Cleopatra and the Society of Architects

Voto recensore: 
7,2

Cleopatra ha offerto una ricompensa all’architetto che sarà in grado di costruirle il palazzo più elegante. La promessa di tanta ricchezza ha attirato gli architetti più grandi e famosi, scatenando così un’accanita competizione tra i membri della Società degli Architetti.
Ma qualcuno sta già tramando... Voci parlano di incontri notturni clandestini e rituali proibiti. Amuleti e geroglifici in onore di Sobek, il Dio Coccodrillo, stanno comparendo in strani posti all’interno della nuova costruzione. Sarai in grado di diventare l’Architetto più celebre di tutto il Regno, ricevendo la ricompensa promessa dalla Regina? Oppure la tentazione ti condurrà a stipulare un nefasto patto con gli adoratori corrotti di Sobek, facendoti finire nello stomaco dell’animale preferito di Cleopatra?

Lo scopo del gioco è quello di diventare il più ricco Architetto di Cleopatra, costruendo le parti più belle e preziose del suo Palazzo, evitando di finire in pasto al suo coccodrillo preferito.

Le materie necessarie per la costruzione del palazzo formano un mazzo (mercato).
Le prime tre carte vengono disposte sul tavolo a formare tre bancarelle. Qui si ha la prima particolarità del gioco (un’altra è data dall’utilizzo della confezione quale parte dell’edificio). La preparazione iniziale del mazzo prevede la sua suddivisione in due parti: una a faccia scoperta e l’altra coperta. Successivamente i due mazzi così disposti, vengono riuniti e mischiati assieme.

In tal modo si ottiene un mazzo composto da carte scoperte e coperte. A questo punto l’orientamento deve rimanere inalterato. I giocatori hanno due possibilità: Pescare carte dalle bancarelle del mercato, oppure recarsi alla Cava e costruire parti del palazzo.

Nel primo caso bisogna sempre osservare il limite delle dieci carte in mano, rischiando l’acquisizione di tessere corruzione qualora si superi questo numero.
Di fatto è permesso liberarsi delle carte in eccesso al costo di un tassello corruzione o di tenerle tutte al costo di un tassello corruzione per ogni carta in eccesso alle dieci consentite. Questo fa si che ad un certo punto la scelta di costruire sia quasi obbligata. Se si decide di recarsi al mercato, si sceglie una bancarella, si prendono tutte le carte ivi presenti, si tengono quelle che si reputano opportune (nell’osservanza di quanto sopra), infine si rimpiazza ogni bancarella aggiungendo una carta.

La fase costruzione, invece, prevede lo scartare le carte accumulate dando luogo alle combinazioni richieste. Tutte le combinazioni prevedono l’impiego di diverse materie (marmo, legno, pietra, lapislazzuli) e di uno o più artigiani.
Esistono anche tre tessere “mercanti del Nilo” che fungono da Jolly e che offrono comunque 3 talenti se non utilizzate alla fine della partita (praticamente l’equivalente delle stazioni in Ticket to Ride).
Tra le carte, ve ne sono alcune “corrotte”. Queste offrono degli ulteriori vantaggi al giocatore o comunque hanno un valore doppio se si tratta di materie.
In entrambi i casi il loro utilizzo comporta l’acquisizione di tessere corruzione.
La costruzione delle parti dell’edificio permette di guadagnare talenti e comporta il tiro dei dadi del grande sacerdote. Si tratta di cinque dadi con tutte le facce bianche a meno di una, che mostra una croce egizia.

Una volta totalizzate cinque croci, si procederà con l’offerta al sommo sacerdote.
I giocatori dovranno offrire in segreto un numero di talenti fra quelli in loro possesso.
Il miglior offerente avrà la possibilità di sbarazzarsi di tre segnalini corruzione. Gli altri ne guadagneranno invece rispettivamente uno, due, tre o quattro (a seconda delle loro offerte).
Le parti dell’edificio sono raggruppabili in categorie: trono e piedistallo, mosaici degli dei, sfingi, obelischi, colonnati, e montanti della porta d’ingresso principale.
Queste hanno ovviamente un diverso valore, direttamente proporzionale alla difficoltà di costruzione (richiesta di più carte).

I mosaici degli dei permettono di creare, inoltre, spazi che vengono definiti santuari, all’interno dei quali un giocatore può posizionare una delle due statuette di Anubis in suo possesso, acquisendo la possibilità di liberarsi di alcune tessere corruzione.
Ogni volta che una di queste categorie viene completata (cioè si costruiscono tutti i pezzi che la compongono) Cleopatra avanza di uno spazio verso l’ingresso. Completate cinque di queste sei categorie, la partita ha termine. A questo punto i giocatori prendono un ulteriore segnalino corruzione per ogni carta corrotta ancora in mano.

Il possessore del maggior numero di tessere corruzione viene dato in pasto al coccodrillo di Cleopatra e quindi non può concorrere per la vittoria. Fra i giocatori “sopravvissuti” quello con il maggior numero di talenti si aggiudica la vittoria.

Ma passiamo ora alla recensione vera e propria.
La prima cosa che colpisce, entrando in contatto con la scatola, è l'enorme peso. Una volta tolto il cellophane, sembra quasi voler esplodere, tanto è il materiale contenuto all'interno. E che materiale !!! La cava è fantastica. Obelischi, sfingi, colonne, tutti riprodotti con bellissimi modellini in plastica.

D'altronde, penso sia ormai innegabile, che in quanto a qualità del materiale, la Days of Wonder sappia il fatto suo.

Ma torniamo al gioco. All'inizio si ha quasi la sensazione che l'autore abbia scopiazzato un po' a destra e a manca utilizzando meccaniche già viste e riviste in altri titoli. Il raccogliere materie per la costruzione di parti dell'edificio, porta all'inevitabile confronto con i "Coloni di Catan". La possibilità di interazione per richiedere ed eventualmente accettare merci da altri in questo caso è vincolata all'utilizzo della carta “Messo”.

Tant'è vero che la battuta non è tardata ad arrivare: "Scusa mi daresti una pecora... volevo dire un marmo..." Il "prendi le carte o costruisci pezzi", tanto non si discosta dal "prendi le carte o metti giù una linea" di Ticket to Ride, tanto per "giocare in casa". I mosaici sembrano invece provenire direttamente da Blokus. L’offerta al sommo sacerdote ricorda Amun Re di Knizia. Vedendo l’utilizzo della scatola quale “componente di gioco” qualcuno potrebbe gridare: “Ah come Niagara !!!”, ma voi ignoratelo.

Giudizio negativo quindi ? No, l'esatto contrario. Il tutto è sapientemente "amalgamato", il regolamento scorre via "fluido", senza intoppi. Il gioco, anche se una volta posizionato il materiale sul tavolo può incutere timore, si dimostra semplice e adatto sia al giocatore occasionale. sia alle famiglie. La partita è durata circa 90 min., contrariamente ai 60 indicati sulla confezione, ma tenuto conto del tempo speso nella spiegazione del regolamento e del fattore "primo approccio" penso che la durata indicata sulla scatola sia corretta. Sin dai primi turni, ci si rende conto di come, se pur animati dai più buoni propositi, sia inevitabile accumulare i segnalini corruzione, con il rischio di finire in pasto al coccodrillo preferito di Cleopatra.

Si concretizza anche quanto sia difficile liberarsi delle tessere corruzione una volta acquisite. Gli unici strumenti a tale fine sono: i santuari, l’offerta al sommo sacerdote, o il concedere una carta ad un giocatore che ne ha fatta richiesta mediante l’utilizzo della carta “Messo”.
I Talenti sono divisi in diversi tagli, ma è preferibile utilizzare tessere di taglio piccolo che non il contrario, altrimenti in caso di offerta al sommo sacerdote ci si ritrova con le mani legate e un cambio valuta in quel preciso momento non sarebbe esente dal destare sospetti.
Le tessere corruzione hanno ovviato l’esigenza dell’ormai usuale “percorso segnapunti”.
Tra le carte personaggio corrotte ho trovato che solo alcune siano effettivamente utili.
Il contrabbandiere che permette di tenere in mano più di dieci carte e lo scriba per cambiare il risultato di un dado senza costi o scegliere il pezzo del mosaico.

Le altre le vedo di difficile impiego. Il mendicante permette di portare via agli altri giocatori due talenti o carte ma al costo di ben due tessere corruzione. Tramite il messo permetteresti loro addirittura di liberarsi di tessere facendotene carico. Per non parlare del Visir. Si pescano cinque carte dal mazzo e si prende un amuleto corruzione per ogni carta che si decide di tenere. Non se ne sente veramente l’esigenza con le bancarelle a disposizione. Tanto vale rischiare pescando carte da una di queste, anche se coperte.

Com’è finita la partita? Chi è stato divorato dal coccodrillo? Rullo di tamburi, squillino le trombe… and the winner is…. ebbene sì, lo ammetto, faccio outing… sono stato io. Come se non bastasse ero anche quello che aveva meno Talenti di tutti (43 per l’esattezza…). Umiliazione totale. Gli altri abbastanza equilibrati in un range compreso fra i 55 ed i 61 Talenti

Nonostante la sconfitta è innegabile che il gioco non abbia mancato l’obiettivo: divertire.
Unanime il giudizio favorevole, sottolineato da frasi del tipo: “Questo sarà il prossimo gioco che compreremo!” Promosso!

Pro: 

Qualità dei materiali straordinaria.
Raccoglie al suo interno spunti da diversi giochi in un sapiente mix di divertimento.

Contro: 

Alcuni potrebbero criticare la mancanza di originalità.