Alchemists

Anno di pubblicazione: 
2014
Min giocatori: 
2
Game designers: 
Categoria: 

Commenti

Ritratto di pennuto77 pennuto77 Mer, 29 Lug 2015 - 10:41

Per me questo titolo rimane uno dei migliori usciti nel suo anno. Innovativo, fresco, ambientato e divertente propone un uso dell'App che non è intrusivo e fastidioso e non toglie nulla all'esperienza di gioco "classica". Anzi ne rende scorrevole e leggera la meccanica "investigativa" senza togliere la parte sociale del nostro passatempo preferito. Per me un titolo riuscitissimo, originale e irrinunciabile.

barba7 Lun, 02 Mar 2015 - 22:28

Bel gioco anche se la prima partita in quattro è stata a dir chè biblica anche per il fatto che avevamo solo una penna. Del resto a parte piccole cose di carattere organizzativo il gioco è fluido e particolarmente interessante. Di sicuro ci giocherò ancora.

the_goblin Mar, 03 Feb 2015 - 13:32

Dopo averlo giocato più di una volta, sono dell'opinione che, almeno per i miei gusti, questo sia uno dei titoli più interessanti ed originali degli ultimi tempi. Concordo con chi ha commentato prima di me che non sia poi semplicissimo da digerire inizialmente, ma in effetti il gioco è più facile da giocare che non da spiegare, quindi già nel corso della prima partita tutto risulta poi chiaro e lineare senza particolari problemi, ambiguità o aloni di incertezza. Certo, poi giocarlo bene è tutta un'altra cosa, perché l'altro punto di forza è proprio che occorre individuare fra le mille cose che si possono fare quali siano effettivamente quelle utili, che sono diverse da partita a partita anche e soprattutto in funzione di chi abbiamo al tavolo e come si comporta.

L'originalità del titolo non è tanto sul tema (considerato comunque che non è che sugli alchimisti circolino poi tanti giochi), né sulle meccaniche in sé, dove abbiamo un piazzamento di cubetti per svolgere azioni (per quanto in alcuni casi è comunque particolare), ma piuttosto nel modo in cui meccaniche sicuramente efficienti e collaudate si sposano con un deduttivo che trae qualcosa anche dal celebre Master Mind. A completare il quadro abbiamo l'app sul cellulare, che non è semplice e puro fenomeno di moda come in alcuni casi si è visto, ma risolve un aspetto funzionalmente importante del gioco che altrimenti richiederebbe una sorta di giocatore-master destinato inevitabilmente alla noia mortale (opzione di gioco utile per flessibilità, ma francamente da evitare), visto che non avrebbe alcun ruolo se non la rigida applicazione di regole fisse e automatiche. Pensate se si utilizzasse lo stesso approccio per snellire complessità che hanno reso quasi inavvicinabili giochi come Blood Royale o simili, dando nuova vita a titoli "complessi"...

Il gioco mette di fronte ad una varietà enorme di cose da fare e non ne esiste a mio parere una ottimale in tutti i casi, né si riesce a fare tutto ciò che si vorrebbe per una miriade di ragioni diverse. Occorre pianificare le proprie azioni, saper dirottare su altro a secondo dei casi, saper scegliere quando essere primi e quando conviene puntare più sugli ingredienti o i vantaggi, trovare modo di fare soldi che servono sempre, puntare sugli artefatti più importanti al momento giusto, giocare sulle teorie da pubblicare, anche sballate, o sconfessare a secondo dei casi. L'interazione con gli altri giocatori è continua, anche se non proprio "diretta" in senso americano, ma di sicuro non asettica o mancante come nel german più integralista. Sono riuscito a vincere due partite giocando in modi completamente diversi, in una puntando molto sulla scoperta delle proprietà alchemiche degli ingredienti facendo molti esperimenti e vendendo pozioni, in un'altra puntando molto più sulle pubblicazioni delle teorie, da sostenere o sconfessare a secondo dei casi. Il mix delle varie cose da fare è sempre fondamentale e difficilmente si può trascurare completamente uno degli aspetti che il gioco offre, ma la scelta se puntare più su uno o l'altro è la vera difficoltà e chiave di volta per saper giocare bene questo titolo, che alla fine lascia sempre la voglia di rigiocarlo.

Per la parte deduttiva, inoltre, occorre sapersi organizzare mentalmente in modo adeguato, scegliendo quali ingredienti conviene mescolare per avere più informazioni in base agli esperimenti già fatti. Con un po' di attenzione si possono scoprire combinazioni che portano molte più informazioni di quante si potrebbe sospettare, dal momento che ogni esperimento può comportare una rifinitura di supposizioni o infromazioni avute già in precedenza, a volte anche su ingredienti che non sono stati utilizzati per l'esperimento stesso. Padroneggiare questo aspetto e gestire in modo razionale la componente deduttiva del gioco è un altro elemento che si aggiunge alla varietà e complessità che possono fare la differenza.

Solo due cose alla fine non mi hanno convinto del tutto. La prima è l'esibizione nel turno finale, che in un gioco in cui il tema non è semplice carta da parati e si sente davvero, dovrebbe invogliare maggiormente i giocatori a parteciparvi. Invece in fin dei conti resta solo un modo per valorizzare gli ingredienti che restano in mano alla fine, dato che nel conteggio dei punti vittoria questi non hanno valore. Tuttavia se ci si ragiona con sufficiente anticipo, si trovano modi decisamente più proficui per utilizzare questi ingredienti ed arrivare al turno finale avendone pochi in mano, facendo molti più punti con altre azioni che non con l'esibizione (ma rispetto a tutto il resto, lo considero un difetto, se tale è, di poco conto). La seconda cosa che non mi ha convinto è il gioco in modalità maestro, che a mio parere rende solo più complicata, e non poco, la risoluzione di come si dubita di una teoria pubblicata, al rischio di aggiungere downtime senza però aggiungere cose realmente interessanti in ugual misura, per cui al momento non mi sono ancora convinto a provarlo in questa modalità.

In estrema sintesi, un gioco da provare assolutamente e che difficilmente può non piacere, a meno che non troviate davvero ostico il genere deduttivo, aspetto che qui può fare una bella differenza. Ovviamente, se avete nel vostro gruppo giocatori "slow minded", la durata può diventare un problema, ma nel caso medio non lo considererei un gioco troppo lungo e nelle due ore ci si sta, dopo le prime volte anche nei novanta minuti dichiarati. Per me al momento merita certamente un 9.

The (real) Goblin King You don't stop playing games because you grew older... you grow older because you stopped playing games!

Fefostuta Gio, 15 Gen 2015 - 02:39

Gran gioco... molte potenzialità! Concordo con i difetti di downtime e di difficoltà di approccio/comprensione/acquisizionemeccaniche nelle prime partite, però tutto si ovvia dopo aver capito i meccanismi "alchemici" e un poco di pratica. Per essere uno pseudo german da piazzamento è decisamente intrigante!

Voto: 6 1/2 se vi fermate alla prima partita per poi crescere a mio avviso fino all'8 se vi piace il genere

(ps. la durata non è 90 minuti ma 120)

Ritratto di SdP SdP Gio, 27 Nov 2014 - 14:30

"Giro, vedo gente, mi muovo... conosco... faccio cose" (Ecce Bombo)

Ritratto di SdP SdP Mer, 26 Nov 2014 - 08:14

Un po lungo e ostico da digerire, Alchemists, ma con grandi possibilità, credo che dalla terza partita possa diventare veramente divertente e piacevole.
Ieri sera, forse ero troppo stanco, ho avuto molta difficoltà a focalizzare il gioco con il suo strano meccanismo delle pozioni, stamattina a mente più fresca vedo un grande potenziale anche di bluff oltre che di logica...
Certo che è un gioco che non perdona una distrazione e che necessariamente ha delle pause di downtime per permettere ad ognuno di sviluppare le proprie elucubrazioni.
Non credo che il fattore fortuna sia importante, forse per la pesca o la disponibilità di un dato elemento nel momento giusto.
Personalmente non ho valutato l'importanza dell'ultimo round e tentato di tenere in mano abbastanza carte per lo show finale e credo di avere sottovalutato la forza delle carte di aiuto.
La plancia è troppo colorata e distrae, mentre le schede stampate da compilare non sono abbastanza contrastate e si leggono con difficoltà e possono portate a errori stupidi, anche se dopo un paio di partite le si conosce a memoria e questo rischio sparisce.

Voto 8, ma da rivedere

"Giro, vedo gente, mi muovo... conosco... faccio cose" (Ecce Bombo)