Ora et Labora

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Ora et Labora
Voto recensore:
8,1

Dopo il (mezzo) passo falso di Merkator l’autore Uwe Rosenberg sforna un gioco che ben si affianca ai pluricelebrati Agricola e Le Havre e ne riproduce alcune dinamiche. Anche in questo caso è da segnalare l'enorme numero di playtesters.

Ambientazione
Siamo nell'alto medioevo e i giocatori sono dei capo convento che inviano il loro priore e due conversi a produrre risorse e costruire insediamenti.
Siamo nel periodo d'oro del monachesimo e non a caso "Ora et Labora" è il motto con il quale è riconosciuto l’ordine monastico dei benedettini.
Gran parte della cultura e delle tecniche agricolo/artigianali del tempo hanno potuto continuare e prosperare grazie alle diocesi, nelle quali gli abati rivestivano un ruolo politico non indifferente in secoli di debolezza amministrativa statale.
Gli estimatori di romanzi tipo “Il nome della rosa” troveranno pane per i loro denti.

Il gioco è proposto in due ambientazioni leggermente diverse: quella irlandese basata sulla birra ed il whiskey e quella francese con il pane e il vino.

Il gioco
Ogni giocatore parte con un priore, due conversi e una leggera plancia stile “Agricola” con dieci spazi (2x5), di cui tre occupati da edifici di base prestampati che permettono di produrre alcune risorse base e cinque aree dove sono presenti carte bosco e palude. Una delle azioni potrà infatti essere quella di ripulire le due aree, ottenendo legno o torba, rendendoli disponibili per l’edificazione.
E’ molto importante programmare con attenzione queste due azioni cosiddette minori per non trovarsi nelle fasi avanzate del gioco senza legno per costruire o torba come combustibile oppure, al contrario, essere senza spazi liberi quando siamo nella fase di insediamento.

Le tematiche di “Le Havre” fanno invece capolino nelle dotazioni di progetti di edifici: a inizio gioco e in quattro fasi successive verranno messi a disposizione nuovi edifici che permettono di ottenere nuovi prodotti e benefici. Molti trasformano i prodotti base: lana o carne dal bestiame, vasi dall’argilla, carbone dalla torba e così via. Altri permettono di ottenere nuove risorse; alcuni danno punti vittoria.

Molta attenzione verrà data nel gioco al posizionamento di carte "insediamento", piazzate solo in determinati turni. Sono agglomerati urbani (uguali per tutti) che valorizzano le costruzioni adiacenti ortogonalmente. Di diverso valore, dalla misera baraccopoli al prestigioso villaggio di collina, questi insediamenti hanno un costo in cibo e combustibile.

Sia gli edifici abitativi che quelli produttivi donano di base un loro valore in punti, se costruiti. Potranno però anche valorizzare o svalutare quelli adiacenti: un sontuoso castello darà nuovi punti mentre una rumorosa cava è preferibile posizionarla lontano dalle abitazioni. Le modalità per ottenere punti vittoria sono quindi tre:
- il valore in quanto tale delle costruzioni,
- il punteggio che si ottiene per le costruzioni poste ortogonalmente agli insediamenti abitativi,
- i punti donati dai manufatti, che vedremo in seguito.
Un discorso a parte va fatto per gli edifici religiosi a sfondo giallo: uno di essi (il convento) è prestampato mentre i successivi possono essere collocati solo ortogonalmente ad uno già presente sul tabellone. A fianco del convento esiste solo uno spazio libero per continuare a espandere gli edifici religiosi, pertanto se lo occupiamo con altre costruzioni non abbiamo modo di posizionare nuovi edifici a sfondo giallo e dobbiamo quindi acquistare nuovi territori, come illustrato successivamente.

Veniamo alle risorse. Le diverse costruzioni si acquisiscono pagando con risorse che i nostri sacerdoti producono: oltre a legno e torba abbiamo bestiame, argilla, pietra, grano, soldi. Ognuna di queste risorse base più un jolly sono rappresentate da un indicatore di legno posato sulla ruota della produzione. Questa la principale novità introdotta da Rosenberg. A ogni turno l’indicatore si muove di un settore aumentando la quantità di merci che si possono ottenere scegliendo questa azione; ovviamente al momento dell'azione di raccolta di una queste merci l'indicatore di legno che la rappresenta viene azzerato. Questo meccanismo permette di superare le lunghe fasi di set up che contraddistinguono ogni turno di "Agricola" e scandiscono al contempo, con un opportuno segnalatore, le fasi d’insediamento.
Le risorse utilizzano il sistema di “Le Havre” essendo rappresentate da talloncini con due facce: una col prodotto base e una con quello elaborato tramite l'utilizzo dei laboratori artigianali che saranno costruiti durante il gioco.
Alcuni prodotti di lusso: vasellame, libri, vino, reliquiari, etc, oltre che a dare essi stessi punti vittoria, se vengono opportunamente miscelati in particolari combinazioni elargiscono ulteriori abbondanti punti vittoria attraverso certi edifici.

Abbiamo poi tre religiosi da gestire, posizionandoli su nostri edifici: due conversi e l’abate; quest’ultimo ha la facoltà, se non utilizzato, di attivarsi immediatamente dopo la costruzione di un edificio, permettendo una doppia azione. Il priore permette di attivare immediatamente gli edifici appena costruiti.
Similmente a “Le Havre” gli edifici costruiti non sono di esclusiva proprietà: pagando in soldi o alcolici potremmo obbligare i religiosi degli altri giocatori a fare delle corvee per noi.

Pagando costi crescenti possiamo infine ampliare la nostra plancia con ulteriori settori pianeggianti, collinari o rivieraschi. I vari edifici possono infatti essere costruiti solo in ben determinati terreni.

Elementi di sintesi
Grafica
Ottima: all’altezza dei suoi predecessori.

Incidenza aleatoria
Totalmente inesistente il fattore fortuna: dipenderà tutto dalle vostre scelte e da quelle dei vostri avversari.

Dipendenza linguistica
Il gioco è leggermente dipendente dalla lingua. La maggior parte delle azioni permesse dagli edifici sono rappresentate graficamente.

Profondità strategica
Richiede uno sforzo di programmazione strategica non indifferente, gli edifici sono numerosi e il fatto di poter lavorare sugli spazi altrui richiede un’analisi che allunga i tempi di gioco. Occorre non lasciare “disoccupati” i propri religiosi anche perché ritornano a disposizione solo il turno dopo al quale sono stati messi a lavorare in un edificio.
Un’altra importante caratteristica è data dall’acquisto degli spazi supplettivi: troppi acquisti a inizio gioco potrebbero farvi rimanere senza soldi a metà partita col rischio di non occuparli proficuamente per lungo tempo.

Considerazioni
In conclusione il gioco può ben affiancarsi alle migliori produzioni di Rosenberg: lungo (anche se nelle prime fasi sembra scorrere velocemente), ben curato e con poca interazione fra i giocatori. Ovviamente ci aspettiamo nuove carte e espansioni, come ci ha abituato Uwe.

Pro:

Mancanza fattore alea.
Set up veloce.
Longevo.
Grafica ottima.

Contro:

PdA, ovvero Paralisi da Analisi.
Bassa consistenza delle plance.
Ispirato ad Agricole e Le Havre (ma non è detto sia un difetto).
Si presta ad immancabili e dispendiose espansioni.
Prezzo alto.