Ambientazione giochi

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Ambientazione giochi

Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 15:00

Quale è l'ambientazione, storica o fantasy, del vostro gioco ideale?...... e perché?

Quali sono gli ingredienti che opportunamente miscelati compongono la migliore ambientazione in un gioco?

Avete già individuato e giocato un titolo che risponda al quesito e alle vostre aspettative?
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Messaggioda iena » 10 mar 2010, 16:56

Per ogni tipo di gioco di ruolo, di carte, da tavolo che sia io prediligo (anzi sono un fanatico) dell'ambientazione fantasy. Volendo essere più preciso un fantasy "high-magic level" alla Forgotten Realms. E qui arrivano i dolori: se dal punto di vista del gioco di ruolo esiste una ricchezza di materiale inimmaginabile, è chiaro che per ciò che riguarda Boardgame ed altro c'è veramente poco.
Adoro i Reami perchè c'è tutto ed il contrario di tutto: soltanto lì mi sembra davvero che la fantasia non abbia confini. E poi i personaggi... Anni di romanzi e supplementi hanno dato uno spessore tale agli abitanti del Faerun che durante le nostre sessioni mi sembra di conoscere per davvero le persone con cui interagisco.
Non ho ancora trovato il Boardgame fantasy ideale... Runebound mi piace molto, ma capirete che ad un certo punto manca di spessore... WOW the boardgame non sarebbe male se non fosse che certe fasi (tipo il combattimento) sono a mio avviso molto faragginose... Ero stato tentato con Return of the Heroes ma manca l'interazione fra giocatori che, almeno un minimo, è fondamentale.
Comunque alla fine la domanda focale è: Perchè il fantasy? Perchè da parte mia c'è immedesimazione e senso dell'epicità che fa "staccare" dalla realtà piatta... Tutte cose che in un gestionale non so trovare...
Chiamami IENA!!
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Messaggioda Raistlin » 10 mar 2010, 18:41

Le ambientazioni che prediligo sono quella fantasy e quella horror. Forse maggiormente quella horror, ma i giochi che permettono di calarsi al meglio in quest'ultima sono pochini trovo.. Infine non disdegno l'ambientazione spaziale.

I giochi ideali per ciascuna di queste ambientazioni? Mmm.. vediamo.. beh per il fantasy ci dovrei riflettere sopra un po', su due piedi non saprei. Per il tema horror credo Fury of Dracula e Vampire - The Eternal Struggle, mentre per il tema spaziale direi Dune.

In assoluto fra i giochi che conosco direi che Dune rappresenta un livello tale di perfezione di simbiosi tra i due fattori tema/meccaniche che mai ho provato in altri giochi (almeno fino ad oggi): davvero non saprei infatti dire quanto del bello del gioco dipenda dal primo o dal secondo fattore. Una rarità.

Uno degli ingredienti principali credo sia il flavor. Forse potrebbe non sembrare ma una buona dose di flavor ed una buona qualità dello stesso sono vitali per l'ambientazione; un altro ingrediente secondo me è il collimare per associazione logica di ciò che meccanicamente avviene nel gioco con il realismo della tematica. Faccio un esempio per spiegare cosa intendo: 'tappare' una carta 'arma' per usufruire del bonus di attacco che dà al mio eroe di turno rende per me molto più l'idea di utilizzo di un'arma del magari scartare tre carte dalla mano con i simboli giusti richiesti per ottenere lo stesso effetto. Chiaro che dipende anche dal contesto, ma spero di avere reso l'idea; tuttavia questo è un discorso un tantino più delicato e profondo in quanto non escludo che l'abitudine mentale e il 'luogo comune' in quest'ambito potrebbero dare luogo a 'idee di realismo' molto personali; voglio dire, chi lo dice che il 'tappare' una carta per usarla rappresenti più realisticamente una data azione piuttosto che lo scartare le carte? Per me è così, ma potrebbe non esserlo per altri, ma non vorrei entrare troppo profondamente in un complesso discorso psicologico assolutamente fuori tema.
Altro ingrediente è un uso non troppo elevato di icone, sempre secondo me. Per quanto piacciano sempre più da quel che vedo in giro, in quanto (forse) più immediate e con il pregio (puramente commerciale) di rendere un gioco indipendente dalla lingua, a mio avviso danno al gioco una sensazione di freddezza non indifferente.

Ma più che di ingredienti io parlerei più in generale di 'struttura'; trovo infatti che i giochi le cui meccaniche siano un completo derivato (o quasi) dell'ambientazione cui fanno riferimento, non siano paragonabili a quelli in cui avviene invece il contrario - ossia una meccanica algoritmica su cui viene adattata alla bell'e meglio una tematica. Purtroppo la maggior parte dei giochi rientra nella seconda categoria, soprattutto - e via via sempre più direi - nelle produzioni più recenti. Vero è che i primi possono portare a dei sotto-difetti però; ad esempio alcuni giochi necessitano della conoscenza da parte del giocatore dell'universo dal quale sono tratti: per esempio proprio Dune sott'intende la conoscenza implicita del contesto letterario da cui è estrapolato per risultare godibile al massimo.

Individuare il proprio 'gioco tematicamente ideale' è quindi secondo me il risultato della somma di più fattori quali gusti, affinità mentali, cultura personale, propensione alla fantasia più o meno elevata, spirito e capacità di immedesimazione... e repressione più o meno elevata del bimbo che è dentro di noi :)
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Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 19:20

iena ha scritto:E qui arrivano i dolori: se dal punto di vista del gioco di ruolo esiste una ricchezza di materiale inimmaginabile, è chiaro che per ciò che riguarda Boardgame ed altro c'è veramente poco.


Forse dipende dal fatto che Gioco di Ruolo e Boardgame sono quasi antitetici e comunque basati su meccaniche non comparabili.

La fortuna di un RPG dipende dall'abilità e fantasia del Master e dalla interattività tra i partecipanti; per contro le regole giocano un ruolo limitato.

Nel Boardgame le regole costituiscono il motore ed insieme il limite del gioco. Inoltre il boardgame impone una forte pulsione competitiva tra i partecipanti, salvo limitate eccezioni dove l'aspetto cooperativo e presente: mi viene in mente The Republic of Rome (Avalon Hill).

Anche in termini di ambientazione i due generi si fondano su principi differenti. In un RPG l'ambientazione vive delle capacità immaginative e narrative del Game Master; in un boardgame ad una ambientazione ricca ed approfondita corrisponde un corpo di regole spesso complesso, che finisce con l'appesantire il gioco.
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Messaggioda Proto77 » 10 mar 2010, 20:25

Ambientazione fantasy di tipo low-magic con qualche elemento soprannaturale (non proprio horro, ma quasi), con approccio alla "eroi per caso".
Mi spiego meglio: per me eroi di diventa, non si nasce, quindi le mie preferenze sono orientate verso le ambientazioni che tengono in considerazione la vita della gente comune.
Impossible is nothing. Anything is possible, with enough determination.
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Messaggioda kukri » 10 mar 2010, 20:39

Fondamentalmente preferisco giochi Fantasy o storici (attendo con ansia il 13 per prendere "Battles of Napoleon" della Nexus), ma gioco a tutto (salvo l'horror), l'importante è con CHI giochi, non a cosa.
"Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Nè in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo".
"Ma come fai a sparare a donne e bambini? Facile, corrono più piano, miro più vicino"
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Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 21:54

kukri ha scritto:Fondamentalmente preferisco giochi Fantasy o storici (attendo con ansia il 13 per prendere "Battles of Napoleon" della Nexus), ma gioco a tutto (salvo l'horror), l'importante è con CHI giochi, non a cosa.


Oltre a non rispondere all'oggetto del thread non consideri che moltissimi giocatori affrontano il boardgame in solo-sessions! :lol:
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Messaggioda kukri » 11 mar 2010, 11:19

Allora scelgo la Fantasy, in primis D&D, 2° punto, il gioco è una scusa per incontrare vecchi e nuovi amici.
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