Siete degli eterni insoddisfatti ?

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Siete degli eterni insoddisfatti ?

Messaggioda polloviparo » 30 apr 2008, 15:42

Nell'ambito di un topic dove si chiedevano informazioni riguardo "Stone Age", sono state postate alcuni commenti non particolarmente positivi sul gioco espressi da Faidutti.

Pochi post più tardi, si poteva leggere che lo stesso Faidutti aveva inserito il titolo in questione nella "ludoteca ideale".

Ora, pur non conoscendolo personalmente, stimo molto Faidutti e cambiare opinione è legittimo quanto sintomo di intelligenza, però questa "facilità alla critica" mi ha risvegliato qualcosa...

Ovvero la consapevolezza che i n giro ci siano sempre più persone propense alla critica, sempre alla ricerca del difetto.

Sempre più guru, esperti, onniscenti pronti ad emettere giudizi negativi e incapaci di assaporare le piccole cose, anche le più semplici...

Insomma degli eterni insoddisfatti.

Questo è un estratto del mio ultimo post:

Ci sono molte persone che fanno quello che dici tu, ma non solo per quanto riguarda i giochi, fermo rimanendo che l'eccellenza rimane un qualcosa di astratto, poichè "De gustibus non est disputandum" e quindi quello che per alcuni potrebbe essere eccelso per altir potrebbe essere tutt'altro.

Vedo sempre più individui, calati nel ruolo di "super esperti" che si atteggiano quali "critici d'arte" e nel cercare di dimostrare la loro "superiorità culturale" criticano qualsiasi cosa.

Non riescono a mio avviso più a godersi le cose semplici.

Potrei fare un esempio spicciolo con il cinema, dove magari a volte un "filmettino leggero" che ha la sola pretesa di intrattenere per un paio d'ore viene analizzato negli aspetti più irrilevanti tipo: "Ma hai visto gli stivali dell'elfo avevano la punta troppo arrotondata" oppure "I draghi non volano in quel modo" ma perchè qualcuno ha mai viso un drago volare ?!? Oppure esiste qualche specializzazione in "dragologia" di cui io non sono a conoscenza ?

La stessa cosa per il mondo dei giochi, dove spesso i giochi più semplici subiscono una ricerca "ossessiva" del difetto.
Se un gioco ha un regolamento di 20 pagine con 1.000 regole "Ah sì quello è un giocone !" altro caso se è un gioco semplice: "Quello è un giochino e poi ci sono i dadi... roba da Spiel des Jahres ..."

Tra l'altro mi rimane ancora da capire poichè alcuni criticano all'inverosimile un gioco solo per la presenza dei dadi e per la componente aleatoria che essi comportano e osannano altri titoli che di dadi ne hanno il doppio e dove questi incidono maggiormente sul risultato finale della partita.
...
Scegliete i giochi secondo il vostro gusto personale, godetevi le cose semplici e non basatevi solo sui giudizi dei "critici d'arte".
Ve lo dice uno che inizialmente prima di comprare un gioco seguiva molto il "ranking" ed i voti di boardgamegeek, poi con sua grande sorpresa anche i giochi da 5.5 potevano valere per il sottoscritto un 8 pieno !

Come suggeritomi ho fatto un copia e incolla per continuare il dibattito in una sede più opportuna.

Se vi interessa leggere la discussione originale questo è il link:

http://nuke.goblins.net/modules.php?nam ... ic&t=24098

Caso contrario vi passo la parola e vi chiedo, voi come siete, sapete apprezzare le piccole cose e giudicare con la vostra testa o siete degli eterni insoddisfatti ?
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Messaggioda Angiolillo » 30 apr 2008, 16:17

Ciao!

Sono perfettamente d'accordo con te in generale: una delle cose per esempio che su questo sito e sull'Almanacco Panini da esso derivato cambierei è proprio togliere lo spazio per pregi e difetti nelle recensioni, sempre presente in fondo, così che i recensori si sentano spinti a trovare difetti anche dove tutto sommato non ce ne sono.

Sono d'accordissimo che elementi come la lunghezza o la complessità di un gioco, la presenza di fortuna o di strategia e simili non possano essere in astratto pregi o difetti: c'è chi ama giochi impegnativi e chi meno, chi ama l'alea e chi la pura intelligenza. E chi un buon mix. E chi magari certi pomeriggi domenicali preferisce giochi più strategici e impegnativi, certe sere estive ai tavolini del bar giochi più veloci e azzardosi.

Dopodiché è anche vero che bisogna vedere il contesto in cui i giudizi vengono espressi. Io faccio giochi per giocatori accaniti e giochi per giocatori occasionali - se volete per un pubblico più "di massa". E' ovvio che i primi possano essere accolti qua sulla Tana o su BGG più favorevolmente dei secondi, per cui se un mio gioco più leggero riceve brutti voti me ne preoccupo assai relativamente mentre se viene stroncato sul Venerdì di Repubblica me ne preoccupo di più. E viceversa. E' difficile del resto, e forse anche sbagliato, cercare di fare giochi davvero trasversali e per tutti...

La cosa interessante dei giudizi espressi/riportati da Faidutti su Stone Age è anche, secondo me, il fatto che definisce Stone Age un gioco poco originale, e però che ciò non è necessariamente un difetto. E in effetti è vero: in un concorso per giochi inediti che voglia valorizzare l'inventiva e la bravura degli autori, in effetti, l'origibnalità può essere un pregio; in un gioco con finalità didattiche o educative per esxempio no. Ma nemmeno in un concorso per giochi inediti che abbia come finalità localizzare nuovi prodotti pubblicabili: l'originalità non è necessariamente elemento utile per il successo commerciale. Anzi...

Sul caso particolare del dibattito su Stone Age vorrei comunque fare un ulteriore distinguo. Dapprima si citava il fatto che Faidutti riportasse nel report del suo raduno ludopatico, il fatto che non avesse del tutto convinto gli intervenuti:

There's nothing new or original in Stone Age, and no player was officially enthralled by it. Despite this, it's everywhere on the pictures, and it was clearly one of the most played games the whole week-end long. The reason is that it plays much more smoothly than thesimilar games it borrows from, like Pillars of the Earth - and I don't speak of Caylus. This proves once more that originality is not a good thing per se, and that the best meals are often cooked with good old recipes.

Poi il fatto che lo avesse inserito senza parlarne poi male nella Ludoteca Ideale. Però è vero che a quel punto stava dando la sua opinione personale, non quella degli intervenuti al raduno, e come specifica anche a valle di ulteriori partite giocate una volta tornato a casa. Per cui forse non è solo e tanto aver cambiato idea, quanto aver dato il proprio punto di vista personale anziché le impressioni raccolte. In ogni caso non vedo un giudizio molto diverso nelle due occasioni.

Inoltre penso che sia chiaro che i miei commenti espressi nel thread qua linkato non volessero essere una critica a tutti i costi, ma un commento da prima impressione (non ne ho fatto mistero e l'ho ripetuto più volte - io ho giocato una sola partita) peraltro confrontato e condiviso proprio in quel raduno con giocatori di varie provenienze ed estrazioni. Mi sembra inoltre di aver dato su Stone Age un giudizio peraltro positivo sul piano razionale, meno positivo su quello dell'efficacia: il gioco mi pare (e pare ai ludopatici con cui ho parlato) ammirevolmente ben costruito, anche se troppo lungo e di conseguenza anche ripetitivo (le opzioni di gioco sono identiche dall'inizio alla fine), nonché poco interattivo. Dopo averlo detto, ne ho trovato conferma in altri giudizi di ludopatici, come quello per il quale ho fornito il link:

Sobre Stone Age ha habido opiniones encontradas. Es un juego deudor de otros juegos recientes (el ejemplo más claro es Los Pilares de la Tierra de Michael Rieneck & Stefan Stadler, incluso en el aspecto gráfico), sin prácticamente aportar novedad alguna - eso no tiene por qué ser malo, pero en este caso la emoción se quedó en el camino y el juego suena a ya conocido y sin misterios desde la primera ronda. La partida es algo repetitiva en su desarrollo, sin evolución y con escasas posibilidades de interferir en los planes de las personas rivales en la partida.

Ci sono giochi in cui il giudizio può essere piuttosto sfaccettato, a volte in maniera anche un po' estrema. La prima volta che con vari giocatori esperti abbiamo provato Condottiere, per dire, ho chiesto: "Vi è piaciuto?" Risposte varie: Sì, Bello, Interessante. Ma poi ho chiesto: "Lo rigiochereste?" E tutti: Noooooo... ;)

Se Stone Age è migliore di quello che ci è sembrato, comunque, tanto meglio: non ho che da rallegrarmene!
Ultima modifica di Angiolillo il 30 apr 2008, 16:29, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Iup » 30 apr 2008, 16:29

Non condivido.
Faidutti e altri criticoni sono persone esperte che hanno la possibilità di provare molti giochi e interpretarne le meccaniche a fondo grazie alla loro esperienza e sensibilità che per motivi di tempo molti come me non hanno.
Quindi io come altri ho piacere di leggere quello che pensa un esperto per farmi un pregiudizio. Mi serve perché altrimenti dovrei io provare mille giochi e non ne ho né la possibilità né il tempo. Ovviamente poi il tutto viene filtrato dai miei gusti personali e dalla mia (in)capacità di discernere critiche sensate e obiettive a critiche campate per aria, ma questa è un'altra storia.
Preferisco un atteggiamento un po' più critico di Faidutti a uno troppo largo di manica alla Tom Vasel che sembra gli piaccia tutto.

Per il gioco, il giudizio di un esperto o di un'altra persona, trovo che valga molto di più rispetto ad altri campi come il cinema o l'arte perché mentre in questi settori il godimento è solitario, negli altri è spesso in gruppo e quindi deve piacere al maggior numero di persone.
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Messaggioda Angiolillo » 30 apr 2008, 16:40

Qui c'è un altro eterno problema. Bukowski diceva che "l'unica differenza tra il critico e lo spettatore comune è che il critico non paga il biglietto". Io, al contrario, preferisco piuttosto l'opinione di un recensore preparato ed esperto a voti o giudizi di massa ma magari disinformati o superficiali. Preferisco che a dirmi se un gioco sia originale o meno sia per esempio Faidutti che non l'anonimo utente di un sito, anche se sistemi come quello della Tana fanno sì che l'abbaglio di un recensore sia corretto dai commenti di 5.000 altri.
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Re: Siete degli eterni insoddisfatti ?

Messaggioda linx » 30 apr 2008, 17:56

polloviparo ha scritto:Vedo sempre più individui, calati nel ruolo di "super esperti" che si atteggiano quali "critici d'arte" e nel cercare di dimostrare la loro "superiorità culturale" criticano qualsiasi cosa.

Non riescono a mio avviso più a godersi le cose semplici.

Potrei fare un esempio spicciolo con il cinema, dove magari a volte un "filmettino leggero" che ha la sola pretesa di intrattenere per un paio d'ore viene analizzato negli aspetti più irrilevanti tipo: "Ma hai visto gli stivali dell'elfo avevano la punta troppo arrotondata" oppure "I draghi non volano in quel modo" ma perchè qualcuno ha mai viso un drago volare ?!? Oppure esiste qualche specializzazione in "dragologia" di cui io non sono a conoscenza ?

La stessa cosa per il mondo dei giochi, dove spesso i giochi più semplici subiscono una ricerca "ossessiva" del difetto.


Dobbiamo fare dei notevoli "distiguo".
Cosa intendi per critica?
Una persona che cerca di dare un giudizio su qualcosa sta in effetti facendo una critica. Elenca quindi una serie di cose che gli piacciono e altre che non gli piacciono.
Se un "prodotto" non gli piace elenca soprattutto una serie di motivi per cui non gli piace. Ovviamente, come in ogni cosa, più "prodotti" del genere quella persona ha valutato più difficile sarà soddisfare la persona.
Ciò è giusto e normale, mi pare.

Quello che può non esserlo è forse mettersi a giudicare facendo riferimento solo ai propri gusti un prodotto di cui non si è il destinatario. E' ovvio che una sensibile romanticona non ami i film o i prodotti dove c'è gente che si squarta allegramente.
Ma è altrettanto ovvio che chiunque legga la sua critica capisca che forse il suo non è un giudizio che debba influenzare un aficionados dei titoli splatter. L'importante è che siano chiare le motivazioni per cui il titolo non piace.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Angiolillo » 30 apr 2008, 18:21

Però la critica non è espressione di gusto.

“Menard – lo ricordo – affermava che censurare e lodare sono operazioni sentimentali che non hanno nulla a fare con la critica”
(Jorge Louis Borges, "Pierre Menard autore del Don Chisciotte")

Dire che Stone Age non ha forti caratteri di originalità, ha una scarsa interazione fra giocatori e mantiene le stesse opzioni dall'inizio alla fine della partita non è esprimere un giudizio di piacevolezza: è fare critica. E gli strumenti sono conoscere gli altri giochi (se no come la giudico l'originalità?), sapere quali elementi valutare in un gioco, saperli analizzare, sapere come sono espressi in altri giochi, eccetera. Saperi, non gusti personali. O sbaglio?
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Messaggioda linx » 30 apr 2008, 19:42

Non mi metto certo a discutere con Menard. Anche perchè non so chi sia e che peso abbiano le sue parole.

Come discusso in altro topic (forse lì manca la tua partecipazione, Angiolillo) però in realtà di completamente oggettivo c'è sempre ben poco. Quando cerco un gioco da comprare non posso prescindere dalle emozioni che sembra suscitare (o non suscitare).
Preferisco che 10 persone mi dicano le loro emozioni per quanto contrastanti e differenti piuttosto che una sola persona obiettiva mi faccia una enunciazione delle caratteristiche del gioco.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda polloviparo » 30 apr 2008, 19:50

Ribadendo che stimo Faidutti e che solitamente apprezzo quanto scrive, tengo a sottolineare nuovamente che questo mio post non è rivolto personalmente nè a Faidutti, nè ad altri autori o "esperti" di giochi.

Il fatto che sia stata espressa una prima "impressione", sensazione, parere, chiamiamolo come vogliamo, "a caldo", potenzialmente negativo (indipendentemente dalle cause, originalità, astrattezza, scarsa interazione), per poi rivedere formalmente il tutto andando ad esprimere parere positivo (altrimenti non vedo perchè inserirlo nella ludoteca ideale e il perchè di tutte quelle stelline) è stato solo lo spunto per questa riflessione su come sia solitamente più facile vedere il "nero" che non il "bianco".

Faidutti e altri criticoni sono persone esperte che hanno la possibilità di provare molti giochi e interpretarne le meccaniche a fondo grazie alla loro esperienza e sensibilità che per motivi di tempo molti come me non hanno.


Il giudizio degli esperti è cosa gradita. Esistono "esperti" in tutti i campi, però bisogna stare attenti come dici tu a "filtrare" quanto scrivono.
Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che queste altre non sono se non persone come noi.
Voglio dire, se l'esperto di turno adora i wargame e non sopporta gli astratti e per me è vero il contrario, poco importa se lui ha giocato mille giochi ed io solo 10.
Alla fine lui probabilmente assegnerà ad un gioco astratto un voto basso e se io prendessi per buono il suo giudizio eviterei quel gioco, che al contrario per me potrebbe rivelarsi una pietra miliare.

Qui c'è un altro eterno problema. Bukowski diceva che "l'unica differenza tra il critico e lo spettatore comune è che il critico non paga il biglietto". Io, al contrario, preferisco piuttosto l'opinione di un recensore preparato ed esperto a voti o giudizi di massa ma magari disinformati o superficiali. Preferisco che a dirmi se un gioco sia originale o meno sia per esempio Faidutti che non l'anonimo utente di un sito, anche se sistemi come quello della Tana fanno sì che l'abbaglio di un recensore sia corretto dai commenti di 5.000 altri.


Qui il mio pensiero è diametralmente opposto al tuo. Se io fossi un autore di giochi, per me sarebbe molto più importante il giudizio della "massa" che non di un singolo "esperto".
Preferirei che il mio gioco fosse apprezzato dai "giocatori" perchè giocatori è la parola corretta e non massa.

Cosa intendi per critica?
Una persona che cerca di dare un giudizio su qualcosa sta in effetti facendo una critica. Elenca quindi una serie di cose che gli piacciono e altre che non gli piacciono.
Se un "prodotto" non gli piace elenca soprattutto una serie di motivi per cui non gli piace. Ovviamente, come in ogni cosa, più "prodotti" del genere quella persona ha valutato più difficile sarà soddisfare la persona.
Ciò è giusto e normale, mi pare.


La differenza fra critica e giudizio è abbastanza sottile.
Non sono assolutamente a negare che sia giusto esprimere i propri gusti personali e giudicare (sarei uno stolto).
Quello che mi infastidisce è la ossessiva ricerca del difetto.

Voglio dire in alcuni casi, non si potrebbe ammettere che il gioco nonostante la "Leggerezza" è stato in grado di divertirci, senza dover trovargli tutti i difetti del mondo ?
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Messaggioda Angiolillo » 30 apr 2008, 19:57

polloviparo ha scritto:Qui il mio pensiero è diametralmente opposto al tuo. Se io fossi un autore di giochi, per me sarebbe molto più importante il giudizio della "massa" che non di un singolo "esperto".
Preferirei che il mio gioco fosse apprezzato dai "giocatori" perchè giocatori è la parola corretta e non massa.


Io esprimevo un'opinione da utente, non da autore. Se devo decidere di andare a vedere l'ultimo Boldi/De Sica piuttosto che un film di sconosciuto regista danese, preferisco basarmi sulla recensione di un critico che sull'opinione di 100.000 spettatori. Idem nei libri, nei dischi, nei fumetti, nei ristoranti, nei giochi. Tutto qui!
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Messaggioda polloviparo » 1 mag 2008, 9:46

Nemmeno a me piaciono i film Boldi/De Sica, però ammetto che ci siano molte persone che la pensano diversamente da me.

Senza tuttavia andare a scomodare il regista Danese, ricordo che andai a vedere "Il paziente Inglese" al cinema perchè aveva vinto 9 oscar e alla fine del primo tempo fui tentato di abbandonare la sala...

L'errore che si commette è quello di considerare la "massa" una cozzaglia di stupidi, dai gusti dubbi con un assoluto vuoto culturale.

Non è propriamente così. In mezzo alla "massa", sai quanti appassionati possono esserci, capaci di esprimere giudizi migliori dell'esperto.

Come già scritto nel post precedente la parola "massa" è usato quasi in modo spregiativo, dimenticando che in verità è composta dalle persone che ci stanno accanto.

Per elevarsi al di sopra di questa "massa", invece di andare a vedere il film "commerciale" che guardano tutti, allora vado a cercarmi il film danese di cui sopra sconoscito a più, per poi atteggiarmi a esperto conoscitore del cinema.

Visto che hai fatto anche l'esempio dei ristoranti, io preferisco andare a mangiare in un ristorante consigliato da tante persone che non da un singolo membro di "slowf ood"

Il fatto che il mondo dei giochi in scatola sia ancora relegato in una stretta nicchia, fa sì che molti si croggiolino in questa situazione considerando chi ci si avvicina una minaccia e non una risorsa.
Questo per poter continuare a sentirsi una specie di "eletto" un "qualcuno" al di sopra di altri.

Personalmente ho già vissuto la cosa nel mondo dei videogames. I giocatori di "vecchia data" si sentono in qualche modo privati del loro mondo esclusivo ora che è divenuto un fenomeno di massa.
Criticano all'inverosimile i "giocatori recenti": "Ah mai lui gioca solo perchè va di moda.. lui non sa cosa significa giocare con uno Zx spectrum e poi non conosce i tempi di caricamento di un commodore 64, quindi non può apprezzare Crysis..."
Beh, probabilmente se il videogames non fosse divenuto un fenomeno di massa le aziende non avrebbero investito le stesse quantità di denaro e i giochi non avrebbero seguito lo stesso sviluppo e non avrebbero la qualità cui oggi siamo abituati.

Fra il critico e i 100.000 spettatori io scelgo la seconda. Tutto qui!
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Messaggioda Angiolillo » 1 mag 2008, 10:50

Sottolineando a terzi di passaggio (vedo che a te è chiarissimo) che si parla di preferenze personali ("io preferisco", non "è meglio"), però vorrei fare ancora un distinguo.

Nel leggere di un nuovo gioco a me interessa un parere documentato, non mi importa se di un "vecchio trombone" o di qualcuno di nuovo, purché sia persona seria e preparata. Non è un voler tenere le posizioni e chiudere al nuovo. Credo anche di averlo dimostrato anche nei fatti. A metà anni '90 ho curato una collana di giochi che si chiamava "I Giochi del Duemila": era aperta a tutti, purché avessero qualcosa di utile da dire. Domenico Di Giorgio l'ho conosciuto così: si è presentato da lettore con un dattiloscritto di un racconto-gioco e glie l'ho pubblicato. E' stato il suo esordio nel mondo del gioco... e non ne ha fatte poche, dopo! Tra l'altro, qualche anno dopo abbiamo fatto assiemela rivista GiocAreA. Era aperta a tutte le collaborazioni, di gente nota e ignota, e altri interessanti personaggi ludici (come Silvano Sorrentino e vari altri) hanno esordito lì. Come dici tu, tra la gente possono esserci tante persone in gamba... benone, che vengano fuori. Non che restino confusi là in mezzo. Quelle occasioni erano state create anche per farlo. Credo che da questa apertura ci abbiano guadagnato loro, gli esordienti e anche il mondo del gioco in generale.

Non nego i pregi di Boldi/De Sica, che senza dubbio "funziona(va)no" un sacco, però temo di avere dei gusti diversi dalla maggioranza degli utenti e quindi preferisco che qualcuno che se ne intenda e con cui magari, alla luce dei fatti e delle precedenti recensioni/opinioni, credo di avere un po' di sintonia, mi dia qualche dritta su qualcosa di diverso piuttosto che fidarmi della maggioranza delle opinioni. Non è che cerco altro per atteggiarmi, è proprio che Boldi e De Sica non mi fanno ridere come fanno ridere altri.

Seguire i gusti della maggioranza, in campo ludico, mi porterebbe a giocare a Pictionary e Trivial che sono probabilmente quelli giocati dalla maggioranza dei giocatori che conosco. Senza nulla togliere al fatto che magari mi farebbero anche giocare a Taboo, un gioco che apprezzo molto. Ma tutto sommato preferisco altro.

Però il mio discorso era più basato sulla questione di recensioni, analisi, commenti al gioco. Non sui gusti. Dire che "Stone Age" non è originale è fare un'affermazione oggettiva e corretta. Poi la cosa a qualcuno può piacere (ganzo! meccanismi che ho già visto ma usati molto meglio! bravi! tra l'altro faccio anche meno fatica a entrarci dentro rispetto a un gioco che vuol fare l'originale a tutti i costi!) e a qualcuno no (ma che roba! mi hanno rivenduto la stessa zuppa in una scatola diversa! imbroglioni), e lì andiamo sul soggettivo. Viceversa, per un controesempio, dire come avviene sull'Almanacco Panini che l'idea base di Bolide è molto originale è oggettivamente una grossa cantonata: posso anche aver voglia di comprare una versione in scatola di un ultradecennale gioco con carta e matita, però vorrei che il recensore mi avvertisse - mi scoccia scoprirlo a scatola aperta, vorrei che il recensore una cosa del genere me la dicesse anziché dirmi l'esatto contrario. Un giocatore un minimo esperto, che si è letto qualche libro sui giochi più popolari o che ai suoi tempi avesse seguito il mensile Pergioco (o se lo fosse procurato successivamente) o che abbia letto i bollettini dell'Associazione Italiana Giochi Intelligenti o che semplicemente abbia curiosato tra le esigue voci di gioco della Wikipedia un errore del genere non lo avrebbe fatto.

Sulla ristorazione, per restare nella metafora, conosco guide di ristoranti fatte in entrambi i modi di cui parliamo. "Il Mangelo" è una guida in cui giudizi e voti vengono espressi dagli utenti su un sito; il curatore calcola le sue medie, fa le sue scelte e mette assieme un volumetto. Un'altra guida romana di cui non faccio il nome, ma a cui collaboro, ha selezionato un certo numero di recensori a loro parere validi e comunque sottoposti a un periodo di prova, ha fatto loro corsi di degustazione di vino o di approfondimento su salumi e formaggi, ha dato loro manuali di valutazione del caffè, ha stabilito criteri valutativi, li ha mandati in visite anonime fissando un certo numero e tipo di piatti da assaggiare a ogni visita, effettua riunoni perodiche di confronto sui risultati. Io sarò di parte, ma la seconda guida mi sembra infinitamente più interessante e attendibile. Gli amici che le hanno entrambe sembrano esprimere la stessa opinione.

Oltretutto c'è anche il problema di voler scoprire qualcosa di nuovo e di inquadrarlo rispetto all'esistente. Il ristorante consigliato da tutti è probabilmente quello che già conosci e magari ci sei già stato. Lo staff della nostra gida tiene d'occhio con molta attenzione le nuove aperture, i cambi di gestione, i trasferimenti di un cuoco da un posto all'altro. E' più facile che sia questa guida a indicarti qualche apprezzabile novità o cambiamento, e a dartene un'analisi attendibile, che non quella basata sulla quantità delle opinioni che per un locale nuovo e ancora "da scoprire" sono di norma assai scarse. Fuor di metafora, Faidutti per questioni professonali tiene d'occhio le nuove uscite e le riedizioni di giochi da tavolo: fa il mestiere della nostra guida, non dell'altra, ed è un mestiere che apprezzo.

Un esempio utile mi pare quello della Wikipedia. Gli appassionati di giochi hanno espresso il loro sapere sui giochi con carta e matitra qua:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_di_carta_e_matita
Ci sono otto giochi in tutto. E' una delle pagine migliori sul tema: se vai a vedere la versione inglese della stessa pagina, ce ne sono otto anche lì (curiosità... non sono gli stessi otto), ma la pagina ungherese ne ha solo quattro, quella ebraica non lo capisco ma non tanti, quella francese nessuno... A me, da appassionato che ha cercato di approfondire il tema, è capitato di pubblicare un libro intitolato "101 giochi con carta e matita". Centouno a otto non è una differenza da poco. Eppure non credo di aver fatto nulla di eccezionale o titanico. Credo che chiunque abbia voglia di approfondire un tema del genere, documentarsi, studiare, analizzare, finisca rapidamente per saperne molto di più di quanto emerge dalla Wikipedia, che è la classica espressione di ciò che sa "la gente". Se poi in mezzo "alla gente" c'è qualcuno in gamba che ha voglia di fare un passo avanti rispetto agli altri... ottimo, lo faccia e sarà un bene per tutti! Ma se il passo avanti non lo fa, il fatto che sia più esperto e in gamba degli altri non servirà a noi. E se quel passo lo farà, lui non sarà più in mezzo alla gente.

Grazie per la bella discussione. Mi fermo qua, che come sproloquio mi sembra già assai lungo e contorto.

Buon Primo Maggio!

Andrea
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Messaggioda polloviparo » 1 mag 2008, 11:56

Grazie per la bella discussione. Mi fermo qua, che come sproloquio mi sembra già assai lungo e contorto.


Ci tengo anch'io a ringraziarti personalmente per i tuoi interventi, dai toni corretti e molto interessanti nei contenuti.

E' un piacere dibattere con una persona come te.

Anche se i nostri punti di vista in alcuni punti divergono, non posso negare il piacere di un confronto costruttivo.

Spero che tu non prenda gli esempi che ho portato come "attacchi" personali in quanto il mio vuole essere un discorso in ambito generale e l'esempio del film danese l'ho riportato poichè da te citato e non per darti dello snob.

Anzi sai cosa ti dico, questa discussione mi ha messo una grande voglia di sfidarti ad un tavolo, magari in un futuro prossimo ad una Con ce ne sarà occasione. ;)

Con questo ti auguro anch'io di passare un buonissimo primo maggio !

Ciao
Alessandro
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Messaggioda Angiolillo » 1 mag 2008, 12:04

Nulla è stato preso sul piano personale! ;)

Da un po' di tempo si parla di una gita al Museo Baracca di Lugo per giocare qualche gioco di biplani fra i biplani veri... è la cosa più prossima a Forlì che mi viene in mente. Se va in porto ti avverto! Il 24 maggio sono a Bologna a giocare con carta e penna in qualche manifestazione... ma quella è Emilia, non Romagna, e la distanza è lunga.

Ciao e grazie ancora!

Andrea
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Messaggioda Raistlin » 1 mag 2008, 18:35

polloviparo ha scritto:Ovvero la consapevolezza che i n giro ci siano sempre più persone propense alla critica, sempre alla ricerca del difetto.

Sempre più guru, esperti, onniscenti pronti ad emettere giudizi negativi e incapaci di assaporare le piccole cose, anche le più semplici...


Condivido appieno questo pensiero. Si dice che crescendo aumenti la maturità, ma di sicuro a discapito dell'umiltà tipica della fanciullezza. Molto, molto triste.

polloviparo ha scritto:Personalmente ho già vissuto la cosa nel mondo dei videogames. I giocatori di "vecchia data" si sentono in qualche modo privati del loro mondo esclusivo ora che è divenuto un fenomeno di massa.
Criticano all'inverosimile i "giocatori recenti": "Ah mai lui gioca solo perchè va di moda.. lui non sa cosa significa giocare con uno Zx spectrum e poi non conosce i tempi di caricamento di un commodore 64, quindi non può apprezzare Crysis..."
Beh, probabilmente se il videogames non fosse divenuto un fenomeno di massa le aziende non avrebbero investito le stesse quantità di denaro e i giochi non avrebbero seguito lo stesso sviluppo e non avrebbero la qualità cui oggi siamo abituati.


Premetto di aver seguito questa valida discussione con un crescendo di interesse letteralmente esponenziale e mi rendo conto che forse non vi sarebbe altro da aggiungere dopo gli ultimi, eccellenti interventi. Però mi sono sentito tratto in causa dall'affermazione riportata qui sopra. Ovviamente con 'tratto in causa' intendo in modo tranquillo, costruttivo e pacato e non come attaccato personalmente, ci tengo a precisarlo. Semplicemente quanto riportato mi ha fatto riflettere e spinto ad intervenire per esternare un'opinione su quella passione (quella dei videogiochi) che ritengo essere stata superiore - per durata ed intensità, almeno per ora - a quella del mondo dei giochi da tavolo.

E' vero, credo di poter annoverare me stesso tra quei giocatori 'di vecchia data' cui tu fai riferimento e spessissimo mi ritrovo molto critico con i videogiochi moderni. Di certo tutto ciò non per assurgere al titolo di 'saccente' o 'guru' di cui sopra, in quanto se mi sentissi etichettato come tale ammetterei senza remore di aver fallito su almeno un fronte nella mia vita :)
Tralasciando eventuali probabili affettività legate al periodo di tempo riguardante la mia adolescenza, affettività che spesso mi sono accorto abbiano amplificato la reale qualità di un qualcosa, sento che tale mio modo (critico) di pormi non sia dovuto al fatto che il videogame sia divenuto fenomeno di massa (non mi sento affatto 'privato di un qualcosa di esclusivo'.. sarebbe stolto sentirsi tali a mio avviso; sinceramente sono un convinto sostenitore del 'condividere' il più possibile le esperienze positive in modo da far sì che altri possano provare quelle stesse sensazioni che in me hanno causato emozioni), ma piuttosto al fatto che l'esserlo divenuto abbia abbassato notevolmente la qualità generale dei prodotti videoludici. Vedo davvero troppe persone intorno a me esaltarsi di fronte all'ultimo acquisto per questo o quell'effetto grafico/speciale - sicuramente magari molto scenico, per carità -, piuttosto che soffermarsi sulle reali potenziali giocabilità/originalità/longevita, parametri questi che io considero ben superiori a qualunque trovata tecnologica. Il videogioco per me non è solo tecnologia (ma forse dovrei scrivere 'non è stato'...). E quindi mi ritrovo a pensare 'Magari le società NON avessero investito così tanto in un tale mercato!', poichè la qualità che tu citi io personalmente non la vedo proprio al giorno d'oggi nel mondo dei videogiochi, tolta qualche rarissima eccezione. Personalmente ritengo sussista un abisso tra l'epoca dei 16-bit (a mio avviso l'epoca d'oro, l'apice raggiunto dal genere) e l'attuale qualità videoludica.

Tutto ciò è sicuramente OT, ma ritengo sia possibile scorgere un'analogia con il mondo dei giochi da tavolo, nel senso che sempre più quest'ultimo sembra percorrere PERICOLOSAMENTE una strada analoga, secondo me. Credo infatti che se i nostri beneamati boardgames divenissero un fenomeno di massa ancor più elevato, noteremmo un terribile abbassamento su molteplici fronti della qualità generale in essi profusa - e se proprio devo dirla tutta e sempre secondo me - già questo dannato processo è in atto, primo, lento passo verso la loro rovina.
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Messaggioda genluvi » 2 mag 2008, 11:57

Penso che il fenomeno sia una reazione, più che comprensibile, ad una paura. Il mondo tende a proporre cose sempre più semplificate, dove ciò che conta è l'apparenza e se si scava un po' in profondità non rimane che il vuoto, la noia e la ripetitività. I processi creativi veri sono spesso nascosti, ed è per questo che tante volte si reputono itenditori proprio quelli che tirano fuori dal cappello le cose meno conosciute (che non significa siano per forza delle buone cose). Questo perchè le cose superficiali e spettacolari sono vendibili più in fretta. Forse le persone più sensibili hanno paura si essere trascinate nel vortice e di non riconoscere più ciò che vale da ciò che non vale. Per questo si chiudono in quello che son certi abbia una certa profondità. Non è un male la diffusione delle conoscenze, dell’arte, dei giochi, della musica…lo è la loro commercializzazione. Personalmente mi lascio suggestionare spesso anche da musiche, film o giochini che si lasciano nel cassetto dopo poco, ma tengo presente la differenza. Chissà, magari inaspettatamente scopro che qualcosa che ritenevo banale, invece non lo è più di tanto.
La via [...] mi piaceva, ma mi era ancora spiacevole passare per le sue strettoie.
- S. Agostino, Le Confessioni -
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