Mancanza di profondità nel fantasy

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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda okrim » 19 set 2016, 19:59

glokta ha scritto:se non interessa propriamente il fantasy, ma comunque l'"avventura" ambientata nel medioevo e scritta molto bene, non posso che consigliare la trilogia del Graal di Bernard Cornwell Anche se in realtà la tematica principale sono gli arcieri inglesi nella guerra dei Cent'anni.
l'arciere del re
il cavaliere nero
la spada e il calice


Una saga che ho trovato ben scritta, profonda e ben ambientata, è quella su Excalibur di Jack White. Che inizia col libro La pietra dal cielo e prosegue con La spada che canta e altri 6 libri mi pare. Ambientato storicamente (cioè è praticamente un romanzo storico) durante la caduta dell'impero romano in Britannia, narra la storia delle generazioni precedenti, contemporanee e successive a re Artù e Merlino. Di Fantasy vero c'è poco, pochissimo, ma i personaggi sono vivi, così come l'ambiente in cui si muovono.

Qualcuno invece ha mai letto i 3 romanzi ambientati nell'universo di Mutant Chronicles? E nel caso qualcuno sa dove si possono recuperare? Sembrano introvabili....
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda Ventogrigio » 7 ott 2016, 11:01

okrim ha scritto:Qualcuno invece ha mai letto i 3 romanzi ambientati nell'universo di Mutant Chronicles? E nel caso qualcuno sa dove si possono recuperare? Sembrano introvabili....


Li lessi io anni fa e ti confermo che sono introvabili. Comunque sono piuttosto bruttarelli, l'unico che mi piacque un po' di più era il romanzo con protagonista un membro della Cybertronis, ma niente di eccezionale.
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda Johan » 2 nov 2016, 16:41

Segnalo che è stato pubblicato recentissimamente da parte di Mondadori l'antologia completa delle opere di Howard dedicate a Conan il Barbaro (il volume si intitola proprio così).

La breve ma pregevole introduzione di Lippi dà una panoramica generale del mono fantastico di Conan e tratteggia efficacemente le caratteristiche salienti del personaggio, ricordandoci perché il Cimmero è diventato a tutti gli effetti - e meritatamente - un'icona del genere.
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda pete100 » 2 nov 2016, 18:32

Johan ha scritto:Segnalo che è stato pubblicato recentissimamente da parte di Mondadori l'antologia completa delle opere di Howard dedicate a Conan il Barbaro (il volume si intitola proprio così).


Grazie, non lo sapevo.
Vedrò di recuperarlo!
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda linx » 2 nov 2016, 19:22

Se come mancanza di profondità intendi la mancanza di descrizioni dettagliate... allora viva la mancanza! :-P :snob:
Per quanto apprezzi il Signore degli Anelli, per capirci, ho sofferto parecchio in tutte quelle descrizioni della contea e della prima parte del viaggio degli hobbit!
Sinceramente quando leggo fantasy non è per sentirmi descrivere un paesaggio bucolico medievale con qualche particolare caratteristico o strano. Se la descrizione ci scappa all'interno di un discorso o serve per capire qualcosa ok, ma preferisco di gran lunga dialoghi, intrighi azioni e, soprattutto, pensieri! Che sono poi quello che rendono i libri sempre un passo avanti rispetto ai film. Non sono forse i monologhi pensati e recitati da una voce narrante le frasi epiche che rimangono scolpite nella memoria dei vari film?
Amo quindi l'introspezione psicologica dei personaggi, meglio se tanti (per una maggior varietà di modi di pensare da analizzare e far interagire.
E gli intrighi che, si sà, hanno bisogno di un mondo politicamente complesso da descrivere.
Mondi estesi e tanti personaggi. Quello per me fa la profondità di un romanzo fantasy che, sì, si fa fatica a trovare.
La saga del trono di spade ha quegli elementi e quindi mi piace.

Quando invece le trame si intessono intorno ad uno o pochi personaggi difficilmente li trovo abbastanza profondi. Magari ne posso apprezzare comunque qualcuno perché gira intorno ad un personaggio centrale che fa dell'intelligenza più che di altre doti la sua forza (più introspezione psicologica, più pensieri, più intrighi) oppure perché è così fuori dalla normalità da farmi almeno apprezzare l'anormalità dello scritto. Ne Il principe delle Tenebre, ad esempio, abbiamo un "protagonista per caso" che non vorrebbe far altro che scappare e cercare dolci compagnie, mente continuamente per puro egoismo e si ritrova trascinato comunque dalla sua non palesabile debolezza verso luoghi dove nessuno vorrebbe mai andare. Lo stile era così basso che volevo mollare dopo qualche pagina.. e poi invece mi sono ritrovato a seguire spassosamente le sue gesta... tutt'altro che profonde.

Non ho trovato in giro grandi capolavori (e preferisco la fantascienza che riesce ad essere un filo più adulta) di profondità, ma neanche ho mai trovato molti altri in grado di scrivere come Martin (e Tartledove). Fra l'altro mi han detto giusto l'altra sera che Martin era uno scrittore di fantascienza e che il trono di spade in origine era un romanzo di fantascienza ambientato in un pianeta finito in declino a causa di strane creature e riadattato poi al fantasy, che cominciava ad andare di moda.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda AleK » 2 nov 2016, 19:44

linx ha scritto:Se come mancanza di profondità intendi la mancanza di descrizioni dettagliate... allora viva la mancanza! :-P :snob:

Se alludi a Yon la risposta è no. Diceva il contrario: assenza di "Show don't tell" e presenza di descrizioni pesanti e mal scritte (oltre che assenza di contenuti). :D
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda Tszegerah » 22 nov 2016, 13:32

linx ha scritto:Se come mancanza di profondità intendi la mancanza di descrizioni dettagliate... allora viva la mancanza! :-P :snob:
Per quanto apprezzi il Signore degli Anelli, per capirci, ho sofferto parecchio in tutte quelle descrizioni della contea e della prima parte del viaggio degli hobbit!
Sinceramente quando leggo fantasy non è per sentirmi descrivere un paesaggio bucolico medievale con qualche particolare caratteristico o strano. Se la descrizione ci scappa all'interno di un discorso o serve per capire qualcosa ok, ma preferisco di gran lunga dialoghi, intrighi azioni e, soprattutto, pensieri! Che sono poi quello che rendono i libri sempre un passo avanti rispetto ai film. Non sono forse i monologhi pensati e recitati da una voce narrante le frasi epiche che rimangono scolpite nella memoria dei vari film?
Amo quindi l'introspezione psicologica dei personaggi, meglio se tanti (per una maggior varietà di modi di pensare da analizzare e far interagire.
E gli intrighi che, si sà, hanno bisogno di un mondo politicamente complesso da descrivere.
Mondi estesi e tanti personaggi. Quello per me fa la profondità di un romanzo fantasy che, sì, si fa fatica a trovare.
La saga del trono di spade ha quegli elementi e quindi mi piace.

Quando invece le trame si intessono intorno ad uno o pochi personaggi difficilmente li trovo abbastanza profondi. Magari ne posso apprezzare comunque qualcuno perché gira intorno ad un personaggio centrale che fa dell'intelligenza più che di altre doti la sua forza (più introspezione psicologica, più pensieri, più intrighi) oppure perché è così fuori dalla normalità da farmi almeno apprezzare l'anormalità dello scritto. Ne Il principe delle Tenebre, ad esempio, abbiamo un "protagonista per caso" che non vorrebbe far altro che scappare e cercare dolci compagnie, mente continuamente per puro egoismo e si ritrova trascinato comunque dalla sua non palesabile debolezza verso luoghi dove nessuno vorrebbe mai andare. Lo stile era così basso che volevo mollare dopo qualche pagina.. e poi invece mi sono ritrovato a seguire spassosamente le sue gesta... tutt'altro che profonde.

Non ho trovato in giro grandi capolavori (e preferisco la fantascienza che riesce ad essere un filo più adulta) di profondità, ma neanche ho mai trovato molti altri in grado di scrivere come Martin (e Tartledove). Fra l'altro mi han detto giusto l'altra sera che Martin era uno scrittore di fantascienza e che il trono di spade in origine era un romanzo di fantascienza ambientato in un pianeta finito in declino a causa di strane creature e riadattato poi al fantasy, che cominciava ad andare di moda.

Prova la saga Malazan di S. Erikson.
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda GrandeMu » 22 nov 2016, 13:59

Prepara carta e penna perché senza appunti ed annotazioni non ne esci.

Ma che soddisfazioni!
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda martinale18 » 22 nov 2016, 14:26

GrandeMu ha scritto:Prepara carta e penna perché senza appunti ed annotazioni non ne esci.

Ma che soddisfazioni!

Ma sai che senza saperlo è quello che faccio.
Nonostante sia in capo che in coda al libro ci sono, ma forse sono carenti, annotazioni su luoghi e personaggi.
Li segno poi me li cerco con calma sul web.
Certo non è la solita lettura Fantasy ma ha un effetto successivo.

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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda GrandeMu » 22 nov 2016, 14:35

Il Dramatis Personae è utile, ma è assolutamente insufficiente: ricordati sempre che Eriksson ha scritto la saga (perlomeno la prima parte) con il preciso intento di scoraggiare i lettori al proseguimento. Se arrivi alla fine di Memories of Ice non la molli più, ma quando ti vedi tornare al 4-7-10 romanzo gente che non vedevi da più di 6000 pagine, hai voglia andarti a prendere il Dramatis Personae corretto

Malazan senza una risma di appunti è illeggibile, perché ti ritrovi a non capire cosa stai leggendo


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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda martinale18 » 22 nov 2016, 15:23

GrandeMu ha scritto:Il Dramatis Personae è utile, ma è assolutamente insufficiente: ricordati sempre che Eriksson ha scritto la saga (perlomeno la prima parte) con il preciso intento di scoraggiare i lettori al proseguimento. Se arrivi alla fine di Memories of Ice non la molli più, ma quando ti vedi tornare al 4-7-10 romanzo gente che non vedevi da più di 6000 pagine, hai voglia andarti a prendere il Dramatis Personae corretto

Malazan senza una risma di appunti è illeggibile, perché ti ritrovi a non capire cosa stai leggendo


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Ma allora la domanda nasce spontanea, perché tutto questo?
Perché volutamente difficile e volutamente scoraggiante?
Diciamolo chiaramente va controcorrente quello che è il mondo d'oggi, e lettura e libri non si estraneano, dove tutto oggi e fruibile e facilmente comprensibile profondità piatte atte solo a vendere copie su copie.
Eriksson va contro questo?
Va contro se stesso, ed il facile guadagno.
Lo chiedo a te perché sei molto esperto.
Io sono per questa tesi

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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda GrandeMu » 22 nov 2016, 15:39

Perché non credo si possa arrivare a scrivere la più granda saga fantasy di sempre volendola rendere mainstream (e qui fioccheranno le accuse di classismo che tanto vanno di moda ultimamente ).

Stiamo parlando di una saga di 400+ personaggi, 6 continenti, 3 storyline principali che si svolgono su un mondo che Arda a confronto è una provincia, centinaia di storie, una decine di razze non umane, quelle umane hanno pure le loro etnie, un sistema di magia che per essere spiegato e capito ci vorrebbe una saga a parte... il tutto in una storia che si estende per più di 300.000 anni e 12.000 pagine di lettura.

Il tutto scritto da un filosofo (perché Erikson quello è, anche se non lo ammette): c'è esistenzialismo e nichilismo in un costante dialogo fra autore (via personaggi) e lettore, che spesso si trova poste di fronte delle domande a cui è chiamato a dare una risposta. Una risposta che Erikson non vuole dare, od una risposta che spesso non è talmente oggettiva da poter essere data.

Può una saga scritta con queste premesse essere per tutti? Secondo me no. E aggiungo: fortunatamente.

(grazie per l'esperto ma sono solo a metà della seconda rilettura La fuori c'è chi l'ha sviscerata 6-7 volte, saga di Esselmont compresa)


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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda Tszegerah » 22 nov 2016, 15:49

Che Erikson abbia volutamente scritto una saga per scoraggiare i lettori, la definirei un'estremizzazione.
Sicuramente quando ha scritto Malazan non gliene è fregato nulla delle vendite, ma solo di costruire la storia che lui voleva, nel miglior modo in cui poteva.
In questo, la sua onestà intellettuale è merce rara.
Per il resto, GrandeMu ha riassunto bene quello che si può trovare dentro l'opera che non ha nulla da invidiare ai grandi classici, ma che non si vedrà mai riconosciuto questo perchè facente parte della letteratura di genere da sempre snobbata.
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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda martinale18 » 22 nov 2016, 16:13

Ma perché non aprite un topic dedicato proprio alla Saga.
Potrebbe essere utile per coloro che si affacciano timorosi all'impresa, ed un ulteriore stimolo per voi, semmai ce ne fosse bisogno per continuare.

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Re: Mancanza di profondità nel fantasy

Messaggioda martinale18 » 22 nov 2016, 16:15

Ad esempio sopratutto con il primo romanzo ho fatto molta fatica ad identificare personaggi luoghi e tempo.
Vagavo sul web alla ricerca si qualcosa è cercavo anche sulle mappe i luoghi descritti.
L'autore lascia all'immaginazione del lettore la rappresentazione degli attori principali?

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