come definire i giochi da tavolo?

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Mod_XXII » 7 mar 2014, 14:37

"a differenza di quelli classici in questi non muori e non fallisci, non vince chi tira il dado meglio e in una sera puoi fare anche più partite".

io li introduco più o meno così
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda pepita » 7 mar 2014, 14:43

Risposta: " la mia passione sono i giochi da tavolo, se hai 5 minuti ti spiego"

Se lo sguardo volge già verso il vuoto allora cambiamo discorso, se invece si accende una piccola lampadina allora vale la pena buttare tra i solchi qualche seme che potrebbe germogliare.
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Rayden » 10 mar 2014, 21:26

A mio parere, come ben dicono i Giullari, è poco efficace partire in quarta infangando giochi che, molto probabilmente, legandosi a dei bei ricordi d'infanzia sono l'unico appiglio emotivo che uno ha per far conoscere i giochi nuovi. E poi, sa di saccenza, di "le cose che faccio io sono le più fighe", o peggio di "io sono detentore di una conoscenza che voi umani...", che viene subito associato ad una forma mentis da "impallinato" (v. Dizionario dei Giochi).
Un approccio cauto lo trovo decisamente più adatto: meglio iniziare con "Si, Risiko è un bel gioco, però..." che non entrando a gamba tesa con i propri giudizi perentori e assolutisti (che poi, spesso, sono effettivamente troppo assolutisti). Per lo stesso motivo, tendo a preferire "moderni" a "intelligenti" o "evoluti", nonostante quest'ultimo in particolare sia piuttosto adatto. Sono sfumature, ma è la sottile differenza tra suggerire una gaia novità e far sentire ignoranti o stupidi: la prima strategia incuriosisce, la seconda indispone.

odlos ha scritto:Quando spieghi il tuo hobby devi giocare d'anticipo, dicendo subito che riguarda giochi da tavolo molto diversi dal Risiko e dal Monopoli. Normalmente, dato che gioco solo a german, io li definisco giochi di strategia (o giochi in cui gli aspetti tattici e/o strategici sono preminenti) e se devo fare capire cosa intendo, dico di immaginare il corrispettivo moderno degli scacchi.

Con una presentazione del genere, conquisti il 3% della popolazione ma fai venire il disgusto agli altri! Occhio che non tutti hanno i tuoi gusti, una frase del genere è pericolosa se usata con la persona sbagliata, rischi di creare dei pregiudizi che poi non si tolgono più! Se i giochi moderni più famosi e più venduti sono quelli per famiglie* ci sarà un motivo. Se tu leggi questo forum, è perché hai gusti diversi dalla media!

*: due precisazioni.
1. Anche rimanendo nell'ambito degli Eurogames, senza andare a scomodare i giochi commerciali, i più venduti non sono gli stessi che stanno in vetta alle classifiche della TdG o di BGG, non sono Puerto Rico o Caylus, bensì Ticket to Ride, Dominion, I Coloni di Catan, Villa Paletti, cioè giochi semplici, fortunosi, giochi che non hanno nulla da spartire con gli scacchi.
2. A scanso di equivoci, ricordo che i giochi "alla tedesca" (o german, se preferite) sono tipicamente pieni di dadi o altri elementi aleatori; giusto per sottolineare che le due cose non sono in antitesi, quello che "cambia" è come vengono usati (e tante, tante altre cose, lo sappiamo).
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Re: R: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda IGiullari » 11 mar 2014, 2:15

[quote "rayden"] è la sottile differenza tra suggerire una gaia novità e far sentire ignoranti o stupidi: la prima strategia incuriosisce, la seconda indispone.

[/quote]

Asdolutamente d'accordo con te. Si tratta in fondo di giochi (speciali per noi ma non ancora per loro) e come tali vanno trattati. Mai e poi mai spiegartelo o importelo come una roba che casca dall'alto della mia sapienza (che in realtà è saccenza). Giochiamo»divertiamoci e nulla più.
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda odlos » 11 mar 2014, 9:24

Rayden ha scritto:A mio parere, come ben dicono i Giullari, è poco efficace partire in quarta infangando giochi che, molto probabilmente, legandosi a dei bei ricordi d'infanzia sono l'unico appiglio emotivo che uno ha per far conoscere i giochi nuovi. E poi, sa di saccenza, di "le cose che faccio io sono le più fighe", o peggio di "io sono detentore di una conoscenza che voi umani...", che viene subito associato ad una forma mentis da "impallinato" (v. Dizionario dei Giochi).
Un approccio cauto lo trovo decisamente più adatto: meglio iniziare con "Si, Risiko è un bel gioco, però..." che non entrando a gamba tesa con i propri giudizi perentori e assolutisti (che poi, spesso, sono effettivamente troppo assolutisti). Per lo stesso motivo, tendo a preferire "moderni" a "intelligenti" o "evoluti", nonostante quest'ultimo in particolare sia piuttosto adatto. Sono sfumature, ma è la sottile differenza tra suggerire una gaia novità e far sentire ignoranti o stupidi: la prima strategia incuriosisce, la seconda indispone.

odlos ha scritto:Quando spieghi il tuo hobby devi giocare d'anticipo, dicendo subito che riguarda giochi da tavolo molto diversi dal Risiko e dal Monopoli. Normalmente, dato che gioco solo a german, io li definisco giochi di strategia (o giochi in cui gli aspetti tattici e/o strategici sono preminenti) e se devo fare capire cosa intendo, dico di immaginare il corrispettivo moderno degli scacchi.

Con una presentazione del genere, conquisti il 3% della popolazione ma fai venire il disgusto agli altri! Occhio che non tutti hanno i tuoi gusti, una frase del genere è pericolosa se usata con la persona sbagliata, rischi di creare dei pregiudizi che poi non si tolgono più! Se i giochi moderni più famosi e più venduti sono quelli per famiglie* ci sarà un motivo. Se tu leggi questo forum, è perché hai gusti diversi dalla media!

*: due precisazioni.
1. Anche rimanendo nell'ambito degli Eurogames, senza andare a scomodare i giochi commerciali, i più venduti non sono gli stessi che stanno in vetta alle classifiche della TdG o di BGG, non sono Puerto Rico o Caylus, bensì Ticket to Ride, Dominion, I Coloni di Catan, Villa Paletti, cioè giochi semplici, fortunosi, giochi che non hanno nulla da spartire con gli scacchi.
2. A scanso di equivoci, ricordo che i giochi "alla tedesca" (o german, se preferite) sono tipicamente pieni di dadi o altri elementi aleatori; giusto per sottolineare che le due cose non sono in antitesi, quello che "cambia" è come vengono usati (e tante, tante altre cose, lo sappiamo).


Scusa Rayden, ma hai un po' frainteso la mia risposta. Come prima cosa, io non sono un missionario che cerca di convertire gli altri ai GdT e se mi chiedono di spiegare in cosa consista il mio passatempo (mi sembra che riguardasse questo la domanda iniziale della discussione), io metto subito in chiaro che si tratta di uno specifico genere di giochi. Cito gli scacchi per dare un esempio conosciuto e parlo di preminenza degli aspetti strategico/tattici per distinguere meglio il genere.
In ogni caso, precedentemente non stavo dando la definizione di "german" e non stavo nemmeno facendo una discriminazione sulla base della presenza di aspetti aleatori. :grin:
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda yon » 13 mar 2014, 8:48

Io con uno nuovo i GdT li definisco così:

"Siediti!"


(il resto viene da sé).
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Micenea » 13 mar 2014, 9:43

Vi è mai capitato di dire qualcosa di inappropriato che non avreste dovuto dire e di cui vi rendevate perfettamente conto mentre la stavate dicendo? Quella situazione bizzarra in cui la bocca parla a discapito della mente (senza l'effetto di alcolici o droghe)?
A me è successo.
Poco tempo fa, in un momento di esasperato disorientamento da timidezza e di difficoltà espressiva dovuta forse a scompensi elettrochimici (precoce degenerazione senile? Premestruo?), dissi ad un tipo appassionato di Monopoli e Risiko (passione di cui in quel momento proprio non mi ricordai) una frase infelice, ai limiti dell'idiosincrasia linguistica che spogliata dagli eufemismi suonava così: "chi gioca ancora a Monopoli è un'imbecille".
Ancora (giustamente) me lo rinfacciano.
In genere, quando sono lucida, mi limito a dire "giochi da tavolo moderni..." tendendo per me il resto "...che non c'entrano niente con quella ca__a di Monopoli".
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 13 mar 2014, 10:05

Micenea ha scritto:"chi gioca ancora a Monopoli è un'imbecille".

:rotfl: :rotfl: :rotfl:
Un po' di scorrettezza ogni tanto. Eccheccazzo!

[youtube]grJNVDs2_70[/youtube]
Mi trovate anche su BGG. ^_^
Ho visto qualcuno impedire un Runaway Leader ed essere travolto da una Snowball

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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda JackBurton » 13 mar 2014, 11:02

Non vorrei andare fuori tema ma ripensandoci risiko e monopoly, pur non essendone un amante, nonostante ci abbia giocato molto da giovane (beh, non c'era molta scelta), non sono giochi così poco intelligenti, poco moderni o non evoluti. Quando penso ai giochi in antitesi con i nostri "intelligenti" mi riferisco ad esempio a tutto quel filone stile gioco dell'oca (mi ricordo del Giro del mondo in vespa ad esempio)...
Risiko infatti è molto strategico, nonostante dipenda dai dadi (come altri giochi che conosciamo), con anche meccanismi legati alle carte; monopoly invece è di stampo german: certo ha una componente aleatoria non trascurabile, ma in fondo si tratta di gestire rendite, soldi, ipoteche, compravendite, ecc. Potremmo definirlo un gioco dell'oca molto "evoluto".

Prima di essere esposto al pubblico ludibrio, con questo voglio dire che risiko e monopoly forse non sono gli esempi di giochi in antitesi con i nostri amati (e sono cmq d'accordo che parlare male di qualsiasi gioco non porta acqua al nostro mulino), ma semplicemente dei "nonni" dalle meccaniche un po' antiquate (vedi avanzamento stile gioco dell'oca, nonostante a volte si possa trovare in giro ancora adesso) ma che comunque hanno posto le basi dei moderni giochi da tavolo.

Una curiosità: se pensate a giochi "vecchi", ovvero quelli che definireste non intelligenti / non moderni / non evoluti, a cosa state pensando? Che titoli?
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Re: R: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Micenea » 13 mar 2014, 11:43

LordDrachen ha scritto:
Micenea ha scritto:"chi gioca ancora a Monopoli è un'imbecille".

:rotfl: :rotfl: :rotfl:
Un po' di scorrettezza ogni tanto. Eccheccazzo!
[youtube]grJNVDs2_70[/youtube]


Questa scena è fantastica (nonché pertinentissima)! :-D :-D :-D

Per rispondere a @JackBurton sicuramente il gioco dell'oca rappresenta perfettamente l'immagine del vecchio, brutto autistico gioco di una volta. L'unica sua utilità è legata all'esercizio per l'apprendimento della serie dei numeri naturali in età infantile. Ma insomma, un tempo aveva pure un senso, oggi esistono tanti giochi per bambini decisamente migliori.
E comunque dubito che ad oggi ci siano persone che ci giochino ancora.

Monopoli e Risiko sono invece giochi che tutt'oggi vengono apparecchiati (e che per me incarnano l'idea di gioco "vecchio", "primitivo", "piatto", "bidimensionale") Ovviamente se ad una persona piace giocarci non c'è nulla di male, ci mancherebbe! Sono gusti, anche se dovuti spesso alla non consapevolezza dell'esistenza di "altro".
Ultima modifica di Micenea il 19 mar 2014, 13:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda RisenPhoenix89 » 18 mar 2014, 18:06

Difficile dare una definizione in poche parole.

Quando qualcuno ci chiede del nostro hobby, il nostro principale obbiettivo deve essere quello di incuriosire. NB: "principale obbiettivo" non vuol dire che dobbiamo erigerci a paladini dei GdT, ponendoci al di sopra di ogni "altro meschino essere umano" che non ha le nostre conoscenze.
Purtroppo una definizione "di poche parole", in cui probabilmente si finirebbe per dire tutto e niente, non susciterebbe curiosità (ovviamente imho).

Dando una definizione si rischia di essere troppo diplomatici.
Più che usare una definizione userei una serie di frasi e termini che non hanno nulla a che fare con "il gioco in se stesso".
Quando mi viene chiesto il mio hobby principale dico giochi da tavola.
Spesso mi viene detto:"Ah si, Risiko e Monopoli.".
E' in questo momento che dalla nostra mano di carte dobbiamo scegliere quali giocare e in che modo.
Per semplificare, tendenzialmente, abbiamo due "strategie" da utilizzare.

1) La definizione data da Eriadan è forse la più completa e precisa, in modo tecnico e formale. Ma siamo sicuri che sia la più adatta? Usassi questa definizione probabilmente il mio interlocutore mi guarderebbe con una faccia simile :Straeyes: pensando:"Ehh? Cos'ha detto? Ma non può parlare come mangia?". La carta "Definizione" chiamiamola così la userei in rarissimi casi.
Esempio: a lavoro è capitato di chiacchierare piacevolmente con alcuni genitori dei bambini a fine allenamento. Con alcuni di essi vi è più confidenza, con altri di meno, ma si tratta sempre di rapporto formale/di lavoro. Parlando del più e del meno è capitato svariate volte di andare sul discorso "hobby" dei figli. A volte ho introdotto i giochi da tavola e dovendo usare un tono formale la definizione di Eriadan potrebbe starci, supportata da ragionamenti tipo quello di Micenea:"Monopoli, Gioco dell'oca, Risiko sono buoni giochi che nei bambini ad esempio possono sviluppare le capacità matematiche e l'apprendimento dei numeri in modo divertente. Ma dietro c'è tutto un mondo di giochi in cui si va oltre: aiutano a tenere la mente allenata, non "rimbambiscono" come i videogiochi.. ecc ecc". In questo caso il discorso formale può risultare appropriato e non saprei trovare miglior definizione di quella data da Eriadan.

2) In tutti gli altri casi, più che una definizione vera e propria cercherei di incuriosire il mio interlocutore, senza erigermi paladina assoluta dei GdT, ma cercando di capire sul momento "l'argomento" giusto da utilizzare. Anche perchè spesso si tratta di persone che comunque un minimo conosciamo e con cui abbiamo più confidenza rispetto al primo caso. Se uno è appassionato di fantasy gli si può dire:"Oh ma sai che ho trovato un gioco così e così?". Se uno è appassionato di matematica:"Oh, a proposito, qualche tempo fa ho comprato un gioco così e così.".
Il "così e così" saranno due brevissime parole (30 secondi circa) in cui si da un'idea generale del gioco.
Qui arriva il momento in cui si capisce se abbiamo suscitato un minimo di interesse e quindi possiamo continuare azzardandoci anche a qualche termine più tecnico, oppure se chi ci è davanti non è minimamente interessato e allora la cosa si affievolisce fino al cambiare discorso.

Chiedo scusa per la lunghezza del post. Mannaggia a me. :asd:
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Rayden » 19 mar 2014, 12:11

RisenPhoenix89 ha scritto:"rimbambiscono" come i videogiochi..

Occhio che questo è un altro luogo comune che in molti - professionisti e non, intellettuali, esperti... - tentano di combattere. Evitiamo queste "antipatie di vicinato" tra hobby!
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda JackBurton » 19 mar 2014, 12:47

Rayden ha scritto:
RisenPhoenix89 ha scritto:"rimbambiscono" come i videogiochi..

Occhio che questo è un altro luogo comune che in molti - professionisti e non, intellettuali, esperti... - tentano di combattere. Evitiamo queste "antipatie di vicinato" tra hobby!

Soprattutto in virtù del fatto che molti boardgamer sono anche videogiocatori :asd:
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda RisenPhoenix89 » 19 mar 2014, 13:03

JackBurton ha scritto:
Rayden ha scritto:
RisenPhoenix89 ha scritto:"rimbambiscono" come i videogiochi..

Occhio che questo è un altro luogo comune che in molti - professionisti e non, intellettuali, esperti... - tentano di combattere. Evitiamo queste "antipatie di vicinato" tra hobby!

Soprattutto in virtù del fatto che molti boardgamer sono anche videogiocatori :asd:


Aspettate mi sono espressa male io :D scusate! Anche perchè io per prima sono appassionata di videgiochi.
Il "rimbambiscono" era riferito a chi ne fa un uso smoderato, in particolar modo bambini che vengono lasciati tutto il santo giorno davanti al monitor (purtroppo si, ho visto anche casi del genere).
E la chiudo qui, altrimenti mi sa che andremmo off topic :) chiedo ancora scusa per essermi espressa male io! :muro:
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Re: come definire i giochi da tavolo?

Messaggioda Rayden » 19 mar 2014, 13:14

RisenPhoenix89 ha scritto:Aspettate mi sono espressa male io :D scusate! Anche perchè io per prima sono appassionata di videgiochi.
Il "rimbambiscono" era riferito a chi ne fa un uso smoderato, in particolar modo bambini che vengono lasciati tutto il santo giorno davanti al monitor (purtroppo si, ho visto anche casi del genere).
E la chiudo qui, altrimenti mi sa che andremmo off topic :) chiedo ancora scusa per essermi espressa male io! :muro:

Tranquilla, era solo una precisazione! Hai visto mai che qualcuno leggesse il tuo post e fraintendesse... :snob:
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