Giocando si impara

Come estendere i nostri amati giochi a dei pargoletti senza che si strozzino con i meeple e con ottimi risultati per l’apprendimento.

Editoriale
Giochi

Già nel 2018 l’associazione Garfaludica – Tana dei Goblin di Castelnuovo di Garfagnana aveva proposto senza successo nelle scuole un progetto ludico per l’apprendimento. Il progetto naufragò come il Titanic per assenza di risposta dalle scuole, ma nel 2019 una scuola ci ha dato la conferma per iniziare. E voi direte: sì, va beh, bella novità, non siamo i primi a sviluppare progetti ludici nelle scuole. Il nostro è un po’ diverso, poiché a rispondere è stata una prima elementare, anzi due.

Da subito siamo stati entusiasti della cosa, ma il nostro progetto era pensato per le scuole medie o una quinta elementare, non certo per una prima: pensavamo che mancassero fondamenti cognitivi importanti per affrontare un gioco da tavolo (sanno a malapena leggere e far di conto), ma forse una possibilità c’era. In un paio di giorni il progetto è stato modificato e riadattato con i giochi che avevamo.

Molti di voi si strapperebbero i capelli a dare un gioco in mano a un bimbo di prima elementare, perché mangia i pezzi, sbava sulle carte, si scaccola e le appiccica nella scatola e altri simpatiche pratiche distruttive, però per noi i giochi vanno usati e così facendo se ne testa pure la resistenza a muco, bava e morsi!

Il primo problema è stato come tenere sotto controllo venti pesti senza poter imporre la disciplina e l’ordine dell’esercito prussiano. Bene, partiamo col dividi et impera: piccoli gruppi massimo di quattro bambini da reggere uno per arto con le due braccia e anche con le gambe. Poi una volta divisi in cinque gruppi da quattro, ognuno affidato a uno spiegatore, si inizia a giocare.

Secondo problema: l’attenzione. Si gioca, ma certo non si può insistere con lo stesso gioco tutto il tempo, quindi venti minuti massimo di gioco e poi si ruota tra i tavoli in senso orario, così i bambini non hanno tempo di annoiarsi, imparano, si divertono e prima di stancarsi e distrarsi, passano a un altro tavolo con un altro gioco.

Terzo problema: i giochi. Come diceva Luttazzi, “questo TG andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali”. Stessa cosa abbiamo fatto noi, regole modificate fino all’osso e componentistica al minimo per evitare distrazioni e soffocamenti (è vero che ora lavoro in un pronto soccorso, ma eviterei volentieri di lavorare mentre si spiega).

Quarto problema: gli spiegatori. Noi siamo pochi e trovare cinque di noi liberi lo stesso pomeriggio è dura, abbiamo però avuto la fortuna di trovare maestre fantastiche che si sono messe in gioco con noi e anche ragazze del servizio civile che ci hanno aiutato a spiegare e gestire i pargoli.

Risolti questi problemi organizzativi, l’avventura poteva anche cominciare... anzi no! C’era da selezionare i vari giochi da usare per le tematiche e averne almeno cinque per ogni tema presentato. Lavoro non facile come può sembrare, perché di giochi ne abbiamo tanti, ma quali potevano essere semplici da spiegare, con poco testo, facilmente adattabili, per quattro giocatori e con pochi materiali?

Questi gli argomenti affrontati e i giochi utilizzati con gli adattamenti opportuni:

  • LOGICA E RISOLUZIONE DI PROBLEMI
    • Patchwork: due scatole del gioco per far giocare i bambini uno contro uno, togliendo i bottoni e la plancia centrale, i pezzi vengono scelti coma per le regole normali tra i primi tre dopo il segnalino, ma lo scopo del gioco è stato ridotto nel completare al meglio la propria "coperta";
    • Rush hours: alcuni già lo conoscevano per un gioco simile su telefonino, viene fatto risolvere a coppie utilizzando livelli più facili;
    • Puzzle domino: lasciato invariato con solo i livelli più facili;
    • : fotocopiata e ingrandita la carta da colorare, lo spiegatore tira il dado in cui esce il pezzo, i bambini scelgono in quale riquadro figura posizionarlo e lo colorano: scopo del gioco riempire più figure possibile;
    • Ubongo dadi: fotocopiata e ingrandita la carta da colorare, lo spiegatore tira il dado in cui esce il pezzo, i bambini scelgono in quale riquadro figura posizionarlo e lo colorano: scopo del gioco riempire più figure possibile;
    • Brick party: gioco nel quale consegnano un set di pezzi da costruzione e utilizzando solo le figure più semplici facciamo provare ai bambini a ricostruirle.
  • RAPIDITÀ DI PENSIERO E COORDINAZIONE OCULO-MANUALE
    • Fantascatti: si usano solo le carte con l’oggetto del colore giusto;
    • Junglee speed: si usano solo le carte con gli animali da sfamare o arrabbiati;
    • Bicchieri sprint: senza cambiamenti;
    • Abra kazan: con magie di un solo colore.
  • AMPLIAMENTO DEL VOCABOLARIO
    • Just one: senza modifiche, ma è lo spiegatore che sceglie la parola;
    • Passa la bomba: senza dado con le lettere più semplici tra le carte si chiede di dire una parola con quelle lettere all’interno;
    • Bananagrams: quindici lettere a bambino, devono cercare di scrivere una parola lunga il più possibile o più parole cercando di finire le lettere;
    • Ruzzle: solo con lettere italiane, si cerca di far trovare più parole possibili nel riquadro tre-per-tre;
    • Nome in codice: modificato lo schema riducendo le parole da cercare e tolta la parola nera.
  • IMMAGINAZIONE E FANTASIA
    • Radio Londra: i bambini fanno una frase che contiene due degli elementi che gli facciamo vedere e gli altri cercano di indovinare le carte;
    • Dixit: un bambino riceve sei carte, ne descrive una con una frase e gli altri cercano di indovinarla, poi si svelano le carte scelte;
    • C’era una volta: i bambini ricevono sei carte parola e cercano di fare una favola che porta al finale estratto casualmente;
    • Concept: lo spiegatore indica a uno dei bambini una parola da far indovinare ai suoi compagni, indicando come indizzi le immagini del tabellone;
    • Tautoti': regole non modificate, gioco di invenzione creativa di una storia.
  • ESPRESSIVITÀ
    • Monkey See Monkey Do: senza banana né punti, ma solo le carte;
    • Vudu: senza dadi, ma solo il limite di una maledizione giocabile a turno;
    • Eotions: si fa mimare l'emozione nella situazione della carta scelta;
    • Doodles: parole più semplici selezionate e assegnate casualmente a ogni bambino evitando l’uso dei gettoni per i voti e l’assegnazione;
    • Bandito: con compiti di modellamento pongo.

Ora non fate i pignoli sul riadattamento delle regole e le semplificazioni adottate, anzi, se avete a disposizione del materiale umano molto basilare, invito anche voi a far‘regredire i vostri giochi ad un livello primordiale!

Avevamo preparato anche un test iniziale e uno finale per verificare eventuali miglioramenti cognitivi in seguito all’esperienza del gioco in classe, ma quest’anno non è stato attuato e confido di proporlo in successive occasioni.

Questa nostra attività ludica in classe, ancora in fase di svolgimento, ha ottenuto un’ottima risposta da parte dei ragazzi ed è stato molto apprezzato anche dagli insegnanti che hanno colto come un’occasione di sviluppo non solo delle Soft Skills [competenze trasversali, NdR] (sana competizione, rispetto delle regole, astrazione, eccetera), ma anche delle Hard Skills [competenze tecniche, NdR] (aumento del vocabolario, sviluppo della logica, creatività, geometria e matematica) e questo per dimostrare che i giochi da tavolo hanno delle implicazioni educative interessanti, complementari al programma scolastico tradizionale.

Castelnuovo di Garfagnana, 24/03/2020

Riccardo ‘Cannibalsmith’ Evangelisti

TdG Castelnuovo di Garfagnana

Commenti

Intanto complimenti. Avrei alcune domande:

Avete organizzato 5 pomeriggi, in cui in ogniuno veniva affrontato un tema diverso (logica, coordinazione,  vocabolario...) e in cui i 5 gruppi di bambini hanno provato ciascuno a rotazione i 5 giochi del tema?
 

Quanto durava un incontro?

 

Grazie

Si esattamente ogni pomeriggio si affrontava un tema con i giochi proposti per la tematica a tavoli diversi. I bimbi divisi in piccoli gruppi diventano gestibili o almeno controllabili, considera che di ogni gioco abbiamo comunque limitato al minimo i materiali e abbiamo lasciato in mano loro solo lo stretto necessario, non tanto per salvare i giochi quanto per limitare distrazioni. 20 minuti circa a gioco per evitare che si annoino vista la tenera età dopo questa soglia di tempo vogliono cambiare gioco. Gli incontri duravano dalle 14 alle 16, all inizio facevamo una brevissima spiegazione di cosa trattavano quel giorno romanzandola scherzosamente e poi si dividevano i gruppi. Alla fine lasciavamo un po' di tempo per i commenti dei bambini sui giochi. L ultimo argomento purtroppo causa coronavirus e quindi chiusura della scuola non è stato svolto, l articolo è stato scritto un po' di tempo fa' e ugualmente il progetto era iniziato a fine novembre inizio dicembre 😁

cannibalsmith scrive:

Molti di voi si strapperebbero i capelli a dare un gioco in mano a un bimbo di prima elementare, perché mangia i pezzi, sbava sulle carte, si scaccola e le appiccica nella scatola e altri simpatiche pratiche distruttive, però per noi i giochi vanno usati e così facendo se ne testa pure la resistenza a muco, bava e morsi!

Scusa, a quali bambini sei abituato? Va bene che magari non trattano i giochi come piacerebbe a noi, ma anche mio figlio di 3 anni si comporta meglio di quanto indicato con i miei giochi.

Poi per la scelta dei giochi, a mio parere ci sono anche molti giochi studiati apposta per bambini che non richiedono modifiche per essere giocati con piacere, e sviluppano molto bene determinate abilità (l'ultimo che ho comprato, ad esempio, è Super Farmer).

Preciso comunque che ritengo il progetto assolutamente utile e interessante, e l'impegno profuso sempre lodevole. Un plauso a queste attività, chissà se riuscirò anche io ad organizzare qualcosa di simile da mio figlio.

Siamo abituati a fare diciamo da balie durante feste paesane nelle quali il 90% di chi si ferma a giocare ha dai 6-7 anni ai 14-15. Più di una volta abbiamo tolto pezzi o carte dalla bocca di bimbi. Il mio sushi go sarà per il tema trattato ma ha una dozzina di carte morsicate 🤣 per non parlare di dadi o cubetti persi non in vari intestini, ma magari lanciati con foga o caduti in battaglia dal tavolo da gioco... Riposino in pace... Poi ci sono pure bimbi santi buoni che capiscono le regole e non si alzano dal tavolo non prendono pezzi a caso come il tuo di 3 anni, ma son meno di quelli scalmanati te lo assicuro per esperienza 😁 sul fatto che ci siano giochi già pronti lo sappiamo, ma implica un acquisto, come ludoteca soldi non ne abbiamo e è stato più divertente creare nuovi giochi con quelli che avevamo invece che comprare il tutto. Ne compriamo anche troppi per noi 😆 in più così abbiamo rimodulato i giochi sui gusti dei bambini

Bravissimi e complimenti per l'iniziativa. 

Mi interessava molto il feedback ricevuto dalle maestre, potresti approfondire un po' la cosa. Grazie. 

Senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile effettuare l iniziativa, abbiamo trovato 2 maestre che hanno partecipato attivamente spiegando i giochi a un tavolo, questo perché per lavoro noi in 5 purtroppo difficilmente ci siamo stati, anzi solo 1 volta 😁 oltre al loro aiuto abbiamo ricevuto l aiuto anche di ragazzi del servizio civile presenti nella scuola per aiutare a seguire alcuni ragazzi con problemi. Sia maestre che i ragazzi del servizio civile non hanno avuto problemi a spiegare i giochi per come li avevamo rimodulati e hanno avuto la piacevole sorpresa di conoscere giochi istruttivi e che aiutino i ragazzi a esprimersi sotto varie forme imparando. Un bel calcio ai cellulari 😁 consideriamo che un po' di bimbi hanno difficoltà nel leggere o nello scrivere in prima elementare e il gioco li li aiuta a imparare senza essere un peso.

Bella iniziativa. Come mai avete pensato a rielaborazioni semplificate di giochi per adulti invece di usare giochi per bambini?

Scelta solo di opportunità (avevate quelli e basta) o scelta per qualche altro motivo?

Purtroppo non abbiamo molti giochi in ludoteca e soprattutto non ne abbiamo molti per bambini, in più serviva che sviluppassero le tematiche che volevamo. Su alcuni temi è facile trovare giochi, su altri temi è più arduo. Grazie alla ludic abbiamo ricevuto alcuni giochi per bambini ma purtroppo sono arrivati nel momento in cui poi è partita la pandemia e non li abbiamo potuti inserire. Visto che comunque abbiamo diversi giochi personali abbiamo deciso di usare quelli e modificarli, contenendo quindi le spese zero acquisti necessari per l iniziativa e adattando i giochi come tempi e attinenza alle tematiche trattate. 

No al momento non c'è stato un confronto coi genitori, c'è solo il riscontro dei bambini a cui è piaciuto molto, per l interruzione a poco dalla fine del progetto causa covid non abbiamo potuto vedere di organizzare un giorno in cui i bambini spiegavano e facevano giocare i giochi ai genitori. L idea era questa, nel progetto iniziale c era anche altro, però era calibrato per ragazzi più grandi c era un test di diciamo logica e capacità da eseguire a inizio e fine per vedere se effettivamente c era un miglioramento nel ragionamento, ma non è stato possibile applicarlo ai bambini di prima elementare.

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