Happy Days

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L'Editrice Giochi è da sempre specializzata nella pubblicazione di giochi legati a programmi televisivi, ricordo nell'ultimo ventennio di produzione, giochi come "Il Pranzo è Servito", "Bis", fino ai moderni "L'Isola dei Famosi", "C.S.I" o "L'Eredità".

Fra questa miriade di giochi, è uscito ovviamente anche quello di Happy Days, la fortunatissima serie americana, che dopo aver avuto la sua versione ludica in america, edita da Parker Brothers, è sbarcata in Italia grazie appunto alla EG.
In quel periodo purtroppo, la maggior parte di questi giochi erano molto semplici nelle meccaniche, e rivolti ad un pubblico poco più (e in qualche caso anche poco meno!) che adolescente.

Anche questo prodotto infatti si rivolge ai più piccoli (nella scatola l'indicazione è dai 7 ai 14 anni), e di conseguenza non è niente più che un semplice tira e muovi, con qualche variante scenografica e di richiamo al telefilm.

Lo scopo del gioco è di ingraziarsi il buon vecchio Fonzie, visitando le caselle dei luoghi mitici del telefilm, come Arnold oppure il Drive In, o il Garage, e guadagnare la sua stima, indicata nel gioco in "punti d'oro".

La via primaria per guadagnare punti d'oro è quella di finire nelle caselle "fuori a zonzo", dove si possono pescare le relative carte.
Tali carte indicano una spesa, che quando effettuata in una qualsiasi delle zone divertimento, garantirà un determinato apporto di punti d'oro.
Un esempio di carta standard è "spendi 2 dollari e guadagni 1 punto d'oro"..beh io e i miei fratelli ci abbiamo giocato tanto che ormai quando in qualsiasi frase dobbiamo dire..spendo due "qualcosa", aggiungiamo sempre "e guadagno 1 punto d'oro"...ormai è entrato nello "slang"...

A queste carte possono essere aggiunte le altre carte "svegliati" che incrementano i punti guadagnati, quando giocate insieme a quelle "fuori a zonzo".
Inoltre le carte "svegliati" sono una sorta di imprevisti, e infatti fra di esse troviamo ad esempio "Vai d'accordo con Fonzie, guadagni 2 punti d'oro" oppure "Fonzie ha notato che porti calzini colorati di pessimo gusto, perdi un punto d'oro".

Quindi terminando in una delle zone divertimento (Arnold-Palestra-Drive In-Picnic-Spiaggia) si ha la possibilità di giocare una carta "fuori a zonzo", pagare il corrispettivo indicato e guadagnare i punti d'oro relativi, eventualmente maggiorati del bonus acquisito da una carta "svegliati" precedentemente pescata, e tenuta per l'occasione.

Ci sono poi caselle che fanno guadagnare dollari (ad esempio "pulisci la bicicletta di Fonzie guadagni 5 dollari"),o perdere punti d'oro, e poi le caselle "casa" e "Indianapolis".

Le caselle casa sono i punti di partenza dei 4 giocatori, e ogni giocatore, oltrepassando la propria, incassa 3 dollari e guadagna un punto d'oro (a meno che non finisca esattamente sulla casa, e in questo caso prende solo i dollari), mentre se finisce su quella di un altro giocatore deve tirare un dado e verificare le conseguenze. Se fa 1 o 2 perde un punto d'oro facendolo guadagnare al giocatore proprietario della casa corrispondente, se fa qualunque altro numero, prende una carta "svegliati".

Indianapolis è una sfida sulla distanza di 11 caselle. Quando si arriva su questa casella, bisogna scegliere un avversario, e porre i segnalini di entrambi in una zona centrale del tabellone in cui sono raffigurate le due "corsie" di Indianapolis. Partendo dal giocatore sfidato, entrambi a turno tirano il dado e cercano di arrivare per primi alla fine del percorso, senza imbattersi nelle due caselle "perdi un giro".Chi vince la sfida guadagna due punti d'oro e può posizionare il proprio segnalino dove vuole sul tabellone. Chi perde, viene posizionato dal vincitore in una delle due caselle "brutto affare" e quindi perde un punto d'oro.

Vince la partita chi arriva per primo a 16 punti d'oro.

Il gioco è molto semplice, ma quando eravamo più piccoli, io ed i miei fratelli ci divertivamo, cercando di entrare nell'atmosfera del telefilm.
C'è da dire che l'atmosfera in questione nella versione italiana è stata un po' annacquata da alcune diciture non proprio felici, e che hanno stravolto il senso che originariamente si voleva dare al gioco, cioè un gioco "cool", ad esempio:
sulla scatola in inglese c'è scritto "Fonzie's real cool game" e in italiano "Fonzie il duro dal cuore morbido"...mah!
le carte "fuori a zonzo" erano le carte "sumthin' to do" e soprattutto i punti d'oro erano i punti COOL..infatti non ho mai capito cosa volessero dire quei punti d'oro...in effetti nel gioco bisogna guadagnare la stima di Fonzie, e fare cose divertenti, evidentemente i traduttori dell'epoca non sono stati capaci di dare una adeguata traduzione al termine "cool"..magari potevano essere "punti sborone"...ma sarebbe stato troppo per "da 7 a 14 anni", quindi perché non punti "ehi!"..o semplicemente punti "Fonzie", insomma qualcosa di meno inutile di punti d'oro...qualcosa che restituisse la vera atmosfera "cool" al gioco, invece della nostra più infantile...
Pro:
La sola carta dei calzini vale il prezzo del gioco... e poi... ehi!..Fonzie è un mito!
L'atmosfera da "sogno americano anni '50" non è da buttare via.
Contro:
Beh..gioco per i più piccoli ovviamente.
La versione italiana è troppo poco "cool".
Come difetto metto anche le istruzioni scritte sul tabellone (molto in voga in quegli anni) che per me erano una seccatura enorme e spesso ti facevano rovinare il tabellone, quando magari inavvertitamente lo prendevi di peso e...op! un bello strappo!