Pregi & difetti nelle recensioni: servono?

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Messaggioda Angiolillo » 15 dic 2011, 20:32

linx ha scritto:Secondo me invece la casella dei difetti è la cosa migliore delle recensioni sulla tana.
...
Come dissi anni fa: una persona che parla male di un gioco mi è più utile di 10 che ne parlano bene.


Io non sto attaccando il diritto di parlar male dei giochi. Leggi il mio intervento sotto il post de ilpuzzillo.com: rivendico anzi un salutare ruolo del recensore di consigliare buoni giochi come soprattutto di sconsigliare quelli immeritevoli.

Però proprio per questo la forzatura dello schema mi pare perniciosa: se uno schema spinge tutti a mettere un po' di pregi e un po' di difetti, alla fine questo ruolo di consigliere nel bene e nel male si appiattisce e non si vede più, o per lo meno risalta in maniera minore, quali siano i giochi davvero consigliati e quelli davvero sconsigliati.

E magari finisce che in alcuni giochi, per riempire la casella dei pregi, si dice che c'è una "scatola adeguata per contenere tutto con ordine" - chissà quanti giochi ce l'hanno senza che la recensione lo dica, o tra i difetti "potrebbe anche non risultare longevo nel lungo periodo", al condizionale, come ipotesi buttata lì in tono incerto.

A parte l'opinabilità stessa dei pregi e dei difetti, in assenza di criteri condivisi. Leggo "ll Calciotto è un ottimo gioco ma non è il “Subbuteo”." Secondo voi è un pregio o un difetto? Secondo me è un pregio, se il Calciotto fosse il Subbuteo non me ne farei proprio nulla nulla perché ci sarebbe già il Subbuteo. Secondo il recensore è un difetto... Mentre al contrario secondo un altro recensore è un difetto il fatto che "Alcuni potrebbero criticare la mancanza di originalità" in un certo gioco su una regina egizia. Difetto non riscontrato in "Clash of Ealges", vero e proprio clone di un noto gioco di successo mondiale: ma forse la casella dei difetti era già piena di altro e non c'era posto anche per quello... Mentre il posto da Cleopatra c'era, non trovando di meglio (pardon, di peggio) da citare.
Oppure, letto fra i difetti: "Il gioco non è esente dall’influsso della dea bendata". Vivaddio, l'influsso della dea bendata è il fattore che ha reso popolarissimi giochi ben lontani dall'arida meccanicità (e dal pericolo di essere risolti da qualche geniaccio) dei giochi di strategia astratta: titoli che vanno dal poker al backgammon, dai wargame su mappa esagonata a Magic, tutti giochi di cui si fanno fior di tornei per celebrare campioni e che nessuno considera difettati solo perché contengono dei randomizzatori. E infatti è un difetto per chi ha recensito Carcassonne, non per esempio per chi ha recensito Monopoli o Magic: The Gathering (dove la fortuna conta perfino al momento dell'acquisto)...

Inutile (e dispendioso in termini di tempo) andare a caccia di esempi. Secondo me se ciascuno fosse libero di esprimere un punto critico senza dover riempire per forza un certo spazio nella griglia, trovando sempre per forza un po' di buono e un po' di cattivo con un processo che ha più a che fare con la politically correctness che con l'obiettività, si eviterebbero tante forzature. A mio parere, ovviamente.

linx ha scritto:Praticamente ogni gioco ha dei difetti. Siano essi grandi o piccoli. Coloro che non sono riusciti a trovarli difettano loro stessi in obiettività. Se un gioco è perfetto per Tizio non lo sarà per Caio, perchè ognuno vi cerca qualcosa di diverso.


Qui dobbiamo capirci: un difetto dovrebbe essere un oggettivo problema in un aspetto del gioco che autore ed editore avrebbero dovuto risolvere oggettivamente in altro modo. Mica parliamo di gusti. Può essere un difetto che in "Parco della Vittoria" i segnalini siano poco riconoscibili l'uno dall'altro alla luce artificiale, specie se non è molto forte: mi impedisce di giocare in certe circostanze, o comunque mi crea inutili fastidi che si potevano evitare. Sia Tizio che Caio concorderanno che poter riconoscere sempre bene i segnalini è un pregio, non poterlo fare è un difetto.
Non può invece essere considerato un difetto il fatto che Risiko non abbia pedine viola, mentre c'è gente che ama giocare con i viola, nei giochi cerca i pezzi viola e se non ce li trova ci resta male: problema loro. Se Tizio ci resta male in assenza dei viola mentre Caio, Sempronia e centinaia di altre persone si divertono a Risiko! senza porsi il problema, mi pare arduo considerarlo un difetto. Se no potremmo tornare all'assurdo di prima, per cui lo stesso elemento (il Calciotto che non è il Subbuteo, la presenza della casualità, il fatto che le partite siano lunghe, il fatto che le partite siano brevi, vedi te quali altri esempi trovare) è al tempo stesso pregio per alcuni e difetto per altri.

Anche in questo caso il casellario è deleterio, secondo me. Prendo l'Almanacco dei Giochi Panini, che ha anche lui caselle di pregi e difetti, e di Family Business leggo che "chi non ama i giochi di carte potrebbe non gradirlo" (difetto peraltro non evidenziato per molti altri giochi di carte presenti nello stesso volume). Per un gioco che come materiali ha un sacco di carte e una striscetta di cartoncino non mi pare un commento brillante: se non ci fosse stato da riempire la casella "difetti", magari si poteva evitare questa scivolata di stile finendo con surrogare l'assenza di difetti con una questione di gusti, peraltro piuttosto ovvia e banale.
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Messaggioda nakedape » 15 dic 2011, 22:09

Angiolillo ha scritto: A parte l'opinabilità stessa dei pregi e dei difetti, in assenza di criteri condivisi. Leggo "ll Calciotto è un ottimo gioco ma non è il “Subbuteo”." Secondo voi è un pregio o un difetto? [...ecc]


Andrea, con tutto il bene che ti voglio, io non credo che lo scopo sia quello. Pregi e difetti nelle recensioni della tana sono più delle tematiche che servono da traccia per parlare del gioco piuttosto che delle categorie da incasellare in maniera tassonomica. Il che mi piace perchè lo trovo in linea con le altre parti delle recensioni della tana. Che, come tutto ciò che è etico o estetico, non esiste se non negli occhi di chi guarda. Le recensioni della tana (le prime che guardo, prima ancora di BGG) le trovo comode specie per i commenti alle stesse. Ed è proprio nella pluralità del soggettivo che riesco a farmi un buon quadro di un gioco. Chi mi frequenta sa bene che ultimamente sono sempre entusiasta dei miei acquisti tranne un caso su cento. E poco mi importa se uno considera un difetto l'assenza dei carrarmati viola, o la loro presenza. Preferisco questo ad una presunta oggettivazione del Bello, del Giusto e del Corretto che non fanno altro che permettere a siffatti personaggi ad ergersi come paladini del Bene travestiti da giullare. Mi fa molto eugenetica nella Germania anni '30...

Angiolillo ha scritto:Oppure, letto fra i difetti: "Il gioco non è esente dall’influsso della dea bendata". Vivaddio, l'influsso della dea bendata è il fattore che ha reso popolarissimi giochi ben lontani dall'arida meccanicità (e dal pericolo di essere risolti da qualche geniaccio) dei giochi di strategia astratta: titoli che vanno dal poker al backgammon, dai wargame su mappa esagonata a Magic, tutti giochi di cui si fanno fior di tornei per celebrare campioni e che nessuno considera difettati solo perché contengono dei randomizzatori. E infatti è un difetto per chi ha recensito Carcassonne, non per esempio per chi ha recensito Monopoli o Magic: The Gathering (dove la fortuna conta perfino al momento dell'acquisto)...


Un banale inciso che ti potrà confermae chiunque abbia giocato a MtG a livello agonostico: in Magic la fortuna conta abbastanza poco, e se il gioco ha avuto...fortuna è proprio perchè offre la possibilità di costruirsi un mazzo nettamente più forte dell' altro. L' elemento random (mitigato sia dai mulligan che da ogni possibile modo di mescolare il mazzo) è malsopportato dai giocatori...
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Messaggioda Angiolillo » 15 dic 2011, 22:39

Siamo d'accordo. Mica sto dicendo che chi ha recensito Magic doveva mettere la presenza di casualità fra i difetti. Viceversa, sto dicendo che la presenza di un fattore casuale in un gioco è un ingrediente come un altro, che ad alcuni piace di più e ad altri meno.

Anche a Risiko! il caso ha un ruolo limitato, tanto che nei tornei emergono giocatori bravi che vincono più spesso degli altri. Convenevole e Bottone, per dirne una, hanno speso quasi 200 pagine a spiegare come nelle varie versioni del gioco succedutesi nel tempo nelle varie nazioni, e nelle varianti da torneo, si sia affrontato il problema di trasformare il "rischio puro" rappresentato da dadi e carte in "rischio calcolato". E' nel loro libro che c'è questa bella citazione che spiega perché in tutti i wargame di simulazione storica è realistico che ci sia un dado (o equivalente):

"Voi dovete regolarvi secondo il principio del rischio calcolato, che interpreterete nel senso di evitare di esporre le vostre unità all’attacco di forze superiori avversarie, senza la prospettiva di infliggere come risultato di tale azione danni maggiori al nemico."
Chester Nimitz, 27 maggio 1942

Se pure gli ammiragli veri pensano, e spingono i collaboratori a pensare, in termini di rischio calcolato, perché non dovrebbero faro gli autori e i giocatori di Risiko! e di wargame? Eppure anche Risiko! qui è liquidato con "Praticamente governato dalla fortuna" nella casella dei difetti. Non lo è, ma anche se lo fosse... Il fattore fortuna non è un difetto: è uno dei quattro elementi fondamentali del gioco secondo Callois, tanto per fare un pizzico di sfoggio di cultura ludica. Se non vi piace, scegliete giochi dove ce n'è meno o non ce n'è - ne abbiamo per tutti i gusti. Ma non riuscirete mai a convincermi che la frase "Il gioco non è esente dall’influsso della dea bendata" si possa spacciare per l'evidenziazione di un difetto.

E per tornare all'attacco del tuo post, non sto parlando dello scopo del "casellario" di pregi e difetti, che sarà ben nobile. Ma vorrei far riflettere sugli effetti pratici che ne conseguono, al di là degli intenti di chi lo ha ideato.
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Messaggioda nakedape » 15 dic 2011, 23:12

Angiolillo ha scritto:Ma non riuscirete mai a convincermi che la frase "Il gioco non è esente dall’influsso della dea bendata" si possa spacciare per l'evidenziazione di un difetto.


Se leggo una cosa del genere in una recensione penso che evidentemente si tratta di un eufemismo, o comunque se lo si incasella tra i difetti leggo "c'è troppa alea in questo gioco", almeno nell' opinione del recensore.
Ora quanta alea possiamo sopportare in un gioco?
La quasi totalità dei Goblin ci dirà che il Gioco dell' Oca è per giocatori alla canna del gas, eppure c'è gente che si diverte da morire con giochi come la Tombola...Quindi dove sta il Giusto?

Io, ad esempio, penso che ogni gioco sia un astrazione e sorrido sempre quando leggo tra i pregi e i difetti "un pò astratto", però mi metto nei panni del recensore e con un pizzico di empatia capisco che vuole dirmi "l'ho trovato freddo".
Perchè poi, diciamoci la verità, i giochi sono un momento sociale e i nostri stessi gusti (con pregi e difetti annessi) cambiano con il cambiare del tempo e delle compagnie: mica sono 2+2=4 !
Così come mi è capitato infatti di rivalutare o svalutare libri, film e fumetti, così mi è capitato con i giochi... ;)

In sintesi, non è che non capisca la tua voglia di tassonomia o standardizzazione, ma sono cose che si possono chiedere ad un minuscolo gruppo di persone o ad un singolo. Non certo a manipoli di recensori autarchici ognuno con gusti diversi dall' altro!

Che poi io mi domando a cosa servirebbe?
Mi spiego meglio. Lo scopo di una recensione è quello di guidare i giocatori verso un gioco che piaccia loro. Avete mai trovato un critico cinematografico con cui concordate sul 100% dei giudizi? Io mai, ma forse nemmeno al 70%. Di solito leggo diverse recensioni pubblico+critica+? per potermi fare un' idea. E ancora oggi non imbrocco sempre il film giusto. Invece sulla tana leggendo recensione e i commenti mi faccio presto un' idea significativa del gioco, al punto che la maggior parte delle volte trovo più conferme che sorprese...
Ecco a questo servono, a parlare di giochi, e per quanto mi riguarda lo fanno anche bene! ;)
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Messaggioda randallmcmurphy » 16 dic 2011, 5:49

Che un gioco sia esente dalla fortuna oppure no, non è un pregio o un difetto..

Ma l'incidenza che essa può avere sì.

Ancor di più se tale elemento è completamente fuori tema rispetto all'ambientazione del gioco in questione.

A livello di progettazione del gioco, spesso inserire elementi casuali è un "trucchetto" per renderlo meno piatto, ma qualche volta questo trucchetto non riesce bene.

Se faccio una partita ad un gioco gestionale, e poi il mio punteggio è influenzato da un elemento completamente casuale ed estraneo, quell'elemento peggiora l'esperienza e quindi è un difetto. Indipendentemente dal fatto che a qualcuno possa persino piacere, perchè è un amante del tiro del dado o della pesca delle carte.

Un esempio su tutti? Colonia.

Uno più famoso? Monopoli.

Invece in altri giochi la fortuna è in tema e anzi costituisce un elemento importante dello sviluppo della partita, come in Rallyman.

Quindi, la fortuna è un pregio o un difetto? No è una caratteristica, ma il modo in cui viene inserita in un gioco può esserlo, e chi conosce miriadi di giochi come molti di noi, penso sia in grado di fare questa valutazione, che non è soggettiva.

Ovviamente questo non vuol dire che i campi "pregi e difetti" spesso non siano riempiti con frasi frettolose e poco significative, che appunto così risultano nulla più che riempitivi.

Secondo me sono molto più utili gli elementi di sintesi, da me recentemente introdotti, che analizzano alcune caratteristiche oggettive ben definibili, e trattano la fortuna dal punto di vista giusto, e cioè commentando la sua incidenza, così che i giocatori possano sapere cosa attendersi dal gioco in merito ad essa.
« Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »

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Messaggioda Angiolillo » 16 dic 2011, 7:56

Questo è un ragionamento più che condivisibile. Per rendersi conto se un gioco può essere di proprio gusto può essere interessante, leggendo l'analisi critica di un gioco, sapere quanto e come il caso incide, anche alla luce dei molti modi con cui i designer ne mitigano o controllano gli effetti (benché un gioco possa essere bello, ben fatto, intrigante e appassonante anche se la fortuna incide molto). Come anche potrebbe essere interessante il peso di altri elementi: per esempio la curva di apprendimento, perché può essere molto indicativo per valutare il potenziale divertimento sapere se è agevole giocare bene fin dalla prima partita o se ne occorrono diverse prima di poter entrare nel gioco, magari agevolandosi (o dovendosi - tristemente - agevolare) con lo studio di consigli tattico-strategici pubblicati qua e là. O quanto possano pesare conoscenze esterne al gioco (penso ai figli di Trivial e affini, ma magari anche a giochi di simulazione particlarmente realistici) di cui non tutti potrebbero disporre.
Sulla fortuna e non su questi altri elementi, onestamente, vedo però in giro (sia ben chiaro: non solo sulla Tana, che è espressione di un mondo più vasto) piuttosto spesso un pregiudizio: per alcuni, se c'è casualità il gioco è difettato. Per quello la portavo ad esempio.
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Messaggioda nakedape » 16 dic 2011, 9:44

Angiolillo ha scritto:Sulla fortuna e non su questi altri elementi, onestamente, vedo però in giro (sia ben chiaro: non solo sulla Tana, che è espressione di un mondo più vasto) piuttosto spesso un pregiudizio: per alcuni, se c'è casualità il gioco è difettato. Per quello la portavo ad esempio.


Il linea di massima sono d'accordo con te. Il problema è che spesso ciò che per noi è un difetto per altri non lo è, o è addirittura un pregio.

Punti di vista:

Pregi:
- Epico!
- Non esente da fortuna
- Meccaniche fluide ed eleganti
- Gioco complesso e profondo

Difetti:
-Troppo lungo.
-Ha quel pò di alea che aggiunge un pizzico di pepe.
- Troppo astratto e freddo
- Troppe regole, barocco

...e potrei continuare all' infinito. ;)
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Messaggioda Angiolillo » 16 dic 2011, 11:05

Esattamente. Un difetto oggettivo può essere "Troppe regole complicate per un gioco da famiglie che dura cinque/dieci minuti", o viceversa "troppo lungo e ripetitivo per le poche opzioni tattiche che offre". Ma dire in assoluto che è un difetto per un gioco avere troppe regole, o presentare partite lunghe in nome di sciocchi proverbi da babbani del tipo "il bel gioco dura poco", può portare il povero recensore a farsi sberleffare senza rimedio da chiunque abbia mai provato le finezze di certi wargame su mappa esagonata che per essere completati si giocano in due squadre, ogni sabato per otto ore, da settembre a maggio. Magari per simulare un attacco ai ponti olandesi che 66 anni prima, nella realtà, è durato si e no una decina di giorni.

Proprio a causa di quel che dici il recensore dovrebbe fare quel pizzico di sforzo in più e capire che se quello che lui considera un difetto per altri può essere un pregio (o viceversa), sta parlando di gusti soggettivissimi e non di un difetto vero, che in quanto tale si possa rinfacciare a chi ha realizzato il gioco e si possa chiedere che magari, in quanto difetto, venga corretto nelle future riedizioni. Se vuole parlarne nella recensione, lo faccia come commento personale e si astenga dall'infilarlo fra pregi e difetti. Anche perché si inficia il valore di tutto il database, se nella schedatura una caratteristica del gioco finisce fra i pregi se a fare la scheda è Tizio e fra i difetti se la fa Caio, fra i pregi del gioco A perché lo ha schedato Tizio e fra i difetti del gioco B perché lo ha schedato Caio. O no?

Augh, ho detto. IMHO. E non vi scoccio oltre.
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Messaggioda crotalo » 16 dic 2011, 11:53

sì vabbé, ma nessuna recensione potrà essere obiettivissima. Dipende da troppi fattori. L'importante è che chi la legge abbia abbastanza elementi per farsi una idea.

pregi e difetti: io sono d'accordo con Angiolillo su tutte le problematiche, ma credo anche che una occhiata veloce ai pregi e difetti dica tutto. Se vedo difetti che sono stati trovati raschiando il barile mi ci trovo bene. Se vedo "presente il fattore alea" capisco che il recensore strizza un occhio ai fissatori che se peschi è già troppo casuale ma so che a me il gioco piacerebbe.
però sono 4 righe così come le considerazioni. sono la prima cosa che leggo perché se quelle mi convincono poco allora desisto anche dal leggere tutta la pappardella. già da queste 10 righe si capisce molto del recensore e del suo approccio al gioco.

poi ci sono i gusti personali. La tana ad esempio ha un atteggiamento poco obiettivo sui giochi per famiglie. sono sempre troppo valutati per il loro spessore assoluto piuttosto che per la loro efficacia rispetto al target. lo so e valuto di conseguenza.

come sui film non ci sarà mai un giudizio al di sopra delle parti. Io le recensioni del puzzillo non le leggo più perché non mi trovo d'accordo con quasi nessuna e perché quelle dei giochi che non conosco non mi aiutano (di Horse Fever non ho capito se è piaciuto oppure no)

ma principalmente è dovuto al fatto che io non sono un game come loro. per me smallworld è un gioco geniale perché lo gioco con tutti (da mio padre a mia moglie passando per i nipoti) divertendomi sempre.

secondo me il valore (grosso) delle recensioni della tana è il giudizio del pubblico e i commenti che ampliano la discussione e sono la vera cartina tornasole per capire se un gioco ti può piacere o no.

trovo infatti sterile il concorso: primo perché leggendo le recensioni messe in concorso mi pare che molte siano piuttosto oneste e trasparenti e non questi biechi maneggi per vendere il gioco (penso a quella su dungeon fighter ad esempio) e secondo boh non lo so... sicuramente ha sortito il suo effetto visto che credo che molti siano andati a leggersi il puzzillo in continuazione in questi giorni :D

boh ... imho
ciao
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Messaggioda linx » 16 dic 2011, 13:00

Nakedape è perfettamente allineato sul mio pensiero e l'ha già spiegato benissimo.

Hai ragione, Angiolillo, a dire che in quelle caselle sono riportati difetti che non lo sono e viceversa. In un sito dove un gruppo di recensori si organizzano e fanno un'opera coerente di recensione dei giochi sarei concorde con te... ma in quel caso il problema probabilmente non si presenterebbe perchè tutti i recensori avrebbero ben chiari i concetti che dici e li applicherebbero in modo giusto.

Visto che così non è, invece, per me quelle caselle trovano un valore diverso di quello che dovrebbero: stimolare la gente a vedere il titolo che stanno recensendo con altri occhi obbligandosi a trovare dei difetti... o dei pregi.
Se lo fanno in modo giusto a me sono molto utili per giudicare il gioco,
se lo fanno invece in modo solo rapportato ai loro gusti a me sono molto utili per giudicare il recensore :)
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Rayden » 16 dic 2011, 14:37

Due parole anch'io sull'OT che si sta sviluppando intorno a pregi&difetti.

Non sono d'accordo con Angiolillo sul toglierli, così come non sono d'accordo con Liga quando dice di togliere il voto del recensore. Sono invece d'accordo con Linx nel suo ultimo intervento:
1. Pregi e difetti servono a stimolare recensori (spesso) poco esperti a sviscerare il gioco sforzandosi di scendere dall'entusiasmo del momento (spesso è il momento di massimo entusiasmo che fa venir voglia di corciarsi le maniche e mettersi a scrivere una recensione).
2. Pregi e difetti sono una sintesi del resto della recensione (io almeno li uso in questo modo quando scrivo), che raccoglie in poche righe i punti salienti, organizzati in due categorie: positivi e negativi.
3. Ciò che è scritto in pregi e difetti, insieme al voto del recensore, è un prezioso indice della competenza, dell'obbiettività e più in generale del modo di pensare e dei gusti del recensore. Se capisco che la recensione di un fillerino è scritta da un wargamer poco esperto, che tra i difetti mi ci mette "durata troppo breve" o "troppo poco profondo", beh, questa per me lettore è un'informazione preziosa. E col tempo inizio a conoscere i gusti dei vari goblin.
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Messaggioda Angiolillo » 16 dic 2011, 15:41

Scusate, ma non credo che avere criteri condivisi di scrittura condivisi sia così difficile. Basta discuterne, come stiamo facendo, e magari pubblicare alla fine delle linee guida. Probabilmente mettere delle caselle per forzare il recensore dilettante a inventarsi dei pregi e dei difetti e poi sperare che lo faccia bene, per giudicarlo infine negativamente se lo fa male, non è il modo più efficiente.

Del resto la coerenza è un bel valore valore per qualunque opera di questo genere, anche collettiva. Vale per Wikipedia, perché non per le recensioni della Tana? E perché anche qua i recensori non potrebbero organizzarsi per avere ben chiari i concetti necessari da applicare in modo giusto? Basterebbe che un gruppo un po' più esperto e magari avallato dai vertioci della Tana si organizzasse e stilasse una paginetta a uso degli altri.

Aritaccio.
Ultima modifica di Angiolillo il 16 dic 2011, 15:45, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Izraphael » 16 dic 2011, 15:43

Angiolillo ha scritto:Scusate, ma non credo che avere criteri condivisi di scrittura condivisi sia così difficile. Basta discuterne, come stiamo facendo, e magari pubblicare alla fine delle linee guida. Probabilmente mettere delle caselle per forzare il recensore dilettante a inventarsi dei pregi e dei difetti e poi sperare che lo faccia bene, per giudicarlo infine negativamente se lo fa male, non è il modo più efficiente.


Chapeau.

Per il resto mi sono autoimposto di non intervenire più sulle discussioni sulle recensioni...

Moderando: Volete uno split dalla sterile discussione iniziale?

--

Andando controcorrente e tornando IT: Premesso che quello incriminato non sembra neanche a me un post tana-centrico, trovo assurdo stigmatizzare "un certo tipo di recensioni", secondo me la cosa che uno può criticare di qualsiasi sito è la linea editoriale, cioè deve prendersela con la "testa" e non con la "base" (credo fosse questo il senso del discorso Davide-Golia di Nakedape). Ma non entro nel merito, né ovviamente parteciperò al concorso, visto che qualcuna delle recensioni incriminate potrebbe essere mia, anzi lo è di sicuro: errori giovanili :)
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Messaggioda Gurgugnao » 16 dic 2011, 16:14

...
Ultima modifica di Gurgugnao il 19 dic 2011, 21:18, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Cippacometa » 17 dic 2011, 19:23

Izraphael ha scritto:Moderando: Volete uno split dalla sterile discussione iniziale?


Detto, fatto! :mrgreen:
Ci stavo già pensando da un paio di giorni... ;)
Offline Cippacometa
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