Aggettività: ovvero Quando l'autore diventa specificazione

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Aggettività: ovvero Quando l'autore diventa specificazione

Messaggioda Stef » 11 apr 2007, 17:40

Apro questo topic per identificare alcuni aggettivi che si stanno via via diffondendo negli ambienti di noi patiti di dadi, miniature e cubetti di legno.

Quante volte avete letto di recente termini come "faiduttiano" o "kniziano"?

In pratica, quali sono gli autori che hanno, col particolare stile impresso ai loro gioco, dato vita ad un vero e proprio "aggettivo"?

A me su due piedi vengono in mente solo i due figuri sopra citati:

- Faiduttiano -> Bruno Faidutti: identifica un gioco fondamentalmente leggero e caratterizzato da una grande quantità di diversi personaggi/oggetti/edifici, ciascuno dotato di sue abilità speciali. Il tipico gioco "Faiduttiano" è Citadels. Altri giochi di Faidutti che hanno contribuito sono Castle, Fist Of Dragonstones e Dragon's Gold. Giochi non di Faidutti che ho visto definiti come "faiduttiani" sono Ruse & Bruise di Lutz Stepponat e Um Krone und Kragen di Thomas Lehmann.

- Kniziano -> Reiner Knizia: il legame col Vate dell'astratto identifica, appunto, meccaniche fredde, solitamente matematiche. Knizia è anche (e soprattutto?) sinonimo di "posticcio" (come sottolineano anche le strip di Board2Pieces): creo un gioco e ci appiccico spudoratamente un tema. I giochi distintivi di Knizia sono decisamente Tigris & Euphrates, Ra e Modern Art. Giochi che ho visto definiti come "Kniziani" sono Ur di Paolo Mori e Clans di Leo Colovini.

Badate: non intendo giochi che "copiano" uno stile, bensì titoli che incarnano le caratteristiche tipiche dei giochi degli autori citati. ;)

Al momento girovagando per siti e forum non mi pare di notare altri neologismi simili. Sbaglio?
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Messaggioda Angiolillo » 11 apr 2007, 17:48

Thread interessantissimo!

Auspico che presto si arrivi a definire Sciarrico, Magginepitellico, Lupertico, Ornelliano, Moresco, Obertico, Papiniano, Sorrentinesco e così via... ;)
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Messaggioda Lobo » 11 apr 2007, 17:56

Angiolilliano...

Comunque Papinesco esiste già: gioco di bellezza estetica insuperabile, affascinante nelle sue meccancihe molto complicate di lunghezza estenuante e soprattutto di costo elevatissimo di produzione con margini inesistenti per il creatore. :grin:

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda randallmcmurphy » 11 apr 2007, 19:20

Beh..di autori così prolifici ma sempre riconoscibili come Knizia ce ne sono pochi..

Di quelli che conosco io mi vengono in mente Baker (quello di heroquest e compagnia bella) Kramer e Wallace...ma sinceramente non saprei dire se la loro attività può aver creato un "brand" riconoscibile.. :grin: e sicuramente, almeno per la mia esperienza, non hanno generato neologismi, mentre Knizia sicuramente sì..

Forse solo Baker, fra questi, è stato così fedele a sè stesso facendo solo giochi di smazzuolamento..ma non mi cimento in definizione e comparazioni..mi interessa di più il parere di chi magari ha più nozioni di me in materia..

P.S. Concordo sul Papinesco, specialmente dopo aver giocato a Michelangelo, ma spero per lui che l'ultima parte della definizione possa mutare in meglio.. :grin:

Soprassiederei invece sullo "sciarrico" che da buon siciliano mi pare più un aggettivo legato a qualche spiacevole e litigioso evento.. :grin:
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Messaggioda linx » 11 apr 2007, 20:04

Secondo me un Teuberiano ci sta tutto:
Teuber produce sempre giochi con risorse raccolte durante turni propri e altrui tramite lanci di dado o altri meccanismi fortunosi per sviluppare giochi con una corsa alla più rapida espansione e un sistema più o meno limitato ed indiretto per contrastare gli avversari.
Per quanto i suoi giochi spesso si assomiglino per me sono un punto di riferimento.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Angiolillo » 12 apr 2007, 10:50

Anche Randolphiano sarebbe IMHO agevolmente definibile, con più di 200 giochi pubblicati.
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Messaggioda magobaol77 » 12 apr 2007, 12:08

sulla classificazione dello stile delle ambientazioni come "Kniziane" non sono d'accordo. Un'ambientazione "appiccicata" alla knizia è Lost Cities, o Kingdoms. Non c'è praticamente correlazioen tra meccaniche e simulazione. in Tigris ci sono parecchi richiami, dai leader, alla funzione dei vari aspetti, ai conflitti...
Clans e Ur, pur essendo giochi obbiettivamente centrati sulle meccaniche, hanno ambientazioni, a mio avviso, adeguate e discretamente calzanti (soprattutto Ur).
Le capannine di clans che piano piano di raggruppano, danno l'idea di popoli che si aggregano (non danno una simulazione adeguata, certo), rendono "l'atmosfera". Ancor di più Ur, dove con la guerra si conquista veramente, l'agricoltura fornisce uno sviluppo immediato e basilare (come agli inizi della civiltà), il commercio funziona se si hanna "vicini" con cui commerciare. Rimane un German Games, ma decisamente ben ambientato. mi pare esagerato classificare come Kiniziani tutti i German centrati sulle meccaniche. Le ambientazioni veramente appiccicate sono altre!
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