Cosi' per giocare... una bella domanda filosofica

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Messaggioda genma1 » 1 ott 2004, 9:06

the_goblin ha scritto:
Lobo ha scritto: Il vero giocatore inizia per vincere, se poi non ci riesce cerca almeno di divertirsi


Ovviamente concordo in pieno anche se rettificherei...:
Il vero giocatore inizia per vincere, se poi non ci riesce cerca almeno di essere protagonista (che per me equivale a divertirsi)

Infatti in molti giochi capita di accorgersi ad un certo punto di non poter più vincere...ma anche in queste situazioni si ha spesso la possibilità di stravolgere la partita riuscendo magari ad accaparrarsi un prezioso secondo posto
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Messaggioda Dera » 1 ott 2004, 14:25

rporrini ha scritto:Quando mi sono incontrato col Perigastus a casa sua mi hanno fatto notare che di 3/4 partite giocate a vari giochi non ne avevo vinta nemmeno una.

Bè, anchio vinco più o meno una partita su mille, ma questo non significa che non giochi per vincere. Se poi sono una giocatrice sub-mediocre, bè... quello è un altro discorso :lol:
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Messaggioda ermes73 » 1 ott 2004, 15:36

Penso che stiamo confendendo due cose fondamentali...:

1. Perchè ci piace giocare?
2. Quando gioco cos'è importante?

Se ci pensate c'è una sottile differenza fra le due domande.

Nel primo caso penso che siamo innamorati del gioco e si continua a farlo perchè ci piace...ci diverte immedesimarsi nei personaggi o in certe situazioni...ci piace stare in compagnia e affronatare con gli amici attorno al tavolo situazioni paradossali svincolate dalla vita normale di tutti i giorni...senza motivazioni di fuga dalla realtà chiaramente...lo facciamo perchè è divertente farlo. In questa fase di innamoramento continuo, che si vinca o che si perda è poco rilevante. La mia prima partita in assoluto, e anche qualche altra in successione :cry: , in ambiente boardgames e wargames persi clamorosamente...ho continuato a giocare perchè mi sono comunque divertito e innamorato di quel mondo...se la vittoria era così importante forse avrei lasciato perdere di giocare...

Naturalmente, e qui entra il gioco il punto 2, quando si gioca si gioca per vincere altrimenti si gioca male...lo spirito giusto è quello della vittoria...penso sia normale per un giocatore...ma se si perde, dopo aver rosicato il giusto, ci si può innamorare lo stesso un altro pochino...
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Messaggioda rporrini » 1 ott 2004, 15:41

Ciò che volevo dire con il post precedente è che:

a) Se gioco mi diverto.
b) Se perdo rosico.
c) Se giocando, anche se perdendo, ho introdotto una nuova persona nel mondo dei giochi, oppure se ho conosciuto una persona nuova, rosico leggermente meno.
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Messaggioda Xarxus » 1 ott 2004, 15:45

Siccome il Porro perde "sempre", allora rosica sempre :twisted:
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Messaggioda Xarxus » 1 ott 2004, 15:53

Se giocando e perdendo posso picchiare Dera, allora mi diverto!
Se poi vinco, allora per la contentezza picchio Dera 2 volte.

Seriamente: il gioco è indubbiamente un modo per divertirsi. Il divertimento nel gioco sta nel raggiungere risultati dimostrando bravura, furbizia, avendo fortuna, ecc. Se non si cercasse di ottenere "lo scopo" non si giocherebbe e quindi anche il divertimento ne soffrirebbe.

Contrariamente da molti mi diverto anche se perdo. Dagli altri imparo spesso molto. Amo la sfida. Secondo me l'aspirazione di tutti è quella di migliorare, nel gioco, ma anche nella vita. Scoprire di non avere rivali, di avere ragguiunto il massimo, di non poter migliorare, toglierebbe il divertimento in quanto non ci sarebbe sfida (con sè stessi e con gli altri).

Quindi adoro vincere, gioco per questo, ma mi diverto moltissimo anche se non ci riesco e spesso i giochi che mi divertono di più sono quelli in cui non vinco perchè rappresentano la sfida di cui sopra.
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Messaggioda rporrini » 1 ott 2004, 16:15

Xarxus ha scritto:Siccome il Porro perde "sempre", allora rosica sempre :twisted:

Non è esatto.
Perdo "quasi" sempre.

E' per questo che quando vinco il resto del tavolo rosica molto di più del solito.
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Messaggioda Raistlin » 1 ott 2004, 16:44

Xarxus ha scritto:Seriamente: il gioco è indubbiamente un modo per divertirsi. Il divertimento nel gioco sta nel raggiungere risultati dimostrando bravura, furbizia, avendo fortuna, ecc. Se non si cercasse di ottenere "lo scopo" non si giocherebbe e quindi anche il divertimento ne soffrirebbe.

Contrariamente da molti mi diverto anche se perdo. Dagli altri imparo spesso molto. Amo la sfida. Secondo me l'aspirazione di tutti è quella di migliorare, nel gioco, ma anche nella vita. Scoprire di non avere rivali, di avere ragguiunto il massimo, di non poter migliorare, toglierebbe il divertimento in quanto non ci sarebbe sfida (con sè stessi e con gli altri).

Quindi adoro vincere, gioco per questo, ma mi diverto moltissimo anche se non ci riesco e spesso i giochi che mi divertono di più sono quelli in cui non vinco perchè rappresentano la sfida di cui sopra.


Che dire, Xarxus mi ha tolto le parole di bocca, anzi, le lettere dalla tastiera. La penso in modo molto simile a lui, con la differenza che il mio 'divertirmi anche se perdo' varia da gioco a gioco; proporzionalmente anche la rosicata cambia da gioco a gioco, infatti perdere ad un gioco in cui mi reputo abbastanza bravo comporta una rosicata maggiore che non perdere in un gioco dove so bene di essere una schiappa. :)

E forse, a conti fatti e in tutta sincerità, mi diverto di più nel secondo...

Oltretutto invecchiando mi accorgo che le cose cambiano, che tutto è molto diverso. Un tempo ero molto competitivo. Oggi sono molto competitivo, ma se vedo un avversario che sta affondando (almeno nel gioco tra amici), gli dò volentieri una mano... (ma senza farmene accorgere eh! :))
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Messaggioda mork » 1 ott 2004, 17:49

Raistlin ha scritto:Oltretutto invecchiando mi accorgo che le cose cambiano, che tutto è molto diverso. Un tempo ero molto competitivo. Oggi sono molto competitivo, ma se vedo un avversario che sta affondando (almeno nel gioco tra amici), gli dò volentieri una mano... (ma senza farmene accorgere eh! :))


una mano....ad affondare ovviamente......
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Messaggioda Dera » 2 ott 2004, 23:07

Ascolta, Xarxussuccio, lo sai che alla prossima Con ti picchierò vero :twisted: ??
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Messaggioda Xarxus » 3 ott 2004, 13:58

Parole grosse, molto grosse... ma parole e solo parole!
Poi, de visu, fa la mammoletta! 8)
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Re: Cosi' per giocare... una bella domanda filosofica

Messaggioda Cippacometa » 24 nov 2004, 15:45

JesseCuster ha scritto:Quale delle tre?

1) L' importante non e' vincere, ma partecipare.

2) l' importante e' vincere!

3) l' importante non e' vincere, ma ritirare il premio!

L'importante è partecipare per vincere e ritirare il premio!!! :lol:
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Messaggioda Jones » 24 nov 2004, 17:06

Chiunque avesse dei dubbi sulla mia posizine basta che legga la mia firma! :twisted: :twisted:

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

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Messaggioda Gwaihir » 24 nov 2004, 18:02

ermes73 ha scritto:Penso che stiamo confendendo due cose fondamentali...:

1. Perchè ci piace giocare?
2. Quando gioco cos'è importante?

Se ci pensate c'è una sottile differenza fra le due domande.

Nel primo caso penso che siamo innamorati del gioco e si continua a farlo perchè ci piace...ci diverte immedesimarsi nei personaggi o in certe situazioni...ci piace stare in compagnia e affronatare con gli amici attorno al tavolo situazioni paradossali svincolate dalla vita normale di tutti i giorni...senza motivazioni di fuga dalla realtà chiaramente...lo facciamo perchè è divertente farlo. In questa fase di innamoramento continuo, che si vinca o che si perda è poco rilevante. La mia prima partita in assoluto, e anche qualche altra in successione :cry: , in ambiente boardgames e wargames persi clamorosamente...ho continuato a giocare perchè mi sono comunque divertito e innamorato di quel mondo...se la vittoria era così importante forse avrei lasciato perdere di giocare...

Naturalmente, e qui entra il gioco il punto 2, quando si gioca si gioca per vincere altrimenti si gioca male...lo spirito giusto è quello della vittoria...penso sia normale per un giocatore...ma se si perde, dopo aver rosicato il giusto, ci si può innamorare lo stesso un altro pochino...


Appoggio in pieno.

Proprio per questo preferisco i giochi con una forte ambientazione, per essere coinvolto emotivamente dall'atmosfera del gioco, agire come agirei se fossi veramente al comandi di una civiltà di Age of Mythology, o facessi parte di una razza aliena di Twilight Imperium, mi diverto semplicemente applicando le meccaniche del gioco.

Ovviamente cerco di vincere la partita e non gioco tanto per giocare, anzi mi impegno molto proprio per l'immedesimazione suddetta ed ho l'adrenalina a mille.
Ma questo non significa che io debba stare a basare la mia partita sul mero calcolo dei punti, tipo faccio questa cosa anche se nella realtà non la farei ma mi dà un punto in più, non combatto perché mi conviene rinunciare a qualche risorsa.
Entrano in gioco alte componenti quali il non volersi sottomettere ad un altro giocatore nel combattimento, costi quel che costi, oppure giocare in maniera più divertente, perché immedesimandomi mi comporterei in quel modo.

Per esempio a Risiko(SE mi capita di giocarci) non amo stare ore ad accumulare armate perché è meglio non rischiare, in modo che alla fine della partita possa vincere con qualche punto di scarto sugli avversari.

Oppure a volte mi piace rischiare in qualche fase di un gioco, un qualsiasi gioco, perché è più divertente.

Alla fine mi sarò divertito comunque vada, e mi dispiacerà essere uscito da quel mondo che mi riempiva la vita per quelle 2,3 o 4 ore.
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