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Voto recensore:
6,7
Premessa:Il Gioco delle Carriere è uno di quei giochi che mi hanno accompagnato nell'infanzia (anni 70...!) e che non dimenticherò mai. La recensione sarà dunque influenzata da questo bel ricordo.

Lo scopo del gioco è di raggiugere i propri obbiettivi ("nella vita") rappresentati da Soldi, Fama e Felicità.
Ogni giocatore, ad inizio partita, decide quali sono i propri obbiettivi specificando un valore numerico per ognuno dei tre campi di conquista. Il valore totale dovrà essere esattamente 60. Dunque, per esempio, un giocatore deciderà che il suo obbiettivo sarà quello di raggiungere 30 punti denaro (Rappresentati dal segno del dollaro), 20 di Fama (Stelle) e 10 di Felicità (Cuori). Un altro deciderà che il denaro è tutto tutto nella vita e segnerà 60$, 0S, 0C. Un altro, magari, punterà tutto su Fama e Felicità (0$, 30S, 30C). E così via.

Una volta stabiliti gli obbiettivi si inizierà a girare per un tabellone, attraverso il meccanismo classico dei vari Monopoli e compagnia bella, acquisendo i punti che avvicineranno all'obbiettivo prefissato. Il tabellone presenta caselle di vario tipo, le più importanti delle quali sono gli ingressi alle varie Carriere: la carriera Universitaria, quella nell'agricoltura, negli affari, nella politica, come star di Hollywood, persino come marinaio, cercatore di uranio o astronauta.

Ogni carriera permetterà di accumulare (e a volte perdere) più o meno Denaro, Fama o Felicità attraverso mini-percorsi che deviano dal percorso pricipale del tabellone. Intraprendere la carriera politica, per esempio, permetterà di acquisire Fama e un po' di Denaro; il marinaio acquisirà molti Cuori ("una donna in ogni porto" ); il cercatore d'uranio potrà diventare ricco (ma attenti ai rischi); l'astronauta (se non incontra asteroidi o altri accidenti) avrà soldi, fama e felicità, e così via. Durante il gioco, come nella vita, si possono intraprendere più carriere.

Le carte "Occasioni" rappresentano quelle... occasioni (appunto) che di tanto in tanto capitano nella vita e che permettono di intraprendere più agevomente una carriera e di fare, conseguentemente, Esperienza (rappresentata da apposite carte Esperienze).

Anche in Carriere ci sono, come nel Monopoli, le classiche caselle che ti mandano (anziché in Prigione) alla Panchina o in Vacanza (ce n'è bisogno di tanto in tanto) dalle cui caselle si potrà uscire solo attraverso punteggi di dadi specifici o pagando.


Giudizio
Insomma: il classico gioco da tavolo dei vecchi tempi, pre-giochi-di-ruolo, pre-Carcassonne-Siena-PuertoRico e via di seguito, ma molto più vario e divertente, a mio avviso, di Monopoli. Un gioco tranquillo da giocare tra amici tranquilli.
Pro:
Facile da imparare, divertente, abbastanza vario e con un buon bilanciamento tra guadagni e rischi. Ottimo anche in due.
Si può limitare l'influenza delle fortuna grazie alle carte che permettono di muoversi senza tirare i dadi (i dadi: questi maledetti!).
Un classico che non ha avuto la fortuna che meritava (non conosco nessuno che lo conosca...).
Contro:
Non c'è molta interazione tra i giocatori (compravendite limitate a sporadici scambi di carte).
Se giocate solo a Puerto Rico o Coloni di Catan, lasciate perdere.
La fortuna, per quanto possa essere tenuta un po' a bada (vedi "Pregi"), conta comunque troppo per gli standard a cui sono abituati i giocatori dei boardgames più recenti. Ma Carriere si ispira alla vita, e nella vita la fortuna conta, eccome...!