[L'ultimo scaffale in alto a sinistra] Dark, Darker, Darkest...anche sul gioco?

Certe volte titoli molto validi passano in sordina ingiustamente......... meccaniche originali, belle ambientazioni, materiali ottimi, tutto farebbe presagire un successo annunciato che, invece, per qualche strana fluttuazione del mercato (leggasi anche a causa di noi compratori che siamo delle creature più strane di una chimera e prevedibili quanto una nevicata in pieno agosto o un goal di Buffon) non ricevono la giusta attenzione di pubblico.
 
Questo articolo lo scrivo proprio per sottolineare quello che per me è un esempio emblematico di tale casistica...
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Dark Darker Darkest
Certe volte titoli molto validi passano in sordina ingiustamente......... meccaniche originali, belle ambientazioni, materiali ottimi, tutto farebbe presagire un successo annunciato che, invece, per qualche strana fluttuazione del mercato (leggasi anche a causa di noi compratori che siamo delle creature più strane di una chimera e prevedibili quanto una nevicata in pieno agosto o un goal di Buffon) non ricevono la giusta attenzione di pubblico.
 
Questo articolo lo scrivo proprio per sottolineare quello che per me è un esempio emblematico di tale casistica.
 

Parlo, come da titolo, di Dark Darker Darkest (d’ora in poi DDD). Titolo uscito più o meno nello stesso periodo di Zombicide e che, forse, deve proprio a tale infausta concomitanza la scarsa notorietà che ha avuto. Iniziamo subito con il dire che io sono un fan accanito di Zombicide e non è lo scopo di questo articolo elogiare DDD a scapito del collega ammazza-non-morti.

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto una bella descrizione di questo ottimo gioco.
 
Trattasi di un cooperativo da 2 a 5 giocatori di durata dichiarata intorno a alle due ore. Si gioca tutti contro il gioco (nessun cattivone umano di turno dunque) e il titolo è uscito su Kickstarter in una campagna dal discreto successo.
 
L’ambientazione è quanto di più classico. Un vero omaggio ai B-movie del genere: classica case infestata da Zombie (ma non solo) in cui i giocatori devono andare raccogliendo i codici per accedere al laboratorio segreto del Dott. Mortimer (un nome un programma). In esso chiaramente è celata la medicina per il virus che ha trasformato l’umanità in una massa di bipedi deambulanti con lo stesso QI di Balotelli......
 
Altrettanto ovviamente aprire quella porta (o era NON aprite quella porta....??) scatenerà le ire del super- abominio di turno che farà di tutto per (udite udite)........distruggere la casa! Infatti un primo elemento di originalità sta nel fatto che una volta aperto il laboratorio il gioco cambia completamente e occorrerà fare una lotta contro il tempo per impedire, uccidendolo, al super-cattivo di distruggere le quattro stanze (portanti) dell’edificio e porre fine alle nostre vite e alle speranze di guarigione dal virus......
 
Cosa dunque rende notevole questo titolo? Direte voi.......molte cose, rispondo io. Tante idee nuove e anche un tratto caratteristico del gioco che personalmente ho adorato. Ma andiamo con ordine......
 
I nostri eroi dovranno girare per la casa uccidendo gli zombie che spunteranno come funghi e cercando nelle varie stanze equipaggiamenti sempre migliori e codici per sbloccare la porta del laboratorio. Qui la prima trovata originale. Infatti le due cose citate sopra (equipaggiamenti e codici) sono la stessa cosa! Cioè ogni carta equipaggiamento ha su un angolo alcuni simboli e colori che servono come codici per aprire le porte bloccate delle stanze portanti di cui accennavo prima (una delle quali è il famoso laboratorio). Usare un equipaggiamento di quelli che si scartano dunque è una scelta difficile poiché si perde il codice in esso stampato. Stessa cosa dicasi per il gettare un’arma ormai scarica..... Se da un punto di vista tematico la cosa un pochino scricchiola come sistema di gioco funziona benissimo poiché costringe ad esplorare le stanze in cerca dei codici richiesti. Ovviamente ogni stanza è esplorabile con successo una sola volta ma esplorare è anche rischioso e può generare eventi molto nefasti. Tutto gestito con una meccanica di dadi che premia le esplorazioni di gruppo ma che rende più rischiose proprio tali azioni corali. Quindi un elemento strategico notevole sta proprio nella gestione di tali esplorazioni contando anche che le stanze sono in numero limitato!
 
Oltre a muoversi, esplorare e combattere, i nostri eroi potranno curarsi, scambiare oggetti, tentare un hackeraggio del codice del laboratorio (azione che ovviamente genera una serie di terribili conseguenze ma che talvolta è necessaria qualora non si trovi un codice richiesto) e sopravvivere. A tutto questo, come se non fosse già abbastanza si aggiungono una serie ulteriore di difficoltà.
 
Innanzitutto, ovviamente, finite le azioni dei giocatori il gioco genere nuovi zombie, attiva i mostri presenti nella casa e tiene una sorta di track del tempo a disposizione che allo scadere fa perdere la partita.
 
Inoltre ci sono le telecamere cui fare attenzione! Altra idea originale, infatti, è la presenza di tale sistema di video-sorveglianza che produce effetti nefasti tanto più probabili quanti più giocatori sono inquadrati contemporaneamente alla fine del turno. Anche questo è un rischio di cui tener conto mentre ci si muove tutti insieme tra le varie stanze della casa. Essere inquadrati infatti porta alla possibilità di aggiunta di mostri o incendi nella casa ad opera del caro Dott. Mortimer chiuso nel laboratorio.
 
E veniamo dunque ad un altro pericolo da tenere d’occhio: l’incendio. Per varie ragioni ed inevitabilmente all’avanzare dei turni di gioco, la casa prenderà fuoco. Più divampa l’incendio (che si muove in modo randomico) più diviene probabile che una stanza venga completamente avvolta dalle fiamme diventando dannosa per chi vi passa (mostri compresi) e decretando la fine del gioco qualora si tratti dell’ultima delle quattro già citate stanze portanti della casa...... Ovviamente i giocatori possono tentare di domare gli incendi ma costa azioni e tempo, entrambe risorse scarse e basilari del gioco.
 
Basta così? No! A tutto ciò si aggiunge anche che i mostri possono mordervi (non solo ferirvi ed uccidervi....), cosa che vi rende infettati dal virus e soggetti a deperimento costante (con relativa perdita di abilità speciali e spazi per gli oggetti equipaggiabili) e morte!
 
Molto altro ci sarebbe da dire, come il fatto che si può fare punti esperienza uccidendo mostri o sbloccando codici, esperienza che può essere spesa per attivare tutta una serie di effetti ed abilità speciali dei vari personaggi. Oppure la bellissima trovata del poter assegnare i danni inflitti alle creature più grosse in punti specifici cercando di azzopparle per limitarne i movimenti o di togliere loro abilità speciali o dadi di attacco.......
 
Insomma tanta tanta carne al fuoco, molto ben realizzata ed amalgamata, e molto difficile da gestire.
 
All’inizio dell’articolo citavo una caratteristica del gioco che ho adorato. È giunto il momento di svelare qual è: LA COOPERAZIONE. Al contrario di molti altri giochi cooperativi che ovviamente spingono i giocatori ad agire in modo organizzato per vincere questo titolo fa molto molto di più. Eleva la cooperazione a meccanica portante del compiere azioni e la rende il punto cruciale della strategia di vittoria da perseguire.
 
Ma vediamo come. Innanzi tutto all’inizio del turno i giocatori saranno segnati su un’apposita track come gruppi (anche di una sola persona). Tali gruppi dovranno stabilire l’ordine in cui giocheranno e dovranno esaurire tutte le azioni dei loro membri prima di poter passare al gruppo successivo. Inoltre il gioco alla fine di ogni attivazione di un gruppo reagisce e attiva i mostri nelle sue vicinanze e tutta una serie di altri effetti (indovinate un po’........tutti negativi!). Già questo, dona alla cooperazione ed alla profondità/difficoltà strategica tutta una nuova importanza...... Ma le cose non si limitano a ciò. Membri di uno stesso gruppo si difendono meglio, possono alternare le loro azioni come preferiscono, compiono in modo più efficace tutta una serie di azioni (come l’esplorazione già descritta) e, ovviamente, subiscono reazioni ed effetti negativi in forma maggiore! Adoro tale meccanica e mai prima d’ora avevo sentito in un titolo un tale impulso a cooperare ed a ragione su ogni più piccola mossa, tutti insieme!
 

I materiali sono molto solidi, le fustelle spesse ed i token grandi e robusti. Le miniature sono molto belle e ben realizzate, i dadi sono custom e ben fatti. Le immagini degli equipaggiamenti e delle stanze piuttosto belle.........peccato per la grafica del resto che non mi piace molto (trovo brutti i diversi layout utilizzati, e le icone di parecchie cose del gioco, su tutti i codici orribili). La componentistica è numerosa anche se la scatola enorme è comunque molto sovradimensionata.

La longevità appare buona data la composizione sempre diversa della casa e la varietà di situazioni e di mostri finali presenti nel gioco. Anche i personaggi sono diversi e molto vari per caratteristiche ed abilità speciali. Così come le creature più grosse che possono apparire nella casa.
 
Il gioco risulta molto difficile (ma credo si sia capito) e occorre una squadra ben affiatata per vincere. Il regolamento è complesso e richiede una lunga spiegazione anche se poi il gioco è fluido e la maggiore complessità è dovuta alle tante cose da sapere e da poter fare, non a eccezioni cervellotiche (qualcuno ha detto Wallace?). Alcune scelte grafiche non risultano particolarmente funzionali ma nessun difetto grave si trova in questo gioco.
 
Perché dunque lo scarso successo? Siamo solo nel campo delle ipotesi ma sicuramente la difficoltà nell’approcciare e vincere questo titolo può essere una delle cause. Anche il costo non proprio bassissimo (di listino siamo intorno agli 80€) non aiuta, così come il tema abbastanza abusato che a molti può non piacere. A tal proposito secondo me non si tratta di un doppione di Zombicide che è un titolo molto più rapido ed immediato, adatto a tutti e spiegabile in 10 minuti. Personalmente avrò volentieri entrambi nella mia collezione.
 
Si tratta di un titolo per giocatori seri che vogliono giocare ad un gioco tipicamente Americano ma che richiede una pianificazione ed una gestione del gruppo più vicina alla difficoltà dei tedeschi. Personalmente sono rimasto davvero colpito da questo DDD e consiglio a tutti di fare almeno un paio di partite di prova a questo gioco, che quantomeno vale la pena provare per l’amalgama di meccaniche e temi molto ben riuscito e pieno di spunti originali.
 

Inutile dire che l’edizione kickstarter aveva parecchia robetta in più che ora occorre comprare a prezzi alti in giro sulla rete se la si vuole.......

Certo di aver fomentato orde di scimmioni sulle spalle di molti di voi mi aspetto tante prove e giudizi da parte vostra!
 
Immagini tratte da BGG

Commenti

straquoto parola per parola quanto detto dal recensore; al punto che proprio qualche giorno fa ne parlavo sul forum che proprio io avevo aperto,esprimendo le stesse impressioni citate nella recensione del buon pennuto77. intanto ho fatto un altro paio di partite e posso solo confermare quanto gia' detto.DDD è un capolavoro nel suo genere! si tratta di un titolo che sfrutta un ambientazione che in altri giochi viene presa in modo quasi ironico,qui invece riproposta in uno stile molto piu' "serio"... dark,insomma! inoltre,come ho avuto modo di approfondire dopo gia' 3/4 partite fatte,in termini di profondita' di gioco e sul piano tattico/strategico,questo gioco non ha rivali! anche la longevita'/varieta' è assicurata, grazie alla mappa modulabile,elementi randomici e alle varie pianificazioni strategiche/tattiche che i giocatori possono attuare. come gia' detto,non è un titolo per novizi,o per chi volesse qualcosa di light sul genere spara e muovi.ddd è un gioco complesso quanto basta,che richiede una notevole dose di pianificazione tattico/strategica ed è pure abbastanza lunghetto( per ora le partite sono durate intorno ai 120/150 min) ma che sapra' regalarvi grandi soddisfazioni. io gli do un bel nove pieno!

Personalmente non concordo del tutto con la valutazione negativa della grafica di Pennuto77, né con la lunghezza che riferisce Jagger77 (nelle mie 5-6 partite raramente siamo arrivati alle 2 ore, alternando comunque vittorie e sconfitte), mentre concordo con tutto il resto indistintamente. Come dimostrazione, per chi mi conosce, basti dire che per me ha sostituito Zombicide, e utlimamente prediligo senza esitazione DDD. Certo, si tratta di un gioco che diversamente dall'altro non si può fare con chiunque, sia perché richiede un minimo di esperienza da parte dei giocatori, sia perché richiede più tempo per la spiegazione, ma il risultato alla fine è assai più soddisfacente e la senzazione di poter davvero gestire le cose c'è come pure l'ambientazione assolutamente pervasiva.

Da provare, sicuramente.

The (real) Goblin King You don't stop playing games because you grew older... you grow older because you stopped playing games!

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