HackMaster Basic

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Introduzione
Il gioco che mi appresto a recensire è Hackmaster, un gioco di ruolo con ambientazione fantasy prodotto dalla casa editrice americana Kenzer & Company. L’edizione che andremo a considerare è l’ultima, uscita nel 2009, nello specifico il manuale base. Hackmaster Basic è rivolto a tutti coloro che apprezzano i giochi di ruolo dove si dà enfasi all’interpretazione del proprio personaggio in un contesto di forte gioco di squadra, senza farsi mancare il supporto e il divertimento dato dal caso (ovvero dai dadi). Il manuale preso in oggetto permette già di giocare ed è perfettamente compatibile con tutte le produzioni successive della casa editrice Kenzer & Company. Si trova solo in lingue inglese; non è stato tradotto in italiano.
E’ un gioco che, nella maniera più semplice, può essere definito come “Old School”, infatti, le sue precedenti incarnazioni si rifacevano al primo, storico D&D scatola rossa e, a mio parere, la versione attuale, sembra una naturale evoluzione dello stesso, con qualche ovvia aggiunta di pregio.

Ambientazione
Come accennato nell’introduzione, le avventure sono ambientate in un mondo fantastico, che rifacendosi al fantasy classico (come quello del Signore degli Anelli), abbonda delle razze più disparate: dai nani, agli umani e gli elfi per passare alle creature malvagie come orchi e goblin e non solo. La magia è presente come anche un pantheon di divinità di vario genere, sia buone sia cattive. Questo mondo fantastico si chiama Tellene e viene descritto, con grande dettaglio, in vari manuali di ambientazione già disponibili e altri di prossima uscita, rifacendosi in specifico al continente dei Regni di Kalamar. Nel manuale base ci sono solo piccoli accenni all’ambientazione, lasciando in questo modo agli acquirenti la libertà di poter personalizzare i luoghi dove si svolgono le proprie avventure, ma allo stesso tempo non fornendo solide basi a chi le ritiene di aiuto.

Il Gioco
Come accennato sopra, si tratta di un gioco di ruolo, dove ci si deve munire di carta e penna, fantasia e una serie di dadi a 4, 6, 8, 10, 12 e 20 facce. I dadi serviranno per fare dei tiri a cui aggiungere o togliere bonus e malus utili (o di ostacolo) a superare determinate difficoltà, stabilite dalle regole o dall’Arbitro di gioco. Ci sarà quindi da una parte un Arbitro di gioco che narrerà e svilupperà una storia avventurosa e dall’altra dei giocatori che andranno a interpretare un gruppo di avventurieri coinvolti nella vicenda.

Il manuale di Hackmaster Basic contiene tutte le regole necessarie per iniziare a giocare da subito, trattandosi di un regolamento completo. Si suddivide in vari capitoli. La prima parte permette di creare le schede dei personaggi giocanti (o PG) che possono essere personalizzati con caratteristiche di vario genere; dalle lingue conosciute, alle abilità di combattimento fino ad arrivare all’età e agli equipaggiamenti posseduti. I PG possono appartenere a quattro razze distinte: umani, nani, elfi e mezz’uomini. Ci sono poi quattro professioni tra cui scegliere:
- il ladro che basa le proprie arti sulla velocità, la furbizia ed anche un pizzico di fortuna;
- il guerriero che si avvale della propria maestria nell’uso delle armi;
- il chierico che vota il proprio operato in nome di una divinità (nel manuale ne sono presenti cinque);
- il mago che con la propria intelligenza manipola le forze magiche che lo circondano.
Per la creazione dei personaggi ci sono due liste degli incantesimi, una dedicata ai chierici e ai doni che le divinità conferiscono loro e l’altra dedicata ai maghi. Poi, non meno importanti, ci sono l’Onore, valore secondo il quale i PG vengono considerati nelle loro interazioni con chi incontrano durante le loro avventure, e le Stranezze e i Difetti, che rappresentano difetti fisici e comportamentali generati casualmente.

Il manuale copre le regole per giocare personaggi dal primo al quinto livello (nei prossimi mesi uscirà il Players Handbook/Manuale del giocatore che permetterà di arrivare al ventesimo livello con notevoli aggiunte). Una seconda parte dei capitoli fa riferimento alle meccaniche generiche di gioco, con particolare attenzione alla simulazione dei combattimenti. Trattandosi di un gioco di ruolo, le meccaniche e le regole di gioco servono a simulare eventi che possono succedere anche nel mondo reale. Nel combattimento le azioni si svolgono nell’arco di secondi, cosa che permette di riprodurre egregiamente lo svolgimento degli scontri. Come nel mondo reale, ci sono persone più o meno agili e veloci e, in funzione di questo dato, i personaggi si muovono e agiscono in base alla propria velocità di reazione in secondi. Per fare un esempio, una persona che estrae una spada da un fodero è sicuramente più veloce di un’altra che deve caricare una balestra pesante. L’ultima parte è dedicata all’Arbitro di gioco, a cui sono fornite le statistiche dei mostri, dei tesori e degli oggetti magici che i personaggi possono trovare durante il corso delle loro avventure. I mostri vengono presentati in modo che si possano utilizzare facilmente e con rapidi riferimenti alle caratteristiche, che risultano necessarie da consultare durante il gioco. Anche gli oggetti magici e i tesori sono spiegati in maniera tale che siano subito facili da impiegare nel gioco.

Il sistema di combattimento non utilizza turni ma un conteggio di secondi. Tutte le azioni vengono considerate in secondi da punto zero/inizio della scena. Con lo scorrere dei secondi i partecipanti svolgono le loro azioni, per poi continuare fino alla fine dello scontro. In pratica il combattimento si svolge in ordine della rapidità che un personaggio possiede con la propria arma, cosa che messa in gioco risulta risolversi molto rapidamente, stupendo sia me sia i miei giocatori. Per fare un esempio mirato, con alcuni giochi di ruolo dove i combattimenti si svolgono a turni, abbiamo passato intere sessioni per simulare combattimenti; con questo sistema, che mantiene un ottimo livello di simulazione, servono al massimo 15 minuti di gioco per realizzare un combattimento. Per concludere, devo ammettere che non è stato subito facile abituarsi a questo modo di svolgere gli scontri, avendo in precedenza avuto a che fare con sistemi a turni, ma dopo solo 3-4 sessioni di gioco il problema è stato superato.

Per ciò che riguarda magia e incantesimi, ho trovato le regole molto belle. Un mago per ogni livello di crescita ha a disposizione un numero fisso giornaliero di “Punti Magia” con il quale lanciare gli incantesimi che conosce; questi hanno un costo di lancio come anche costi opzionali per modificarne le caratteristiche e renderli più potenti o duraturi o altro. Punto negativo del mago è che come personaggio risulta debole fino a circa il terzo livello, sia perché gli incantesimi di livello basso sono debolucci sia perché il PG mago in sé risulta essere fragile negli scontri fisici.

Considerazioni
In primo luogo, questo gdr esiste solo in inglese, e mi sento di sconsigliarlo caldamente a chi non lo comprende almeno a un livello medio. I manuali nonostante non siano presenti nei negozi, sono facilmente reperibili on-line (nei negozi e-bay in primo luogo), ma anche ordinandoli presso il proprio negoziante di fiducia, a un prezzo che si aggira sui 20 euro.

Creare un personaggio è facile e diretto e non implica grosse difficoltà, per il resto ho potuto notare che le regole sono improntate anche a dare importanza al numero. Intendo, un personaggio giocante, anche se abile e pieno di esperienza può soccombere contro un numero elevato di nemici che presi singolarmente non valgono nulla come avversari in uno scontro, mentre lo stesso “ostacolo” è superabile con un buon gioco di squadra.
Di Hackmaster Basic ho trovato molto bello il modo in cui viene enfatizzata la recitazione dei ruoli dei PG, le loro forze e le loro debolezze. Il gioco in sé non parla di super eroi, ma di persone normali (seppur “avventurose”) che attraverso il gioco di squadra e l’ingegno superano difficoltà che li portano a maturare e a guadagnarsi col tempo la propria fama. Aiutano in questo senso le meccaniche di gioco, che nel loro modo di simulare gli eventi, possono causare la morte prematura dei PG che si comportano in maniera individualista e sconsiderata.

Avendo poi potuto svolgere la funzione di Arbitro di gioco sia per il mio gruppo di giocatori che per un altro paio di gruppi che non sapevano cosa fossero i giochi di ruolo, penso sia meglio considerare due ulteriori categorie di acquirenti: chi ha già un’infarinatura di giochi di ruolo e chi non sa cosa siano. Per chi non ha un’infarinatura dei giochi di ruolo potrebbe essere un buon punto di partenza per cominciare, in particolare per le regole abbastanza semplici, però in questo caso serve un Arbitro di Gioco con una minima esperienza o che possa godere di qualche suggerimento da terzi. Per chi invece ha già un’infarinatura di giochi di ruolo, troverà in Hackmaster Basic un’evoluzione dell’Advanced D&D. Il sistema è da considerarsi, come dicevo in apertura, di tipo “old school”, incentrato sull’avventura, gli scontri e il ritrovamento di tesori, tutto immerso in una classica ambientazione fantasy.

Pro:

Belle regole di gioco per i combattimenti
Spinge i giocatori al gioco di squadra.
Longevità del gioco... grazie ai prodotti ad esso collegati.
Lo sviluppo dei personaggi giocati bene da soddisfazione.

Contro:

Non avere le regole necessarie a portare i PG fino al 20° rende il manuale incompleto e costringe a un ulteriore acquisto.
Ci sono pochi oggetti nella sezione dedicata agli acquisti dei personaggi giocanti (solo cose essenziali).
Tasso di mortalità elevato dei personaggi, soprattutto se mal giocati.