Siesta

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Siesta è un tipico gioco astratto di piazzamento.
La plancia di gioco è costituita da un quadrato suddiviso in 144 riquadri (12x12).
In ogni riquadro può essere posizionato uno dei pezzi di gioco, scelto fra le tre tipologie presenti: soli ed ombre (rispettivamente 25 e 75 pezzi) comuni a tutti i giocatori e tetti (15 per ogni giocatore in colori differenti).
Ogni giocatore ha inoltre un indicatore del proprio colore, per segnare i punti sull’apposito percorso posto lungo il perimetro della plancia di gioco.
Il primo giocatore, inizia la partita posizionando sulla plancia tre pezzi in questo ordine: un sole, uno dei suoi tetti (ortogonalmente adiacente al sole) ed un’ombra adiacente al tetto, sullo stesso allineamento.
Questo è l’ esempio più semplice di una configurazione che prende il nome di Siesta.
Una Siesta può contenere un qualsiasi numero di soli, di tetti e di ombre sulla stessa linea, ma sempre nello stesso ordine: sole(i), tetto(i), ombra(e). Non ci possono essere spazi vuoti all’interno di una siesta.
Ogni ombra presente nella Siesta, assegna 1 punto. I punti sono attribuiti a tutti i giocatori che hanno almeno un tetto nella Siesta.
Quando una o più ombre sono conteggiate all’interno di due Siesta, sulla stessa linea (estremi opposti) da un solo giocatore, si ha una doppia Siesta e l’assegnazione di un punteggio extra di 2 punti.
Ovviamente esistono delle condizioni da rispettare per il posizionamento dei pezzi:
un’ombra può essere giocata in un riquadro dove sia parte di almeno una Siesta, può essere piazzata adiacente ad un’altra ombra o ad un tetto, ma non può mai essere adiacente ad un sole;
un sole non può mai essere posizionato adiacente ad un’ombra;
i tetti possono essere giocati in adiacenza ad ogni altro pezzo (un giocatore può piazzare solamente tetti del suo colore).
A parte il primo "piazzamento obbligato" i tre pezzi giocati nel corso di un turno successivo possono essere appartenenti alla stessa categoria, possono essere posizionati nell'ordine scelto, non devono essere obbligatoriamente vicini, ma ogni pezzo deve essere posizionato in adiacenza ad almeno un altro pezzo già presente sulla plancia di gioco.
Al termine del posizionamento dei tre pezzi ha luogo l’assegnazione dei punti.
Vanno registrati anche tutti i punti eventualmente assegnati ai giocatori non di turno.
Le ombre precedentemente conteggiate, non incrementano ulteriormente il punteggio.
In pratica si conteggiano solamente le ombre appena inserite o quelle che a seguito del piazzamento vengono a trovarsi all’interno di una Siesta o di una doppia Siesta (nel caso della doppia Siesta è previsto il bonus dei due punti).
E’ quindi possibile in ogni momento verificare la situazione di ogni giocatore, controllando i pezzi presenti sulla plancia.
E’ interessante evidenziare che ogni giocatore all’interno del proprio turno ha l’obbligo di aggiudicarsi almeno un punto.
La partita ha termine quando si esauriscono i pezzi di una delle tre categorie presenti.

Il gioco si è rivelato davvero interessante.
La plancia di gioco in legno (o materiale plastico similare), attribuisce quel pizzico di fascino in più, tipicamente legato al mondo degli scacchi.
La prima partita, mi ha colto impreparato; l’avversario replicava le mie mosse in modo speculare ed io non riuscivo a sbloccare in nessun modo il punteggio.
Ad un certo punto la svolta: ha cambiato mossa, mettendo a segno un colpo capace di mettermi in ginocchio e di non offrirmi possibilità di recupero.
La seconda partita è stata completamente diversa: ho iniziato io, posizionando i primi pezzi nell’angolo della plancia e negandogli così la possibilità di mosse speculari.
Costretto a quel punto a cercare una sua strategia , ad un certo punto, ci siamo entrambi resi conto di come la partita rimanesse comunque in equilibrio.
I punti si susseguono quasi di pari passo, e piccole differenza possono essere facilmente recuperate, ma lasciare spazio ad una doppia Siesta con molte ombre all’interno, può dimostrarsi fatale.
La possibilità di aggiudicarsi punti inserendo un proprio tetto all’interno di una Siesta dell’avversario può rivelarsi molto utile al fine di “annullare la sua mossa”.
Gli obblighi di piazzare i pezzi in adiacenza a quelli già presenti sulla plancia e di segnare almeno un punto, funzionano molto bene, negando di fatto la possibilità di posizionare i pezzi a proprio piacimento, seguendo schemi precostituiti e obbligando ad adattarsi allo sviluppo della partita.
Molto difficile che la partita termini per l’esaurimento delle ombre. Più facile che la condizione si verifichi per assenza di soli o di tetti di un avversario.
Elemento da non trascurare se si vuole evitare che la partita si concluda vedendoci in posizione svantaggiata.

Pro: 

Un ottimo gioco di piazzamento che può essere giocato anche in quattro.
Regolamento ben congeniato e semplici regole di piazzamento che lo rendono ben bilanciato e molto equilibrato.

Contro: 

Non me ne vengono in mente di particolari. Anzi devo dire che il gioco mi ha davvero entusiasmato, preferendolo di gran lunga a classici più blasonati quali Yinsh, Zertz ecc...
Ovviamente se non vi piacciono i giochi puramente astratti, privi di ambientazione, quali scacchi e dama potete fare a meno di prenderlo in considerazione.

Autore: 
polloviparo