Carnival Zombie: prova su strada

Giochi

CARNIVAL ZOMBIE:  primo approccio

 

Gli antichi manoscritti parlano di un Leviatano. Un enorme creatura che giace sul fondale limaccioso della laguna e sul cui dorso poggiano le fondamenta della città. Tutti concordano sul suo sonno tombale e sul suo risveglio che un giorno, inevitabilmente, scuoterà la città dalle sue radici fangose, polverizzando le palafitte vetrificate su cui poggia e schiantandola nel ribollente mare da cui il mostro sorgerà. Gli antichi dicono tuttavia che ci saranno dei segni, è scritto che i veneziani si accorgeranno dei suoi sussulti e potranno quindi mettersi in salvo dal mostro, che si riprenderà la sua libertà precipitando tra i flutti una città ormai deserta.
Ma i segni non ci sono stati. Quello che gli antichi non sanno, è che il Leviatano non vive. Per secoli, la città è vissuta ed ha prosperato sul dorso di un cadavere. Ora quel cadavere ha cominciato a risvegliarsi. E con esso i morti sono sorti dalla laguna.

CARNIVAL ZOMBIE:  primo approccio

 

Gli antichi manoscritti parlano di un Leviatano. Un enorme creatura che giace sul fondale limaccioso della laguna e sul cui dorso poggiano le fondamenta della città. Tutti concordano sul suo sonno tombale e sul suo risveglio che un giorno, inevitabilmente, scuoterà la città dalle sue radici fangose, polverizzando le palafitte vetrificate su cui poggia e schiantandola nel ribollente mare da cui il mostro sorgerà. Gli antichi dicono tuttavia che ci saranno dei segni, è scritto che i veneziani si accorgeranno dei suoi sussulti e potranno quindi mettersi in salvo dal mostro, che si riprenderà la sua libertà precipitando tra i flutti una città ormai deserta.
Ma i segni non ci sono stati. Quello che gli antichi non sanno, è che il Leviatano non vive. Per secoli, la città è vissuta ed ha prosperato sul dorso di un cadavere. Ora quel cadavere ha cominciato a risvegliarsi. E con esso i morti sono sorti dalla laguna.

Si apre così il regolamento, presentato in anteprima al
Play 2013, dell’ultimo nato in casa AlbePavo,
Carnival Zombie.

Giorni fa sono riuscito a fare un’unica partita al titolo, quindi non pretendo di avere esaminato bene il gioco, ma posso di sicuro farvi avere un’idea di ciò che vi ritroverete davanti.

Attraverso questa mini preview, mi piacerebbe mettere nero su bianco la mia esperienza di gioco, descrivendo un po’ le meccaniche e le mie impressioni da pioniere, su
Carnival Zombie, che probabilmente uscirà per
Lucca/Essen sotto le ali del nero corvo della
Raven. Ovviamente sarò di parte, dato che questo titolo rientra già nel mio radar degli acquisti ed io ho ancora l’entusiasmo dei bambini, quando un boardgame mi fa divertire.

 

L’ambientazione

Non so esattamente dove si colloca il gioco, su un’ipotetica linea temporale, ma so esattamente il periodo dell’anno!

A teatro di tutta la storia abbiamo il bellissimo
carnevale di Venezia, famoso in tutto il mondo con le sue maschere allegoriche e i suoi barocchismi, contraddistinti da ampi pizzi e buffi copricapo.

Venezia poggia le sue fondamenta sul dorso di una creatura partorita direttamente dall’Apocalisse, il
Leviatano, che proprio in questo periodo ha deciso di risvegliarsi dal suo torpore millenario. Il suo risveglio, oltre che a fare tremare la città lagunare e scuoterla fin dalle fondamenta, richiama una miriade di morti dalle placide acque, che si destano dal melmoso fondale per assalire l’antica repubblica marinara e con essa i suoi abitanti.

I giocatori impersoneranno dei soldati scelti travestiti da maschere carnevalesche famose come
Brighella e Colombina, che cercheranno a suon di granate, barricate di fortuna, fucili sniper e mitragliatrici di farsi strada fino alla salvezza, magari raccattando qua e là qualche sventurato superstite veneziano. Una sorta di task force inviata per risolvere o tamponare la situazione; almeno questa è l’idea che ho percepito.

Ovviamente si tratta di un cooperativo puro, dove da
1 a 6 giocatori dovranno combattere contro il gioco, sicuramente in maniera più strategica di un
Arkham Horror o di un
Pandemic, dove il gioco stesso a tratti sembra divertirsi con voi.

 

I materiali e illustrazioni

Oltre alla classica carrellata di materiali, sono solito apprezzare anche la grafica del gioco, quindi mi soffermerò anche su stile e colori scelti da
Jocularis, proprio come faccio per ogni gioco, prima di acquistarlo.

In molte “prove su strada” leggo di rado elogi sulla grafica (probabilmente perché il più delle volte non è così curata), ma per me un titolo è come apprezzare una donna, sia per le sue capacità, sia per la sua bellezza (apprezzamento da Nerd, me ne rendo conto…)

Il prototipo che ho visto e provato è quasi la versione finale del gioco, con tanto di grafica a colori.

Il tabellone nella sua zona centrale rappresenta la città di Venezia, in una sua veduta aerea, ritoccata da colori verdastri, che a mio avviso contribuiscono a creare quella sorta di atmosfera malsana, che cala come un sudario sulla
Serenissima.

 

Lo
spazio di gioco è suddiviso in sezioni e sottosezioni, chiamate
Antro, Bolgia e Girone.

 

Poco dislocata troviamo una mappa dove le nostre “teste di cuoio”
tenteranno la fuga per la salvezza.

 

Nella zona inferiore sono elencati i personaggi con la loro immagine ed il loro stato di stress, con un indicatore che lo identifica. Più lo stress avanza, più la fine del personaggio è vicina!


A cornice si trovano le immagini e le statistiche dei vari zombie e dei
Signori della Laguna, chiamati comunemente Boss nel regolamento.

 


I personaggi (come ogni
altra illustrazione) sono caratterizzati dai famosi disegni di
Jocularis, artista già conosciuto in altri
titoli come Munera Familia Gladiatoria, Sakè & Samurai e Winter
Tales;  nei suoi confronti non arrivo a dare un giudizio imparziale perché
lo ritengo il migliore disegnatore di giochi da tavolo del momento, quindi non
potrei che tesserne le lodi.

Il
tutto ha un tratto barocco, pieno di fronzoli e molto ricercato, proprio
azzeccato per quell’atmosfera che l’autore Matteo
Santus vuole trasmettere a chi si siede al tavolo.

 

 



Mi ha fatto molto piacere anche la ricerca del dettaglio che
traspare anche dall’artwork delle carte evento: stessa miscela di
colori, con uno sfondo di una Venezia battezzata da un
copioso temporale e con un’atmosfera lugubre e sinistra, prefazione
del risveglio dei cadaveri dalle sue melme… 

 


Per quanto riguarda la vera e propria “puzzilleria” (Infatti,
Boss, Personaggi ed indicatori vari) faccio fatica ad
avere un valido giudizio perché, quella da me testata, proveniva da
altri giochi “cannibalizzati” per la creazione del prototipo. Per
certo posso dire che i personaggi saranno le classiche “lapidine”
basettate (stile Arkham Horror, ma appunto a forma di lapide)
e gli zombie saranno cubetti per necessità del design di gioco, che
prevede la pesca da un sacchetto, unitamente ad una curiosa
meccanica, chiamata “pila dei cadaveri”.

 

Una sorta di orologio a settori scandirà le ore di gioco e le due
fasi notte/giorno, che sono poi il fulcro dello svolgimento tattico
e decisionale del gioco.

 

Un calendario, raffigurato come
un biglietto da fiera, scandirà i 4 giorni del carnevale entro i
quali i personaggi dovranno fuggire… a meno di non incappare nella
remota possibilità di fermare per sempre il Leviatano!

Meccaniche di gioco

Il gioco si svolge su 4 giorni alternando
una fase diurna ad una notturna. Si parte proprio da quest’ultima, dove i
personaggi nudi e crudi, senza ancora nessun equipaggiamento speciale, si
trovano al centro del tabellone a combattere la prima ondata non morta, in modo
simile ad un tower defense (detto schiettamente, è il genere di meccanica vista
in diversi giochi per Smartphone come Piante Vs Zombie).

Nella mappa di Venezia, a seconda
del luogo dove si trovano i personaggi, trovate tutte le indicazioni grafiche
necessarie a predisporre i tipi di terreno che vi circondano, pescando
semplicemente delle carte e disponendo nel  tabellone i relativi  terreni, che
possono sia aiutarvi sia ostacolarvi. Troverete campanili da cui sparare,
catacombe che rigurgitano i non morti subito dentro al rifugio, edifici che
ostacolano la vista ed altro ancora. Successivamente i personaggi possono
preparare delle barricate intorno a loro e poi si posizioneranno,  in ordine di
iniziativa predefinita sulla loro carta, nelle varie sezioni del rifugio.

Arrivano i cattivi……….

A questo punto si estraggono i vari Boss
che vengono posizionati tramite carte: un unico mazzo polivalente in cui esse
funzionano da fattore randomico su varie situazione di partita

Gli infetti e i loro putridi Signori
entrano così sul tabellone, con i poco appariscenti ma molto funzionali cubetti,
pescati da un sacchetto per ogni Antro presente sul tabellone.

Successivamente ognuno di questi si muove
verso il rifugio del suo specifico movimento, fatto ciò entreranno in azione gli
eroi mascherati, letteralmente!

Quando il gioco si fa duro…..

…..si pesta forte!

Ogni personaggio ha un’azione con cui potrà
muovere o sparare/assaltare (attacco corpo a corpo) ed eventualmente stressarsi
ripetendo  una seconda azione. Lo stress è l’energia del personaggio, andata a 0
la pedina verrà incapacitata e dovrà essere rianimata. Esisteranno anche delle
situazioni in cui i personaggi sono terrorizzati e incapaci di stressarsi per
replicare le azioni…

I bersagli possibili sono vincolati da
regole precise, tra cui l’essere entro la gittata dell’arma, l’obbligo di
attaccare le minacce più vicine e la copertura sul tiro che gli infetti
offriranno ai Boss.

Ogni particolare personaggio ha le sue
abilità speciali e queste ne determinano le possibilità tattiche. Ci sarà chi si
sceglie il bersaglio, chi ripara le barricate, chi cura gli effetti dello
stress, ecc .

Ovviamente anche ogni Boss avrà una sua
abilità speciale da usare, che potrebbe influire su movimento, stress dei
personaggi, propri punti vita, generazione di altri zombie, ecc.

 

Giorno

Di
giorno gli infetti si ritirano nella Laguna, scossa dai sussulti del Leviatano
che aiutano a risvegliarsi..

Tutto
torna alla normalità con la luce? Assolutamente no! Gli infetti si
inabissano nella melmosa laguna per aiutare il risveglio del  Leviatano
che, contento e pasciuto, si agita generando crolli nella città ed ostruendo la
via di fuga ai nostri eroi.

In questa fase si pescheranno carte dal “mazzo
incubo” (le carte polivalenti di cui sopra) per determinare un affondamento
in città sulla mappa ed un evento casuale. Tenendo conto che il giorno dura 4
ore, il gruppo decide quante di queste spendere per avanzare nel tracciato, per
ricercare equipaggiamento o superstiti (ma occhio agli zombie in agguato!) o per
“bonificare” terreni impervi che nella fase notte sarebbero di ostacolo.
Un affondamento non ostruisce il passaggio del gruppo, ma necessita di più ore
per essere attraversato.

Quando
tutti i Personaggi hanno scelto ed eseguito la loro azione, si sposta in
avanti la Clessidra di 1 ora. Se questo fa entrare il segnalino nella
prima Ora della Notte, allora sposta il segnalino calendario sulla notte
successiva e ci si prepara ad affrontare una nuova battaglia. Altrimenti ripeti
il procedimento della scelta Azioni fino a che la Clessidra non entrerà
nella Notte.

 

FINALI

Il
Gruppo ha due possibilità per vincere: fuggire da Venezia o tentare di
uccidere il Leviatano!

È
possibile fuggire da Venezia in 3 modi: prelevati da un Dirigibile
sull’Isola di San Giorgio Maggiore, affrontando in Barca le
nebbiose acque della laguna infestate dagli Infetti o percorrendo il
lungo Ponte della Libertà inseguiti da un’orda di Infetti.

Per
uccidere il Leviatano, bisogna invece trovare la Bomba Sacra ed
innescarla sopra il suo cuore marcescente, che ha ricominciato a pulsare proprio
sotto la Chiesa di San Pantaleone.

Ogni
finale segue delle regole particolari…..che potrete scoprire facendovi una
partita a Lucca Comics 2013 insieme allo staff AlbePavo o allo stand Raven!

  

Riflessioni personali

Questo
gioco ha pienamente adempiuto all’unica cosa che chiedo ad un titolo, il
divertimento! Naturalmente, oltre a questo, ho visto le sue potenzialità sui
componenti dell’associazione che frequento e so di andare a colpo sicuro. Ho
apprezzato molto che il fattore fortuna determinato dalle carte non sembri
influire così tanto da farmi sentire in completa balìa di queste. Le varie
abilità dei personaggi, permettono quasi ogni volta di sopperire alla “sfiga”
data da una pesca sul mazzo.

Altra
particolarità sta nel fatto di utilizzare le carte Incubo per più situazioni,
come per altri giochi tipo Sit Gloria Romae, esse si leggono solo in
parte a seconda della fase in cui vengono selezionate.

E’ un
cooperativo, quindi come detto risente della leadership dei giocatori e
di conseguenza  della loro capacità di influenzare/subire le scelte di altri.

A parte
questo, avendoci giocato un’unica volta, non ho notato particolari difetti, ma
certamente se cercate un gioco gateway poco articolato e sotto i 120 minuti
questo titolo non fa per voi. Probabilmente, se avete apprezzato Ghost
Stories, Pandemic o (mi dicono, perché personalmente non lo conosco)
Castle Panic, ritroverete in Carnival
alcune idee di fondo utilizzate anche in questi titoli, che comunque risultano
nettamente diversi dal gioco Albe Pavo.

Infine
il gioco dovrebbe assestarsi su una fascia di prezzo intorno alle 50 euro.

Spero
di avere dato un’idea di massima su cosa vi ritroverete a Lucca cosicché
sappiate se vale o meno la pena di testarlo di persona ;-)

Articolo scritto da Simone Poggi

 

Vi
lascio alle fantastiche illustrazioni di Jocularis

 

Battello & Pila dei cadaveri

Terreni

Retro Carte Incubo

Boss Joker