Piccolo Sfogo Culturale

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Messaggioda liga » 3 mag 2006, 0:27

Sono d'accordo con te al 90% ... hai solo fatto l'errore di citare in maniera negativa FFG che secondo me è una ditta che opera bene e fa delle belle cose ...

però capisco dove vuoi parare e ti capisco ... ma gli abomini sono i giochi delle Bratz, quelli sul presentatore del momento i mille revivla di monopoly ... non certo la riedizione FFG di capolavori GW, con miglioramento di grafic a eprefezionamento dei regolamenti!

Insomma, per essere metaforico, secondo me in un mercato pieno di letame ti sei scagliato su alcune perle che l'unico difetto hanno di avere ricevuto degli schizzi! :grin:

Se poi mi dici che c'è un cronico problema nell'avvicinare nuovo giocatori (specialmente adolescenti) è tutt'altra cosa e mi trovi perfettamente d'accordo ... io mi sto dannando, come TreEmme e come organizzatore di ModCon, per cercare di capire cosa e come devo dire per avvicinare i ragazzi 15-25 anni ... e allora ben vengano i giochi su Descent, WoW o StarCraft (io non vedo l'ora :grin: :grin: )

buon gioco
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Messaggioda linx » 3 mag 2006, 12:50

Da una parte (Europa) tendenza all'eccessiva semplificazione a scapito dell'appeal, dall'altra (America) tendenza all'utilizzo di licenze derivanti da altri settori... :-?

Preferisco gli americani.

I giapponesi sono maestri nell'utilizzo di licenze incrociate e spesso creano cartoni o fumetti solo per spingere un gioco.
Questi cartoni e fumetti commerciali si trasformano spesso in perle che vivono di vita propria. Non vedo perchè lo stesso non possa succedere per i giochi da tavolo.

Io spero vivamente che la Fantasy Flight e la Eagle Games prendano più licenze giocose possibili: se non lo fanno loro, creandone prodotti che spaziano dalla sufficienza all'eccellenza, potrebbe farlo qualcun'altro con meno esperienza sul campo e crearne prodotti da supermercato con una qualità che spazia dalla mediocrità all'insufficienza netta.

Certo che se la FF e la Eagle testassero un pò meglio (mi stupisco di come non trovino difetti che a noi sono parsi ovvi dopo meno di 5 partite) i giochi sarebbe meglio. Spero che non ci marcino sopra modello Bill Gates con le versioni di windows. :-?
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Necros » 3 mag 2006, 20:21

scusate: ma mi sembra ovvio che i giochi vengono crati per essere venduti e quindi per trarne dei guadagni, non si vive mangiando dadi o carte, sarebbe bello ma non è così; se poi questo fine di lucro fa si che i giochi siano più scadenti e meno divertenti dal punto di vista ludico, allora è un altro discorso, perrò è anche vero che non tutte le cosa possono venire bene: alcuni avranno più difetttoi rispetto ad altri.
Ad esempio WoW il boardgames è un bellissimo gioco, però è estremamente lungo e c'è chi lo definirebbe per questo noioso.
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Messaggioda SARGON » 3 mag 2006, 20:54

Necros nessuno sta dicendo che non ci si deve guadagnare.

Il mio appello accorato deriva dal fatto che questo andazzo è pericoloso. E' ovvio che una azienda per far prima e vendere di più cercherà di abbassare i costi e alzare quelli di vendita. Questo può essere fatto solo se tolta la parte della spesa del settore ricerca e sviluppo si pianta sul gioco un bel nome che tira molto. Quindi via la ricerca e lo sviluppo e dentro il bel nome. Questo porta ad una consuetudine a fare questa operazione conveniente e poco dispendiosa. I materiali di gioco comunque ci sarebebro stati ma difficilemnte avrebbero venduto a 80$ la scatola WoW se non si fosse chiamato appunto WoW. In quei 80$ di fatto paghi il marchio e il resto è qausi tutto guadagano. Una componentistica come quella di WoW non giustifica gli 80$.. che per un americano sono assai più che per noi 80 euro.

Dunque il problema poi si trasferisce sul pubblico che comprerà il gioco per il nome prima ancora che per il gioco in se e poiché mancando il settore di ricercae sviluppo il gioco tenderà ad avere grossi limiti nelle meccaniche (e wow ne ha parecchi) i limiti possono essere accettati da noi che giochiamo ma non da chi si avvicina per la prima volta ai giochi, pensa a fargli legere 40 pagine di regolamento, poco chiaro in certi punti, copi tempi morti che ci sono a wow e con la durata di wow, si rischia fortemente di aver fatto dimorare chi si avvicinava per la prima volata ai giochi attirati dal nome. Anzi la certezza.

Ben vengano i giochi con un nome, ma FATTI BENE che facciano vedere il bello del boardgame non la parte più lurida becera e melliflua.

Io sono un fan di WoW mi piace da matti, ma ne vedo i limiti e i problemi, se non fosse che mi ci sono incastrato col mio gruppo e se non fosse per il fatto che oramai giochiamo così bene e da tanto che tra tutto dura 2 ore e mezza al max, non gli darei (IO) altre possibilità. La prima partita durò 6 ore tra tutto e non si era capito granché.

Insomma questo il succo del mio intervento.
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Messaggioda Necros » 5 mag 2006, 22:05

sono concorde con te a pensare che cerrte case preferiscano la quantità di prodotti rispetto alla loro qualità anche se pochi, ma vedi, secondo me si danno la zappa sui piodi da soli: i boardgame sono giochi" raffinati" e se non hanno quell'intyeligenza e brio che fino ad ora ci hanno comunicato andrà a finire che nessuno li comprerà e quidi le case saranno cosatrette a tornare alla qualità del prodotto.
che ne pensi..troppo utopico?
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piccolo pensiero personale

Messaggioda aledrugo1977 » 14 mag 2006, 17:51

Ciao,
davvero una bella topica: ci ho pensato una notte sopra a occhi spalancati. Ecco cosa ho maturato:

- il marketing c'è sempre stato semmai ora è razionale e analitico. Mi spiego. Da sempre ci sono giochi ispirati a situazioni di vita comune, epopee, guerre, libri, film, programmi televisivi e videogiochi (il climax è coerente con lo sviluppo cronologico dei media di massa) e viceversa. Ora è davvero tutto un richiamo metamediatico e si salta amenamente da un media all'altro con molta disinvoltura ma alla fine il mercato si autoregola, vedi sotto.

- le idee non sempre ci sono ma se un gioco è valido resta nel tempo altrimenti brucia rapidamente (di esempi ce ne sono a migliaia a riguardo): la legge della domanda e dell'offerta è ancora più forte del marketing spinto ovvero il gioco del "Grande Fratello" potrà vendere per un mese ma poi nessuno se lo fila più.

- il restyling di vecchie glorie è a mio avviso un'operazione lodevole perché:
a) gli originali sono rari e irreperibili
b) si può sempre migliorare adattando e rivedendo alla luce del gusto corrente
c) si mette in condizioni le giovani leve di riscoprire capolavori

In breve a mio avviso il pensiero latente di alcuni del "stavamo meglio quando si stava peggio" -dal vago retrogusto reazionario- lascia il tempo che trova.
La tendenza, a mio avviso, del fare umano è incentrata nel ripetersi con una vaga propensione alla miglioria: chiamiamolo un istinto euristico tanto per fare gli impegnati.
Questo vale anche in campo ludico dagli scacchi passando a risiko, introducendo D&D e aspettando cosa c'è nella testa dei prossimi creativi.

Tanto l'Uomo è sempre lo stesso da millenni, cambia solo il contesto tecnologico-sociale ma le sue pulsioni primordiali sono sempre le stesse.
Di riflesso il gusto del gioco è un'evoluzione continua caratterizzata dal ripetersi, tendenzialmente in meglio.
Il marketing è solo un orpello che non arresta lo sviluppo. Anzi per quanto possa essere becero un prodotto solo miniature e lustrini magari può avere l'effetto di avvicinare neofiti al mondo ludico più evoluto facendogli scoprire le vere chicche in produzione o del passato.

Cordilamente
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Re: piccolo pensiero personale

Messaggioda Necros » 14 mag 2006, 17:57

aledrugo1977 ha scritto:Tanto l'Uomo è sempre lo stesso da millenni, cambia solo il contesto tecnologico-sociale ma le sue pulsioni primordiali sono sempre le stesse.
Di riflesso il gusto del gioco è un'evoluzione continua caratterizzata dal ripetersi, tendenzialmente in meglio.
Il marketing è solo un orpello che non arresta lo sviluppo. Anzi per quanto possa essere becero un prodotto solo miniature e lustrini magari può avere l'effetto di avvicinare neofiti al mondo ludico più evoluto facendogli scoprire le vere chicche in produzione o del passato.


complimenti, si vede che la notte porta consiglio, hai maturato una bella verità!
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