Giochi & Rutti con Beavis: Pochi Acri di Neve

Giochi

Giochi & Rutti con Beavis è una rubrica aperiodica, che vuole assomigliare un po' a quelle chiacchierate che si fanno i giocatori negli alberghi dopo le Con o le fiere, dove a sedere tra una birra e un rutto, si sviluppano tutta quella serie di discussioni e massime assolute sui giochi da tavolo.

In un mondo di ludologi autoproclamati e blogger d'acciaio sponsorizzati dalle case editrici, un mediocre giocatore che nulla capisce di meccaniche e terminologie tecniche ma che ne ha una per ogni gioco, sorge senza vergogna nel jet set del carrozzone ludico italiano.... il vero rappresentante del giocatore mediocre, che sempre siede ai vostri tavoli ungendovi carte e sputazzando patatine sui vostri tabelloni: Beavis!
Seguimi su

http://illudrologo.blogspot.it/

Giochi & Rutti con Beavis è una rubrica aperiodica, che vuole assomigliare un po' a quelle chiacchierate che si fanno i giocatori negli alberghi dopo le Con o le fiere, dove a sedere tra una birra e un rutto, si sviluppano tutta quella serie di discussioni e massime assolute sui giochi da tavolo.

In un mondo di ludologi autoproclamati e blogger d'acciaio sponsorizzati dalle case editrici, un mediocre giocatore che nulla capisce di meccaniche e terminologie tecniche ma che ne ha una per ogni gioco, sorge senza vergogna nel jet set del carrozzone ludico italiano.... il vero rappresentante del giocatore mediocre, che sempre siede ai vostri tavoli ungendovi carte e sputazzando patatine sui vostri tabelloni: Beavis!
Seguimi su

http://illudrologo.blogspot.it/

.

Oggi parliamo di un gioco che ha attirato le mie luride manine sulla sua scatola, Pochi Acri di Neve.

 

Il titolo è da due giocatori, autore è Pora...ehm...no....questo si autoproduce in Italia, Wallace Martin, che fa la stessa cosa ma con una grafica peggiore in Inghilterra (dicono si stia trasferendo in Australia, ma che essendo un po' in là con gli anni, prima deve fare quarantena in Papua Nuova Guinea o giù di lì....si dai, dove hanno girato Il Signore degli Anelli)

Durata dichiarata 2 ore circa.

Componenti: stessi dischi di plastica, stessi cubi/dischi di legno, un tabellone quadricromatrico e un po' di carte

Meccaniche: Gioca la carta, per pescare la carta, per scartare la carta, per giocare la carta in un loop di 2 ore appunto

Prezzo: io l'ho visto in quella fiera attorno ai 30 euro se gli cedevi il tuo vecchio frigorifero, ma se lo compri in tedesco costa meno e il testo non è poi così difficile da memorizzare.

 

Ultimamente la mia frenesia d'acquisto compulsivo, si trovava senza uno sfogo nella miriade di scelte che offre il mercato; cozze, scampi, saraghi e sardoni freschi una settimana fa arricchivano i banconi degli store on line, riuscendo a non farmi spurgare la mia psicosi.....quando vedo questo indiano minaccioso, con un grosso fucilone, tutto incappucciato e mimetizzato di un blu navy per confondersi in mezzo al bianco candore.....della neve. Una sorta di Kamikaze insomma, che spiega la vera disfatta francese a questo punto.

Ovviamente lo compro su due piedi, dopo che ho letto alcuni commenti su varie e blasonate testate.

Vi riporto i passi che mi hanno colpito di più e che mi hanno fatto immediatamente cliccare il "chiudi carrello".

Gioconomicon

"Già sollevando il coperchio si resta colpiti dalla splendida illustrazione (un nativo americano che si muove in una foresta innevata) ma tutti i componenti sono davvero ben fatti e invitano a giocare subito"

"Contro: Un giocatore inesperto è destinato a … perdere le prime partite di fronte ad un esperto del gioco"

La Tana dei Goblin

"sarebbe un 6.5 in verità
Il gioco è un deck building che gira abbastanza velocemente... Le azioni sn intuitive e la meccanica dopo i primi 5 minuti si è già assorbita.
In origine avrei dato 8 a questo gioco ma non oggi..."

" Voto 9: bel gioco!"

" Voto 9: nessun commento"

" (da forum) comunque vorrei fosse chiara una cosa: non è certo che il gioco sia fallato. semplicemente molti sostengono che lo sia ma c'è una minoranza che sostiene il contrario, anche se non indica chiaramente quale sia la controstrategia giusta.
per cui può anche essere che, alla fine, Wallace dica che va bene così e non cambi nulla." (NdA: WTF?!?!?)"

 

Regolamento by Mr. Wallace

 

"Il tema del gioco mi è stato suggerito da un mio amico, John Ellis, che è uno storico militare. (quello che ha suggerito il blu navy delle divise sul bianco neve per la mimentizzazione)"

"Ho soltanto una vaga idea delle possibili strategie che possono essere adottate (prima edizione)"

"Una strategia vincente è destianta ad emergere (seconda edizione)"

"Non c'è soluzione a questo (seconda edizione)"

"Non posso dare nessun consiglio preciso su quale possa essere una buona condotta di gioco"

"Alcuni di questi giocatori ritengono che esista una particolare strategia [...] devo ammettere che sono d'accordo con loro (seconda edizione)"

"Ho giocato “A few Acres of Snow” più di ogni altro giocatore (prima edizione)"

"C'è un gran numero di persone che ha giocato a questo gioco più volte di me (seconda edizione)"

 

Visto e considerato ciò ho iniziato a giocarci più volte, sicuramente molte di più del signor Wallace e del suo gruppo di playtesting

 

 

Nonostante Martin abbia brillantemente risolto il problema del famoso "bug" per cui gli inglesi con una successione di conquiste vincono il gioco (Halifax Hammer, ovvero la cittadina di partenza dove si va a smartellare le balle del francese)....un momento....non conoscete la soluzione di questa imperfezione? Sta tutta su un foglio A4 e consiste nel tirare dei dadi alla warhammer (quindi ad minchiam, direbbero i latini) su una tabella, attentamente studiata per sbilanciare ulteriormente il gioco a favore di una o dell'altra fazione nel minor tempo possibile, con un piccolo sforzo, la maggior parte del modello matematico su cui è basata la meccanica. Un verio genio del crimine il nostro Martino, non c'è che dire. Provate una di queste ad esempio.

Il giocatore inglese aggiunge la carta barca al suo mazzo iniziale (come se ne avesse poche)

Un’imboscata che viene bloccata non conta come un’azione ( il francese ha un orgasmo)

Se perdi il controllo di un luogo allora puoi rimuovere quella carta dalla tua mano come azione gratuita (la morte del deckbuilding )

 

In linea generale non sono assolutamente concorde nell'affermazione della comunità scientifica di BGG, che indica una fossilizzazione della strategia da parte dell'inglese. Ovviamente può capitare che un Halifax Hammer ci scappi, con la frequenza di una colite gastrointestinale dopo avere bevuto una coca ghiacciata ad agosto sotto il sole; ma ovviamente se ci togli il ghiaccio, questo non accade, non così costantemente. Essendo un gioco da due e storico, mi viene da pensare che molte persone se lo siano giocato sempre fra quel ristretto gruppetto di nicchia, dentro alla nicchia, combattendo per quei pochi acri di neve contro lo stesso generale tutte le volte. Nella mia esperienza ho trovato un po' di tutto, rendendo gradevole e divertente la partita anche perdendo, cambiando solo il mio avversario. Avendo davanti un giocatore di Magic, un wargamer, un boardgamer, un occasionale, un aggressivo, uno stratega ecc ecc ritengo che il problema da tanti indicato nel gioco sia veramente troppo additato ed eccessivamente urlato ai "quattro forum". In sede di torneo potrebbe essere molto più frequente un Halifax Hammer ovviamente, ma come gioco da torneo, lo ritengo una pessima scelta con tutto quello che offre il mercato oggi; volete mettere il divertimento generato da un torneo di Mah Jong ad esempio?  

Il gioco è molto carino, può anche passare raramente dalle due ore alle due ore e mezza, ma rimane pur sempre godibile per una serata con persone amanti del sistema "prendi carta, gioca carta, scarta carta". Il mio consiglio è di giocare i francesi, danno molte più soddisfazioni se si arriva a vincere, e di giocarli in casa vostra, cosicché in caso di tentato Halifax Hammer togliete gli approvvigionamenti all'inglese non fornendogli cibo e acque per tutti i 120 lunghissimi minuti  

Per insultarmi beavisboargames@gmail.com