Svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria

Messaggioda liga » 19 nov 2011, 19:41

Quante volte vi siete incamminati lungo Vicolo Corto e Vicolo Stretto, sfrecciando poi davanti ai blu per svoltare a destra lungo Via Accademia e ancora a destra dopo il posteggio gratuito dritti fino a Piazza Giulio Cesare per poi passare davanti alla prigione ed imboccar la lussuosa via che porta fino al Parco della Vittoria e poi ancora a destra … e Via … e così, sempre le stesse strade, sempre lo stesso gioco da quando siete nati. Il gioco che giocava vostro papà e forse anche vostro nonno… che noia! Non voglio più pescare imprevisti e probabilità! Non voglio dover distruggere le armate rosse o decidere quale è il terzo continente da conquistare dopo l’Europa e l’Oceania. Non mi interessa sapere se Mr. Purple ha usato il candelabro nella cucina sapendo che tanto alla fine vince sempre chi ottiene i tiri di dado migliori. Non sono bravo a disegnare, non voglio rispondere a quiz da trasmissione televisiva e voglio poter parlare usando tutte le parole del vocabolario. Non esistono altri giochi da tavolo ? Mi tocca per forza comprare una consolle per fare qualcosa di nuovo ?

Monopoli è del 1935, Cluedo del 1948 e Risiko del 1959.

il resto dell'articolo, se vi interessa, lo trovate su www.ludologo.com

Cosa ne pensate ? Secondo voi come si può fare ad uscire dalla nostra comoda, grande e divertente nicchia ? Ha senso voler uscire ?

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Messaggioda Gurgugnao » 19 nov 2011, 20:39

Bravo Liga, avrei voluto scrivere io quelle parole ;)

Le condivido e le direi a chi mi chiede consiglio su che gioco giocare o se si ponesse la domanda fatidica: "Ma non ci sono altri giochi?"

Non le direi invece a qualcuno che mi propone di giocare a biliardo, andare al cinema, suonare, andare a ballare, giocare a videogiochi, andare a teatro, al museo, ad un concerto, a fare una scampagnata, a bere qualcosa.

Quel che voglio dire è che alle volte, presi da un hobby, si vorrebbe urlare al mondo quanto questo sia bello e vasto ed interessante, ma ci sono modi, momenti e persone con cui farlo. Troppo spesso vedo le persone più imporre qualcosa, più ergersi ad esseri superiori piuttosto che avere gioia di misurarsi con le altrui esperienze.

Il mondo è bello perchè è vario insomma, e ben vengano gli infiniti interessi di cui si circondano tutti quanti.

Ecco, io credo che per una crescita sana del settore nel nostro Paese, debbano iniziare per primi gli appassionati (e solo successivamente gli operatori del settore) a non sentirsi e non sembrare una nicchia! Ma questo vale per qualsiasi campo: a me sembra sempre più spesso di trovare spocchiosi saccenti portatori di cultura per questo o quell'argomento e, sempre con meno frequenza, persone aperte alle novità che starebbero bene in qualsiasi situazione li si possa mettere.

Anzi, qui in questo hobby soprattutto: ricordarsi sempre che si propone un gioco, di giocare. Non un insieme di conoscenze e competenze da mettere in mostra.

Forse non riesco bene a spiegarmi e ad inquadrare il concetto, forse sembro un po' duro ed esagerato pure... ma vi assicuro che ne vedo e leggo tante!

Sto diventando decisamente intransigente verso i nerd e la "cultura" di cui si fanno portatori :roll:
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Messaggioda liga » 20 nov 2011, 23:43

Concordo ... gli esempi presi da altri campi delle cultura erano per mostrare l'anomalia del mondo del gioco da tavolo ... in cui tengono banco prodotti ormai datati e superati che possono essere anche divertenti ma non devono essere l'unico gioco ...

Se uno non gioca più coi giochi da tavolo può avere 1000 buone ragioni ... ma se la ragione è che si è stancato di giocare a Monopoli o Risiko allora c'è qualcosa che non va ...

Anche il FILM più bello (per te) non lo guardi certo 10 volte l'anno e non è comunque l'unico film che guardi ... e quando ti stanchi di guardarlo non smetti di guardare FILM ma cerchi un altro FILM ... stessa cosa per le canzoni ... per i giochi, a livello di massa, succede poco ... perché ?

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Messaggioda Jehuty » 21 nov 2011, 1:48

liga ha scritto:per i giochi, a livello di massa, succede poco ... perché ?


Imho, perché non ci sono al supermercato e nemmeno ci sono pubblicità per tv.

Se non c'è per tv, al giorno d'oggi, non esiste. Punto. Triste ma vero.

Nell'unico negozio che conosco della mia città, che vende bg, ha un angoletto tutto per loro, ogni volta che entro, non c'è nessuno, se non per guardare al volo le varie scatole dei Risiko o la dama/scacchi... se guardano dove guardo io, vedono scatole colorate che parlano di cose scritte in aramaico o peggio. Può piacere? Non piacerà? Bho, se non lo conosci, alla fine lo eviti :-?
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Messaggioda Gurgugnao » 21 nov 2011, 13:56

Sembra un cane che si morde la coda... è vero che la pubblicità fa nascere l'esigenza di un prodotto che in precedenza nemmeno si conosceva, ma una pubblicità del genere, se non nasce uno spontaneo fenomeno di massa, a mio parere è difficile che si faccia (ed è pure forzata).

E' vero che le aziende possono dirigere gli acquisti, ma solo se supportate da un potenziale successo di massa.

In questo caso credo che il movimento delle associazioni, delle fiere, dei siti internet come questo, sia il fenomeno di massa. Quel che si può fare è continuare a divertirci in modo naturale e sano con i giochi, perchè il divertimento credo sia dannatamente contagioso.

Non bisogna invece, sempre a mio parere, chiuderci. Quando un curioso si avvicina al sito e fa una domanda su D&D e si ritrova risposte lunghissime su come e quanto il suddetto gioco sia superato e ci siano altri giochi migliori, e (incredibile ma vero) si litiga su tali argomenti mettendo tutti i dannati puntini sulle i... si fa allontanare un curioso invece che dargli una mano a giocare. Si accentua il discorso "nicchia" e il quadro che si restituisce è di un hobby prerogativa di poche, noiose persone.

Oppure, come mi è capitato di leggere, se qualcuno chiede dell'ultima versione di monopoli... perchè "deriderlo"? Che qualcuno ci liberi poi dalle polemiche su voti e classifiche... ma che ci frega! Vuoi mettere con un appassionato racconto di una partita a quel gioco, magari avente pessima media voto su un sito internet? Davvero, le ultime che leggo sono cose che vanno contro ogni mio tentativo di comprensione. Ci prendiamo troppo sul serio e su cose che poi, a ben vedere, poco importano ai più.

Altra riflessione: ad una persona che non ha mai visto un film non proporrei il cinema espressionista tedesco (grande paolo villaggio: http://www.youtube.com/watch?v=KwJbst00ghI). Meglio: ad una persona che si vede con piacere Twilight o I soliti idioti, non andrei certo a proporre il cinema d'autore. Definireste gli ultimi films citati come prodotti "entry level"? Ma che è? Quasi a dare per scontato che si debba giocare giochi in un crescendo di complessità e impegno. La definizione "entry level" è la morte della divulgazione, giusto per fare un esempio su come alle volte parliamo dei giochi...

Teniamo poi questo paragone col cinema. Al cinema vanno certi prodotti a livello di grande pubblico, solo una piccolissima parte si guarda prodotti più impegnati. C'è forse lo stesso tipo di discorso: ha successo il cinema di genere che va di moda, non il cinema in senso ampio. E se i produttori e l'industria del cinema fanno soldi con quello, propongono quello. Così come magari si propone il "genere" monopoli o il genere "risiko" da questa parte.

Io tornando in tema, tifo per il Contagio. Un amico che mi vede impegnato con altri in una partita, fra risate, bastardate, fra mosse ragionate che riescono con grande soddisfazione... probabile che si interessi e si avvicini al tavolo. Se gli butto giù un discorso del tipo "ma tu giochi ancora a quella me**a di monopoli" suona invece più o meno come "ma tu ti guardi ancora quella me**a di Twilight" ovvero, detto in altri termini, "Non hai abbastanza cultura e buon gusto per apprezzare le cose veramente belle". Ecchebbruttacosa!

Comunque, ho allargato troppo il discorso: ben vengano gli articoli di Andrea... sono a mio parere una delle poche cose che si salva in questo mare e bisognerebbe solo prendere il buon esempio ;)
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Messaggioda pepita » 21 nov 2011, 14:43

Ecco! Si bello.
Un sacco di righe a dire cose sacrosante, che condivido in pieno.
Ma stiamo un altra volta parlando tra noi Nicchiati.
Allora do ragione a Rufio:"Io tornando in tema, tifo per il Contagio."
L'unica cosa che ci fara uscire dal ghetto sara assimilare le altre persone facendo sentir loro la febbre della nostra malattia.
Giochiamo fuori dalle solite tane che tutti vedano e si innamorino del gioco.


Alla fine è gioco, solo sano interessante complicato gioco.
Gioca e fai giocare.
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Messaggioda notfound » 21 nov 2011, 15:53

Rufio ha scritto:Non bisogna invece, sempre a mio parere, chiuderci. Quando un curioso si avvicina al sito e fa una domanda su D&D e si ritrova risposte lunghissime su come e quanto il suddetto gioco sia superato e ci siano altri giochi migliori, e (incredibile ma vero) si litiga su tali argomenti mettendo tutti i dannati puntini sulle i... si fa allontanare un curioso invece che dargli una mano a giocare. Si accentua il discorso "nicchia" e il quadro che si restituisce è di un hobby prerogativa di poche, noiose persone.

...

Se gli butto giù un discorso del tipo "ma tu giochi ancora a quella me**a di monopoli" suona invece più o meno come "ma tu ti guardi ancora quella me**a di Twilight" ovvero, detto in altri termini, "Non hai abbastanza cultura e buon gusto per apprezzare le cose veramente belle". Ecchebbruttacosa!


pepita ha scritto:Ma stiamo un altra volta parlando tra noi Nicchiati.
Allora do ragione a Rufio:"Io tornando in tema, tifo per il Contagio."
L'unica cosa che ci fara uscire dal ghetto sara assimilare le altre persone facendo sentir loro la febbre della nostra malattia.
Giochiamo fuori dalle solite tane che tutti vedano e si innamorino del gioco.


quoto questi due periodi perchè li condivido e muovo una critica nei confronti dei "giocatori navigati" che spesso si dimostrano essere intolleranti e classisti nei confronti delle altre persone che non appartengono al mondo ludico o che cercano di entrarci.
Più volte si è discusso di come noi giocatori subiamo l'etichetta di "nerd", che gli altri ci guardano come alieni, ecc., ma poi se riflettiamo attentamente non è che si faccia un granchè per dimostrare il contrario, anzi pare che si faccia di tutto per rafforzare questo ruolo e mi viene da pensare: che sia questo un flebile tentativo di rivalsa nei confronti del comune mortale che non conosce Caylus o Puerto Rico ed è fermo invece al Monopoli o al Risiko?
E l'ho vissuto per mia diretta esperienza nelle associazioni ludiche, assistendo a scene dove sono presenti gruppetti isolati di giocatori accaniti che giocano ai loro giochi preferiti in lingua tedesca (si perchè loro lo parlano perfettamente!!!) dalla durata di appena 5 ore o più con manuale di 300 pagine...allora ditemi, si parla tanto di diffusione del gioco, della cultura ludica e poi si assumono atteggiamenti "di nicchia" che poco hanno a che fare con questi bei presupposti!
Diciamo allora che sarebbe il caso di vivere questa passione in modo sano e senza vestire i panni del Professore Universitario che impartisce lezioni ai suoi sconsiderati allievi, assumendo una maggiore apertura verso l'esterno e chi ci circonda, cercando di coinvolgerlo con entusiasmo e senza farlo sentire a disagio perchè non compra giochi in austroungarico e non conosce a memoria la top ten di BGG!!!
Suvvia, che si faccia un minimo di autoanalisi e che si correggano certi atteggiamenti controproducenti che non fanno altro che far sprofondare il gioco da tavolo in discorsi puerili e così di bassa lega da renderlo spregevole agli occhi dei più.

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Messaggioda janko » 21 nov 2011, 17:22

Quindi dovrò smettere di giocare a ciò che mi piace per non sembrare più un nerd :-(
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Messaggioda Gurgugnao » 21 nov 2011, 17:30

janko ha scritto:Quindi dovrò smettere di giocare a ciò che mi piace per non sembrare più un nerd :-(


Eeeeesatto! :lol:
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Messaggioda alfredo » 21 nov 2011, 19:24

E' vero che alcune analogie con la musica e il cinema o i libri ci sono, ma è vero che ci sono anche alcune differenze fondamentali.
Perché le persone non provano nuovi giochi? provo a dire la mia:

1. lo sforzo mentale richiesto per padroneggiare un nuovo gioco che non è certamente lo stesso richiesto dall'ascolto di una canzone o la visione di un film.

2. in un gioco ci sono vincitori e perdenti e ancora ci sono molte persone che hanno difficoltà nel confrontarsi.

3. nel partecipare ad una partita di un gioco da tavolo viene chiesto ai giocatori, in una certa misura (che aumenta ad esempio nei giochi di ruolo), uno sforzo creativo che consiste nel sapere cogliere lo spirito del gioco.
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Messaggioda liga » 22 nov 2011, 1:36

Alfredo, credo che ci siano persone a cui non piace giocare giochi da tavolo, altri a cui non piace giocare in generale ... non ha senso disturbarli ... del resto c'è chi non ascolta musica, chi non legge libri e chi non guarda film.

A me spiace vedere persone che tutt'ora si avvicinano al gioco da tavolo e lo fanno con quello che hanno più vicino: monopoli, risiko, trivial, scacchi ... e qundo si sono stancati del gioco non sanno che esistono altri giochi che possono dare emozioni diversi e "cestinano" il giocare.

Ci sono videogames molto più complessi da giocare che vanno a ruba ... perchè il gioco da conolle è ormai entrato nell'immaginario comune ... è normale avere una WII o la Play e provare nuovi giochi ... il problema al massimo è trovare il gioco che ti piace, non tanto il giocare in se ...

Col gioco da tavolo questo non succede ... ma a me dispiace che non ci sia spazio per i giochi da tavolo non tanto alla TV (le campagne pubblicitarie costano) ma nelle riviste, che magari dedicano pagine alle ricette, alla critica sull'utlimo libro di un autore straniero o a sezionare una produzione cinematografica d'essai ... ma non concedono gli stessi spazi ai giochi da tavolo ... non c'è uno spazio per parlare dell'ultimo gioco di Wallace o del "giocono di natale" ... solo spazio pagato dagli editori che possono permetterselo ma nessuna rubrca che parli di giochi come di libri, cinema, musica, ricetta, problemi relazionali, diete, giardinaggio, design, architettura, macchine, biciclette, ...

Mi chiedo perchè ... a me piacerebbe essere la "mamma rosa" della situazione ... credo che un lettore di, facciamo un esempio, vanity fayr potrebbe benissimo leggere con piacere un articolo in cui si parla di Ticket to Ride o del gioco di Lupin 3rd ... ma di giochi non si parla ... perchè ?

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Messaggioda nakedape » 22 nov 2011, 4:12

liga ha scritto:ma nelle riviste, che magari dedicano pagine alle ricette, alla critica sull'utlimo libro di un autore straniero o a sezionare una produzione cinematografica d'essai ... ma non concedono gli stessi spazi ai giochi da tavolo ...


Siamo tutti orfani di Giampaolo Dossena. Quanto mi mancano i suoi articoli...

@Rufio e co.
Certo che bisogna "diffondere" il gdt. Ma costa fatica. Parliamoci chiaro e fuori dai denti. Ci sono occasioni per la divulgazione e c'è chi le fa (onore e gloria), ma non raccontiamoci che l'hard gamer si diverta allo stesso modo che in una serata tra "commilitoni" a provare l'ultimo giocone di Eklund. Io ho fatto proselitismo pro-gdr per anni, ma ora come ora lo spazio per giocare per me è davvero ristretto. Ed è l'unico hobby che pratico. Ciononostante mi sono accollato recentemente l' onere e l' onore di iniziare ai gdt un amico recentemente acquisito che proviene dal mondo del tressette e del Risiko.
Sai che fatica conciliare le serate a fare giochi gateway per non appesantire il percorso e cercare di trainarlo verso i giochi più interessanti? Un hardgamer non si costruisce in un sol giorno...
Un mondo di cialtroni, opportunisti e a volte entrambe le cose.
Ogni tanto un fiore.
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Messaggioda Tanelorn » 22 nov 2011, 9:26

ha ragione Nakedape... io fino a un paio d'anni fa provavo a portare giocatori al nostro mondo, ora sono diventato un "elitario"... la stragrande maggioranza dei giocatori che ho provato a creare ora giocano solo a cose come Arkham Horror/Betrayal at the house on the hill/Battlestar Galactica/Shadows Over Camelot: praticamente collaborativi o roba molto ambientata senza però pensare troppo (e mi schifano Caylus/Imperial/Brass e compagnia, nonostante abbiano ormai la capacità di capirli, e infatti li hanno provati). Dopo un po' mi sono stufato: già gioco una sola serata (a volte due) a settimana, usarla per fare gateway invece dei gioconi che amo dopo un po' diventa pesante, soprattutto se dopo diversi mesi i "gameizzati" vogliono giocare ancora alle cose di cui sopra. Ora quindi tendo a giocare con hard gamers (e se mi capita un novellino totale la cosa mi infastidisce pure) e mi diverto molto di più...
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Messaggioda Inuyasha » 22 nov 2011, 15:02

Tanelorn e nakedape hanno ragione!
E' vero che è giusto accontentare i nuovi giocatori per farli avvicinare all'hobby ma se poi si incaponiscono su certe categorie di gioco che non sopporti senza aver voglia di passare ad altro diventa quasi uno stress.

Ad esempio io odio Lupus in Tabula e i party games perchè in un gruppo alla fine non si giocava che a quello... e a lungo andare mi hanno scocciato.

Ci vuole una via di mezzo! Un gruppo di hard gamers di sfogo tra una divulgazione ludica e l'altra.
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Messaggioda Gurgugnao » 22 nov 2011, 15:18

Ahah, ma certo che dobbiamo giocare a quel ci piace, ci mancherebbe!
Volevo solo sottolineare come parliamo alle volte dei giochi e li "imponiamo" a chi interessato solo marginalmente.

Io, per dirne una, studio antropologia e mi piace un pacco. Ma se ogni volta che spunta un argomento di religione io stessi lì a mettere tutti i puntini sulle i sulle cose non corrette che mi vengono dette, eeee ciao! Diventerei noiosissimo! Semplicemente, accetto di parlare di religione a più livelli e se uno mi chiede così, in leggerezza, che ne penso della religione, ho anche la risposta light pronta! ;)
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