Razzia!

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Voto recensore:
7,0
Introduzione
"Ra" - "Razzia!": non è soltanto l'evidente assonanza fonetica a legare tra loro questi due titoli, giacché sono talmente tante e coincidenti le similitudini tra i due prodotti che ci si sente autorizzati a parlare di vera e propria riproposizione.

Knizia quindi ci riprova e, invero, con un'operazione che ha l'odore - neppure tanto velato - di mossa commerciale. Ma vediamo più nel dettaglio cosa è in grado di offrirci l'AMIGO Spiele con questa palese rivisitazione del “vecchio” capolavoro targato Alea.

L'ambientazione è passata dalle affascinanti atmosfere dell'antico Egitto alle diversissime, seppur parimenti intriganti, fumose e “scoppiettanti” atmosfere gangsteriane dei ruggenti anni ’20. Quindi mischiate mafia, proibizionismo, gioco d’azzardo, prostituzione e scommesse clandestine; aggiungete le ben collaudate meccaniche ad aste di Ra; condite il tutto con una generosa manciata di umorismo ed ecco, bella e pronta la nuova proposta di Knizia (alla quale, in verità, partecipa anche tale Michael Menzel).

Il Gioco
In Razzia! ogni giocatore controlla una differente famiglia mafiosa e dispone di tre tessere banconota con le quali potrà partecipare alle varie aste.

Il premio delle aste è rappresentato dalle differenti carte che, durante il round, verranno man mano scoperte. Queste rappresentano: Ladri (utili anche per sottrarre oggetti interessanti agli altri giocatori), Guardie del corpo, Auto e Autisti, Gioielli e ninnoli vari, Oro, e Affari (Scommesse clandestine, Prostituzione, Ricettazione, Gioco d’azzardo e chi più ne ha più ne metta).

La partita si articola in tre round (o quattro, se si gioca solo in tre) durante i quali ogni giocatore potrà scegliere fra tre differenti azioni:
1- Pescare una nuova carta dal mazzo e piazzarla, scoperta, al lato del “tabellone” (ma dovrei chiamarlo “tabellino” considerate le sue dimensioni) di gioco.
2- Usare una carta “Ladro”, già precedentemente acquisita, per sottrarne un’altra a un qualunque giocatore a sua scelta.
3- Indire un Asta per ordine della “Corte”.

In realtà, le condizioni per arrivare all’Asta sono molteplici. Come abbiamo visto, può essere indetta da un giocatore (per ordine della Corte); oppure può essere “obbligata” laddove durante l’azione di pesca dal mazzo venga scoperta una carta “Razzia!” (che raffigura un poliziotto durante una retata); o, infine, può essere indetta per legge nel momento in cui venissero scoperte sette carte in tutto.

Ogni giocatore può partecipare all’asta o rinunciarvi, ma in entrambi i casi ha una sola possibilità di scelta: fare un’offerta o passare. Chi avrà offerto la cifra più alta si aggiudicherà tutte le carte scoperte al lato del tabellone, più la tessera banconota con la quale è stata vinta l’asta precedente. Questa verrà posta, coperta, al lato del giocatore e verrà sostituita con quella con la quale ha vinto l’asta attuale (che andrà in palio, insieme alle prossima carte, nella successiva asta).

Quando tutti i giocatori hanno speso le loro tessere banconota, o nel momento in cui esce la settimana carta “Razzia!”, il round ha termine e si passa al calcolo dei Punteggi Parziali. Questi verranno determinati in base al numero di carte in proprio possesso (e al loro rapporto con quelle degli altri giocatori): ad esempio, il giocatore con più Guardie del Corpo guadagna 5 punti mentre quello con meno Guardie del Corpo perde 2 punti; il giocatore che non ha alcun ninnolo, perde 5 punti, per uno o due ninnoli differenti non prende alcun punto e se invece ne ha tre differenti guadagna 5 punti; e così via.

Alla fine del terzo round, con un procedimento di calcolo differente (poiché si calcolano anche i punteggi derivanti da carte come gli “Affari”, precedentemente non considerate), si determina il vincitore del gioco.

Considerazione
Razzia!, non si può negarlo, è un buon gioco. È piacevole, sia graficamente, sia in termini di meccaniche, che si dimostrano fluide e bilanciate. I materiali denunciano una ricerca di economia: sono piuttosto minimali, piccoli e semplici, ma ben fruibili, di buona fattura e ottimamente illustrati.
D’altro canto non si può non soffrire di una evidente, quasi dichiarata ma non per questo giustificata, mancanza di originalità. Le meccaniche, per quanto ottime e collaudate, sono vecchie, già viste e riviste. In quest’ottica, a mio avviso, Razzia! perde parte del suo “senso” risultando quindi appetibile solo a chi già non possiede Ra e a chi, non stufo di meccanismi ad asta, cerca per la prima volta buoni titoli per la sua personale ludoteca.
Pro:
È un titolo decisamente piacevole: semplice ma con implicazioni di gioco piuttosto profonde. Le meccaniche sono ben collaudate, bilanciate ed efficaci.
Contro:
Nonostante la sua validità, il gioco non è affatto originale e le meccaniche, seppur collaudate, sono vecchie e già abbondantemente riviste. Il gioco è unicamente fondato sulle aste: chi non digerisce il genere, ne stia alla larga.