[PREVIEW] Tash-Kalar: Arena of Legends

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ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco


TASH-KALAR: ARENA OF LEGENDS


Vlaada Chvatil ci ha preso gusto con il fantasy e si cimenta anche lui nello scontro tra maestri di magia.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />


ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco


TASH-KALAR: ARENA OF LEGENDS


Vlaada Chvatil ci ha preso gusto con il fantasy e si cimenta anche lui nello scontro tra maestri di magia.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />



Il pluripremiato Vlaada Chvatil si cimenta in un genere che sta riscuotendo, oggi come nel passato, molto successo. Parliamo dello scontro tra maghi: nell’arena di Tash-Kalar da due a 4 maghi si affrontano evocando creature fantasy di vario tipo.

Come ci si potrebbe facilmente aspettare dall’autore il gioco ha comunque delle caratteristiche che lo differenziano dagli analoghi del genere.

Il sistema di gioco

Facciamo riferimento per la descrizione lo scontro 1 vs 1, che è comunque la modalità di gioco principale.

Task-Kalar prevede un tabellone che rappresenta l’arena di scontro, con una griglia quadrettata ed alcune postazioni colorate per speciali effetti durante la partita, i giocatori hanno il mazzo di carte della propria fazione, con le specifiche creature che possono evocare, e dei gettoni che rappresentano le creature evocate sulla grigia quadrettata. Oltre ai mazzi specifici ci sono anche dei mazzi condivisi, e questi sono il mazzo delle creature leggendarie, che possono essere evocate da tutti i contendenti, il mazzo dei “balancers”, ovvero dei bilanciatori del gioco che possono essere giocati quando l’avversario è in vantaggio per recuperare, e infine il mazzo delle quest, che si utilizza in una delle modalità di gioco e assegnano punti se si soddisfano le condizioni riportate.

Le creature sono di svariato tipo, ma tutte divise in tre ranghi: comuni, eroiche e leggendarie (presenti nel solo mazzo comune citato). Ai tre ranghi corrispondono anche tre differenti gettoni che ciascuna fazione ha. Ogni giocatore parte con 3 carte del proprio mazzo, una carta dal mazzo delle creature leggendarie e, in aggiunta, una carta “balancer”; di norma se evoca una creatura nel proprio turno di gioco prende una nuova carta dai rispettivi mazzi (proprio o delle creature leggendarie).

Più nel dettaglio un giocatore può fare, nel proprio turno, un’azione a scelta tra due:

-piazzare un pezzo “comune” sull’arena

-evocare una creatura.

In aggiunta può, come azione extra, giocare la carta balancer se l’avversario è in vantaggio.

La prima azione consiste semplicemente nel posizionare un pezzo di rango più basso in un punto vuoto qualsiasi della griglia. Vediamo invece la più interessante azione dell’evocazione: ogni carte riporta un pattern richiesto per evocare una particolare creatura, ovvero una particolare disposizioni di pezzi sulla griglia. Per citare un esempio semplice due pedine “comuni” in riga separate da uno spazio vuoto permettono di evocare uno spadaccino nell’interspazio. Il giocatore posiziona anche in questo caso una pedina nello spazio previsto, e, in aggiunta, esegue l’azione speciale prevista dalla carta. Molte delle azioni speciali permettono, ovviamente, di eliminare unità nemiche, o anche di promuovere le unità a un rango superiore o consentono di spostarle (di norma un’unità sulla mappa non si muove una volta posizionata). Così un gigante distrugge le pedine adiacenti, un cavaliere può muovere attraverso pedine nemiche e un incantatore può convertire un’unità nemica nella propria fazione…

Occorrono pattern più complessi per generare le creature più forti e le “leggendarie” richiedono almeno un’unità eroica nel proprio pattern.

Una volta creata l’unità la carta si scarta e resta un gettone sulla mappa che servirà a generare altre unità, ma l’effetto speciale della carta si applica una sola volta e la natura della creatura si perde per il seguito della partita.



Varie modalità di gioco

Il gioco base consiste nel realizzare il maggior numero di punti completando le quest (prese dal mazzo citato). Questa modalità si può giocare in 2 o in squadra 2 vs 2 ed è una modalità meno cruenta, nel senso che le task possono prevedere anche di conquistare particolari aree dell’arena o evocare creature senza richiedere , necessariamente, lo scontro con l’avversario.

L’altra modalità d gioco è il deathmatch che si può giocare in 2, 3, o 4, tutti contro tutti. Anche in questo caso il gioco è a punti, ma si fanno unicamente eliminando i pezzi avversari e non si mettono in gioco le carte quest.

Il gioco prevede 4 mazzi, ma solo 2 fazioni (due dei mazzi sono identici a parte il colore).



Una nota sulle edizioni

Ad Essen è prevista l’edizione in inglese, poi usciranno anche le edizioni localizzate che prevedono un’edizione italiana a cura Cranio Creations e che è in programma per Lucca.

È un gioco con una dipendenza dalla lingua abbastanza elevata, dato che tutti i poteri speciali delle carte sono descritti da testo.



Prime impressioni

Molti accostanto il gioco a Summoner wars o Mage Wars, c’è da dire che in Tash-Kalar il gioco sul tabellone ha un’importanza notevole e più che a uno skirmish ricorda, per quello che si evince dal regolamento, un classico gioco da scacchiera.

Piacerà ai soliti appassionati del fantasy questa componente del gioco quasi astratta? O, al contrario, interesserà più ai giocatori avvezzi ai giochi di posizionamento?

Vedremo…, quello che è certo è che difficilmente un gioco dell’eclettico Vlaada è assimilabile a precisi generi o schemi…probabilmente pescherà nel pubblico delle due fazioni.

Altri aspetti ricordano il suo modo di progettare i giochi, come le due differenti modalità una più aggressiva e una meno, un po’ come in Mage Knight (qui però non ci sono modalità di gioco cooperativo).

Per quanto veloce (in due dura 20 minuti da quanto dichiarato) il gioco non sembra per niente banale, penso che la conoscenza del mazzo della propria fazione per pianificare i pattern e dell’avversaria per spezzarli sia fondamentale.



Un aspetto che, dai commenti in rete, è molto criticato è la presenza di tre sole fazioni con due mazzi duplicati. In effetti sembra un po’ poco, comunque l’autore ha commentato che voleva permettere ai giocatori di scontrarsi anche a parità di fazione. Poi si sa, se il gioco andrà bene arriveranno, immancabili, le espansioni.

Un aspetto su cui ho letto solo apprezzamenti, con i quali concordo, è la grafica, veramente notevole da quello che si evince dalle immagini in rete.

Nota: regolamento ancora non disponibile, anteprima scritta in base ad una versione preliminare.

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