Applicare l'arte della guerra nei (war)board game

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Applicare l'arte della guerra nei (war)board game

Messaggioda simox » 2 ott 2014, 18:01

Avete mai sperimentato (o subito) le famigerate regole de "L'arte della guerra di Sun Tzu, giocando?

Incredibilmente, conoscere almeno qualcuno di questi dogmi aumenta effettivamente le tue possibilità di sopravvivere. Lo scopo del topic, è di esporre qui almeno un paio di esempi (magari vittorio e sconfitta) illustrando la massima e il gioco interessati.

Inizio io :D

Nexus Ops: Logica degli scacchi, logica del Go

Dunque, l'obiettivo stesso del gioco (fai una battaglia e vincila) farebbe credere che sia un gioco estremamente combatticentrico. Non ho impiegato molte partite a notare il contrario, e spesso i bestioni, che dovrebbero essere il simbolo del gioco, sono solo un'arma psicologica.

Quando presentai per la prima volta il gioco a degli amici, li avvisai che, almeno nei primi turni, devono prima di tutto controllare quanto più terreno possibile: meno raffinerie, sono meno soldati che rimpiazzeranno le perdite. "Se tu, Antonio, sei in vantaggio di tre punti vittoria su Pasquale, ma intanto questi ti ha circondato ed è forte di una produzione di risorse superiore alla tua... mi spiace dirtelo, ma stai perdendo.".

Non ascoltando il mio consiglio, il povero Antonio si ritrovò a fine partita ridotto nel suo angolino base, con ancora i tre punti vittoria ottenuti in precedenza :sisi: .

Warangel: Se vuoi colpire un obiettivo, fai credere all'avversario che vuoi attaccare altro

In Warangel una meccanica chiave è tappare vari punti d'accesso da una mappa all'altra; io e un mio amico avevamo reciprocamente tappato lo stesso punto con le belve dei rispettivi eserciti. L'esercito del mio amico era già impegnato a difendersi altrove, così è stato sufficiente mandare UN fante dall'altra parte per uccidere l'unità più debole a difesa del punto d'accesso, sbloccandolo. A quel punto, le mie forze hanno fatto irruzione nella mappa avversaria combinando una strage, per poi ritirarsi prima dell'arrivo dei rinforzi :-))) .

Warangel: Dai all'avversario un obiettivo che crede di poter prendere

Stessa partita, ma stavolta le prendo. Nel gioco, bisogna conquistare almeno 12 punti su 20 (distribuiti equamente tra le nostre basi), e resistere almeno un turno ottenuta questa soglia. Il mio amico aveva disperso tutte le sue truppe rimaste, e io pensavo "Quante truppe potrà mandarmi addosso? due? quattro? Credo di poter reggere alla controffensiva". Peccato che, raggruppate nuovamente, quelle forze erano più forti di quanto pensassi e... beh, facile da immaginare --)

Quando ho un mano un American Game, non mi faccio scrupoli a modificarlo a mani basse per soddisfare le mie esigenze di gioco: sbilanciamenti immondi e situazioni assurde nel gioco fanno parte del divertimento

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Re: Applicare l'arte della guerra nei (war)board game

Messaggioda Pey » 5 ott 2014, 22:41

Sembrano i medesimi concetti teorizzati ne "Il Libro dei 5 anelli" di Miyamoto Musashi
Tra persone SENSATE, parlando, ci si mette d'accordo (Vania - L.A.G.N.A. 2010)
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Re: Applicare l'arte della guerra nei (war)board game

Messaggioda Sephion » 8 ott 2014, 18:33

Circa. Diciamo che il gorin-no-sho (il libro dei 5 anelli) è di più facile applicazione per il singolo individuo, ma come hai giustamente detto la teoria di fondo è similare in entrambi gli scritti, cioè un autoperfezionamento mediante la conoscenza e una maggior consapevolezza di sé stessi. Sono trattati militari e di combattimento ma i principi possono essere applicati alla vita di tutti i giorni, tant'è che viene pure utilizzato al giorno d'oggi nelle scuole di manager. Sun tzu è cinese, musashi giapponese.

Scusa simox per l'OT! Topic molto interessante!
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