Pregi e difetti del GdR rispetto al GdT e viceversa

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Sephion, Galdor

Pregi e difetti del GdR rispetto al GdT e viceversa

Messaggioda rporrini » 18 giu 2006, 8:53

Galdor ha scritto:
randallmcmurphy ha scritto:chi si avvicina al Gdt dal Gdr ha più possibilità di rimanere meno colpito..

Battute a parte è proprio così: senza i GdT posso vivere tranquillamente, senza i GdR avrei più difficoltà! ;)


Riporto questo quote da un altro thread per proporre questo affascinante tema.

Non voglio scatenare faide fra giocatori di fede avversa.

Voglio semplicemente evidenziare il meglio ed il peggio di ognuno dei modi differenti di giocare.

Al momento evito di dare considerazioni personali riservandomi di parlarne in futuro.
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Messaggioda Starmaster » 18 giu 2006, 14:31

Io sono uno di quelli che arriva dai GDR (D&D e Dimensioni) e poi sono passato ai Giochi da Tavolo.

Devo dire che i GDT si sono imposti sul GDR per un fattore "tempo".
Il gioco di ruolo deve avere una continuità non indifferente, vero che una campagna può durare anche 2-3 sedute ma se vuoi far crescere il tuo PG fino ad alti livelli, devi per forza giocare in modo continuo per almeno 1 anno (parlo di D&D, non conosco l' altra miriade di giochi del genere).
Le problematiche sono ovvie a tutti, bisogna esserci! Il gruppo deve essere compatto e bisogna esserci tutti almeno una o meglio 2 volte alla settimana. A volte non è facile per tutti, soprattutto quando l' età avanza e gli impegni familiari ti portano a non poter avere quella continuità che hanno i ragazzi più giovani.

Il gioco da Tavolo è una cosa diversa, avvisi gli amici e vedi chi viene, appena ti trovi davanti al tavolo, li conti e tiri fuori il gioco più adatto all' umore della serata ed al numero dei partecipanti ( da 2 a 25).
Finita la serata si chiude il tutto nell' armadio e ci si saluta sfottendo l' ultimo arrivato :grin:

Ovviamente il GDT è più pratico, i giocatori occasionali difficilmente giocheranno un GDR fino alla fine però bisogna dire che il GDR ha il suo fascino...eccome se ne ha.

Le cose potrebbero convivere, con lo zoccolo duro della compagnia si può giocare ad entrambi e per una serata leggera chiami gli amici più spensierati e con poca voglia di seguire un gioco per lungo tempo (con alcuni giochi da tavolo questo non si può dire).

Personalmente, in questo momento, preferisco un bel GDT ma non nego che mi piacerebbe intraprendere una campagna D&D con il gruppo più solido. Il guaio è che ho poco tempo e perciò ricado sempre sul GDT.

Quale è meglio tra i 2 non si può dire perchè la cosa è soggettiva ma per ora penso di aver dato più punti positivi ai GDT che ai GDR.

PS: bel Topic Raffaele! :clapclap:
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Messaggioda trilobit » 18 giu 2006, 20:53

Quoto in toto Starmaster.

Sebbene le mie prime esperienze ludiche cominciarono proprio con i GdT (in particolare con i boardgames GW degli albori), il mio vero mondo e' sempre stato quello del GdR.

Per circa 12-15 anni ho giocato di ruolo. Ho amato ed amo ancora il GdR, ma con i tempi e gli impegni di oggi, giocare di ruolo mi torna sempre piu' difficile, complicato ed impegnativo.

Fortuna che ho scoperto i "german games", un nuovo modo di vedere i GdT (rispetto ai titoli anglossassoni degli anni '80). Logici, senza dadi, ben congeniati, essenziali ma senza nulla togliere al divertimento.

Con i GdT moderni riesco facilmente a coinvolgere anche giocatori occasionali e in mezza serata, anche quando qualcuno deve andar a letto presto, riesco sempre a trovare qualcosa di adatto all'occasione e in grado di divertire piu' o meno tutti.

...
Ops, rileggendolo sembra quasi uno "spot" pubblicitario! :oops: :lol:
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GdT vs GdR

Messaggioda aledrugo1977 » 18 giu 2006, 21:49

Ciao,
dopo quasi 9 anni di D&D (breve parentesi Cyberpunk e altri titoli), vissuti al ritmo di 1 seduta alla settimana in media (tipo dallo psicologo, per capirci) e parimente aver giocato da Risiko a Struggle of Empires, da Monopoli a Raja tanto per dare un'idea dell'evoluzione avuta mi sento di dire:

GdT GdR
-coinvolgimento: 6 9
-semplicità: 9 6
-longevità: 8 10
-interazione giocatori: 8 10
-tempo da impiegare: 10 5
-iniziare nuovi giocatori: 8 4
-economicità: 9 5 (a causa delle espansioni)
-varietà: 7 8

Totale: 65 57

Che ne dite?
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Messaggioda magobaol77 » 19 giu 2006, 0:23

Difficile paragonare due tipologie di giochi che prendono da due spinte ludiche diverse.
Personalmente preferisco di gran lunga i german games, ordinati, oggettivi, logici.
Credo che oggi i Gdt siano un passo avanti perchè si sono evoluti.
I cambiamenti dei GdT negli ultimi dieci anni sono radicali, i german games hanno introdotto grandissime novità, mentre i GdR si sono spesso ripetuti come regole e come strutture narrative. I pochi GdR veramente innovativi sono prodotti estremamente di nicchia schiacciati dal colosso D&D. Almeno per i miei gusti occorrono idee nuove per i GdR (come l'us delle carte da gioco nel bellissimo deadlands o la struttura narrativa di Cult).
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Re: GdT vs GdR

Messaggioda randallmcmurphy » 19 giu 2006, 2:30

aledrugo1977 ha scritto:Ciao,
dopo quasi 9 anni di D&D (breve parentesi Cyberpunk e altri titoli), vissuti al ritmo di 1 seduta alla settimana in media (tipo dallo psicologo, per capirci) e parimente aver giocato da Risiko a Struggle of Empires, da Monopoli a Raja tanto per dare un'idea dell'evoluzione avuta mi sento di dire:

GdT GdR
-coinvolgimento: 6 9
-semplicità: 9 6
-longevità: 8 10
-interazione giocatori: 8 10
-tempo da impiegare: 10 5
-iniziare nuovi giocatori: 8 4
-economicità: 9 5 (a causa delle espansioni)
-varietà: 7 8

Totale: 65 57

Che ne dite?


Direi che mi trovo pressocchè d'accordo (mm..con qualche aggiustatina a longevità e varietà )..e anzi aggiungerei anche che nei Gdr conta molto di più il gruppo di gioco e il master, mentre i Gdt grosso modo viaggiano bene quasi con tutti..quindi per quanto riguarda il coinvolgimento direi..dipende..magari il Gdr può raggiungere vette più elevate ma le condizioni perchè ciò si verifichi sono più difficili..

Comunque sono lieto che il buon rporrini abbia aperto questa discussione, dalla quale mi ero voluto distanziare io..ma visto che l'ha fatto lui..ben venga! :grin:

Ah..e sono lieto di sentire anche persone che passando da Gdr a Gdt sono rimaste contente...ripeto che molti altri potendo incontrare il vero Gdt avrebbero l'occasione di ampliare i loro orizzonti..non dico di soppiantare uno in favore dell'altro, ma poter scegliere fra più varianti, tutte valide per tanti motivi..

Come sensazione di fondo però ribadisco la mia posizione iniziale, e cioè che chi è già ben addentro al mondo dei Gdr è più difficile che si esalti più di tanto per i Gdt, anche di nuova generazione..evidentemente sono particolari tipologie di giocatori che trovano il loro "eden" con quello e basta..
« Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »

(Isaac Asimov)
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Messaggioda rporrini » 19 giu 2006, 8:09

Quando io ho cominciato a giocare, la distinzione fra GdR e GdT era meno netta di come lo è diventata ora.

Certo, c'era D&D, ma la parola "campagna" non era ancora mai stata pronunciata.
La TSR vendeva delle avventure (fascicoletti ad uso esclusivo del Master) autoconclusive, da cui al massimo, se il tuo personaggio sopravviveva, ti portavi i punti esperienza nella prossima avventura.

Era dunque molto più simile ad un gioco da tavolo di quanto non lo sia ora.

Viceversa c'erano giochi da tavolo (vedi VII Legio e Magikon, ma non solo) che richiedevano un Master e dunque assomigliavano ad un GdR.

Dunque non ho ben chiaro con cosa ho iniziato a giocare in quanto non percepivo una così netta differenza.

Quando nel 1988 sono stato a Gen-Con (la convention organizzata a Milwaukee dalla TSR) e ho visto strani esseri in costume giocare live, ho cominciato a capire quale potesse essere la sostanziale differenza fra uno e l'altro.
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Messaggioda renard » 19 giu 2006, 11:30

Io ho cominciato più o meno nello stesso periodo GdT e GdR, oramai però sono più di 10 anni che non gioco più ai GdR. Perché? Come detto anche da altri, troppo tempo necessario per una campagna (non mi piace fare un'avventura e lasciare il personaggio, mi piace vederlo crescere) e poi il divertimento nei GdR dipende soprattutto dall'abilità del master, può essere bellissimo o uno schifo. Nel mio caso poi ero l'unico che studiava i manuali del master e dovevo farlo sempre io quindi, mentre a me piace di più giocare con un personaggio. Comunque se dovessi dare una preferenza, anche con un bravo master preferisco sempre i GdT in cui c'è più il lato competitivo che manca nei GdR.
l'importante è vincere!

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Messaggioda linx » 20 giu 2006, 18:31

Direi che sono 2 divertimenti che stimolano parti diverse del mio cervello e mi svagano in modo profondamente diverso.

I GdT mi piacciono perchè sono strettamente competitivi e stimolano la mia parte strettamente logica ad esprimersi al meglio e la mia intelligenza laterale all'utilizzo di soluzioni sempre nuove.

I GdR mi piacciono perchè posso lasciar andare il mio lato interpretativo e creare delle belle storie non banali e stereotipate. Purtroppo per creare delle belle storie bisogna quasi forzatamente essere Master (il top del Gdr secondo me) e con master e compagni sbagliati mi riduco spesso a giocarlo come un gioco semicompetitivo sfruttando al meglio combinazioni di talenti e abilità del mio personaggio, non potendo influenzare più di tanto la storia. Insomma: per me il VERO GdR è quello dove l'avventura/campagna non è predefinita ma completamente aperta ad ogni scelta dei giocatori.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Blerpa » 20 giu 2006, 18:59

rporrini ha scritto:Quando io ho cominciato a giocare, la distinzione fra GdR e GdT era meno netta di come lo è diventata ora.

Certo, c'era D&D, ma la parola "campagna" non era ancora mai stata pronunciata.
La TSR vendeva delle avventure (fascicoletti ad uso esclusivo del Master) autoconclusive, da cui al massimo, se il tuo personaggio sopravviveva, ti portavi i punti esperienza nella prossima avventura.

Era dunque molto più simile ad un gioco da tavolo di quanto non lo sia ora.

Viceversa c'erano giochi da tavolo (vedi VII Legio e Magikon, ma non solo) che richiedevano un Master e dunque assomigliavano ad un GdR.

Dunque non ho ben chiaro con cosa ho iniziato a giocare in quanto non percepivo una così netta differenza.

Quando nel 1988 sono stato a Gen-Con (la convention organizzata a Milwaukee dalla TSR) e ho visto strani esseri in costume giocare live, ho cominciato a capire quale potesse essere la sostanziale differenza fra uno e l'altro.


Scusa, ma non mi trovo d'accordo su alcuni punti... ho iniziato a giocare di ruolo attorno al 1986-87 (se non erro, sapete, l'età... :lol:) e c'era forte distinzione fra GdT e GdR anche allora.

Credo errato anche il tuo punto su D&D che non proponeva vere campagne... L'Oscuro Terrore Della Notte (Modulo B1-10 se non ricordo male) era una campagna con materiali eccellenti per l'epoca, ho avuto la possibilità di giocarla da giocatore e con un master bravo... Risultato?
Una delle campagne più belle a cui abbia mai giocato, anche solo per la storia in sè... Ben più spettacolare ed intrigante di molte campagne supercoloratissime di pomposi GdR *narrativi* moderni.

Anche la campagna imperiale della prima edizione di Warhammer Fantasy Roleplay è molto anziana e molto bella.

Sulla differenza e preferenza fra GdT e GdR...
Il GdR personalmente offre di più.

Cosa che nessuno ha accennato in questo topic è il fatto che per giocare ad un GdT di solito compri la scatola con dadi/carte/counters/miniature...
Un GdR si può invece giocare anche senza niente o solo con una moneta od un orologio con cronometro (Steffan O'Sullivan, creatore di FUDGE, insegna) in qualsiasi luogo.

Il mio penultimo GdR acquistato è stato il manuale del giocatore D&D 3a ed. inglese (prima versione di stampa, sai le pagine di errata... :-? ).
Poi niente fino a quest'anno con l'acquisto da poco di Warhammer Fantasy Roleplay 2a edizione italiana.

Forse pensate che non abbia giocato?
Si che l'ho fatto.

Creando ambientazioni con le regole modulari di FUDGE o addirittura (la maggior parte delle volte) creando le mie ambientazioni con le mie regole ad-hoc.

Quindi smettiamola di metter su la storia che chi voglia giocare di ruolo debba spendere vagonate di soldi in supplementi, visto che con un pò di passione si può fare a meno di tutto ciò.

Solo le persone con poca immaginazione pensano che per giocare ai GdR bisogni avere gli ultimi manuali per avere tutte, ma proprio tutte, le classi possibili o che la copertina traslucida e le pagine plastificate migliorino la qualità del gioco.

Comunque sia, mi annoto che ti invidierò a morte perchè sei stato alla Gen-Con e io no. :lol: ;)
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Messaggioda rporrini » 20 giu 2006, 19:07

Blerpa ha scritto:Credo errato anche il tuo punto su D&D che non proponeva vere campagne... L'Oscuro Terrore Della Notte (Modulo B1-10 se non ricordo male) era una campagna con materiali eccellenti per l'epoca, ho avuto la possibilità di giocarla da giocatore e con un master bravo... Risultato?
Una delle campagne più belle a cui abbia mai giocato, anche solo per la storia in sè... Ben più spettacolare ed intrigante di molte campagne supercoloratissime di pomposi GdR *narrativi* moderni.


A mio avviso i moduli B1/10 erano un'avventura in 10 puntate, non una campagna. Una campagna è qualcosa che può durare in eterno, o meno, a seconda della durata del party. Per fare un paragone con la televisione: Star Trek è una campagna, Guerre Stellari è una lunga avventura. :grin:
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Messaggioda liga » 20 giu 2006, 19:23

Io ho iniziato la mia vita di giocatore come giocatore di ruolo ... ma quasi in contemporanea sono cresciuto alla scuola del TreEmme dei giochi da tavolo ... allora era normale prendere n ragazzino di 16 anni e farlo giocare a macchiavelli, civilization, world in flames, star fleet battles ... ora sembra impossibile anche con gli adulti!

sono cresciuto dunque con questi due amori paralleli ... arbitravo e giocavo a AD&D, arbitravo Warhammer RPG e nel frattempo macinavo tutto quello che mi si metteva sul tavolo ... da battletech ai vecchi giochi Avalon Hill, i primi giochi GW a Ogre ed Illuminati della Steve Jackson ... ai German games sono approdato in Danimarca nel 1999 ...

Il gioco da tavolo e il gioco di ruolo hanno entrambi i loro pregi ... il gioco di ruolo necessita tempo e dedizione che difficilmente uno riesce ad avere in età avanzata ... però al TreEmme ci sono gruppi di gdR formati dalle stesse persone che in altra serata giocano ad europa engulfed, world in flames, runebound ...

Sicuramente se devo dire quali sono le grandi partite che ricordo, l'ordine è: gdR, giochi da tavolo anni 80, german games ... se devo dire cosa gioco ora l'ordine è german games, giochi da tavolo anni 80, gdr ... se devo avvicinare al gioco un adolescente gli propongo un gdr (o emulazioni quali dungeons and dragons: il gioco da tavolo) ... ad un adulto un german games ...

... ho risposto ? ... mah ... certo ricordo ancora certe serate ad AD&D o a Warhammer, certe partite a Star Fleet Battles o Bloch Mania .... non credo di ricordare una singola vittoria ad Ages of Steam, pur essendo un dei miei giochi preferiti ...

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Messaggioda linx » 20 giu 2006, 19:45

Blerpa ha scritto:Cosa che nessuno ha accennato in questo topic è il fatto che per giocare ad un GdT di solito compri la scatola con dadi/carte/counters/miniature...
Un GdR si può invece giocare anche senza niente o solo con una moneta od un orologio con cronometro (Steffan O'Sullivan, creatore di FUDGE, insegna) in qualsiasi luogo.


Io ho iniziato 3 persone al gioco di ruolo durante il CAR della Naja usando solo un blocchetto per appunti e una penna applicando a memoria le poche semplici regole del vecchio D&D.
Concordo col fatto che il gioco di ruolo migliore, se possiedi un buon master, è quello inventato e adattato ai giocatori.


Liga ha veramente individuato un grande pregio dei GdR: puoi incontrarti dopo decenni e raccontarti come avete risolto quell'avventura con lo steso gusto che si prova a ricordare una eccezzionale (quelle solo belle non le ricorda nessuno) vacanza insieme.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
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Messaggioda Blerpa » 20 giu 2006, 20:55

rporrini ha scritto:
Blerpa ha scritto:Credo errato anche il tuo punto su D&D che non proponeva vere campagne... L'Oscuro Terrore Della Notte (Modulo B1-10 se non ricordo male) era una campagna con materiali eccellenti per l'epoca, ho avuto la possibilità di giocarla da giocatore e con un master bravo... Risultato?
Una delle campagne più belle a cui abbia mai giocato, anche solo per la storia in sè... Ben più spettacolare ed intrigante di molte campagne supercoloratissime di pomposi GdR *narrativi* moderni.


A mio avviso i moduli B1/10 erano un'avventura in 10 puntate, non una campagna. Una campagna è qualcosa che può durare in eterno, o meno, a seconda della durata del party. Per fare un paragone con la televisione: Star Trek è una campagna, Guerre Stellari è una lunga avventura. :grin:


Scusa ma se l'italiano non è un'opinione quello che dici tu è un setting, un background, insomma un'ambientazione.

Tralasciando la terminologia militare in cui campagna ha un significato preciso, per me una campagna è una saga, più o meno epica, con svariate avventure ed eventi.
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