a proposito di "Squillo" da Il Fatto Quotidiano

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda illupi » 9 gen 2014, 12:09

Morg ha scritto:
illupi ha scritto:Sui danni alle persone (furto omicidio) la mia convinzione è che siano vietati per convenienza pratica e non morale. permetter l'omicidio creerebbe continua instabilità in un modo che almeno ora ha bisogno di gente che 'stia al suo posto per un tot di tempo', e quindi conviene vietarlo, e fortunatamente questa cosa torna bene anche la morale....tanto però che si può benissimo vedere che omicidi legalizzati ne esistono ed esiston da sempre (servizi segreti, pena di morte, guerre).


Ahi, qui proprio non ti seguo, omicidio vietato per convenienza pratica?
Quelli che citi sono casi molto particolari, eccezioni alla regola che non la inficiano(ma anche la pena di morte non esiste certo ovunque per esempio).
La norma sia legale che 'morale' si dà per scontato sia riferita ad una situazione 'normale' ovviamente. La guerra non mi pare il contesto ideale per parlare di questo :grin:


Non "per convenienza pratica" ma di certo la praticità vota a favore dello stesso. Nel "vecchio west" ma anche nell'america di oggi (non so se in tutti ma almeno un po' di stati), se fai un passo nella proprietà privata di un'altra persona senza esser autorizzato, quella persona acquisisce diritto di usare qualunque grado di violenza per ristabilire la sua proprietà, indipendentemente da cosa stai facendo (metti un senzatetto che si adagia sul prato di casa tua, hai diritto di sparargli per salvaguardare la tua proprietà). Quindi il concetto di "omicidio" visto come male è relativo anche lì.

Una persona buona di cuore dice, giustamente, che qualunque tipo di violenza uomo contro uomo andrebbe condannata, e sembra che tutto il mondo la pensi così, poi invece vai a guardar meglio e ci sono molti casi in cui l'omicidio è consentito senza neanche cause di vita o morte (come la legittima difesa). Per me è un controsenso, e dire "ma alcuni son casi particolari" non li rende meno controversi.
(E sarà per la mia formazione scientifica, ma il contrario di "questa cosa non si può mai fare" non è "questa cosa è sempre permessa" ma è invece "questa cosa si può fare almeno una volta".....se permetti l'omicidio 'legale' una volta, non puoi dire che lo consideri assolutamente da vietare)


Per chiarezza, specifico che per quanto sia una semplice opinione personale, non vuol comunque dire che stia 'giustificando' l'omicidio, ma solo che la questione dei valori morali condivisi, quando rapportati a qualcosa come appunto l'omicidio, mi fa sempre pensare a dei controsensi.

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Messaggioda Morg » 9 gen 2014, 12:45

illupi ha scritto:
Morg ha scritto:
illupi ha scritto:Sui danni alle persone (furto omicidio) la mia convinzione è che siano vietati per convenienza pratica e non morale. permetter l'omicidio creerebbe continua instabilità in un modo che almeno ora ha bisogno di gente che 'stia al suo posto per un tot di tempo', e quindi conviene vietarlo, e fortunatamente questa cosa torna bene anche la morale....tanto però che si può benissimo vedere che omicidi legalizzati ne esistono ed esiston da sempre (servizi segreti, pena di morte, guerre).


Ahi, qui proprio non ti seguo, omicidio vietato per convenienza pratica?
Quelli che citi sono casi molto particolari, eccezioni alla regola che non la inficiano(ma anche la pena di morte non esiste certo ovunque per esempio).
La norma sia legale che 'morale' si dà per scontato sia riferita ad una situazione 'normale' ovviamente. La guerra non mi pare il contesto ideale per parlare di questo :grin:


Non "per convenienza pratica" ma di certo la praticità vota a favore dello stesso. Nel "vecchio west" ma anche nell'america di oggi (non so se in tutti ma almeno un po' di stati), se fai un passo nella proprietà privata di un'altra persona senza esser autorizzato, quella persona acquisisce diritto di usare qualunque grado di violenza per ristabilire la sua proprietà, indipendentemente da cosa stai facendo (metti un senzatetto che si adagia sul prato di casa tua, hai diritto di sparargli per salvaguardare la tua proprietà). Quindi il concetto di "omicidio" visto come male è relativo anche lì.

Una persona buona di cuore dice, giustamente, che qualunque tipo di violenza uomo contro uomo andrebbe condannata, e sembra che tutto il mondo la pensi così, poi invece vai a guardar meglio e ci sono molti casi in cui l'omicidio è consentito senza neanche cause di vita o morte (come la legittima difesa). Per me è un controsenso, e dire "ma alcuni son casi particolari" non li rende meno controversi.
(E sarà per la mia formazione scientifica, ma il contrario di "questa cosa non si può mai fare" non è "questa cosa è sempre permessa" ma è invece "questa cosa si può fare almeno una volta".....se permetti l'omicidio 'legale' una volta, non puoi dire che lo consideri assolutamente da vietare)


Per chiarezza, specifico che per quanto sia una semplice opinione personale, non vuol comunque dire che stia 'giustificando' l'omicidio, ma solo che la questione dei valori morali condivisi, quando rapportati a qualcosa come appunto l'omicidio, mi fa sempre pensare a dei controsensi.


Comprendo il ragionamento, ma non condivido il termine controsenso. Anche i casi da te citati fanno parte di una condivisione libera di valori, gerarchizzata in quel modo. Non si parla di leggi fisiche, che non ammettono specificità singolari :grin:
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Messaggioda LordDrachen » 9 gen 2014, 13:32

Morg ha scritto:Qui in realtà non vedo la magagna, essere 'francese' E' una condizione convenzionale e tecnica giuridica. Non è un attributo morale o etico.

Vallo a domandare in Serbia (o in Albania) se è una condizione tecnica l'identità nazionale e se non è invece un attributo etico-morale-culturale.
Tu stai ragionando da cittadino del mondo perché la tua società è fortemente anti-identitaria, ma c'è una grande parte del mondo che non si sente affatto così.
L'identità culturale dovrebbe riflettersi in una identità nazionale, se quest'ultima si riduce a mero tecnicismo perde completamente di significato.
Senza questo significato tu puoi fare tutte le leggi che vuoi a maggioranza, e avrai sempre una minoranza che non le accetta perché non ne riconosce la legittimità morale, sia a livello individuale che di gruppo.
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Messaggioda LordDrachen » 9 gen 2014, 13:48

Morg ha scritto:mantenere leggi e morale dell'800 perchè non dobbiamo scordarci chi eravamo? No grazie.

Sei un po' ossessionato dalle leggi, Morg.
La vita non è solo leggi, la stessa società non è fatta di sole leggi.
Esiste un piano etico-morale-culturale che continua sfuggirti nel ragionamento, un piano che non-necessariamente si traduce in leggi ma che va considerato.
Puoi mettere due culture diverse a fianco e non necessariamente andranno d'accordo, nonostante le leggi gli vadano bene.
dando importanza e spazio a tradizioni culturali come fiere, feste di paese, tenendo vivi i dialetti ecc. ecc.; non vedo necessità di mantenere lo ius prime noctis perchè parte del nostro passato (estremizzo).

Confondi le tradizioni con il folklore. Quello è solo folklore svuotato spesso di significato, esattamente come l'essere cittadino francese è svuotato di identità francese.
Le tradizioni investono il piano filosofico dell'esistenza di un popolo, il piano appunto morale di quello che viene considerato bene e male.
E' un discorso sul tipo di vita si fa. Di come si vuole vivere. Di dove si vuole andare. Ora è abbastanza facile che i gruppi sociali vogliano andare in direzioni differenti, siano essi classi, etnie o semplici individui.
Non è un discorso di necessità (altra ossessione moderna), e non è un discorso di "mantenere" qualcosa.
E' un discorso di quello che si crede BENE.
La cultura di un dato territorio non può essere sancita solo a colpi di maggioranza: credenze, i tabù, i valori non possono essere sanciti per votazione.
Altrimenti giustificheremmo la cinesizzazione del Tibet grazie ad una scientifica opera di invasione demografica.
Non c'è niente di diverso: una maggioranza che impone la sua agenda sulla minoranza va ad operare una forma di genocidio culturale.
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Messaggioda Morg » 9 gen 2014, 14:47

LordDrachen ha scritto:
Senza questo significato tu puoi fare tutte le leggi che vuoi a maggioranza, e avrai sempre una minoranza che non le accetta perché non ne riconosce la legittimità morale, sia a livello individuale che di gruppo.


Ora ho capito dov'è il nocciolo della nostra 'diatriba', ed è una mia mancanza. Non ho capito qual'è l'alternativa :oops:
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Messaggioda LordDrachen » 9 gen 2014, 14:52

Morg ha scritto:Ora ho capito dov'è il nocciolo della nostra 'diatriba', ed è una mia mancanza. Non ho capito qual'è l'alternativa :oops:

Se la sapessi nel dettaglio forse non sarei a sproloquiare sulla TdG :lol:
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Messaggioda Morg » 9 gen 2014, 15:07

LordDrachen ha scritto:
Morg ha scritto:dando importanza e spazio a tradizioni culturali come fiere, feste di paese, tenendo vivi i dialetti ecc. ecc.; non vedo necessità di mantenere lo ius prime noctis perchè parte del nostro passato (estremizzo).

Confondi le tradizioni con il folklore. Quello è solo folklore svuotato spesso di significato, esattamente come l'essere cittadino francese è svuotato di identità francese.


Beh, che siano svuotate di valore lo stai supponendo tu, nessuno lo impone :grin:


La cultura di un dato territorio non può essere sancita solo a colpi di maggioranza: credenze, i tabù, i valori non possono essere sanciti per votazione.
Altrimenti giustificheremmo la cinesizzazione del Tibet grazie ad una scientifica opera di invasione demografica.
Non c'è niente di diverso: una maggioranza che impone la sua agenda sulla minoranza va ad operare una forma di genocidio culturale.


Qui ti seguo, ma saremmo in presenza di un'opera di invasione appunto. Bisognerebbe sedersi e discutere su quanto questa sia giustificata o meno, accettabile o meno, ecc. ecc.
Il problema della nazionalità rimane comunque sicuramente spinoso in molti luoghi in cui esistono minoranze etniche isolate, quindi non parte di una società comune (penso alle tribù amazzoniche o asiatiche), ma sono casi che infatti vengono trattati singolarmente.
In un contesto come il nostro sono problemi che non vedo però.
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Messaggioda Morg » 9 gen 2014, 15:09

LordDrachen ha scritto:
Morg ha scritto:Ora ho capito dov'è il nocciolo della nostra 'diatriba', ed è una mia mancanza. Non ho capito qual'è l'alternativa :oops:

Se la sapessi nel dettaglio forse non sarei a sproloquiare sulla TdG :lol:


Ahahahah, :beerchug:
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Messaggioda prezio » 13 gen 2014, 12:37

Tanto clamore per un gioco di carte (peraltro vietato a chi ha meno di 18 anni).


Però internet aperto a tutti con pornazzi ovunque va bene (sia chiaro: niente contro i pornazzi eh, ma mi sta sulle scatole la poca coerenza). E' un gioco. Prendetelo come tale.
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Messaggioda FCM » 13 gen 2014, 13:15

Chi ha ha detto "è un gioco" ha la sua parte di ragione e ci può stare un gioco a tema porno nella società sessista di oggi.
Avrei suggerito all'ideatore quanto meno di indirizzarsi sul tema CINEMA (ovviamente tema mascherato) e non sulla vita reale e tragica che alcune donne subiscono involontariamente.

Ho amici che si occupano e donano il loro tempo libero a cercare di aiutare le prostitute di strada (come li chiama il gioco) ad uscire da questa schiavitù concessa loro da persone schiaviste che le usano.
Le storie che mi raccontano questi amici non sono sicuramente un gioco ma la realtà... una raltà di sofferenza e prigione di inganno e false promesse.
Alcune di queste storie finiscono con l'omicidio!

Nel gioco si parla di un tema molto intimo e particolare della sfera umana.

Non è mica giocare ad un wargame dove si ricrea una battaglia storica o eventi storici... (dico questo perchè qualcuno potrebbe dire che se gioco ai wargames non devo essere mica un violento e guerrafondaio) la sensibilità rimane in questo caso circoscritta in amibito militare.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

Ciao Goblin! :grin:
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