Scottish Highland Whisky Race

Voto recensore: 
0,0

Andreas Steading ha provocato abbastanza rumore nel 2003 con il suo gioco di spedizioni via nave chiamato Kogge.
Invece, questo suo nuovo sforzo è stato trascurato, ed è una vergogna, perché questo è un eccellente gioco che può essere aggiunto al genere dei giochi di corse.

La JKLM è una piccola società, e la qualità della produzione, devo ammetterlo, non è eccellentissima. Comunque, mi sento di dire che le critiche fatte a questo gioco sono esagerate; questo sicuramente non è Twilight Imperium in termini di colpo d’occhio, ma di certo non è poco attraente, ed è perfettamente funzionale (sebbene un poco più di colla sulla scatola non avrebbe guastato).

Il tema del gioco è molto originale ed integrato in modo convincente. Ogni concorrente è un uomo dei clan scozzesi del 18° secolo.
Una volta l’anno, i conquistatori Inglesi consentivano ai loro “subordinati” nordici, di partecipare ad una corsa in onore di Columba, il loro santo patrono.

Comunque gli intelligenti scozzesi usano questa opportunità per poter trasportare clandestinamente la loro bevanda nazionale, che è stata pesantemente tassata dai loro usurpatori.

In realtà, non ho idea di quanto storicamente questa faccenda sia accurata, e d’altronde non è neanche politicamente corretto, ma funziona certamente bene in termini di gioco.

Il tabellone è, non sorprendentemente per un gioco di corse, un tracciato di pietre. All’inizio, un numero di pietre hanno dei marker speciali piazzati su di esse, quando un giocatore ci va sopra le attiva, con la condizione che nessun altro si trovi sulla pietra.

Questi marker, o rappresentano luoghi speciali o whisky, ed offrono ai giocatori miglioramenti, extra abilità e così via; loro aggiungono abbondanza di varietà, e sono appositamente bilanciati.

Ma come nella maggior parte dei giochi di corse, il cuore del gioco è il sistema di movimento, e Whisky Race non fa eccezione.

I giocatori hanno una riserva di cubi di legno che usano per effettuare le offerte in segreto; il giocatore che scommette più cubi muove per primo, con il secondo che a scommesso di più che muove per secondo e così via.
Se c’è un pareggio i giocatori devono decidere l’ordine di partenza, in accordo tra di loro, oppure come penale perdere il loro movimento ed i loro cubi.

Mentre si possa pensare che il sistema d'offerta alla cieca possa mettere fuori gioco qualcuno, ci sono abbastanza informazioni disponibili per accertarsi che ogni giocatore possa fare una previsione calcolata delle mosse, che coinvolge un buon grado di abilità e strategia, sebbene naturalmente intuizione ed un poco di fortuna possono venire in aiuto.

In aggiunta ai grattacapi dei giocatori, c’è l’Inglese, rappresentato da una grossa pedina in legno, che muove di tre spazi alla fine di ogni round, ed obbliga qualsiasi scozzese che egli passa a pagargli una tariffa di cubi di legno, basato sul numero di whisky in suo possesso.

Evitarlo è essenziale per la vittoria, ed è anche dannatamente intrigante.

Oh sì la vittoria. Su questo aspetto c’è un'altra piccola sorpresa; il vincitore non è il primo giocatore che passa sul traguardo, piuttosto è colui che ha più punti vittoria.

Sì, il primo a collezionare la bellezza di otto punti vittoria, ma tra coloro che sono stati un po’ più circospetti, possono scoprire molte piacevoli sorprese che sono state tralasciate dai loro amici durante la corsa, per poi così reclamare una vittoria post-corsa.

Appare ovvio che il predecessore di Whisky Race sia il grande classico Hare & Tortoise; entrambe i giochi hanno, con il loro tema divertente, tutta l’apparenza di un gioco leggero per il divertimento in famiglia, ma anche un occhio al buon gioco ed una attenta pianificazione delle mosse.

Io raccomando senza riserve questo gioco a coloro che stanno cercando una sfida ed un esperienza divertente; state ben lontani “dall’essere astemi” se intendete vincere.

Autore recensione: Godfrey Colhoum Traduzione della recensione dalla rivista Games International a cura di Morpheus www.gamesinternational.biz

Pro: 

È un gioco di corse leggero e inusuale, ma possiede una sufficiente dose di strategia da coinvolgere tutti i giocatori fino al termine della partita.
Si può giocare fino in 6.

Contro: 

I componenti non sono eccezionali per qualità, anche se sono funzionali.
L’offerta alla cieca a molti può non piacere.

Autore: 
Morpheus