Augsburg 1520

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Augsburg 1520
Voto recensore:
6,7
Ambientazione
In Augsburg 1520 i giocatori si calano nei panni di Jackob Fugger che, grazie al suo acume per gli affari, da semplice commerciante divenne uno dei più ricchi ed influenti personaggi della storia tedesca.
Lo scopo del gioco è quello di incrementare il proprio prestigio mediante ingenti prestiti ad influenti personalità della Germania asburgica. In cambio dei prestiti, i giocatori otterranno privilegi che consentiranno loro di incrementare il proprio potere e la propria influenza.
Ciò avviene attraverso un articolato sistema ad aste, grazie al quale i giocatori potranno incrementare il proprio livello in tre distinte categorie di potere: reddito economico (che determina la quantità di Fiorini acquisibili di turno in turno), titoli nobiliari (che garantiscono l’acquisizione dei Punti Prestigio), e incarichi politici (che determinano la quantità massima di carte acquistabili)

Il Gioco
Ogni round si articola in due fasi: una prima fase, detta delle Visite, nella quale i giocatori tenteranno di ottenere i favori dei nobili utilizzando le loro carte “Pagherò”; e una seconda fase nella quale incasseranno i guadagni, otterranno Punti Prestigio e acquisteranno nuove carte “Pagherò”.

Le carte “Pagherò” raffigurano una delle cinque personalità politicamente influenti nella Germania del periodo (Filippo, Luisa, Leo, Maria e Massimiliano d’Asburgo), più un certo numero di carte Jolly. Per ogni personalità ci sono 17 carte, ognuna con un valore d’influenza variabile da 1 a 17. Sul dorso di ogni carta è riportato il suo valore in Fiorini: cifra che dovrà essere sborsata nella fase di acquisto per aggiungere la carta alla proprio mano.

Per ogni nobile viene indetta un asta nella quale i giocatori offriranno un certo numero di carte. Queste dovranno necessariamente raffigurare il nobile in questione più, eventualmente, una o più carte Jolly. Chi offre più carte vince l’asta ed ottiene il favore. A parità di carte offerte, vince colui che ha la carta con il valore d’influenza più alto.

Vincere un favore comporta la possibilità, di scegliere una delle cinque carte Privilegio preventivamente mostrate scoperte all’inizio del round. Ogni carta mostra tre diversi tipi di vantaggi, dei quali soltanto due potranno essere scelti dal giocatore. Questi possono comprendere:
- l’immediato guadagno di 500 Fiorini;
- l’immediato guadagno di un certo numero di Punti Prestigio;
- l’immediata acquisizione di 2 carte Pagherò, scartandone una dalla propria mano
- l’avanzamento di livello in una delle tre sfere di influenza (Borsa, Titoli nobiliari, Incarichi politici) o, se ne abbiamo i requisiti, l’acquisizione di una tessera speciale.

Ad arricchire questa struttura di gioco intervengono due elementi importanti:
1) Risorse limitate. Ad ogni livello di potere corrisponde un certo numero di tessere ma, sfortunatamente per i giocatori, queste sono in numero insufficiente per soddisfare tutti. Quando la disponibilità di tessere finisce, i giocatori dovranno letteralmente “rubarsi” i livelli vicendevolmente.
2) Soglia di sbarramento. Vi sono due soglie oltre le quali, senza determinati requisiti, i giocatori non potranno più guadagnare punti prestigio. Per superare il primo sbarramento è necessaria la costruzione della Chiesa, per il secondo sbarramento occorre la Cattedrale. Costruire questi edifici non è del tutto immediato: oltre a vincere il privilegio corrispondente (Incarichi politici) è necessario sborsare una certa quantità di fiorini, oppure essere muniti della tessera speciale “Architetto”.

Al termine dell’ultimo round vince chi ha raggiunto il maggior numero di punti prestigio.

Conclusioni
Nonostante le aste siano meccaniche ampiamente sfruttate in molti altri titoli precedenti, in Augsburg 1520 sono articolate in maniera piuttosto originale: ciò scongiura un antipatico effetto “déjà vu”. Le possibilità di scelta e le opportunità strategiche sono ampie e diversificate. Il sistema di potenziamento con risorse limitate stimola la competizione e l’interazione tra i giocatori sebbene, generando una sorta di “sciacallaggio” reciproco, potrebbe infastidire alcuni giocatori “poco sportivi”. La componente fortuna, introdotta dalla presenza delle carte, è tutto sommato moderata e assai gestibile.

Nonostante gli indubbi aspetti positivi, Ausburg non è però un titolo esente da difetti. Tra i più importanti vi è l’esiguo numero di carte Pagherò che può comportare l’esaurimento totale del mazzo e quindi l’impossibilità, da parte di uno o più giocatori, di acquistare carte. Questo difetto, seppur raro, si presenta soprattutto in partite giocate con il massimo numero di giocatori e/o con la tendenza da parte di questi ad una “capitalizzazione” delle carte.

Altro possibile difetto è la Soglia di Sbarramento. Se l’idea è di per sé lodevole, in quanto aumenta la competizione tra i giocatori, dall’altra può provocare colli di bottiglia irritanti.

In definitiva, Ausburg 1520 è un titolo interessante ma “particolare”, i cui difetti non del tutto trascurabili mi obbligano a consigliarne l’acquisto solo agli appassionati d’aste o, comunque, almeno dopo qualche partita di prova.
Pro:
Elevata interazione tra i giocatori.
Nonostante le meccaniche già ampiamente sfruttate, il gioco riesce a mantenere una certa originalità.
Contro:
Il numero delle carte è piuttosto limitato e, giocando con il massimo numero di giocatori, può capitare che il mazzo si esaurisco del tutto, lasciando uno o più giocatori senza la possibilità di acquistare carte.
L’idea della soglia di sbarramento può provocare fastidiosi colli di bottiglia.