Ruota del Tempo: ma quanto è brutto?

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Ruota del Tempo: ma quanto è brutto?

Messaggioda Agzaroth » 21 set 2013, 10:07

Nota: le seguenti considerazioni solo volutamente esasperate...ma non mi sono dovuto sforzare più di tanto. ;)

Anni fa comprai i primi volumi della ruota del tempo, mi pare i primi 6 o 7. Non sapevo che sarebbe durata ancora altrettanti (si è conclusa al 14°, dopo la morte dell'autore), però, spinto dalla mia fame onnivora di fantasy, che mi ha spinto anche a leggere porcherie assolute tipo Troisi e Paolini, mi sono detto che forse ne valeva la pena.

Ricordo che iniziai a leggere il primo libro e non riuscii a terminarlo, a causa di un sacco di fattori, primo fra tutti la pochezza della scrittura di Jordan (e di una traduzione probabilmente ancora più infame). Comunque, forte del fatto che la saga era ancora in corso, lasciai perdere senza troppe remore e mi riproposi id iniziare di nuovo alla sua conclusione.

Così, comprato infine, dopo anni, anche il 14° libro, mi sono accinto alla lettura di questo “capolavoro” da 900 pagine a tomo.

Una breve introduzione per far capire la trama generale.
Secoli fa, il cattivone di turno, detentore dell'originale soprannome di “Tenebroso”, ebbe la fantasiosa idea di ingaggiare una lotta per il dominio sull'umanità. Fu fermato grazie a un potente mago che però, per riuscire nell'intento, alterò irrimediabilmente la parte maschile della magia: il Saidin. Il simbolo della magia è infatti un po' come quello del Tao, con una parte maschile (Saidin, nera) e una femminile (Saidr, bianca). Da allora qualunque uomo provi a far ricorso alla magia (per fortuna sono pochi quelli dotati naturalmente di questa predisposizione) impazzisce e fa danno a destra e a manca. Per questo le Aes Sedai (le maghe femmine) si occupano, tra le altre cose, di rintracciarli e “domarli”, ovvero tagliarli fuori dalla fonte della magia, affinché non ne facciano più uso.
Purtroppo le profezie (eh, 'ste profezie...) dicono che quando il Tenebroso sarà prossimo a liberarsi dalla prigione dimensionale in cui è confinato, tornerà il Drago (soprannome del putente mago), ovvero un uomo capace di incanalare magia senza impazzire per fermarlo. Per questo, ogni tre per due, spuntano come funghi maghi che si proclamano il Drago Rinato, radunano un'orda di seguaci fanatici, fanno un po' di casino in giro e vengono sistematicamente sedati dalle Aes Sedai.

Con queste elettrizzanti premesse inizia la nostra storia.
In un villaggio di contadini isolato dal mondo, in una regione isolata dal mondo, vivono dei ragazzi contadini. Un bel giorno al villaggio compaiono una maga bellissima e potentissima e il suo custode bellissimo e fortissimo. In contemporanea un'orda di mostri assalta il loco ameno nel tentativo di uccidere tutti i ragazzi di una certa età. Destino vuole che tra loro ci sia il Drago Rinato e il Tenebroso vorrebbe metterci una pietra sopra, almeno fino alla prossima profezia. Per questo invia un centinaio di bestie urlanti: per fare il lavoro con discrezione.

Comunque l'incipit è degno di una sessione di Dungeon&Dragons quando il Master non ha preparato nulla:
Maga - tu sei il prescelto, ragazzo! Non vedi tutti 'sti mostri che ti volevano sbragare? Devi venire con me a Tar Valon (la città delle maghe) per vedere che si può fare.
Ragazzo – ok, possono venire anche tutti i miei amici?
Maga – certo, anche loro fan parte del destino (eh, quando ci si mette dimezzo il destino anche lo scrittore migliore che ci può fare?...) e già che ci sei, porta anche le tue amiche che, toh, combinazione , sento che potrebbero diventare le maghe più potenti della storia.

Dopo tutto questo si dipana una storia di poco migliore della suddetta sessione di D&D, in cui i buoni sono sempre buoni, i cattivi sempre cattivi e i personaggi talmente piatti da far sembrare la Trosi un novello Dostoevskij.

Dato che non ho voglia di riassumervi tutta la trama (non vi sarebbe nemmeno di tanto aiuto), vi illustrerò gli aspetti che più mi hanno colpito di questa saga.

I NOMI
la fantasia di Jordan per i nomi è sorprendente. A parte il fatto che popoli e culture provenienti da angoli diversi del mondo hanno nomi con gli stessi suoni, ma vabbè, il meglio viene fuori con i nomi propri.
Per i maschietti abbiamo: Lan Rand Tam Mat Tad Tom. In una botta di acido, poi, Jordan deve esser riuscito a tirar fuori Perrin, il nome più fantasioso del libro, il che è tutto dire. A un certo punto deve aver deciso che era ora di smetterla con i monosillabici (ma non con la vocale “A”) e ha tirato fuori Galad Gawyn Gareth.
Con le femminucce ci si mette più d'impegno: Min Morgase Moraine Elayne Egwene Elaida Elase Else. In un raro momento di lucidità è riuscito a partorire Nynaeve, impronunciabile, ma, almeno, diverso.

I FINALI
per ora ho letto i primi tre libri. Tutti e tre finiscono con un duello tra Rand, il Drago Rinato e il Tenebroso, o almeno una delle sue incarnazioni, diciamo un avatar. In tutti e tre questi duelli-finali-ricchi-di-pathos (sai già che il protagonista non morirà, chissà chi vince?) si svolge un dialogo del tenore:
Tenebroso: Drago, tu sei mio! Devi servirmi!
Rand: no! Piuttosto moro!
Tenebroso: fanculo!
Rand: fanculo!
Tutti e tre si concludono con la vittoria di Rand (!) e con la sua esaltazione e convinzione di aver ucciso il Tenebroso. Tutti e tre. Ora, passi il primo, ma dopo il secondo in cui lo sconfiggi e vedi che ritorna, ti verrà il dubbio che anche al terzo tu non l'abbia fatto fuori definitivamente? Invece il Drago Rinato è un po' tardo e dopo il terzo duello in cui esulta per l'ennesima volta esclamando di aver fatto fuori il Tenebroso, per fortuna qualcuno gli spiega che no, la vera essenza del Tenebroso è intrappolata, che servirà la Battaglia Finale e bla bla bla. Ora, spero che il finale del 4° libro mi risparmi un altro duello del genere, sennò vado a disotterrare Jordan e lo butto in mare.

I PERSONAGGI
Jordan è estremamente abile. Nel non saper caratterizzare i suoi personaggi. La caratterizzazione che riesce a dare Martin di 10 personaggi in 100 pagine non riesce a Jordan con 1 personaggio in 1000. Jordan va vanti a furia di stereotipi: Rand è il predestinato che fa un po' finta di non voler accettare il proprio destino, Mat è il tipico cazzaro, Perrin il burbero bestione buono. Ovviamente tutti e tre si trasformano, nello spazio di pochissimo, da pezzenti in supereroi. Rand è il dio della spada, grazie ai suoi poteri magici scoperti e padroneggiati all'improvviso; Mat ha una fortuna sfacciata in tutto quello che fa e con il bastone da combattimento (evidentemente padroneggiato nel badare alle capre) riesce a far fuori anche una dozzina di spadaccini esperti; Perrin, che è sempre vissuto in campagna, non si è mai accorto di essere una specie di uomo-lupo in grado di comunicare con i lupi di tutto il mondo. Ah, a Perrin vengono anche gli occhi gialli, sennò che uomo-lupo è?
A corollario dei protagonisti ci sono tutta una serie di figura alla D&D, di quelle fighe che il master vuole per forza inserire nella sessione perché sono i png che piacciono a lui: il bardo infallibile lanciatore di coltelli, il guerriero micidiale senza macchia e senza paura.

Con le femmine si va di male in peggio. Praticamente hanno tutte lo stesso carattere: si potrebbero scambiare i nomi e non cambierebbe nulla. Quello che dice/fa una lo potrebbe dire/fare benissimo anche un'altra. Tutte sono belle, tutte sono brave, tutte volitive, tutte hanno poteri eccezionali. Tutte con lo stesso comportamento e reazioni, dalla principessa allevata a corte alla contadinotta di paese. Almeno le principali, poi ci sono le scartine che, per fortuna, sono un po' più normali, ma anche opache, direi quasi trasparenti nella caratterizzazione: sono dei nomi a far comparsa.
E tutte sembrano affette da disturbo bipolare della personalità: oscillano dall'acidità aggressiva al romanticismo smielato, senza vie di mezzo. Dato che le donne, uniche detentrici della magia, devono essere forti, Jordan le fa apparire aggressive e intolleranti sempre, anche quando non ce n'è reale motivo. Però poi si ricorda che sono donne e allora, pensa, non potranno essere sempre così acide, per cui sono tutte innamorate di un amore impossibile, e via di sospiri.

Una cosa è sicura: il bravo scrittore si distingue dal cattivo scrittore anche per come riesce a far arrivare i personaggi e il loro carattere al lettore.
Il bravo scrittore racconta gesti, pensieri ed episodi della vita di un personaggio per far capire al lettore che è, ad esempio, leale e ligio al dovere e all'onore fino in fondo. Non dicendolo direttamente, fa arrivare il lettore a quella conclusione, tramite quello che viene raccontato e in questo modo ottiene due effetti: il personaggio appare più vero, più vivido e reale; il lettore si immedesima di più, memorizza meglio il personaggio ed è anche libero di avere una sua personale interpretazione sul carattere e sulle scelte del suddetto.
Il cattivo scrittore ti scrive “Galad era un ragazzo leale e ligio al dovere e all'onore fino in fondo”. Stop. Ti dà la pappa fatta, senza motivarla, senza caratterizzarla, senza sforzarsi un minimo e senza un minimo stimolare il lettore. Ad evitare questa cosa si impara nei corsi di scrittura di base, ma credo ci si possa arrivare anche da soli. Indovinate Jordan a quale delle due categorie appartiene.

COMICITA' INVOLONTARIA
Ci sono un sacco di passaggi involontariamente comici. Mi ero riproposto di segnarmeli tutti ma non ne ho avuto voglia (magari con i prossimi libri), per cui riferisco solo quelli che mi ricordo.

1) A Tar Valon si incontrano Egwene, Min (il cui vero nome è Elmindreda...) e Elayne. Le prime due si erano già viste una mezza giornata, la terza è nuova. E qui assistiamo ad una scena tipo bimbeminkia il primo giorno delle scuole medie, con le tre ragazze che scherzano, si abbracciano e si giurano amicizia eterna.

2) tutte e tre le ragazze sono perdutamente innamorate di Rand. E via di sospiri. Ovviamente è la Ruota del destino che intreccia i loro fili, mica è colpa dell'autore.

3) il popolo dei Senchean ha delle catene magiche con cui può imprigionare le maghe. Queste catene, da millenni, non sono mai state spezzate tramite la magia e le possono rimuovere solo le padrone Senchean. Sono un artefatto eccezionale e pericolosissimo, di cui si è perso il libretto per le istruzioni di fabbricazione. Infatti Nynaeve, con la sua magia, le spezza in un attimo. Eh, però lei è la maga più forte di tutte!

4) Alla fine del terzo libro c'è tutta una pappardella con sogno e realtà che si mescolano assieme e con Egwene che, tramite un artefatto magico, riesce, nel sogno, ad alterare la realtà. In pratica quel che fa in sogno, si avvera anche nel mondo reale. Notare che Egwene fa questo mentre è intrappolata in una cella da altre maghe cattive e potenti che, testuali parole, non hanno pensato a perquisirla e sequestrarle l'artefatto. Ovviamente lei è la “sognatrice” più potente della storia e solo lei sa usare l'artefatto in quel modo straordinario.

5) La sofisticata trappola. Alla fine del terzo libro i cattivi tendono una trappola a Rand. Seguitemi bene perchè non vorrei vi perdeste qualcosa. I cattivi sanno che Rand si recherà alla rocca di Tear per recuperare la spada di Shannar...no, un'altra spada magica. Allora rapiscono le tre pulzelle per attirarlo lì. Lui non sa che le hanno rapite. Si reca alla rocca, come da suo programma. Scala 100 metri di strapiombo, perché è un contadino e lo ha sempre fatto una volta al giorno, come tutti i contadini. Entra nella sala della spada. Lì scatta la geniale trappola: il cattivone di turno vorrebbe colpirlo di sorpresa mentre lui si distrae e prende la spada. Ovviamente, come ogni cattivone che si rispetti, non sta acquattato nell'ombra, ma esce subito fuori e grida più volta a Rand “dai caxxo, prendi quella spada!”. Lui, purtroppo, non ci casca e lo uccide. Qualcun altro (Mat) libera le ragazze (che Rand nemmeno di striscio) per i fatti propri.

6) per rimanere in tema di cattivoni, la cattivona (bellissima e svestitissima) Lanfear, alla fine del terzo libro, manda una lettera (una lettera!) alla maga buona Moraine per dirle che Rand è suo e sempre sarà suo. Una lettera di minacce al limite dello stalking. Del resto è una delle più potenti e cattive cattivone di tutta la saga.

7) Sempre a proposito della inespugnabile Rocca di Tear, a un certo punto Mat, che tenta furtivo di accedere alla rocca tramite i tetti delle case vicine, si trova su un tetto assieme a un altro avventuriero con la stessa idea (anche lui vuole salvare le ragazze) e a un centinaio di guerrieri Aiel, entrati furtivamente nella città di Tear e nascostisi con nonchalance sui tetti (alla fine si scoprirà che sono anche più di 100). E qui tutte 'ste persona si guardano, si dicono “allora io non dico niente di voi e voi non dite niente di me”, “facciamo finta che non ci siamo visti”, “occhio non vede, cuore non duole”, “io entro di là che tu entri di qua”, “tranquilli, c'è tempo, tanto la rocca più difesa del mondo non ha nemmeno uno straccio di sentinella sulle mura per notare 100 persone ammassate sul tetto di fronte”.

Ce ne sono sicuramente altre ma le ho rimosse. Mi propongo però di tenervi aggiornati col proseguimento della lettura.
Sono già all'inizio del 4° libro in cui, il bravo autore, con la scusa di far parlare Min e la Maga-Capo di aria fritta, fa un coinvolgente riassuntino di tutti i fatti successi, per una cinquantina di pagine inutili.

Prima che qualcuno mi chieda perché continuo a leggerlo, rispondo:
1: li ho comprati, ora li leggo.
2: voglio vedere dove riuscirà ad arrivare l'autore.
3: a tratti è involontariamente esilarante.
4: ho fatto una scommessa con me stesso sul finale del libro.
5: mi piace farmi del male.

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Messaggioda Normanno » 21 set 2013, 10:20

Pensa te, ciò che hai scritto su Jordan è quello che invece io penso di Martin. Per me Wheel of Time è molto bello, anche se come tutti gli autori da 600 pagine a volume (e Martin in questo è veramente un asso), Jordan avrebbe potuto evitare alcune parti lente e noiose. Però almeno Jordan non ha bisogno di sesso e di far morire un personaggio in maniera idiota ogni 15 pagine per rendere interessante una storia che altrimenti non avrebbe trama... ("Ah figlio mio, la giustizia e l'onore bla bla bla e quindi mi faccio catturare e decapitare bla bla invece di chiudermi nella mia possente fortezza e rimettere sul trono chi merita". Ma per favore...)

Peraltro non lo so, ma non sono sicuro (impressione mia) che Jordan avesse in mente di scrivere tutti quei volumi. Un po' come Martin, insomma.

Eh, non ci sono pù scrittori come Gemmell.

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Messaggioda Tanelorn » 21 set 2013, 11:01

... ma se fa così schifo (e un po' sembra), perché vuoi leggerti altri 11 volumi :lol: ?
Io comunque dopo aver letto sbrandellate di fantasy mi sono stufato e da qualche anno (tra le altre cose) al posto di quintalate di fantasy leggo un sacco di Urania Collezione. La fantascienza classica ha delle chicche veramente interessanti ;)
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Messaggioda romagnolo_doc » 21 set 2013, 12:11

Ahah fantastico. Era un pezzo che non mi facevo cosí tante risate leggendo un post. Ahah tienici aggiornati con l'evoluzione della storia.
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Re: Ruota del Tempo: ma quanto è brutto?

Messaggioda Jehuty » 21 set 2013, 22:20

Agzaroth ha scritto:tanto la rocca più difesa del mondo non ha nemmeno uno straccio di sentinella sulle mura per notare 100 persone ammassate sul tetto di fronte


AHAHAHA x'D a momenti cadevo dalla sedia a furia di ridere :lol:

Ti prego, continua con sto report xD
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Messaggioda AleK » 21 set 2013, 23:21

Normanno ha scritto:Eh, non ci sono pù scrittori come Gemmell.

Gemmel è quello che è riuscito a mandare (tra gli altri) Robin Hood e i suoi ladroni a fermare l'invasione dei mongoli ne La leggenda dei drenai? :-))
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Messaggioda tika » 22 set 2013, 10:01

Normanno ha scritto:Pensa te, ciò che hai scritto su Jordan è quello che invece io penso di Martin. Per me Wheel of Time è molto bello, anche se come tutti gli autori da 600 pagine a volume (e Martin in questo è veramente un asso), Jordan avrebbe potuto evitare alcune parti lente e noiose. Però almeno Jordan non ha bisogno di sesso e di far morire un personaggio in maniera idiota ogni 15 pagine per rendere interessante una storia che altrimenti non avrebbe trama... ("Ah figlio mio, la giustizia e l'onore bla bla bla e quindi mi faccio catturare e decapitare bla bla invece di chiudermi nella mia possente fortezza e rimettere sul trono chi merita". Ma per favore...)

Peraltro non lo so, ma non sono sicuro (impressione mia) che Jordan avesse in mente di scrivere tutti quei volumi. Un po' come Martin, insomma.

Eh, non ci sono pù scrittori come Gemmell.


Non ho letto Jordan, ma su Martin la penso esattamente allo stesso modo!
Cmq io di fantasy continuo a consigliare Feist.
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Messaggioda Normanno » 22 set 2013, 10:18

AleK ha scritto:Gemmel è quello che è riuscito a mandare (tra gli altri) Robin Hood e i suoi ladroni a fermare l'invasione dei mongoli ne La leggenda dei drenai? :-))


Si, insieme a conan ed a batman.

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Messaggioda LordDrachen » 23 set 2013, 9:49

Per me tra Jordan e Martin non c'è molta differenza in quanto bravura e stile, semplicemente il secondo non si perde in milletrecento pippate mentali.
La saga della Ruota del Tempo poteva durare la metà dei libri, ed ognuno dei quali essere lungo meno della metà.
Per me Jordan è più canonico, altrettanto "realista" come approccio fantasy (anche se l'incipit è il canon più classico del mondo), e penso sia un grandissimo descrittore di dinamiche psicologiche / sociali tanto quanto Martin.
In entrambi si nota appena la loro tendenza politica (molto molto "tra le righe", e per un lettore medio è invisibile). Dove Martin è più "liberal", Jordan è più "conservatore". Ma son dettagli che esulano la qualità dei romanzi.
Peccato che questa mania delle saghe porti via tanto tempo a scrittori validi e lasci poi il campo alla melma solita...
Mi trovate anche su BGG. ^_^
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Messaggioda Ventogrigio » 24 set 2013, 17:00

Agzaroth mi hai smontato. Ho preso i primi due libri, ma volevo comprarmeli tutti per leggerli di fila :-?
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Messaggioda Agzaroth » 24 set 2013, 17:35

Ventogrigio ha scritto:Agzaroth mi hai smontato. Ho preso i primi due libri, ma volevo comprarmeli tutti per leggerli di fila :-?

ma no dai, leggitelo almeno il primo. Oh, a tanti è piaciuto, non si sa mai.

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Messaggioda GhiriGoro » 24 set 2013, 17:57

Reputo la saga della ruota dl tempo una delle migliori mai scritte.

La banalizzazione che ne fai si può fare anche al signore degli anelli:

Secoli fa, il cattivone di turno, che si chiamava Sauron, ebbe la fantasiosa idea di ingaggiare una lotta per il dominio sull'umanità. Per fare questo decise di donare a tutti i capi dell'umanità un anello, per poi forgiarne un altro che racchiudesse tutto il proprio potere, in modo da controllarli. Fu fermato grazie a un tizio con una spada che gli tagliò il dito dell'anello durante la battaglia decisiva (per gli uomini, non per lui: siccome aveva già vinto poteva stare tranquillamente nella retrovia e aspettare che i suoi orchi spazzassero via gli uomini).
Il guerriero si impossessò dell'anello, e questo ne alterò la volontà e il carattere portando alla quasi estinzione della sua famiglia, e periodo di decadenza per gli uomini.
Per aiutare gli uomini, nel frattempo arrivano cinque maghi dal mare. Due si perdono. A uno piacciono i funghetti. Gli altri due si contendono il potere, ma il più giusto e remissivo lascia la guida al più egoista e ambizioso. Tutti questi maghi, intanto, non si accorgono che il cattivone non è stato distrutto, ma si è soltanto nascosto, in un luogo cupo, tanto cupo da essere Atro.
(ecc ecc...)
Ah... c'è anche un drago che dorme in una caverna che apparteneva a dei nani. Siccome l'erede dei nani incontra il mago giusto e remissivo in un pub una sera, viene convinto da lui a partire a uccidere il drago. Con 13 compagni: che vuoi che sia, del resto ha solo cancellato il regno dei nani più potente di tutti in passato. (ecc ecc...)


In realtà quello che succede nella trama è molto verosimile per un mondo fantasy del genere, per come è studiato. Tutto è motivato, anche il semplice fatto che i nomi sembrano avere tutti la stessa origine.
Del resto non per niente la saga si chiama la ruota del tempo.

per il resto, quoto LordDrachen:
La saga della Ruota del Tempo poteva durare la metà dei libri, ed ognuno dei quali essere lungo meno della metà.
Per me Jordan è più canonico, altrettanto "realista" come approccio fantasy (anche se l'incipit è il canon più classico del mondo), e penso sia un grandissimo descrittore di dinamiche psicologiche / sociali tanto quanto Martin.


De gustibus :)
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Messaggioda Agzaroth » 24 set 2013, 18:13

Ma sicuramente tutto può essere banalizzato.
È che con Jordan mi sono dovuto sforzare poco :) ;)

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Messaggioda GhiriGoro » 24 set 2013, 21:44

Agzaroth ha scritto:Ma sicuramente tutto può essere banalizzato.
È che con Jordan mi sono dovuto sforzare poco :) ;)


Ma perché, con Tolkien quanto credi che ci ho messo?
Pensi che con Asimov ci vorrebbe molto di più? o con la Bradley, o altri, chessò?

A posteriori tutto è banalizzabile. Soprattutto se tralasci gran parte di quello che viene raccontato mettendolo "a barzelletta" :)
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Messaggioda Emerych » 25 set 2013, 17:29

Io a leggere Agzaroth che sia in una recensione di un gioco o di altro come in questo caso mi diverto, peccato che solo adesso noto che è di La Spezia se no domenica visto che ero da quelli parti avrei cercato di conoscerlo e magari di giocare a qualcosa !
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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