Sopravvissuto

Squalo
Albert kok

Per la rubrica che racconta i giochi visti con gli occhi delle pedine, quale sarà il gioco da tavolo protagonista del racconto di oggi? Quale l'avventura che accompagnerà il nostro sventurato meeple?

Ho giocato a...
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The Island

Ormai la vedevo: non così lontana… non così irraggiungibile… la spiaggia, la salvezza. Dovevo farcela, nuotare e superare le onde di questo mare così infausto e così dannatamente pericoloso.

isola deserta
Lottai per spingermi sempre più avanti, ricordai le ultime ore che avevo trascorso in mezzo ad una fitta vegetazione. Sentivo altri uomini come me spostarsi sempre più velocemente verso il mare: qualcosa di tremendo covava all’interno dell’isola stessa. Ad un tratto, il terreno letteralmente era scomparso sotto i miei piedi e mi ero ritrovato a precipitare verso l’acqua. Fortunatamente per me, una barca apparsa dal nulla era stata la mia salvezza. Mi ero issato a bordo e avevo visto che c’era già un altro tizio, dai folti capelli rossi, spaventato e deciso ad andarsene da quell’inferno. Un inferno che era iniziato a scatenarsi quando avevamo visto una gigantesca balena azzurra muoversi verso di noi. Con un colpo aveva distrutto la nostra barca e ci aveva scaraventato in mare; questo era stato solo l’inizio: avevo iniziato a nuotare a più non posso e con poche bracciate mi ero staccato dal mio compare che ad un certo punto avevo sentito urlare di terrore. Una pinna di uno squalo si stava avvicinando anche nella mia direzione, avevo iniziato a nuotare sempre più veloce quando un’altra pinna, questa però ben diversa, si era avvicinata a me. Un delfino, un aiuto insperato. Mi aveva tenuto al sicuro per alcuni minuti per poi lasciarmi andare da solo.
tronco su spiaggia
Ormai la spiaggia si stava avvicinando e, con lei, la salvezza… La vedevo: non così lontana, non così irraggiungibile…  Fu allora che lo vidi ergersi tra le acque: un tremendo mostro, dalle squame violacee ostruiva il mio passaggio. Immenso, dallo sguardo minaccioso, immobile nel contemplare la mia piccolezza. Non sapevo che fare, paralizzato alla vista delle tremende fauci che avrebbero dilaniato il mio corpo. Poi però, ancora una volta - non so perché - una strana forza lo spinse lontano da me. Ormai ero quasi giunto alla salvezza. Mi trascinai sulla spiaggia, respirando a pieni polmoni e sputando l’acqua bevuta. Ma i pericoli non erano ancora terminati, un boato incredibile mi fece voltare il capo: un vulcano immenso esplose distruggendo e sommergendo i pochi resti dell’isola ancora rimasti. Ma ancor più, quello che mi sorprese fu sentire un formicolio sotto la pianta dei miei piedi e vedere quasi una cicatrice che delineava quello che a prima vista sarebbe potuto apparire come un “6”. Mi si raggelò il sangue quando sentii quasi l’eco di un urlo di trionfo giunto da chissà dove. Fu una vittoria anche per me, ero riuscito a sopravvivere alla tremenda isola…

Commenti

la cicatrice a forma di 6 è il top :D

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Complimenti vivissimi per l'ottimo post! Semplicemente fantastico....avendoci poi giocato, mi sono sentito "dentro" l'avventura in prima persona. Concordo con Agzaroth per il finale ;)

 

 

Si' ma ora voglio sapere il titolo del giocooooo aaaaaaaahhh curiosita'! Ahahahah
Che avventura questo povero meeple...

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