Perché in Italia si gioca poco?

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Messaggioda linx » 8 giu 2006, 13:39

Grande Magobaol 77! :grin:
Certo non avevano problemi di tempo libero, in quel momento, visto che se ne stavano sul lungomare... :lol:

I problemi in realtà sono 2 e ben distinti: la mancanza di cultura ludica e la carenza di tempo libero. Entrambi concorrono al farci giocare meno.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Gwaihir » 8 giu 2006, 13:50

Io parlo proprio di livello culturale. Anzi di intelligenza, di Q.I.
Non credo che mediamente sia così alto, e soprattutto credo che le persone abbiano inconsciamente paura di misurarsi con gli altri, in questo discorso rientra la tendenza che hanno molti a barare, anche nei giochi da tavolo. Molti non sanno perdere. E a molti non piace pensare (qui rientriamo anche nel discorso del basso livello culturale MEDIO).
Secondo me il punto è proprio questo.
Si può cercare di coinvolgere quanta più gente possibile, ma non ci aspettiamo un fenomeno di massa.
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.......

Messaggioda pennuto77 » 8 giu 2006, 13:58

Oddio davvero si incontrano persone che barano nei giochi??? 8-O 8-O
Ma non ha senso! :-? Mica si vincono soldi.......
Se baro e vinco qul'è il tornaconto??? :?:
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Messaggioda Galdor » 8 giu 2006, 15:05

Gwaihir ha scritto:Io parlo proprio di livello culturale. Anzi di intelligenza, di Q.I.

Io invece penso che più di Q.I. si debba (ri)parlare di deficienza di cultura ludica: sarà per il bel tempo, sarà per questioni sociologiche, sarà anche perchè si teme un confronto, sarà per i motivi che più vi aggradano ma l'Italia è indubbiamente un paese dalla bassissima cultura ludica.. :evil:

Su eventuali proposte per alzare il livello culturale ludico nel Bel Paese vi rimando ai numerosi thread sull'argomento, tra cui QUESTO...
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Messaggioda Mikimush » 8 giu 2006, 15:14

Gwaihir ha scritto:Io parlo proprio di livello culturale. Anzi di intelligenza, di Q.I.
Non credo che mediamente sia così alto

invece secondo questo studio dell'università dell'Ulster, l'italia è al quinto posto in europa per q.i.:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cron ... enti.shtml

cmq, che si voglia o meno credere a questo studio, mi sembra veramente un campo minato mettersi a parlare di carenza di giocatori per ragioni di cronica stupidità di un paese: a partire dal fatto che la misurazione dell'intelligenza è difficilissima e soggetta a enormi distorsioni e arrivando al fatto che l'intelligenza non è una caratteristica univoca ma ne esistano diverse tipologie.
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Messaggioda Angiolillo » 8 giu 2006, 15:17

Secondo me c'è anche una cultura ludica... ma veteroconservativa. Abbiamo 14/16 mazzi di carte regionali e (pare) più giochi di carte di ogni altro paese al mondo, il Lotto che è la più grande lotteria del mondo, una tradizioone di tomnbola e scacchi e dama che passano d igenerazione in generazione, non poche case che hannop un Monopoli e/o un Risiko, la Settimana Enigmistica che contende (o almeno qualche anno fa contendeva) il primato di settimanale più diffuso in italia in un testa a testa con Famiglia Cristiana...

Sul multi-tasking: da qui IMHO il successo modaiolo, anni fa, di party-game che consentono di giocare (con impegno parziale della testa) e al tempo stesso chiacchierare e socializzare.
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Gwaihir » 8 giu 2006, 15:21

Mikimush ha scritto: l'intelligenza non è una caratteristica univoca ma ne esistano diverse tipologie.


Quella utilizzata nei giochi è di tipo logico-matematico (che poi secondo me è l'unica veramente utile ai fini del QI) e, parliamoci chiaro, non mi sembra così elevata.
Basta guardare i risultati scolastici medi nelle materie matematico scientifiche e in latino.
Se la gente non ha voglia/capacità per studiare/confrontarsi su materie che hanno bisogno di questo tipo di intelligenza, perché dovrebbe mettersi a cercare dei giochi in cui occorre proprio sviluppare/usare queste capacità?
Secondo me il punto centrale è questo, le discussioni sociologiche sono marginali e intervenendo su queste si potrebbe solo migliorare la percentuale di giocatori attivi, che giocherebbero comunque a giochi non troppo impegnativi.
Certo sarebbe comunque un bel passo avanti.
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Messaggioda tanis70 » 8 giu 2006, 15:37

magobaol77 ha scritto:
Gwaihir ha scritto:Questi forse sono i motivi per cui VOI non riuscite a giocare tanto.

La realtà è che in Italia non si gioca perché il livello culturale medio è basso e le persone non hanno voglia di confrontare le proprie intelligenze.

Non c' è futuro di massa per i giochi da tavolo in Italia :-(


Secondo me Gwair ci ha preso. Almeno in parte. C'è un basso profilo culturale, ma soprattutto un bassissimo profilo culturale ludico. In Italia la gente non gioca anche perchè non conosce giochi di buon livello. I giochi spazzatura che da anni infestano il mercato hanni creato un corto cirtuito che ha distrutto la cultura ludica (pur debole) che c'era vent'anni fa.
Io ultimamente ho fatto animato diversi spazi ludici in contesti atipici (tipo il primo maggio su lungomare), facendo giocare soprattutto famiglie e bambini. I genitori erano sbigottiti quando li invitavo a giocare ma (quando li convincevo) li ritrovavo quasi sempre accanitissimi a salvare le proprie gemme sulle cascate o a connettere Boston e Denver con una linea ferroviaria. Bambini che hanno giocato con 3-4 giochi per e ore la mattina e altrettante il pomeriggio e non volevano andare via. Tutti mi hanno chiesto dove si comprano sti giochi....
Se le grandi ditte facessero tutte una politica diversa sui Giochi di tavoliere qualcosa cambierebbe secondo me.....


Posso quotare al 120%? Sono totalmente d'accordo. Clima, tempo libero, chissà quali peculiarità socioculturali sono solo ALIBI che da anni le persone che lavorano nel settore ludico in Italia amano raccontarsi per coprire le proprie inefficienze ed incapacità (posso permettermi di scriverlo per averci lavorato, nel settore ludico).

Un esempio che conosco bene, per aver lavorato su questo gioco, che credo tutti conosciate almeno per sentito dire: Magic l'Adunanza.

Nel corso di una dozzina di anni di diffusione del gioco nel nostro paese, l'Italia è stata: prima il secondo mercato al mondo per Magic, poi un paese dove si vendevano meno carte e c'erano meno giocatori della Finlandia, poi di nuovo il terzo/quarto mercato al mondo. Ora siamo il secondo mercato europeo dopo la germania. Con questo cosa voglio dire: all'epoca in cui il numero di giocatori era minore rispetto alla Finlandia le spiegazioni sul clima, il carattere degli italiani, ecc... si sprecavano. Dopo anni di sforzi (devo dire notevoli) profusi in politiche di investimento nel gioco, nei giocatori, nelle dimostrazioni e nei tornei, grazie anche a scelte coraggiose di marketing ed alla capacità di cogliere le specifiche caratteristiche del mercato italiano, i risultati sono stati quelli clamorosamente positivi di cui sopra.

Per quanto concerne i giochi da tavolo, l'Italia vive un periodo che ricalca alcuni classici "topoi" del nostro bel paese: mentre da un lato le "grandi ditte" dormono o badano a rastrellare il mercato con operazioni "terra bruciata" (come il gioco in scatola di Affari Tuoi o del Grande Fratello: vendite immediate, ma cultura ludica uccisa da prodotti scadenti realizzati in tutta fretta), dall'altro è in opera un vero "rinascimento" ludico operato da una ricchissima varietà di realtà medio piccole (in ordine sparsissimo: Nexus, Venice Connection, Da Vinci, Rose & Poison, 25 Edition, KDS, What's your Game?, Unicopli, Scribabs, AngeloPorazziGames, Ghenos, ecc... chiedo scusa a chi ho dimenticato). Il problema è che il "rinascimento" deve riuscire a fare il salto di qualità ed approcciare il grande pubblico in maniera efficace ed intelligente (il senso dell'operazione Giochi Uniti mi pare proprio questo, a proposito un sincero in bocca al lupo da parte mia).

my 2 cents

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Messaggioda Mikimush » 8 giu 2006, 15:46

Gwaihir ha scritto:Se la gente non ha voglia/capacità per studiare/confrontarsi su materie che hanno bisogno di questo tipo di intelligenza, perché dovrebbe mettersi a cercare dei giochi in cui occorre proprio sviluppare/usare queste capacità?

eppure, come dice l'angiolillo, una delle riviste più vendute in italia è la settimana enigmistica e mi pare che richieda proprio intelligenza logico-matematica.
secondo questo studio dell'agcom (datato 1998, ma non credo che i cambiamenti in 8 anni siano stati tali da renderlo completamente inutile) in italia si vendevano circa 60 milioni di copie della settimana enigmistica all'anno, il che significa, settimanalmente, oltre un milione di copie.
un potenziale di un milione di giocatori con intelligenza logico-matematica!
considerando, poi, che non tutti la comprano regolarmente, il milione di acquirenti non è lo stesso di settimana in settimana e il potenziale cresce.
secondo me non sono dati di poco conto...
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Messaggioda Gwaihir » 8 giu 2006, 15:56

Appunto è un hobby che si fa in solitario...
Dicevo anche che le persone non hanno voglia (inconsciamente credo) di confrontarsi su questi livelli.
Inoltre chi ama la settimana enigmistica o simili non rappresenta certo la maggioranza degli italiani, non sono cifre paragonabili con chi non fa altro che guardare la televisione.
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Messaggioda Gwaihir » 8 giu 2006, 16:03

Aggiungo che molti comprano la settimana enigmistica per passare un pò di tempo in attesa di qualcosa e spesso in luoghi all'aperto, che so su un autobus, in spiaggia, in una sala d'attesa. Queste stesse persone probabilmente non giocherebbero ad un gioco da tavolo in orari serali.
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Messaggioda Mikimush » 8 giu 2006, 16:43

Gwaihir ha scritto:Appunto è un hobby che si fa in solitario...
Dicevo anche che le persone non hanno voglia (inconsciamente credo) di confrontarsi su questi livelli.

cos'è che ti fa dire questo?
secondo me non è un discorso vero in generale c'è sicuramente chi ragiona così (consciamente o meno), ma da qui a fare di tutta l'erba un fascio...
Inoltre chi ama la settimana enigmistica o simili non rappresenta certo la maggioranza degli italiani, non sono cifre paragonabili con chi non fa altro che guardare la televisione.

certamente non rappresentano la maggioranza degli italiani, ma mi sembra che come generale indicazione di una potenziale audience di giocatori sia di tutto rispetto. soprattutto considerando che può essere interessato a giocare anche chi non compra la settimana enigmistica!
inoltre non penso che il confronto con gli utenti televisivi sia corretto. tu dicevi che in italia è basso il livello di intelligenza logico-matematica e la gente non la vuole/sa utilizzare. i numeri dicono che almeno un milione di persone la tengono in allenamento attivamente con quel settimanale. ma ci sono anche altri modi. confrontare il numero di acquirenti della settimana enigmistica con quanti guardano la televisione non è significativo, perchè guardare la tv non esclude il possesso/utilizzo di quel tipo d'intelligenza.
Aggiungo che molti comprano la settimana enigmistica per passare un pò di tempo in attesa di qualcosa e spesso in luoghi all'aperto, che so su un autobus, in spiaggia, in una sala d'attesa. Queste stesse persone probabilmente non giocherebbero ad un gioco da tavolo in orari serali.

il che rimette la discussione sulla carenza di giocatori sul piano della mancanza di tempo, non della mancanza d'intelligenza.
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Messaggioda Galdor » 8 giu 2006, 16:47

Gwaihir ha scritto:Aggiungo che molti comprano la settimana enigmistica per passare un pò di tempo in attesa di qualcosa e spesso in luoghi all'aperto, che so su un autobus, in spiaggia, in una sala d'attesa. Queste stesse persone probabilmente non giocherebbero ad un gioco da tavolo in orari serali.

Condivido. Ed è proprio qui che si vede la mancanza di una cultura ludica! La cultura ludica prevede un "gusto" del gioco che va al di là del giocare e basta...altrimenti dovremmo dire che siamo un popolo dalla alta cultura ludica visto l'alto numero di Playstation (o Scacchi o Risiko) vendute! ;)
La cultura ludica ti permette di interessarti alle meccaniche di un gioco al di là dell'intuitivo "ma questo è un gioco di culo!" (frase ricorrente tra gli aficionados di Risiko :lol: ), ti invita a dedicarci tempo e energie, ti invita a condividere questo con gli altri (cosa che La Settimana Enigmistica non fa), ecc..
Insomma: la cultura ludica è qualcosa di più del gioco in se, matematico o meno che sia.. :grin:
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Messaggioda turing70 » 8 giu 2006, 16:57

Gwaihir ha scritto:
Mikimush ha scritto: l'intelligenza non è una caratteristica univoca ma ne esistano diverse tipologie.


Quella utilizzata nei giochi è di tipo logico-matematico (che poi secondo me è l'unica veramente utile ai fini del QI) e, parliamoci chiaro, non mi sembra così elevata.
Basta guardare i risultati scolastici medi nelle materie matematico scientifiche e in latino.
Se la gente non ha voglia/capacità per studiare/confrontarsi su materie che hanno bisogno di questo tipo di intelligenza, perché dovrebbe mettersi a cercare dei giochi in cui occorre proprio sviluppare/usare queste capacità?
Secondo me il punto centrale è questo, le discussioni sociologiche sono marginali e intervenendo su queste si potrebbe solo migliorare la percentuale di giocatori attivi, che giocherebbero comunque a giochi non troppo impegnativi.
Certo sarebbe comunque un bel passo avanti.


Quoto anch'io questa "teoria". A empirica conferma di cio' e' che in genere i giocatori come "noi" hanno spesso (non voglio parlare di QI) un'attitudine/interesse matematico-logico. Non so se e' stato fatto un sondaggio del genere sulla tana pero' si potrebbe fare un'analisi ad esempio sugli studi che mediamente gli iscritti alla tana hanno fatto.

E' anche vero che una dose di "pigrizia" c'e' sempre: mi e' spesso capitato di riuscire a tirar dentro a questo mondo persone a cui non interessava per nulla, per poi ritrovarmele veramente "malate"...:)
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Messaggioda Mikimush » 8 giu 2006, 17:27

turing70 ha scritto:Quoto anch'io questa "teoria". A empirica conferma di cio' e' che in genere i giocatori come "noi" hanno spesso (non voglio parlare di QI) un'attitudine/interesse matematico-logico. Non so se e' stato fatto un sondaggio del genere sulla tana pero' si potrebbe fare un'analisi ad esempio sugli studi che mediamente gli iscritti alla tana hanno fatto.

giocatori come "noi" hanno spesso un'attitudine/interesse matematico-logico, dici tu.
cosa dobbiamo quindi aspettarci da un sondaggio sugli studi fatti? liceo scientifico? istituti tecnici? ragioneria?
se fosse così, allora quelli come "noi" sarebbero potenzialmente una bella fetta di italiani, no? e allora perchè i giocatori sono poi pochi?
E' anche vero che una dose di "pigrizia" c'e' sempre: mi e' spesso capitato di riuscire a tirar dentro a questo mondo persone a cui non interessava per nulla, per poi ritrovarmele veramente "malate"...:)

ecco bravo, secondo me le questioni di intelligenza c'entrano poco. ho amici che giocano da poco perchè li ho introdotti io...prima cos'erano, stupidi? hanno improvvisamente visto la luce e gli si è acceso il cervello?
bah, secondo me è solo questione di trovare il tempo, trovare i giochi (facile in germania, ma qui?) e trovare qualcuno con cui giocarli...

vabbè, poi è chiaro che ad uno deve anche piacere...
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