Impressioni Visconti del Regno Occidentale

acidshampoo

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acidshampoo
Ho provato oggi il terzo capitolo della trilogia del Regno Occidentale.
Sempre un gioco di scelta azioni e gestione risorse, attraverso una meccanica di deckbuilding. Non sto ad approfondire, dico solo che mi è piaciuto molto. E in generale devo ammettere che questa trilogia l'ho gradita di più di quella dei mari del Nord. Visconti, a livello di peso di gioco, si colloca sopra Architetti e sotto Paladini. Al contrario di Architetti scala benissimo in due giocatori, il game design è il solito gioiellino in cui davvero non ti perdi mai né devi sfogliare il manuale. Il gioco ha un regolamento chiaro, senza sottoregole né eccezioni, ma nonostante questo è un gioco di ampio respiro e con un sacco di cose. Di nuovo mi piace il fatto che in partita renda molto verticalizzare la propria strategia, chiaramente il gioco fa di tutto per impedirtelo (un po' come in Lorenzo il Magnifico, per dire). I modi per fare i punti sono diversi (quelli più evidenti sono tre) ma non ti piovono addosso a caso e anzi, c'è una costruzione del motore di gioco molto forte e percepibile. La pioggia è più quella dei bonus, cosa che di solito non amo ma qua non l'ho trovata fastidiosa perché sensata, ben integrata e strutturale. Originale e divertente la corsa alla parte alta della torre, così come i due finali diversi per il gioco, che distribuiscono diversamente un tot di punti. Insomma, un gioco molto piacevole, discretamente profondo e per me decisamente promosso.
 
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mcrally

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mcrally
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Scusa la domanda, ma quando si dice che questo è il terzo della "trilogia" cosa si intende?
C'è una storia dietro che li collega?
Si può giocare senza aver mai visto gli altri? è un upgrade dei precedenti?
Chi non ha visto nessuno dei tre, gli conviene prendere il terzo perché racchiude un po' delle meccaniche dei precedenti?
Hanno lo stesso legame che c'è tra un "Above And Below" e "Near and Far"? ovvero l'autore e il mondo immaginario in cui sono ambientati e nient'altro?

Mi spiegate per favore?
 

Mithrandir88

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Mithrandir88
Scusa la domanda, ma quando si dice che questo è il terzo della "trilogia" cosa si intende?
C'è una storia dietro che li collega?
Si può giocare senza aver mai visto gli altri? è un upgrade dei precedenti?
Chi non ha visto nessuno dei tre, gli conviene prendere il terzo perché racchiude un po' delle meccaniche dei precedenti?
Hanno lo stesso legame che c'è tra un "Above And Below" e "Near and Far"? ovvero l'autore e il mondo immaginario in cui sono ambientati e nient'altro?

Mi spiegate per favore?
Ciao, i tre giochi sono totalmente indipendenti. Una storia di fondo c'è, ma ai fini del gameplay non è importante. Le cose che troverai comuni saranno i personaggi sulle carte, gli edifici e le terminologie.
Io li possiedo tutti e tre e trovo visconti il più divertente (anche se il mio preferito è paladini). Lo trovo molto ben equilibrato tra complessità e durata. Ad oggi ho circa 15 partite all'attivo e devo dire che non mi ha ancora stancato, lo gioco sempre volentieri e una partita tira l'altra.
Con cronache del regno occidentale potrai giocare tutti e tre i giochi in sequenza oppure potrai provare la modalità cooperativa.
Ti consiglio di vedere i video che hanno realizzato Vincenzo e Flavio che sicuramente ti spiegheranno meglio di me :)
Ti lascio il link ad uno dei video di Flavio visto che quelli di Vincenzo stanno su
 

Poldeold

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Chiedo a chi lo ha giocato:
- originalità? C'è qualcosa di originale?
- deck building: è un deck building che da soddisfazione (cioè dove si sente veramente che la costruzione del mazzo è fondamentale per l'andamento della partita)? Oppure è un DB "mascherato"?
 

Fedellow

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Chiedo a chi lo ha giocato:
- originalità? C'è qualcosa di originale?
- deck building: è un deck building che da soddisfazione (cioè dove si sente veramente che la costruzione del mazzo è fondamentale per l'andamento della partita)? Oppure è un DB "mascherato"?
Ho una sola partita all'attivo, ma per quello che ho visto:
- di originale non c'è poi molto a mio avviso, sono varie meccaniche/minigiochi messi assieme. L'unica cosa un po' diversa dal solito è la gestione del castello al centro, ma neanche più di tanto alla fine.
- non mi è sembrato un deck-building inteso come "al solito", l'impressione è che serva smuovere un sacco il mazzo per avere quella data mano in quel dato momento. La cosa particolare, in tal senso, è che quando vuoi eliminare una carta dal gioco puoi scegliere solo tra le carte in mano o la prima carta coperta del mazzo di pesca: il non poter scegliere tra gli scarti è una cosa quasi straniante! Lo avrei voluto rigiocare per capire meglio questo aspetto, ma la situazione generale mi ha troncato le gambe, purtroppo.

Aspetto anche io qualche voce sull'argomento.
 

pjojo

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Ho una sola partita all'attivo, ma per quello che ho visto:
- di originale non c'è poi molto a mio avviso, sono varie meccaniche/minigiochi messi assieme. L'unica cosa un po' diversa dal solito è la gestione del castello al centro, ma neanche più di tanto alla fine.
- non mi è sembrato un deck-building inteso come "al solito", l'impressione è che serva smuovere un sacco il mazzo per avere quella data mano in quel dato momento. La cosa particolare, in tal senso, è che quando vuoi eliminare una carta dal gioco puoi scegliere solo tra le carte in mano o la prima carta coperta del mazzo di pesca: il non poter scegliere tra gli scarti è una cosa quasi straniante! Lo avrei voluto rigiocare per capire meglio questo aspetto, ma la situazione generale mi ha troncato le gambe, purtroppo.

Aspetto anche io qualche voce sull'argomento.
Come di consueto, Shem reinventa meccaniche note, combinandole in modo da regalare, a mio avviso, un'esperienza di gioco nuova. Il deck building è solo uno degli elementi, quindi non è portante come altri giochi del genere, in primis perché il ricambio di carte in mano è di base 1 carta a turno. Volendo è possibile anche costruire tattiche per far ruotare il mazzo molto velocemente (con gli scarta carte, rimischia mazzo e distruggi carte). La gestione del tracciato corruzione e reputazione è un altro elemento fondamentale che si inizia a padroneggiare meglio dopo qualche partita. Sul distruggere carte, aggiungo che è anche un ottimo modo per fare monete

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Fedellow

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Come di consueto, Shem reinventa meccaniche note, combinandole in modo da regalare, a mio avviso, un'esperienza di gioco nuova.
Vero, verissimo per quel che mi riguarda. È per questo che, come dice un mio amico, "gli sto pagando la pensione" prendendo moltissimi dei suoi titoli. Le sue varianti sul tema piazzamento lavoratori mi hanno sempre divertito e, aggiungi, ogni suo titolo m'ha sempre lasciato una gran voglia di rigiocarlo: in particolare è successo con Visconti, visto che è uscito un po' dalla linea dei due titoli precedenti.
 

iugal

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Provato in 4 giocatori.
Da non fan della serie, questo l'ho apprezzato più degli altri.
Già con il precedente Paladini, aveva abbassato l'interazione diretta, che nei precedenti ho sempre trovato ingiustificata per la tipologia di gioco.
In questo Visconti mi è sembrato tutto ben bilanciato.

Ha sempre alcuni stilemi ricorrenti:
- I sistemi di punteggio che ti portano alla specializzazione
- La condotta di gioco duplice da "cattivo" o da "buono"
- Una simbologia ricca, sebbene tutto sommato assimilabile

Struttura del turno un po' profusa e non molto intuitiva, soprattutto per un paio di circostanze da ricordare che spesso si dimenticano.
Comunque l'ho apprezzato in particolare per alcune trovate tutto sommato originali, anche se nulla di clamoroso.
 

Zadrow

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Fatta una partita su Tabletopia.
La prima impressione è che sia un buon gioco, senza nulla di particolarmente oeiginale, ma decisamente piacevole.
Molto meglio di Architetti (che a me non è porpio piaciuto). Rispetto a Paladini è meno complesso, un po' più veloce e snello. Nel complesso forse preferisco Paladini.
Buon gioco, ma non un capolavoro.
Ovviamente sono impressioni da prima partita. Lo rigioco volentieri
 

Ichi87

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vi lascio con il confronto della trilogia del regno occidentale:


Buona visione e buon gioco.

Ciao ho visto un po' i tuoi video e mi sento di dirti che sicuramente sottovaluti la difficoltà di questi titoli, per quanto non siano certo ingiocabili :) Forse tu ci hai giocato parecchio (a questi e altri) ma ricordati che non ci sono solo dei supergamer esperti in giro per il web ;) Dire che Architetti ha "due regole in croce" per esempio è davvero fuorviante. Allora Raiders cos'è un party game? :D
Comunque grazie mi sei stato utile perché stavo cercando di capire se buttarmi sui Visconti! Ho provato tutti i titoli precedenti ma non possiedo ancora niente dell'autore eheh
 

vincyus

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Ciao ho visto un po' i tuoi video e mi sento di dirti che sicuramente sottovaluti la difficoltà di questi titoli, per quanto non siano certo ingiocabili :) Forse tu ci hai giocato parecchio (a questi e altri) ma ricordati che non ci sono solo dei supergamer esperti in giro per il web ;) Dire che Architetti ha "due regole in croce" per esempio è davvero fuorviante. Allora Raiders cos'è un party game? :D
Comunque grazie mi sei stato utile perché stavo cercando di capire se buttarmi sui Visconti! Ho provato tutti i titoli precedenti ma non possiedo ancora niente dell'autore eheh
sicuramente la difficoltà è soggettiva e dipende dall'esperienza di chi sta valutando il gioco (se è abituato a giochi di un certo peso).
Mi è capitato di leggere da qualche parte che giochi come Tapestry sono impegnativi... per me non è così, ma se uno è abituato a giochi molto più leggeri ci può stare.
Per me Architetti rimane il più semplice\immediato\tranquillo\veloce dei 3... non che questo si traduca in un difetto, semplicemente riscontra meno i miei gusti.
Grazie a te per aver esposto il tuo pensiero :)
 

Poldeold

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poldeold
La questione del "peso" è sempre piuttosto soggettiva. Io sono spesso prudente nel valutarne la difficoltà proprio perché la soggettività e l'esperienza di gioco possono "inquinare" il giudizio per questa speciale caratteristica: è chiaro (e umano) che quando un giocatore è abituato a certi automatismi e ha giocato tanto ritiene più semplici alcuni giochi di quanto risulterebbero ad un neofita.

Detto ciò per dare una parvenza di "oggettività" ampliando il campione è interessante notare come su BGG i seguenti giochi hanno un peso che permette di trarre delle conclusioni:
- Ticket To Ride (tra gli introduttivi family per antonomasia): 1.85;
- Stone Age (uno dei secondi passaggi più celebri se si vuole andare per gradi): 2.48;
- Architetti: 2.76;
- Tapestry: 2.87;
- Marco Polo: 3.19;
- Visconti: 3.61;
- Paladini: 3.64.

Al di là che ci sarà sempre qualcuno che sostiene che questi numeri non vogliono dire nulla, sono anche gli unici numeri risultanti da un discreto campione di utenti su cui si può fare una minima riflessione.
Cosa noto:
1) Architetti risulta più impegnativo di un classico come Stone Age considerato da molti come il secondo scalino dopo i family più semplici (stile Ticket to Ride);
2) Tapestry (che è stato citato) ha più o meno lo stesso livello di difficoltà di Architetti e quindi il discorso potrebbe essere analogo;
3) Visconti e Paladini sembra siano piuttosto affini e molto più difficili da assimilare rispetto ad Architetti (da qui l'impressione che forse ha @vincyus sulla presunta facilità nel giocare ad Architetti).

Cosa ne concludo? Che Architetti può essere proposto anche a neofiti ma meno "a cuor leggero" rispetto a Stone Age o TtR. Mentre Visconti (che non ho ancora giocato) e Paladini sono già un altro mondo.
Tutto questo discorso tiene fino a un certo punto. Come fa spesso notare qualcuno, dipende anche molto dalla motivazione dei neofiti che ho di fronte. Di certo se mi trovassi in sala a divulgare e dovessi scegliere che "german" far giocare a neofiti che non conosco, sceglierei di seguire le possibilità proposte sopra partendo da TtR e forse non da Architetti.
 

eomer

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La questione del "peso" è sempre piuttosto soggettiva. Io sono spesso prudente nel valutarne la difficoltà proprio perché la soggettività e l'esperienza di gioco possono "inquinare" il giudizio per questa speciale caratteristica: è chiaro (e umano) che quando un giocatore è abituato a certi automatismi e ha giocato tanto ritiene più semplici alcuni giochi di quanto risulterebbero ad un neofita.

Detto ciò per dare una parvenza di "oggettività" ampliando il campione è interessante notare come su BGG i seguenti giochi hanno un peso che permette di trarre delle conclusioni:
- Ticket To Ride (tra gli introduttivi family per antonomasia): 1.85;
- Stone Age (uno dei secondi passaggi più celebri se si vuole andare per gradi): 2.48;
- Architetti: 2.76;
- Tapestry: 2.87;
- Marco Polo: 3.19;
- Visconti: 3.61;
- Paladini: 3.64.

Al di là che ci sarà sempre qualcuno che sostiene che questi numeri non vogliono dire nulla, sono anche gli unici numeri risultanti da un discreto campione di utenti su cui si può fare una minima riflessione.
Cosa noto:
1) Architetti risulta più impegnativo di un classico come Stone Age considerato da molti come il secondo scalino dopo i family più semplici (stile Ticket to Ride);
2) Tapestry (che è stato citato) ha più o meno lo stesso livello di difficoltà di Architetti e quindi il discorso potrebbe essere analogo;
3) Visconti e Paladini sembra siano piuttosto affini e molto più difficili da assimilare rispetto ad Architetti (da qui l'impressione che forse ha @vincyus sulla presunta facilità nel giocare ad Architetti).

Cosa ne concludo? Che Architetti può essere proposto anche a neofiti ma meno "a cuor leggero" rispetto a Stone Age o TtR. Mentre Visconti (che non ho ancora giocato) e Paladini sono già un altro mondo.
Tutto questo discorso tiene fino a un certo punto. Come fa spesso notare qualcuno, dipende anche molto dalla motivazione dei neofiti che ho di fronte. Di certo se mi trovassi in sala a divulgare e dovessi scegliere che "german" far giocare a neofiti che non conosco, sceglierei di seguire le possibilità proposte sopra partendo da TtR e forse non da Architetti.
Tutto giusto.
Ma visconti non fà ancora testo. Troppi pochi i voti espressi. Tra un'annetto i suoi valori diventeranno rilevanti per un'analisi statistica.
 
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