più aggregazione in eventi tipo "cuscinate a piazza navona".

3) Evasione
Spesso evasione diventa sinonimo di trasgressione. Andare a 300 km/h sul raccordo anulare può portare, sì, all'evasione, ma dal carcere.

A parte le battute, bisogna analizzare cosa non piace nei giochi da tavolo per far sì che questi abbiano un pubblico più ampio.
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Perchè i giochi non piacciono

Messaggioda linx » 9 lug 2008, 13:47

Perchè i giochi NON piacciono?
Innanzi tutto dalle tue affermazioni direi che la domanda sia piuttosto "perchè i giochi non piacciono ai giovani" :lol:

Sul fattore della competizione io in realtà penso sia al contrario di come tu dici. A parer mia sotto una certa età timidezza ed insicurezza imperano.
Penso che i giochi vengano valutati come "per bambini" e quindi ledono l'immagine pubblica che si da di se.
Se tu riesci a far passare il concetto che invece serve una intelligenza adulta, per quelli che sono i veri giochi ti ritrovi a che fare con persone che evitano di giocare per non rischiare di fare una figura barbina, visto che si troverebbero in territorio inesplorato a battagliare con gente dai canini più aguzzi.

Quindi è proprio un problema di immagine pubblica. E di inutilità nell'installare una relazione con l'altro sesso.
Si può ribaltare la cosa creando delle oasi dove giocare sia invece proprio il punto aggregante. Un singolo continuerà a fare una fatica immane a rimanere giocatore senza un punto d'appoggio simile.
Il problema rimane estendere l'oasi.
Ultima modifica di linx il 10 lug 2008, 10:32, modificato 1 volta in totale.
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