Pussy Cat

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Voto recensore:
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Si tratta di un gioco che va ad arricchire (dopo Kupferkessel Co.) la serie per due giocatori della Gold Sieber. In questo caso, però, si tratta di un prodotto più semplice e decisamente orientato verso un pubblico di giovanissimi, laddove Kupferkessel Co. risultava molto godibile anche da un pubblico adulto.

L’ambientazione, simpatica ed azzeccata, vede i due contendenti controllare il movimento di due gruppi di gatti (neri o rossi) e di un certo numero di uccelli lungo i rami di un grosso albero. Il tabellone raffigura questo grande albero che viene montato a mo’ di puzzle prima di ogni partita in modo che ogni giocatore abbia, dal suo lato, cinque dei dieci rami che lo compongono. Sia alla base, che lungo il tronco, che lungo i rami sono evidenziate delle caselle per il movimento e lo stazionamento degli animali. I rami, però, hanno una “capienza” limitata che va da uno a quattro animali al massimo; superato tale numero il ramo si spezza e viene tolto dal gioco. Tale capienza viene stabilita casualmente da carte che ogni giocatore piazza in corrispondenza del proprio lato e rimangono sconosciute all’avversario.

Il “motore” del gioco sono due mazzi di carte azione, sostanzialmente identici, che ogni giocatore riceve sulla base del colore dei propri gatti. Ognuno mescola il proprio mazzo e lo pone davanti a sé. Al proprio turno gira la carta in cima e agisce di conseguenza. In questo modo si possono muovere uno o più gatti di un certo numero di caselle (di solito i propri, ma in qualche caso quelli avversari), far posare su un ramo un uccello o, se viene rivelato un cane, perdere il turno. I gatti possono solo muoversi in avanti o lungo i rami, ma possono indifferentemente essere mossi sui rami dal proprio lato o da quello avversario. Ogni volta che un nuovo gatto o uccello arriva su un ramo, il giocatore deve controllare la carta dal suo lato e verificare che il ramo “regga” il peso. Se c’è un animale di troppo egli deve mostrare la carta, gli uccelli tornano nella riserva, i gatti vengono restituiti ai proprietari ed il ramo viene tolto e messo da parte.

Quando i due mazzetti sono esauriti, vengono rimescolati, ma senza le carte raffiguranti i cani di piccola taglia ed il gioco ricomincia secondo lo svolgimento descritto sopra. Non appena viene rivelato il terzo cane di grossa taglia, la partita termina e vince chi ha sull’albero il maggior numero di gatti del proprio colore.
Pro:
Indubbiamente si tratta di un gioco semplice, dall’ambientazione divertente e sostenuto da una grafica in stile “cartoon” molto simpatica (ne è autore il grande Franz Vohwinkel). Inizialmente le mosse e le scelte sono piuttosto casuali, ma man mano che si procede (e che cominciano a cadere i primi rami) si comincia ad avere qualche informazione in più che permette di operare qualche semplice decisione tattica ed il gioco diventa un po’ più interessante. Anche per questo, pur essendo un gioco per i giovanissimi può essere divertente e valido anche se a competere sono un adulto e un bambino e, in quest’ottica, il voto può essere alzato di un punto.
Contro:
Si tratta di un gioco troppo casuale e poco strategico per interessare giocatori più esperti. Regolamento solo in tedesco, ma chi fosse interessato può trovare un’ottima traduzione in inglese su www.terminalcitygamers.com