Lo "Spazio" del gioco

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Messaggioda Raistlin » 16 mag 2006, 23:05

Necros ha scritto:in fono il fine ultimo dei giochi da tavole è stare in buona compagnia e ciò comporta anche il divertimento.



Beh, questo credo fosse scontato...
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Messaggioda linx » 17 mag 2006, 13:07

genluvi ha scritto:Amo giocare perchè credo che il gioco assomigli alla vita...ha una durata, ha la fortuna dove una buona strategia può giovare...può rappresentare la guerra, il mercato...tante cose. Devo essere sincera, più che l'ambientazione mi attirano i meccanismi del gioco in se e quindi la mia mente di perde nelle possibili varianti a cui posso dare vita...strade diverse, destini diversi....come nella vita.
E poi quello che amo di più è la compagnia che mi sta attorno, tutti i personaggi che con le loro mosse si intrecciano al mio destino, con le loro risa, i loro pensieri, le loro bestemmie (il mio amico fa sempre 1 coi dadi...è la sua angoscia più grande :) )....ehhhh è davvero meraviglioso giocare :)


Amo giocare perchè credo che il gioco ha tutto ciò che MANCHI alla vita: delle regole che vengono rispettate dai giocatori, il fatto di poter giocare un'altra partita se la prima è andata male, il fatto di poter prendere delle decisioni che abbiano rilevanza sull'intero mondo di gioco e non solo sulla mia piccola nicchia di vita...

...insomma, per ritornare in topic, perchè è l'unico modo per trovarmi in un mondo che posso controllare.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda genluvi » 17 mag 2006, 16:32

linx ha scritto:
genluvi ha scritto:Amo giocare perchè credo che il gioco assomigli alla vita...ha una durata, ha la fortuna dove una buona strategia può giovare...può rappresentare la guerra, il mercato...tante cose. Devo essere sincera, più che l'ambientazione mi attirano i meccanismi del gioco in se e quindi la mia mente di perde nelle possibili varianti a cui posso dare vita...strade diverse, destini diversi....come nella vita.
E poi quello che amo di più è la compagnia che mi sta attorno, tutti i personaggi che con le loro mosse si intrecciano al mio destino, con le loro risa, i loro pensieri, le loro bestemmie (il mio amico fa sempre 1 coi dadi...è la sua angoscia più grande :) )....ehhhh è davvero meraviglioso giocare :)


Amo giocare perchè credo che il gioco ha tutto ciò che MANCHI alla vita: delle regole che vengono rispettate dai giocatori, il fatto di poter giocare un'altra partita se la prima è andata male, il fatto di poter prendere delle decisioni che abbiano rilevanza sull'intero mondo di gioco e non solo sulla mia piccola nicchia di vita...

...insomma, per ritornare in topic, perchè è l'unico modo per trovarmi in un mondo che posso controllare.


Interessante....come due strade opposte portino al medesimo punto
La via [...] mi piaceva, ma mi era ancora spiacevole passare per le sue strettoie.
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Messaggioda linx » 17 mag 2006, 19:08

Infatti. Mi pareva carino farlo notare.
E' anche una questione di percorso. Arrivati a una certa età trovi "l'ancora" che nomini nella tua firma.

Quella stessa àncora ti permette di non andare alla deriva, donandoti sicurezza.

Quella stessa àncora ti preclude alcune delle strade che potevi scegliere, lasciandoti solo l'immaginazione e qualche artificio come i giochi per provarle ugualmente.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
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Messaggioda Raistlin » 17 mag 2006, 19:37

Clap, clap, clap.

Lasciatelo dire Linx, sei un grande.

:)

Inutile aggiungere - ma ormai è un classico mi sa - che la penso PERFETTAMENTE come te.
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Messaggioda Necros » 17 mag 2006, 20:18

bravo linx, hai detto una sacrosanta verità, avere il potere di ricomniciare e di rischire è ciò che rende bello il gioco, e vi assicuro che applicato anche alla vita normale è una cosa fantastica.
Raistlin ha scritto:
Necros ha scritto:in fono il fine ultimo dei giochi da tavole è stare in buona compagnia e ciò comporta anche il divertimento.



Beh, questo credo fosse scontato...


certe cose è meglio tenerle sempre a mente, no? ;)
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda Raistlin » 17 mag 2006, 20:41

Necros ha scritto:avere il potere di ricomniciare e di rischiare è ciò che rende bello il gioco, e vi assicuro che applicato anche alla vita normale è una cosa fantastica.


Buona osservazione, Necros. Anche se in realtà non mi reputo la persona più giusta per discutere sull'argomento :) Non sono tanto per i rischi nella vita... ma probabilmente il discorso si rivela anche molto soggettivo. Credo dipenda tutto dal proprio passato, dato che siamo ciò che abbiamo vissuto, in fondo, e in questo caso il mio è un passato strano e le mie opinioni in merito sono inficiate da esso. Comunque capisco cosa vuoi dire; le vittorie ottenute con una buona dose di rischio, tanto nel gioco quanto nella vita (suppongo) di certo lasciano un sapore più gradevole...


Necros ha scritto:certe cose è meglio tenerle sempre a mente, no? ;)


Eheh sì, certo :)
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Messaggioda Juda » 18 mag 2006, 11:37

Ho visto molti spunti interessanti ma che forse, in qualche modo andrebbero ricondotti al tema del topic. Ho visto fare una netta suddivisione tra giochi d' ambientazione e giochi astratti: forse i due modificano lo spazio in modo diverso! Forse un gioco dalle meccaniche complesse e rigide, senzaa ambientazione, impone una concentrazione maggiore che induce a negare tutto ciò che esce dallo spazio del "tavoliere"; mentre un gioco ad ambientazione forse cerca di dare un tono diverso all' ambiente circostante e dunque attiva, a questo scopo, maggiormente l' immaginazione.
Un' altra affermazione che mi è saltata all' occhio è quella della contrapposizione tra mondo ludico e vita quotidiana e soprattutto l' affermazione di Linx ( se non erro) in cui si parla di una maggior controllabilità del gioco poichè tutti rispettano le regole. Questo forse è vero solo in parte... infatti dovremmo chiederci quali sono le regole della vita prima di poterle rispettare, tanto quanto quelle di un gioco, e forse la risposta (che porti a delle regole condivise da tutti) a questa domanda è a ancora in fase di elaborazione. Ma lasciatemi dire che forse è meglio non conoscere affatto questa risposta, forse è meglio lasciare ad ognuno la facoltà di essere arbitro di se stesso ovvero lasciare ad ognuno i propri "spazi". Ecco allora che lo spazio del gioco entra prepotentemente nella vita ma vi sono tuttavia dei confini invalicabili che forse non riuscirebbe a superare neppure il giocatore più esperto. Ma quì torniamo ancora alla questione principale: quali sono questi confini e quali elementi del gioco riescono a mutarli o a spostarli?

Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?!

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Messaggioda aringarosa » 18 mag 2006, 12:35

linx ha scritto:Amo giocare perchè credo che il gioco ha tutto ciò che MANCHI alla vita: delle regole che vengono rispettate dai giocatori, il fatto di poter giocare un'altra partita se la prima è andata male, il fatto di poter prendere delle decisioni che abbiano rilevanza sull'intero mondo di gioco e non solo sulla mia piccola nicchia di vita...

...insomma, per ritornare in topic, perchè è l'unico modo per trovarmi in un mondo che posso controllare.



molto spesso, quello che tu dici, linx, è vero....

ma potrebbe essere diversamente...
ho visto molti ragazzi, forse troppi, che credono che le regole possano essere disattese, addirittura stimiamo chi disattente le regole...
crediamo di non poter controllare con le nostre decisioni nemmeno la nostra piccola nicchia di vita.. (figurarsi il mondo intero)...
e tanto convinti di ciò.. ci lasciamo trasportare dalla vita, da tutto quello che ci circonda... senza muovere nemmeno un dito perchè le cose vadano diversamente...
così... vedo tanti che pregano perchè la vita sia diversa...
ma la loro preghiera non potrà essere ascoltata da nessun dio.. giacchè non è neppure elevata con la fede necessaria perchè possa essere esaudita...

ciascuno di noi ha in se la forza e la capacità di indirizzare (controllare) la propria vita nella direzione che più desidera...
può rispettarne le regole e stabilirne di nuove, migliori...
può persino ricominciare la sua vita... quando vuole e nel modo che vuole...
riparare i propri errori.. cancellarli (anche i più nefandi)..
e come in un bel gioco... vincere...

posso scegliere di diventare un primo ministro?
perchè no? forse che il primo ministro non è un uomo?
forse che sia un incarico iideato e sviluppato per una certa categoria di uomini fortunati?
e così posso diventare uno scienziato? un astronauta? un medico? un insegnante?

COSA e CHI me lo impedisce?...
possono provare a stabilire cosa occorre per arrivarci... e avrò già un bel lavoro da svolgere...
... se avrò delle lacune.. saprò dove indirizzare i miei sforzi...
.. se non possiedo delle caratteristiche circa un incarico.. saprò cosa inseguire e cosa ottenere...
... se mi occorreranno delle virtù.. so verso quali attegiamenti devo tendere..

insomma se coscientemente voglio vivere UNA vita... e coscientemente indirizzo i miei sforzi verso QUELLA vita...
potrò decidere da solo, cosa voglio, quando voglio, con chi voglio...
BASTA CHE NE ABBIA LA VOLONTA'... O IL CORAGGIO!!!!

... e io amo giocare perchè è semplicemente una di quelle cosa che mi spinge giù dal letto la mattina, più volentieri, per andare incontro alla vita... quella che cerco e che voglio e che costruisco...
indipendentemente dagli altri e da quello che succede intorno...

e vedi caro JUDA, quali spazi apre un gioco....

... "per me, il miglior gioco da tavolo resta Risiko"... [ipse dixit] 

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Messaggioda linx » 18 mag 2006, 13:25

aringarosa ha scritto:ciascuno di noi ha in se la forza e la capacità di indirizzare (controllare) la propria vita nella direzione che più desidera...
può rispettarne le regole e stabilirne di nuove, migliori...
può persino ricominciare la sua vita... quando vuole e nel modo che vuole...
riparare i propri errori.. cancellarli (anche i più nefandi)..
e come in un bel gioco... vincere...

posso scegliere di diventare un primo ministro?
perchè no? forse che il primo ministro non è un uomo?
forse che sia un incarico iideato e sviluppato per una certa categoria di uomini fortunati?
e così posso diventare uno scienziato? un astronauta? un medico? un insegnante?

COSA e CHI me lo impedisce?...


I meccanismi della società.
Hai presente quanto tempo e impegno ci vuole per farsi conoscere a apprezzare da una piccola nicchia di persone?
Figuriamoci se vuoi essere eletto in posizioni che possano veramente cambiare qualcosa. Minimo devo sacrificare gli altri aspetti della mia vita e non godermi, ad esempio, la famiglia o le mie serate di gioco (ho amici in politica che vedo sempre meno). Una volta che sarò nella posizione utile per cambiare qualcosa non sarò più me stesso... (oltre ad aver contratto debiti di riconoscenza con gruppi di persone che mi avranno appoggiato in cambio di un certo tornaconto).

Tutto ciò poi non è certo sicuro neanche se ci metti tutte le tue forze.
Da buon amante delle percentuali di successo non ci scommetterei la mia vita.

Se per te il gioco è qualcosa che ti fa alzare la mattina con spirito allegro, per me è qualcosa a cui pensare per addormentarmi con pensieri leggeri (la mattina vengo aggredito da giramenti di stomaco appena penso a cosa mi aspetta).
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Messaggioda Raistlin » 18 mag 2006, 19:34

aringarosa ha scritto:[...] ciascuno di noi ha in se la forza e la capacità di indirizzare (controllare) la propria vita nella direzione che più desidera...
può rispettarne le regole e stabilirne di nuove, migliori...
può persino ricominciare la sua vita... quando vuole e nel modo che vuole...
riparare i propri errori.. cancellarli (anche i più nefandi)..
e come in un bel gioco... vincere...

posso scegliere di diventare un primo ministro?
perchè no? forse che il primo ministro non è un uomo?
forse che sia un incarico iideato e sviluppato per una certa categoria di uomini fortunati?
e così posso diventare uno scienziato? un astronauta? un medico? un insegnante?

COSA e CHI me lo impedisce?...
possono provare a stabilire cosa occorre per arrivarci... e avrò già un bel lavoro da svolgere...
... se avrò delle lacune.. saprò dove indirizzare i miei sforzi...
.. se non possiedo delle caratteristiche circa un incarico.. saprò cosa inseguire e cosa ottenere...
... se mi occorreranno delle virtù.. so verso quali attegiamenti devo tendere..



Sono in parte d'accordo con te, Aringarosa, ma secondo me ci sono aspetti che comunque travalicano le nostre forze. Io credo che uno dei parametri necessari a misurare la grandezza di un uomo sia la capacità di quest'ultimo di saper riconoscere e soprattutto ammettere i propri limiti. E quindi sì, possiamo ricoprire di sicuro una bella fetta di opportunità (e con impegno variabile possiamo ridimensionare tale fetta, ingrandendola magari), abbiamo a disposizione un bel grappolo di scelte, ma non ogni possibilità è prevista per ciò che siamo a parer mio, vuoi per motivi legati al carattere, alla personalità, al cuore. E credo sia molto importante sapere riconoscersi e riconoscere cosa faccia realmente per noi o meno. Altrimenti alla resa dei conti rischiamo di trovarci a terra, vittime mietute dall'orgoglio.


aringarosa ha scritto:insomma se coscientemente voglio vivere UNA vita... e coscientemente indirizzo i miei sforzi verso QUELLA vita...
potrò decidere da solo, cosa voglio, quando voglio, con chi voglio...
BASTA CHE NE ABBIA LA VOLONTA'... O IL CORAGGIO!!!!


Su questa affermazione invece non discuto :)

Del resto 'volere è potere'...

(Rimanendo comunque entro i limiti sovraesposti)


aringarosa ha scritto:... e io amo giocare perchè è semplicemente una di quelle cosa che mi spinge giù dal letto la mattina, più volentieri, per andare incontro alla vita... quella che cerco e che voglio e che costruisco...
indipendentemente dagli altri e da quello che succede intorno...



A volte, riflettendo, penso che la vita stessa sia un immenso, bellissimo gioco.
Forse sbaglio a prenderla come tale... o forse il mio è solo un modo per affrontarla mantenendo sempre un sorriso sulle labbra... magari malinconico e incurvato verso il basso da un lato, ma sempre e comunque un sorriso...
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Messaggioda linx » 18 mag 2006, 19:54

Raistlin ha scritto:A volte, riflettendo, penso che la vita stessa sia un immenso, bellissimo gioco.
Forse sbaglio a prenderla come tale... o forse il mio è solo un modo per affrontarla mantenendo sempre un sorriso sulle labbra... magari malinconico e incurvato verso il basso da un lato, ma sempre e comunque un sorriso...


:strasniff: Sniff...
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Messaggioda Necros » 18 mag 2006, 20:37

Raistlin ha scritto:A volte, riflettendo, penso che la vita stessa sia un immenso, bellissimo gioco.
Forse sbaglio a prenderla come tale... o forse il mio è solo un modo per affrontarla mantenendo sempre un sorriso sulle labbra... magari malinconico e incurvato verso il basso da un lato, ma sempre e comunque un sorriso...

bravo, è proprio questo che intendevo, se tu nella vita riesci a ricominciare una partita nonostante una sconfitta e giocarla nuovamente con oneroe e sportività, nella vita nessuno ti potrà mai fermare.
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Messaggioda Juda » 19 mag 2006, 17:19

Sono d' accordo sul fatto che tutti i "giochi" della vita aprano nuovi spazi e tuttavia non credo davvero che questi possano essere abilmente controllati da una ferma volontà umana ( già sarebbe difficoltoso dimostrarlo per una divina...figuriamoci). "volere è potere", a mio parere è il più consolatorio dei moniti, se preso alla lettera e del resto in quale altro modo si potrebbe prendere questa breve affermazione. Tornando tuttavia alla questione del gioco da tavolo, posso sicuramente pensare che esso sia un buon esempio di scontro tra diverse volontà: motivo in più per pensare che chi vuole può... soprattutto se si vogliono cose diverse.
Detto questo non voglio tuttavia dire che il ruolo della volontà sia nullo ;)
Forse il legame tra volere e creazione (o composizione) di nuovi spazi è davvero molto forte anche se un po' più articolato del solo "volere è potere"!

Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?!

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Messaggioda genluvi » 23 mag 2006, 10:51

Anche per tutti i motivi che avete detto voi prima sostengo che il gioco è simile alla vita...ti puoi impegnare con tutte le forze per ottenere un risultato, per vincere, o per lo meno perdere con onore, ma ci sono sempre delle variabili nascoste che non puoi calcolare, qualcosa che appunto limita il tuo potere o ti fa prevalere sul tuo avversario. E' vero, nel gioco puoi fare più partite, la vita è invece una sola...ma a me piace considerarla un insieme di partite, in ognuna delle quali si impara qualcosa per la prossima... Spero, tuttavia, che la vita non sia un gioco di guerra, ma uno di quelli in cui ci sono molti alleati... :)
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