A&P Chronicles 2002-2003 (II, 1)

Dal diario di Gawain "Corvo Nero" Caradrim - 14 Novembre 2005

Parte II, Capitolo 1: Assalto notturno alla prigione

Seduta del

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Dal diario di Gawain "Corvo Nero" Caradrim - 14 Novembre 2005

Parte II, Capitolo 1: Assalto notturno alla prigione

Seduta del


06/11/2002

Assalto notturno alla prigione

per
circa tre ore marciammo, senza soste, seguendo le indicazioni che Sir Zaku
aveva ottenuto circa la posizione della torre di prigionia themanita, quindi
il terreno da pianeggiante si fece ondulato, rivelando le prime propaggini
delle colline meridionali. Facemmo una sola breve sosta, per consumare
rapidamente pane, prosciutto e carne secca, che Zaku stesso aveva procurato,
e che aggiungemmo alla frutta ed alle bacche di Adesir. Era ormai buio, e
nel cielo si intravedeva appena una minuscola falce di luna, quando
arrivammo ai piedi della collina.

Non appena i nostri occhi si abituarono un po' all'oscurità, iniziammo a
scorgere alcuni contorni dell'altura che si ergeva dal terreno alla nostra
destra. Dal lato da cui provenivamo, il terreno era terrazzato e si
innalzava progressivamente, fin verso la sommità, dove si scorgeva la
costruzione per via di alcune luci alle finestre. La strada proseguiva
costeggiando la collina, girando dal lato opposto, dove la parete rocciosa
era quasi a picco. Da quel lato, secondo quanto ci aveva detto Zaku, la
strada attraversava un piccolo posto di guardia per poi inerpicarsi sul
fianco pietroso fino a raggiungere la fortezza. Ci fermammo per discutere il
piano.

- Impossibile passare dal lato meno ripido, - sostenne Warnom - da quella
parte saremmo così esposti da essere visti facilmente anche da un orbo prima
di arrivare alla seconda terrazza!

- Infatti, occorrerà passare dalla strada. - convenne Sir Zaku.

- E allora andiamo! - fu la pronta risposta di Thorin, che impugnò l'enorme
martello e si mosse in avanti fra il cigolio della sua armatura. Fui pronto
ad arrestarlo prima che potesse rivelare a tutti la nostra posizione.

- Dobbiamo sfruttare il vantaggio della sorpresa - dissi. - Cerchiamo di non
causare un allarme o sarà assai difficile entrare in quella fortezza!

Decidemmo quindi che Adesir e Zaku, i più silenziosi e abili nel non farsi
scorgere nelle ombre notturne, sarebbero andati in ricognizione. Se vi fosse
stata una ragionevole possibilità di eliminare le guardie senza causare
rumore, avrebbero provveduto direttamente, altrimenti sarebbero tornati
indietro ed avremmo studiato una strategia dopo aver perlomeno conosciuto le
posizioni ed i numeri del nemico.

Con Thorin e Warnom restammo sul posto, osservando i nostri due compagni
scomparire nelle tenebre davanti a noi.

attendemmo
a lungo, senza esito. Thorin fremeva dalla voglia di intervenire e dovetti
insistere per dissuaderlo dall'avanzare, rischiando così di compromettere la
copertura che certo Adesir e Zaku stavano cercando di sfruttare. Poi, ad un
tratto, dall'ombra emerse la ragazza.

- Sono in quattro - disse frettolosamente - ed uno deve avermi sentita, sta
venendo da questa parte. Non so dove sia finito Zaku, l'ho perso di vista,
ma temo che possano scoprirlo e dare l'allarme!

- Non c'è tempo da perdere - dissi, rivolgendomi a Warnom e tirandomi dietro
Adesir. - Andiamo noi che siamo più silenziosi e vediamo se possiamo dargli
una mano. Thorin starà pronto a intervenire se dovesse sentire rumore di
combattimento.

Non avevo finito la mia frase che una campana rintoccò più volte,
echeggiando rumorosamente. Scattammo in avanti, armi in pugno, certi ormai
che non vi fosse null'altro da fare che combattere, mentre maledicevo la
sorte immaginando in che modo potessimo aver perso il vantaggio della
sorpresa.

Mi imbattei correndo nella guardia che doveva aver seguito Adesir, tentai
senza successo un paio di fendenti senza smettere di correre, certo che
Thorin, alle mie spalle, avrebbe saputo cosa fare. Intendevo sapere che fine
avesse fatto Zaku e impedire alle altre guardie di suonare ancora la campana
d'allarme.

- Zaku, fai luce in qualche modo! - urlai avvicinandomi sempre di corsa alla
zona dove doveva esserci il posto di guardia.

Per tutta risposta, a pochi metri davanti a me un'esplosione scagliò in aria
un'infinità di schegge di legno, avvolgendo in una sfera di fiamme quella
che doveva essere la casupola dei guardiani. Almeno, ora riuscivo a
distinguere gli avversari. Due erano poco distanti, di fronte a me, mentre
con la coda dell'occhio colsi una figura alle loro spalle, avvolta dalle
ombre.

Fui sui due avversari in un istante, roteando la spada in un ampio cerchio.
Le guardie caddero a terra con il ventre ed il torace squarciati, prima
ancora che potessero emettere un grido. Alle mie spalle, Thorin abbatteva in
quel momento il terzo soldato. La prima guarnigione era stata annichilita.

thorin
ci esortò immediatamente a prendere il sentiero che saliva lungo la parete
rocciosa, senza neanche concederci di riprendere fiato.

- Presto, presto! - gridava spingendoci con le sue poderose braccia - non
perdete tempo! ora che sanno che siamo qui, dobbiamo arrivare in alto prima
che possano lanciarci addosso pietre o olio o altre diavolerie peggiori!

In breve raggiungemmo la cima senza incontrare ostacoli o resistenza. Ci
trovammo di fronte ad un edificio dall'apparente altezza di tre piani,
completamente circondato da una palizzata di legno alta non meno di quattro
passi. Non vi erano più luci accese all'interno. L'ingresso era sbarrato da
un poderoso portone di legno anch'esso, che tuttavia appariva decisamente
resistente.

- Avanti, tutti attaccati alla palizzata! - gridai incitando i miei compagni
- portatevi al riparo in modo che non possano tirarci addosso dalle finestre
dei piani superiori!

Una volta al riparo, Warnom iniziò a raccomandarsi al suo Dio, immagino,
invocando la sua benedizione su di noi, cosa che sperai servisse a qualcosa,
nonostante il mio scetticismo in materia. Zaku, con mio sommo stupore, si
trasformò in una figura semitrasparente ed incorporea, che vidi insinuarsi
fra le assi della palizzata e svanire all'interno del recinto.

- Aspettiamo - dissi, cercando di trattenere la furia del nano che già
voleva abbattere il portone. Ero certo che Zaku sarebbe riuscito ad aprirci
dall'interno, altrimenti la sua intrusione sarebbe stata priva di senso. Nel
frattempo, Adesir, alle nostre spalle, srotolava un lungo rotolo di corda,
annodando un rampino di ferro ad una delle estremità.

Dopo pochi istanti, un rumore di combattimento all'interno della palizzata
ci mise in movimento. Evidentemente, il piano di Zaku non prevedeva di
aprirci il portone da dentro, ma di cercare guai da solo. Lo maledissi,
lasciando al nano la libertà di tentare di abbattere il portone.

Adesir intanto aveva lanciato la corda, si era arrampicata sulla palizzata e
potevo vederla, da sotto, scagliare frecce all'interno, nella direzione
dell'ingresso. Warnom materializzò dal nulla una lama fiammeggiante con la
quale iniziò a indebolire i cardini del portone, invitando me e Thorin a
forzarne l'apertura. Poi, con uno schianto e sollevando una nuvola di
polvere, l'ingresso fu libero.

Ci precipitammo all'interno, impegnando tre guardie che erano pronte a
riceverci, nonostante le frecce di Adesir e chissà cos'altro avesse fatto
Zaku, che non vedevo da nessuna parte. Warnom, in un angolo, aveva iniziato
una cantilena che ipotizzai servisse ad aiutarci, anche se non notai alcun
effetto particolare. In breve, comunque, riuscimmo ad avere la meglio sui
soldati ed il silenzio tornò, innaturale, all'interno del cortile.

Ora non potevamo più fermarci, l'incursione doveva proseguire prima che i
difensori avessero il tempo di organizzarsi.