Quanti giochi si pubblicano?

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Messaggioda Frost82 » 6 dic 2010, 9:58

Guarda che la riduzione dei produttori non è una cosa che si può decidere di avere o meno, sta già avvenendo, basta vedere a quello che è successo negli ultimi anni in Italia, tra fusioni, ristrutturazioni e fallimenti, il mercato è già in una situazione di quasi monopolio.


Scusa... In Italia saremmo in regime di quasi monopolio? E chi è questo monopolista che io non lo vedo? Giusto per capire eh.

Per quanto riguarda invece il resto, non mi trovate d'accordo. Non credo ci siano 700 giochi nuovi l'anno, ma credo che il numero di giochi che si assesta sul panorama internazionale (non vado a cercare quelli editi dai Nepalesi e venduti solo nel nord dell'India), siano effettivamente sui 70-100 giochi al massimo all'anno.

In ogni caso, vedo molta molta molta poca fiducia nell'editore: l'editore dovrebbe essere un professionista nel suo campo. Nessun professionista ucciderà mai il proprio mercato SE questo sta rendendo bene.
SE il mercato sta rendendo male, potrebbe prendere politiche aggressive e per questo farlo andare ancora peggio.

Sul Wargaming c'è da ricordarsi che causa della distruzione del mercato è stata l'era internet e la mala-politica perpretata dagli editori stessi (soprattutto quelli piccoli). Per sopravvivere, i cari war-editori, sono passati ad una vendita online e alla riduzione progressiva delle scontistiche al negoziante insieme ad un aumento dei minimi d'ordine.

Tutto questo a fatto si che i negozianti che tenevano il prodotto wargame per gli appassionati, piano piano hanno smesso di tenerlo, a favore dello shop online dell'editore che vendeva sempre di più (chiaramente aveva anche prezzi che facevano concorrenza ai prezzi in negozio) (PS chiamo shop online anche la precedente vendita per corrispondenza). Alla fine la soluzione è stata semplice: i negozianti hanno smesso di prendere il prodotto, molti giocatori hanno abandonato per "irriperibilità" dello stesso, e molti giocatori sono rimasti comprando online.

Ma, ovviamente, come già si dice per il mercato del gioco in scatola, il mercato basato sull'acquisto solo online NON produce nuovi giocatori. Infatti lo storico/wargame, si è andato ad assestare ad una manciata di giocatori e non si sta più espandendo (Almeno questo è quello che vedo dando un'occhiata in giro, ma potrei sbagliarmi).

Poi ovviamente ci sono anche una serie di concause notevoli (alcune già esplicate in precedenza da voi) e, tra cui, io mi permetterei di inserire anche questa: nel momento del boom nessuno è stato in grado di presentare un prodotto che per componentistica e per regolamento instradasse giocatori "nuovi" al wargame e creasse degli appassionati. Su questo ultimo punto potrei anche sbagliarmi, ma mi pare che non ci sia niente a quel livello.

Come si può pretendere che siano solo gli "affezionati" a creare nuova clientela? La clientela nuova si crea proprio dai "non affezionati", dalle "casalinghe di Voghera", come qualcuno diceva prima ;)
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Messaggioda Peppe74 » 6 dic 2010, 21:12

Frost82 ha scritto:Per quanto riguarda invece il resto, non mi trovate d'accordo. Non credo ci siano 700 giochi nuovi l'anno, ma credo che il numero di giochi che si assesta sul panorama internazionale (non vado a cercare quelli editi dai Nepalesi e venduti solo nel nord dell'India), siano effettivamente sui 70-100 giochi al massimo all'anno.


Almeno a contare dovremo trovare un accordo :lol:
La lista dei giochi pubblicati ad Essen la puoi trovare su BGG o direttamente sul sito dell'international spieltage

Comunque per chiudere il discorso (intendo il mio ovviamente, poi mi piacerebbe sentire il parere di molti altri), io come consumatore/utente prenderò delle contromisure

1)Per gli acquisti, che è comunque la cosa più importante, sarò molto più oculato e selezionerò con più cura, anche al corso di perdere qualche buona occasione

2)Nelle votazioni che metterò sulla Tana o su BGG penalizzerò con più severità (e rivedrò anche alcuni voti dati di recente) i prodotti che presentano uno sviluppo inadeguato, errori nel regolamento (anche se poi corretti a posteriori), difetti di fabbricazione incisivi e scarsa originalità.
Non sparo nel mucchio, perchè c'è chi lavora bene ( e c'è chi lavora bene anche in Italia), semplicemente chi lavora bene deve essere premiato e distinguibile dal gruppo.
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Messaggioda Simone » 7 dic 2010, 2:29

Fatto sta che di chicche di qualità in mezzo a tanta porcheria io ne conto davvero poche quest'anno.....
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Messaggioda mikequo » 7 dic 2010, 9:34

Peppe74 ha scritto:
Frost82 ha scritto:Almeno a contare dovremo trovare un accordo :lol:
La lista dei giochi pubblicati ad Essen la puoi trovare su BGG o direttamente sul sito dell'international spieltage


per curiosità mi sono messo a spulciare la lista di BGG (che conta 548 giochi e non 700). Non ho completato la conta uno per uno perché è di un noioso!!! ma la metà me li sono fatti.
Eliminando solo i giochi che non sono usciti, le ristampe, l'edizioni tedesche di giochi già usciti, si dovrebbe arrivare a circa 400-450 giochi (includendo molti giochi "nepalesi", per gitare Frost82). Se poi togli le espansioni abbiamo un'ecatombe e si arriva a qualcosa tra circa 200-250 giochi.

La lista delle Fiera di Essen riporta invece i giochi presentati ad Essen, non le novità. Ad esempio, la Da Vinci ha lupusburg, lupus in tabula, e viva il re (che è pure una riedizione).

Non riesco a trovare il libretto del 2009 della fiera per confrontarlo con quello del 2010. Se devo scommettere sulla mia (seppur scarsa) memoria, lista delle novità come spessore di pagine è praticamente identica tra i due anni.

Insomma per quel che vale, la mia idea è che stiamo là come numero di giochi, forse qualcosa di più.
Quello che manca da qualche hanno sono i giochi pesanti, che dominano sugli altri. Per questo la marea di giochini e giochilli risulta più visibile a tutti e i giocatori ne rimangono sconcertati perché sono tanti. Prima semplicemente non si ne accorgevano proprio della loro esistenza.

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Messaggioda Umb67 » 7 dic 2010, 13:24

Frost82 ha scritto:Scusa... In Italia saremmo in regime di quasi monopolio? E chi è questo monopolista che io non lo vedo? Giusto per capire eh.


http://www.gioconomicon.net/modules.php ... =0&thold=0

E concludeva con:

Il mercato appare, come dice il nostro titolo, semplificato rispetto al passato. Al momento ci sono due grossi poli di aggregazione a livello di numero di titoli prodotti e di distribuzioni più o meno esclusive ovvero: Giochi Uniti e New Media Stratelibri.


Questa era la situazione a Giugno, che a Luglio già si modificava in:

http://www.gdrzine.com/?p=1679

Quindi i due grandi poli che diventano uno solo. Abbastanza simile ad un monopolio.

In ogni caso, vedo molta molta molta poca fiducia nell'editore: l'editore dovrebbe essere un professionista nel suo campo.


Sul Wargaming c'è da ricordarsi che causa della distruzione del mercato è stata l'era internet e la mala-politica perpretata dagli editori stessi (soprattutto quelli piccoli)


Queste due frasi sono un po' in contraddizione tra loro. Gli editori di wargames avrebbero dovuto essere anche loro professionisti. O almeno lo erano prima del crollo del mercato.

A far fallire i gli editori di wargames non è stata assolutamente l'era internet, visto che il crollo principale è stato quello della SPI nel 1980, e quindi internet non c'entrava nulla, ma principalmente l'inflazione di titoli, che risultava nell'impossibilità di avere un controllo di qualità decente (titoli poco testati, regole confuse, errata, etc...) e impossibilità per gli utenti di seguire tutte le uscite. Poi c'erano tutta una serie di altre cause, come l'inizio dell'era dei videogiochi,

Per sopravvivere, i cari war-editori, sono passati ad una vendita online e alla riduzione progressiva delle scontistiche al negoziante insieme ad un aumento dei minimi d'ordine.

Alla fine la soluzione è stata semplice: i negozianti hanno smesso di prendere il prodotto, molti giocatori hanno abandonato per "irriperibilità" dello stesso, e molti giocatori sono rimasti comprando online.


E' successo lo stesso anche nel campo dei videogiochi per PC. L'unico modo per tenere in piedi la produzione di giochi, è stato cambiare la distribuzione e scavalcare tutti i passaggi intermedi. E' comunque quello che sta succedendo in tutti i settori, dal videogiochi alla musica (già ci sono i brani che escono *solo* su iTunes...).

Ma, ovviamente, come già si dice per il mercato del gioco in scatola, il mercato basato sull'acquisto solo online NON produce nuovi giocatori.


Neanche l'uscita di una quantità enorme di titoli aumenta gli utenti. E anche la tipologia di uscite, dove una buona parte sono espansioni di giochi esistenti, è dedicata più al mantenimento degli utenti esistenti che al cercare di crearne di nuovi.

Quello che potrebbe far aumentare gli utenti, dovrebbe essere un nuovo Coloni di Catan, intendendo un gioco che possa rappresentare oggi quello che è stato Catan al tempo dell'uscita.
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Messaggioda aledrugo1977 » 7 dic 2010, 13:54

Umb67 ha scritto:Alla fine, è l'hobby stesso che diventa *meno* interessante, quando viene colpito dall'inflazione delle uscite, perchè non c'è più l'approfondimento e la condivisione di esperienze comuni, che è quello che tiene insieme una comunità.


Condivido appieno.
Mi pare che la priorità sia provare giochi nuovi. Fai una partita se ti va bene. Si commenta sull'onda dell'entusiasmo -o si boccia- ma alla fine cmq si accantona per passare al "prossimo".

Spesso ho un senso di insoddisfazione per non poter approfondire, anche solo periodicamente, certi titoli. C'è sempre il nuovo che incombe. Alla fine, almeno per me, interessa la compagnia di gioco quindi partecipo a quello che passa il convento. Ma c'è amaro in bocca.
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Messaggioda Frost82 » 7 dic 2010, 15:19

Gli articoli proposti analizzano la situazione, ma arrivano ad una conclusione secondo me, sbagliata.

La soluzione, ovviamente, non si conforma alla realtà.

Le realtà editoriali in Italia sono parecchie, per citare quelle che mi paiono ormai affermate:
1- Red Glove (si mi metto per primo perchè sono fico :P)
2- Giochi Uniti
3- Raven Distribution
4- Giochix
5- Ghenos
6- Cranio Creations
7- Da Vinci
8- Nexus

non le metto ovviamente in ordine di importanza, ma in ordine di come mi sono venute in mente.

Di realtà distributive ne esistono almeno 6 o 7
1- Red Glove
2- Giochi Uniti
3- Raven Distribution
4- Magic Store
5- Magic Market
6- I Giochi dei Grandi

Le prime che mi sono venute in mente, anche qui.

Poi ogni realtà, decide le sue politiche. Ci sono ditte, come Giochi Uniti, che decidono che la reazione migliore ad un mercato in crisi è sfornare un numero eclatante di giochi a ripetizione come una macchinetta, ci sono ditte, come Red Glove, che scelgono di produrre 3-4 giochi l'anno.

Ma mi sembra che siamo ben lungi dall'essere in regime di monopolio. Se questa è la sensazione che il cliente ha, beh... Non posso dire niente, ma non mi pare proprio quella ;)
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Messaggioda Frost82 » 7 dic 2010, 15:24

Le frasi che citi non sono in contraddizione. Evidentemente:

1) o questi editori che tanto agognate non erano dei professioniti (possibilità 1)
2) oppure il mercato del gioco storico non è in grado di supportare una ditta che fa solo quello. (possibilità 2)

Per professionalità si intendono tante cose ovviamente, è una bella parola generica, ma ovviamente se non sono qui, le possibilità sono le due sovraesposte.

Mi dici, ad esempio, che i troppi numeri di giochi usciti ha comportato un abbassamento del numero delle copie vendute per singolo gioco e quindi ha colpito gli editori professionisti. La mia risposta è semplice: un editore professionista, se ha un gioco come si deve, trova un sistema per far fronte alla situazione, cerca di allargare il mercato, cerca delle valvole di sfogo che portino introiti, fa molte cose.

Oddio magari le hanno fatte, nulla da dire, ma allora fa fede il punto 2 ;)
Però potrei dirti che un editore professionista avrebbe potuto prevedere che il proprio tipo di gioco non funzionava e seguire nuovi stimoli (es. il german game) senza perdere la possibilità di operare nel settore storico tenendosi il nucleo di affezionati.

Almeno tutto ciò dal mio punto di vista :)
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Messaggioda il_Nadir » 7 dic 2010, 15:46

Faccio un brevissimo intervento senza entrare molto nel merito del tema del topic che mi sembra interessante quanto estremamente complesso e che non mi sento di liquidare in un breve commento su forum.

Intervengo in quanto autore degli articoli linkati poco sopra.

Devo dire che dire che al momento in Italia ci sia una situazione di Monopolio nel mercato dei Games è ovviamente una esagerazione giornalistica, ma al contempo è una estremizzazione che indica un fenomeno a mio parere assolutamente reale.

Frost cita una serie di editori e di distributori attivi nel nostro paese e posso aggiungere che ce ne sono molti altri dimenticati in quegli elenchi (come anche Frost dice).

Il punto però è che al momento Giochi Uniti detiene circa l'80% delle produzioni in italia di giochi in questo settore.
Questo è un dato di fatto. Localizza i cataloghi più importanti degli editori internazionali, praticamente tutto quello che fa FFG, e poi Days of Wonder, e giochi KOSMOS, Asmodè, e molti altri ancora. Oltre ovviamente a produrre titoli originali e made in italy (tendenza che l'editore vuole conservare e accrescere stando alle dichiarazioni rilasciate), e in più distribuendo in esclusiva comunque altri editori italiani più piccoli (NGI-Nexus per dirne uno).

Tanto per capirci nel mercato del Software quando una azienda ha l'80% del mercato si parla di sostanziale monopolio della stessa... non mi sembra così scorretto quindi dire che, al momento, Giochi Uniti è l'editore di riferimento per il mercato italiano e ne detiene un quasi completo monopolio, che, ovviamente lascia spazio ad altre realtà di operare, visto che non è un monopolio imposto dallo stato, ma creato sul libero mercato... ma non mi sembra costruttivo negare l'evidenza.


Sulla dicotomia proposta da Frost tra fare pochi giochi all'anno o molti vorrei solo lanciare una osservazione così da restare un po' in tema con il topic.
Il problema non è tanto il modello di mercato che si vuole. Il problema è che se un editore fa 2 giochi all'anno vuol dire che NON VIVE facendo quel lavoro. Ma facendo altro in realtà. Magari perchè fa l'editore ludico solo come secondo lavoro o solo per passione, magari perchè la maggior parte del suo business è in realtà fare il distributore di giochi o il negoziante. Ma comunque non l'editore. Due titoli all'anno che vendano anche mediamente bene nel nostro mercato non permettono a nessuna azienda di stare aperta sul mercato, di pagare le spese, le tasse, i dipendenti (fosse anche uno solo probabilmente) e fare utili.
Scegliere di fare più giochi, per una azienda che vuole fare l'editore come lavoro e non come "secondo lavoro" è una esigenza. E se sbaglia facendo titoli che non vendono alla lunga comunque chiuderà.

Per cui pensateci un attimo e quando comprate un gioco magari cercate anche di capire chi lo ha prodotto. Se un appassionato che lo ha fatto come secondo lavoro, o se qualcuno che ha deciso di dedicare la sua attività professionale completamente a questo settore.
Non sto dicendo che automaticamente i giochi fatti dall'uno o dall'altro siano migliori o peggiori, ma è importante calibrare le aspettative sul prodotto anche tenendo conto di questi fattori a mio avviso.
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Messaggioda Frost82 » 7 dic 2010, 16:38

Non sono d'accordo Nadir.

Dipende da come la ditta si imposta: però parlando di queste cose, si finisce di parlare di politiche di ditte concorrenti. Si rischia così di parlarne male, quindi me ne sto zitto. :)

Comunque sono scelte, e te lo dice uno, lo sai, che pur facendo 3-4 giochi l'anno fa solo quello di lavoro. ;)
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Messaggioda il_Nadir » 7 dic 2010, 16:52

Frost so che sei un operatore del settore che fa solo quello.
Ti prego di notare che io citavo ditte che fanno uno o due titoli all'anno, 4 titoli, probabilmente, per una azienda senza molti dipendenti e spese varie potrebbero anche bastare (ora si va ad occhio non voglio mettermi a fare i conti in tasca a nessuno).
Però sbaglio o Red Glove fa anche lavoro di distribuzione? E non solo del suo catalogo o di linee di prodotti cmq sue esclusive?
E nel caso, la mia domanda resta, senza fare distribuzione ma facendo solo lavoro di editore e vendendo i tuoi giochi pensi che possano bastare un paio di titoli all'anno ad un editore per stare in piedi?

Se si fanno pochi, pochissimi titoli, non ci sono alternative, o si ha una attività correlata (come la distribuzione o altro) o una attività diversa e esterna al settore.
Per cui, a mio avviso, non c'è da scandalizzarsi se un editore propone in un anno 20 titoli (ma anche 10 o 5 a seconda di quanto è grande l'editore ovviamente). Fa quello che serve per stare aperto. Se si parla ovviamente di editori professionali. Non si può pretendere che il buon Frost, per esempio produca 1 titolo all'anno perchè nel mondo ci saranno almeno 500 tra grandi e microscopici editori di giochi e allora non bisogna inflazionare il mercato di titoli. Questo è il concetto a cui volevo arrivare.
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Messaggioda Frost82 » 7 dic 2010, 17:07

Allora, su quello che dici sono d'accordo.

Ma ogni buon editore alla fine (basta guardare il mercato tedesco) ha due possibilità:
1) un buon catalogo composto da soli suoi prodotti (40-50) e si autodistribuisce
2) oppure un catalogo in crescita + ditte distribuite in esclusiva, e si autodistribuisce.

Quindi la distribuzione e l'edizione (al di fuori dell'America che è un continente e fa gioco a parte) andranno sempre a braccetto.

Credo comunque che ci sia ancora un abisso tra produrre 3-4 giochi l'anno e produrne VENTISETTE (mi sembra sia la cifra esatta) in un mese.
I ventisette giochi in un mese non sono un'esigenza, sono una scelta, una "scelta così scelta" che lo stesso personale della ditta ne fa bandiera. ;)

Per il numero comunque di uscite in un anno, basta guardare quella lista con attenzione, come ha fatto Michele poco sopra: in realtà non sono poi così tanti, ma scendono drasticamente di numero se levate espansioni varie e ristampe di giochi già editi. Se poi leviamo alcuni giochi che sono chiaramente fatti da editori locali per il mercato locale o sono "prove" di giochi fatti da editori nepalesi, direi che alla fine vengono fuori 200-250 giochi nuovi l'anno che, nell'intero MONDO, credo siano un numero buono e sufficiente.
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Messaggioda il_Nadir » 7 dic 2010, 17:26

Esatto concordo Frost.

Aggiungo come nota che penso che per l'italia l'unico modello dei due proposti pensabile sia il secondo ovviamente. Questo visto le dimensioni del nostro mercato.

Tuttavia storicamente e ancora oggi esiste un modello diverso di editore sul nostro mercato. Ovvero l'editore distributore generalista.

Bisogna fare una distinzione, come fai anche tu tra chi fa l'editore e poi ovviamente distribuisce il suo catalogo (comprese le linee localizzate ovviamente e quelle comunque distribuite in esclusiva), che, come dici anche tu è una situazione fisiologica e normale e chi fa il distributore vero e proprio, ovvero chi vende prodotti del comparto in generale.

In Italia abbiamo avuto e abbiamo ancora esempi simili, per esempio in passato Stratelibri è stato un editore che faceva anche distribuzione generale diciamo. E oggi abbiamo ancora Raven che fa la stessa cosa producendo pochissimi titoli all'anno (per lo più localizzazioni di Munchkin come tutti sanno) e fa poi un ottimo lavoro di distribuzione nel mercato.

Insomma il panorama è articolato, ma se uno fa pochi o pochissimi titoli all'anno (ovviamente poi distribuendoli) è solo perchè deve avere una attività correlata o meno.

Detto questo veniamo alla scelta di fare 27 titoli in un mese (a parte che nel computo rientrano probabilmente mere ristampe di titoli già a catalogo e non si parla di 27 titoli NUOVI). Citiamo un po' di chi si tratta, penso ti riferissi a Giochi Uniti ovviamente. Lo faccio per chiarezza. E anche per dire che non credo che questa situazione sia una strategia a lungo termine pensata e voluta dall'azienda.
A questo proposito ho avuto modo di intervistare i responsabili dell'azienda a Lucca, e mi è parso chiaro la volontà di razionalizzare il catalogo prima di tutto (cosa che già sta avvenendo) e quindi di pianificare adeguatamente le uscite con un catalogo ampio e vario per genere di proposta più che per numero di titoli nuovi. Ovviamente il totale dei titoli prodotti non potrà essere comunque troppo piccolo e sarà comunque sempre di più di quello che produceva in un anno Stratelibri, o Stupor Mundi da sola per capirci. Ma questo è ovvio, proprio per il discorso fatto sopra. Giochi Uniti è una azienda con una certa dimensione che semplicemente non può esistere producendo 5 titoli all'anno.

Quale sarà veramente la strategia di Giochi Uniti la vedremo nel corso del 2011 in questi ultimi mesi Giochi Uniti ha avuto una vera valanga di uscite, ma bisogna dire che c'erano molti titoli in produzione da parte di aziende diverse entrate nell'ultimo anno in Giochi Uniti, a volte era impossibile o difficile fermarne la produzione e altre volte Giochi Uniti ha semplicemente voluto evitare di deludere chi aspettava un titolo già annunciato a seguito della fusione delle società. Per cui ha deciso in sostanza di produrre tutto quello che le varie aziende entrate via via in Giochi Uniti avevano già in programma singolarmente. Il risultato è stato che si sono prodotti, probabilmente anche giochi abbastanza sovrapponibili per genere, tipologia e stile.
Vedremo cosa succederà veramente solo dal 2011 dove la pianificazione sarà tutta e solo GIOCHI UNITI. Valutare su quanto successo negli ultimi mesi non è possibile.
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Messaggioda Umb67 » 7 dic 2010, 17:59

il_Nadir ha scritto:in questi ultimi mesi Giochi Uniti ha avuto una vera valanga di uscite, ma bisogna dire che c'erano molti titoli in produzione da parte di aziende diverse entrate nell'ultimo anno in Giochi Uniti, a volte era impossibile o difficile fermarne la produzione e altre volte Giochi Uniti ha semplicemente voluto evitare di deludere chi aspettava un titolo già annunciato a seguito della fusione delle società.


Immagino che non hanno potuto fare altrimenti, anche perché magari c'erano già dei contratti in essere tra gli autori e i precedenti editori, che subentrando hanno dovuto onorare.

Ma questo non fa altro che dimostrare che, almeno parlando della situazione italiana, il numero di giochi che stavano per essere pubblicati da editori che fino a ieri erano in concorrenza, era probabilmente già oltre il livello sopportabile dal mercato.

Se Giochi Uniti, come dici, in futuro andrà verso una politica più orientata alla selezione delle uscite, sarà un passo doveroso per evitare l'inflazione delle uscite.
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