Mice and Mystics

Giochi collegati:
Mice and Mystics
Voto recensore:
8,1

Introduzione ed ambientazione
Mice and Mystics, opera prima di Jerry Hawthorne, è un gioco per molti versi particolare, un po’ gioco da tavolo, un po’ fiaba. Leggendo l’introduzione i giocatori sono subito proiettati in un mondo fantastico in cui un gruppo di eroi, forzatamente costretti ad abbandonare la loro natura umana per prendere per sempre le sembianze di roditori, sono chiamati a difendere il loro regno da una regina malvagia che ne ha preso il controllo soggiogandone il Re. La magia quindi sposta la lotta su un altro piano: gli eroici topi, guidati dal Principe Collin, si trovano così ad affrontare nemici insoliti e terribili (ragni, ratti, blatte, centipedi, ecc.) all’interno di un castello ormai diventato molto più grande di loro!
La storia pesca a piene mani dall’immaginario fiabesco (la regina cattiva, ecc.), dal fantasy classico (il principe valoroso, il mago/mistico, la guaritrice, l’arciere, il ladro/furfante..), da note ambientazioni “topesche” (sicuramente Mouse Guard e Redwall, anche se a me ha ricordato il film d’animazione Brisby e il segreto del NIHM).

Il gioco e i suoi scenari
Mice and Mystics è un gioco da tavolo cooperativo a scenari, ambientato in un classico mondo fantasy. I giocatori guidano gli eroici topi mentre il gioco, attraverso un proprio sistema di regole, definisce il movimento e le azioni dei nemici.
Il piano di gioco è costituito da grosse tessere quadrate ben illustrate divise in piccole zone che guidano il movimento dei topi al loro interno (piastrelle, mattonelle, piani rialzati, ecc.). Su ciascuna tessera è rappresenta su una facciata il livello superiore (il castello con le sue stanze a misura d'uomo) mentre nell’altra il livello inferiore (cunicoli e corridoi al di sotto del pavimento del castello, spesso a misura di topo).

Lo storybook è composto da 11 scenari da giocare preferibilmente in sequenza. Ciascuno scenario descrive un setup generale (in particolare come disporre le tessere iniziali), le condizioni di vittoria e di sconfitta, le regole specifiche dello scenario ed eventualmente delle singole tessere, l’indicazione di quanti topi possono essere usati (i quali vengono ripartiti tra i giocatori). Per ciascuno scenario lo storybook definisce inoltre i nemici che si possono incontrare (fissi o casuali), gli oggetti che si possono trovare (fissi o casuali), ecc.

A livello narrativo, ogni scenario presenta un’ampia introduzione che ha lo scopo di creare un legame temporale con lo scenario precedente, facendo quindi immergere i giocatori nel contesto dello scenario e descrivendo l’obiettivo da perseguire. Il tutto è reso attraverso descrizioni dettagliate e dialoghi tra i vari protagonisti.
Nel corso del gioco ci saranno poi numerosi “momenti di storia” che descrivono con parti narrate e dialogate cosa sta succedendo.
Il punto di forza dal gioco sta probabilmente in questo: far sì che sia la storia a guidare le azioni dei giocatori, proponendo comunque all’interno di ogni scenario varie strade per raggiungere l’obiettivo. Alcune strade alternative spesso complicano l’impresa aggiungendo, di contro, interessanti ricompense.

Il Gioco e la sua “meccanica”
Tolto il “calore” dell’ambientazione, passo ora a descrivere la “fredda” meccanica di base.
Una volta posizionate le tessere come indicato dal manuale, vengono piazzati i topi scelti nella zona indicata della tessera di partenza. In ogni tessera compariranno i nemici che dovranno essere eliminati per poter passare alla tessera successiva attraverso l'azione di esplorazione (verso la tessera adiacente o il retro della tessera stessa).
Viene definita una sequenza di iniziativa tra topi e nemici. I nemici, fondamentalmente, muovono ed attaccano. Ad ogni attacco gli eroi lanciano dadi di difesa. Quando tocca agli eroici topi naturalmente la scelta è più ampia: è possibile quindi attaccare, cercare oggetti, recuperare (se si era storditi, ecc.), muoversi nell’acqua o su solido terreno, affrettarsi, effettuare azioni speciali, passare di livello, ecc.
Il lancio dei dadi (in attacco e in difesa) corrisponde normalmente ad un certo numero di colpi sferrati, andati a segno o parati a seconda dei risultati usciti, rappresentanti spade, archi e scudi. Una faccia del dado invece rappresenta un formaggio: se sono i nostri eroi ad ottenere come risultato “formaggio” allora accumulano segnalini formaggio sulla propria scheda, utili da spendere per ottenere vari effetti (azioni speciali descritte sulle schede dei personaggi o sulle carte abilità possedute, passare di livello, ecc.); se invece sono i nemici ad ottenere “formaggio” allora posizionano segnalini formaggio su un orologio del tabellone di controllo della storia che determina lo scorrere del tempo e l’arrivo di nuove ondate di nemici.
La variabilità delle situazioni che si determinano è altissima: si potranno quindi vedere i nostri eroi utilizzare amo e filo per arrampicarsi velocemente su un tavolo o su una libreria, attaccare con uno stuzzicadenti o uno spillo, difendersi con uno scudo fatto con un bottone, attivare un incantesimo di levitazione o lanciare un acino d’uva con una forchetta da cucina, cercare di affrettarsi per la paura che arrivi Brodie, il gatto del castello…
Insomma, per apprezzare il gioco senza dubbio è importante sapersi calare nella parte, altrimenti emergerà esclusivamente una meccanica di gioco che, anche per la sua linearità, è adatta a giocatori dai 7 anni in più ma può scontentare chi cerca in Mice and Mystics un elevato livello di sfida.

Considerazioni generali
Sicuramente la fortuna ha un peso non trascurabile sulle possibilità di successo di uno scenario, in particolare in funzione della frequenza di colpi andati a segno (con armi da corpo a corpo o da attacco a distanza) e di risultati “formaggio” (che possono in alcuni casi complicare di molto lo scenario determinando l’arrivo di ondate di nemici).
La longevità non è elevatissima. E’ pensabile rigiocare più volte gli scenari per provare strade differenti o una diversa composizione del gruppo di topi. Per il resto la longevità verrà garantita dalla espansioni che usciranno (due delle quali già annunciate).
Il regolamento è chiaro e ben illustrato ma la forte variabilità introdotta in particolare dalle carte può determinare situazioni dubbie di non immediata risoluzione.
Come molti collaborativi il gioco può soffrire del problema del leader al tavolo che suggerisce le mosse a tutti gli altri. Tutte le carte sono scoperte per cui tutti possono farsi un’idea, per sé e per gli altri, di qual è di volta in volta la scelta migliore.
Scalabilità: il gioco è normalmente giocabile in 1-4 giocatori. Ci sono però uno scenario (il nono) che coinvolge due topi più uno che cambia continuamente schieramento; uno (il secondo) in cui il 4° giocatore svolge un ruolo davvero minore; due infine (fra cui lo scontro finale con la regina crudele) che si possono giocare perfino in 6.
La dipendenza dalla lingua è elevata. La versione Raven Distribution in italiano è di imminente pubblicazione e consigliata per gustarsi al meglio i siparietti comici dei personaggi nelle parti narrative, spesso narrate ricorrendo addirittura a slang o storpiature di parole per dare più peso alla caratterizzazione dei personaggi.

Considerazioni personali
“Non andartene ancora papà” disse il piccolo Tip. “Il vento è terribile stanotte. Resta con me e raccontami una storia”. - Daz inarcò un sopracciglio. “Una storia eh? E quale storia avresti in mente?” - Tip contrasse la coda per l’agitazione. “Raccontami la storia del coraggioso Principe Collin e del Regno degli Uomini!” [...] E così Daz iniziò la storia, recitandola parola per parola con la giusta infiorettatura, proprio come gli fu raccontata da suo padre molte notti fa.

Dal mio punto di vista questo passaggio del prologo dello storybook è quello che meglio inquadra il gioco. Per me giocarlo è stato come vivere, con mio figlio, una bella storia della buonanotte. Una maniera interattiva di proiettarci insieme in un regno fantastico ed essere protagonisti di eroiche gesta a misura di topo!

Pro:

Storia avvincente, ambientazione ben resa.
Materiali di ottimo livello.
Meccanica di gioco semplice e varia.

Contro:

La longevità è buona ma non elevata.
Poche scelte tattiche in fase di combattimento.