Non vi sembra simile?

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Non vi sembra simile?

Messaggioda Necros » 15 giu 2008, 10:44

Si, insomma, se ci fate caso le grandi multinazionali dei giochi da tavolo, di ruolo e del computer sembrano non avere più idee, quello che voglio dire è che la Blizzard, la D20, la GW e l'atari sembra che si passino le idee fra di loro, infatti, se ci fate caso, vi sono delle iconografie, delle figure, delle illustrazioni e dei personaggi che sono incredibilmente uguali fra di loro.
Tanto per cominciare il BG di WoW ha le stesse identiche tipo di illustrazioni del manuale della IV di D&D, Unreal tournament III ha un veicolo, il dark walker, identico al colossus di stracraftII, senza contare il fatto che entrambi sono scopiazzati dal film "la guerra dei mondi". Ancora.
alcune truppe de terran hanno anche loro la capsula d'atterraggio proprio come gli space marine.
senza contare il fatto che i tirannidi assomigliano sempre più ad alien, e per rimaner in tema: avete fatto caso come la squadra anti-aline in "alien la clonazione" sia molto simile come iconografia agli space marine della GW.
Insomma, questo vuol dire che non c'è più fantasia?!?
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda Izraphael » 15 giu 2008, 12:06

*IMHO mode ON*

Non credo manchi la fantasia...
Piuttosto, vige la regola: "squadra che vince non si cambia"
Lo vedo ogni giorno in ogni settore a me conosciuto: la pubblicità, il cinema, il gioco (sui videogiochi non mi esprimo, ma mi pare che ci sia la stessa tendenza).

L'essere umano medio è attratto da ciò che è conosciuto.
Certo, qualcuno adora stupirsi, gli piace essere spiazzato, ma spesso vuole che questo accada in maniera estremamente moderata.

Se io realizzo qualcosa (un manifesto, un film, un gioco - ma anche un libro, un videogioco, etc), devo attenermi a dei codici che lo rendano familiare.
Altrimenti, bene che mi vada, il prodotto finisce per diventare "di nicchia": comprensibile e apprezzato solo da una ristretta cerchia, inappetibile per "i più" (ossia "quelli che rendono più soldi").

Certo, ogni tanto si verificano dei casi in cui un'idea innovativa riesce a imporsi, ma altrettanto spesso quest'idea riguarda solo una parte del prodotto.

Credo non sia colpa di scarsa originalità - che magari ci sarebbe anche - quanto di paura di fare flop.
Insomma, "meglio andare sul sicuro": questa cosa va di moda, so che vende, seguo la scia; creo un gioco strizzando l'occhio agli appassionati del genere cinematografico parallelo, uso un'iconografia riconoscibile, regole conosciute leggermente modificate.
E vendo il gioco.

Perchè rischiare, quando so che i clienti non lo fanno?

*IMHO mode OFF*
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Re: Non vi sembra simile?

Messaggioda Raistlin » 15 giu 2008, 13:31

Necros ha scritto:Insomma, questo vuol dire che non c'è più fantasia?!?


Giaggià. O meglio, credo non ci sia più lo stimolo per inventare qualcosa di nuovo, tanto alla stragrande maggioranza delle persone non interessa; quindi perchè spremersi troppo? La quantità vince sulla qualità nella società della frenesia, dello stereotipo e dell'omologazione.
Sigh...
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Messaggioda Anatra » 15 giu 2008, 15:20

Penso che di fantasia ce ne sia a più non posso, c'è invece paura a proporre qualcosa di nuovo... e se poi non vende?
E chi ci rimette è chi aspetta qualcosa di nuovo.
Ma il discorso è valido un po' per tutto il mercato dell'intrattenimento. Chi fa cose nuove è solo chi se lo può permettere perché ha nome e fama e se sputa in terra vende lo stesso.

Mi viene in mente Mike Doyle, che bene o male propone qualcosa di diverso dal punto di vista visivo. Leggo di gente a dir poco "offesa" per un certo tipo di scelte grafiche... e lo leggo su questo sito.
E questi siamo "noi" eh... Fugurarsi se non succede lo stesso in altri ambiti..

Onestamente mi sono un po' rotto "le cose inpronunciabili in un forum pubblico" di avere sempre la solita trita e ritrita iconografia fantasy... ma proprio non ne posso più, tanto che somatizzo e mi vengono i conati di vomito. Ma vende e quindi...
Eh ma che tristezza però.
Un po' ce lo meritiamo l'appiattimento. Non facciamo finta di niente...
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Messaggioda Falcon » 15 giu 2008, 16:23

Anatra ha scritto:Penso che di fantasia ce ne sia a più non posso, c'è invece paura a proporre qualcosa di nuovo... e se poi non vende?
... Un po' ce lo meritiamo l'appiattimento. Non facciamo finta di niente...

Purtroppo mi resta difficile non essere d'accordo (per quanto le illustrazioni di Mike Doyle a me spesso piacciono ;) ), e si unisce a quello detto anche da Raist e Iz, non è mancanza di fantasia è che così "conviene a tutti" (o quasi). :-(

"E in ogni caso non abbandonate il tavolo da gioco, perché il giorno che lo farete la festa sarà finita e sarete diventati, inesorabilmente, vecchi." (Dostoevskij)

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Messaggioda Necros » 16 giu 2008, 18:23

quello che dite ha del vero, ma questo appiattimento, secondo voi, non è ridondate e a lungo andare potrebbe dimostrarsi dannoso per loro stessi?
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Messaggioda Anatra » 16 giu 2008, 18:35

immagino avverrà quello che di solito avviene (nei fumetti, nel cinema, nella letteratura di genere e nei giochi anche), arriverà la ventata di novità, tutti si tufferano a pesce nella brezza frescolina, si saturerà il mercato e saremo daccapo un'altra volta.

Eh il cerchio della vita...
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Messaggioda Amon » 16 giu 2008, 19:59

Necros ha scritto:quello che dite ha del vero, ma questo appiattimento, secondo voi, non è ridondate e a lungo andare potrebbe dimostrarsi dannoso per loro stessi?

Molti artisti del Novecento hanno consapevolmente evidenziato il degrado dell'arte moderna. La "Fontana" di Marcel Duchamp e la "me**a d'artista" di Piero Manzoni ne sono un esempio. Tutto ormai ha valore estetico e tutto quindi può essere "arte". Non mi dilungo per non annoiarvi...
Tutto ciò per dire che oggi chiunque può permettersi di spacciare per "artistico" un qualunque prodotto: purché si venda, vanno bene anche vespasiani e me**a!

In sostanza sono d'accordo con tutti i goblin che mi hanno preceduto... 8-O
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
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Messaggioda Drascu » 10 ott 2008, 13:01

probabilmente è lo stesso discorso che vale anche per la moda , le auto e via così : quando trovi un archetipo che conquista un gran numero di consumatori lo sfrutti e lo spremi il più possibile e finchè vende , finchè è trendy , finchè produce profitti va bene . ho 34 anni : quando ero più giovane ( sigh :-( ) era bella la novità , la cosa diversa , lo stile diverso , il gusto originale . c'erano dei modelli , ma ognuno cercava di reinterpretarli secondo i suoi gusti , magari anche strvolgendoli un pò , ma così ne creava di nuovi a sua volta . oggi basta guardarsi intorno : le auto a 50 mt fai fatica a distinguerle , i ragazzi si vestono tutti allo stesso modo , probabilmente per sentirsi parte di un qualcosa che li rende più sicuri , e così in questo calderone che sta uniformando i gusti e gli stili c'è finita anche l'industria ludica e cinematografica : oggi vendono gli orchi ? orchi a manetta , tutti pelleverde ; domani i pirati ? e via tutti nei caraibi ... mah
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Messaggioda vittogol » 10 ott 2008, 14:05

Secondo me al movimento commerciale (dove solo cio` che si vende, vale) si accompagna anche uno schiaciamento della cultura, della ricerca, dello sviluppo verso il basso.
Nel nostro piccolo mondo dei bg, avete notato che moltissimi giochi escono con le stesse meccaniche collaudate, con appena delle leggere modifiche per non essere sfacciati.

Secondo me, c'e` anche un calo della fantasia quindi, e quei pochi che cercano di esprimersi vengono anche frustrati dal fatto che intorno a loro pochi sono interessati ad ascoltarli, perche` diversi!

ciao
La luce che vedi in fondo al tunnel non è la tua salvezza, ma il mio fanalino di coda!
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Messaggioda theclapofonehand » 11 ott 2008, 20:51

Credo sia una questione di globalizzazione & conseguente standardizzazione dei prodotti che purtroppo riguarda non solamente i giochi, fatevi un giro in un qualsiasi mercato rionale e vedrete dappertutto le stesse identiche cose. Ricordate, negli gli anni 70 /80 i giochi in "scatola" erano delle più svariate forme e dimensioni, si certo ogni casa editrice aveva le sue, ma al loro stesso interno le dimensioni variavano, e vero che i regolamenti facevano mediamente spavento, ma alcuni giochi erano ricchi ricchissimi di materiali in plastica, metallo, fustellati, a scorrimento chi più ne ha ne ha... :grin:
Adesso abbiamo lo "standard" tedesco : scatola, pedine, mappa di dimensione stabilite, il gioco DEVE durare x tempo, per X giocatori. Se proponi un gioco che fuoriesce da questi standard difficilmente sarà pubblicato, per farmi pubblicare il mio gioco l'ho dovuto letteralmente "segare a metà" :evil: . Del resto sempre più i costi di produzione incidono sul prodotto e conseguente guadagno. Se come editore devo, per ogni gioco che produco, ad esempio, acquistare una nuova fustella per fare le pedine il costo aumenterebbe enormemente. Fate il conto che anni fa' mi ero informato sui prezzi e si parlava di qualche milione di lire... Certo adesso producono tutto in Cina, miniature al posto di pedine ma alla fine è sempre la stessa zuppa. Inoltre spesso e capitato,nel recente passato, che ditte di giochi fossero assorbite da, tanto per non fare nomi dalla Hasbro nota multinazionale del giocattolo (Wizard of the Coast, Avalon Hill, TSR ecc.). Il risultato è che in Italia, sul catalogo Hasbro NON compare nemmeno un gioco da tavolo "serio". L'ultimo Dungeons & Dragons boardgame è stato eliminato poco tempo fa...
L'unica speranza risiede nell'inventiva dei disegnatori e nelle cosidette "autoproduzioni" o case editrici minori, che hanno il coraggio di rischiare su qualcosa di nuovo.

Aloa
Ultima modifica di theclapofonehand il 11 ott 2008, 23:02, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Izraphael » 11 ott 2008, 22:30

Le autoproduzioni purtroppo sono un fenomeno "piccolo".
Se escludiamo qualche mostro sacro come Warangel, o l'autoproduzione si adegua in qualche modo al mercato o rimane un fenomeno per appassionati.
Veder giocare OktaWars mi piace e mi dà soddisfazioni enormi, ma rimane un gioco per appassionati venduto a ricarico prossimo allo zero (e mi va benissimo così, sia chiaro).

L'unico gioco a tiratura decente che ho fatto (giochi prodotti da altri a parte) si rifà comunque al tipo di gioco "per famiglie" ed è concepito sicuramente per vendere di più rispetto a giochi più complicati.

A livello di Game Design, anche io - pur avendo delle autoproduzioni all'attivo - i pochi soldi che faccio sono quelli appunto per giochi su commissione (e quindi tarati sul solito concetto di "target").
L'autoproduzione è bella, ma anche l'autoproduttore deve mangiare, e questo gli tarpa un po' le ali.
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Messaggioda tanis70 » 15 ott 2008, 17:32

Tutti i prodotti di entertainment (come la musica, il cinema, il fumetto, i libri e nel nostro piccolo i giochi da tavolo) rispondono alle stesse leggi di mercato.

Pertanto in tutti i casi troverete che la maggior parte del mercato è occupata da prodotti "mainstream" con un tasso di innovazione basso o minimo, ed editori indipendenti che sono più coraggiosi ed innovativi (fino alla scelta più estrema, l'autoproduzione, concetto che è nato ovviamente prima nella musica o nel fumetto, per esempio e che come ha spiegato Iz permette sì di sperimentare ma a patto di mettersi praticamente fuori mercato oppure ti porta inevitabilmente a diventare "piccolo editore").

La differenza, che mostra un pò l'arretratezza o forse solo la particolarità del nostro settore, è che nei cinema non c'è in programmazione come campione d'incassi Via col Vento da cinquant'anni e nella musica i dischi più venduti non sono quelli di Sinatra ecc... è un settore più piccolo che fa più fatica di altri a rischiare, questo è vero.
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