Dragonriders

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Voto recensore:
6,5
Nei panni di maghi a cavallo dei propri draghi, in Dragonriders i giocatori si sfidano in una corsa su circuiti ogni volta differenti, dove è possibile ogni genere di scorrettezza e tiro mancino: dal lancio di palle di fuoco agli avversari, all'uso di magie che permettono di volare più o meno velocemente, fino allo speronamento dei draghi altrui. Una volta partita la gara, tutto ciò che bisogna fare è cercare di stare in testa ed evitare i colpi degli avversari che possono debilitare il proprio drago, cercando allo stesso tempo di recuperare quando possibile le energie magiche ed i preziosi incantesimi che possono servire nel corso della sfida. Il primo mago che taglia il traguardo è il vincitore.

Una volta creato il percorso di gara, che grazie alle numerose tessere può essere più o meno lungo e difficoltoso, i giocatori prendono ciascuno un drago ed un disco velocità, quindi estraggono a sorte una carta Avolatio che stabilisce l'ordine di partenza, la velocità e la dotazione iniziale. Il primo giocatore sarà quindi il più veloce all'inizio, ma avrà meno carte Magia e meno pedine Energia magica (che sono sostanzialmente i punti di danno che si possono subire) degli altri. Una volta determinato l'ordine di partenza, la partita ha inizio con una prima fase di volo in cui ognuno muove secondo la propria velocità iniziale.

In ogni turno, i giocatori devono come prima cosa selezionare contemporaneamente ed in segreto sul proprio disco la velocità a cui desiderano volare, che può variare in aumento o diminuzione fino a 300 punti (da un minimo di 100 ad un massimo di 800), e scelgono se giocheranno una carta Magia che viene eventualmente messa coperta sotto il disco. A questo punto, ognuno effettua il proprio turno a partire da chi conduce la corsa, rivelando il proprio disco velocità e l'eventuale magia scelta. Il volo è regolato come nei giochi di miniature da una serie di righelli differenti, uno per ciascun valore di velocità selezionabile sui dischi. Il righello viene posizionato in modo da aderire alla base esagonale del drago, quindi può essere ruotato fintanto che il tipo di incastro lo consente fino a trovare il percorso di volo finale, e a quel punto si posiziona il drago dall'estremità opposta dove può ancora essere ruotato come conviene in funzione dell'incastro. Naturalmente, le velocità più elevate hanno incastri che consentono modeste rotazioni, mentre quelle più basse permettono un più ampio margine di manovrabilità del proprio drago.

Durante il volo è importante fare in modo che il percorso di volo (il righello) e la posizione finale del drago non urtino o non vadano oltre i bordi del tracciato, altrimenti si verifica una collisione che fa perdere al mago 1 o 2 punti energia riducendo inoltre la sua velocità al minimo (100). In modo analogo, possono verificarsi collisioni con altri draghi, nel qual caso i maghi colpiti vengono posizionati di lato ai bordi del tracciato (senza altre conseguenze), mentre il drago che ha causato la collisione termina il proprio movimento come previsto ma riduce la sua velocità al minimo e perde un punto di energia per ogni collisione causata. Il fatto che ovviamente non è consentito fare misurazioni in anticipo rende difficile e strategica la scelta della propria velocità, che deve tener conto delle possibili traiettorie di volo di chi precede, oltre che della sagoma del tracciato.

Oltre a queste situazioni, lungo il percorso è possibile volare in modo da toccare delle locazioni particolari che consentono al giocatore di pescare nuove carte Magia o addirittura di guadagnare preziosi punti energia. Infatti, quando un giocatore perde il suo ultimo punto energia, scarta tutte le carte Magia e prende una carta Debilitatus, che riassume gli effetti negativi che subirà da quel momento in poi fino a quando non riuscirà a fermarsi in una pozza energetica: la sua velocità non potrà andare oltre 500 e non pescherà più carte Magia.

A rendere ancora più movimentato il gioco intervengono gli incantesimi che possono essere selezionati e usati dai giocatori, molti dei quali richiedono la scelta di un bersaglio che deve trovarsi entro una certa distanza che viene ancora una volta misurata con gli appositi righelli. Vi sono quindi palle di fuoco che possono far perdere energia agli avversari che precedono, lacci magici che permettono di incollarsi ad un drago più avanti in sostituzione o in aggiunta alla propria mossa, amuleti che proteggono da questi effetti, incrementi e diminuzioni di velocità più altro ancora. Particolarmente utili sono le magie che permettono di posizionare lungo il proprio percorso di volo 3 pedine Trappola Magica: queste pedine restano sul tracciato e quando un drago le tocca durante il volo causano la perdita di un numero variabile di punti energia... vere e proprie "mine" utilissime per chi voglia disfarsi di pericolosi inseguitori!
Pro:
Essendo nato dagli autori di Carcassonne e Pitch Car, non sorprende il fatto che Dragonriders sia un gioco semplice e alla portata di tutti, che si sviluppa in modo assai dinamico coinvolgendo i giocatori senza necessità di complessi ragionamenti. L'impiego dei righelli richiede un po' di attenzione, ma in fin dei conti il bello sta proprio nel saper prevedere cosa faranno gli altri e nel riuscire a valutare la velocità giusta per affrontare le varie situazioni.

Inoltre va detto che è anche un gioco abbastanza rapido, poiché anche giocando in sei dopo il primo turno le cose procedono piuttosto rapidamente, se non vi mettete a discutere su ogni cosa. La mia personale esperienza mi lascia ritenere alquanto sovradimensionato il tempo medio di 90 minuti indicato sulla scatola, che ho quindi deciso di calare a 1 ora nella scheda tecnica.
Il regolamento è chiaro e si legge in poco tempo, i componenti e la grafica sono davvero di ottima qualità e forse anche sovrabbondanti (le carte Avolatio servono solo all'inizio e potevano anche essere sostituite da una tabellina nel regolamento). La varietà di percorsi che si possono creare è più che soddisfacente, considerato anche che grazie a tre tessere "vuote" si possono generare percorsi più corti per partite più brevi.

Dragonriders sicuramente piacerà a chiunque cerchi qualcosa di originale e divertente giocabile da tutti e che non richieda particolari sforzi se non la voglia di divertirsi un po', magari sfidandosi addirittura in una sorta di campionato.
Contro:
Dragonriders va giocato con la giusta compagnia: se avete al tavolo quel tipo di amici che cavillano per ogni millimetro o per ogni infinitesimo spostamento di una miniatura, il gioco si rivelerà una continua discussione, dato che le miniature sono alquanto leggere ed è facile che nel calcolo dei movimenti qualcosa si sposti.

Va inoltre detto che il fattore fortuna è presente in almeno due punti: la pesca delle carte Magia e l'uso dei dadi per determinare l'esito di una palla di fuoco. Sebbene non sia molto probabile, un giocatore particolarmente fortunato potrebbe riuscire ad innescare quella combinazione di carte e tiri giusti che gli permetterà di vincere indipendentemente da quanto possa essere bravo nel pianificare le sue velocità e traiettorie di volo.

Dragonriders non piacerà agli amanti della simulazione, per i quali il sistema di movimento risulterà semplicistico e banale, e a coloro che cercano in un gioco maggiori spunti strategici che sono qui limitati alla scelta delle velocità giuste nelle varie situazioni.