Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Cippacometa, Sephion, Rage, pacobillo

Messaggioda Niubbone » 24 giu 2006, 13:16

pienamente daccordo ;)
Non mi piace la gente!Qual'è il vostro problema???!!

Alla fine della partita, re e pedone finiscono nella stessa scatola.
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Messaggioda Galdor » 24 giu 2006, 13:19

Necros ha scritto:il gioco rimane sempre una cosa fittizia, alòtrimenti gli psicologi utilizzerebbero una partita a risiko piuttosto che le sedute con il dialogo.

Dissento e ricordo a tutti che il GIOCO DI RUOLO nacque anche come strumento per facilitare la Diagnosi e la Terapia Psicologica: al tutt'oggi viene spesso utilizzato in tal senso!.. :idea:
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda Falcon » 24 giu 2006, 15:42

buoneacque ha scritto:
Ciaci ha scritto:Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

Nella vostra esperienza di giocatori l'avete constatato?
O meglio: riuscite ad indentificare il tipo di persona da come gioca e si comporta al tavolo?


La sparo lì, nel bene o nel male ognuno di noi (chi più chi meno) porta una o più maschere; secondo me durante una partita, soprattutto quando sei ancora "babbano" e il gioco ti prende, ti dimentichi della maschera e la fai scivolare dal volto, piano piano, e mostri un parte di te che spesso cerchi di nascondere.


Pienamente d'accordo, ed è un aspetto visibile soprattutto nei gdr. Ho "conosciuto" più persone con i gdr che davanti ad una birra.

"E in ogni caso non abbandonate il tavolo da gioco, perché il giorno che lo farete la festa sarà finita e sarete diventati, inesorabilmente, vecchi." (Dostoevskij)

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Re: come e perché

Messaggioda frankiedany » 24 giu 2006, 16:06

aledrugo1977 ha scritto:mmm
c'è gente che quando perde s'incazza come una iena albina, che minaccia di rompere amicizie decennali se si accenna ad attaccare un territorio invece che un altro, che vede intrighi....ci sono quelli che nel silenzio pensano e fanno, quelli che manipolano alla grande, quelli che ti guardano in faccia e già hanno capito cosa stai per fare nel tabellone con i tuoi rinforzi...
ho reso l'idea? bene, è probabile che anche nella vita siano così solo molto più "nascosti" dalle convenzioni di convivenza sociale. Ma sono certo che il manipolatore manipola, l'arguto arguisce, l'iracondo s'incazza eccetera eccetera.


quoto!
cmq...giocando emergono più i difetti che i pregi...
xkè c'è la competizione che tira fuori il peggio e non il meglio...
puzzoneria, rosicamenti, faziosità....e così via!
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ehi, goblins...sono FRANKIE ...Dany si è fregata la mia E !!!
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Re: come e perché

Messaggioda linx » 26 giu 2006, 13:07

frankiedany ha scritto:cmq...giocando emergono più i difetti che i pregi...
xkè c'è la competizione che tira fuori il peggio e non il meglio...
puzzoneria, rosicamenti, faziosità....e così via!


Infatti è il peggio di se che una persona tende a tenere nascosto.
I pregi tende a metterli in evidenza. Io reputo di conoscere una persona quando ne intuisco i difetti e le debolezze e quindi so cosa devo tollerare e dove rendermi utile per essergli amico.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda randallmcmurphy » 26 giu 2006, 14:35

Galdor ha scritto:Dissento e ricordo a tutti che il GIOCO DI RUOLO nacque anche come strumento per facilitare la Diagnosi e la Terapia Psicologica: al tutt'oggi viene spesso utilizzato in tal senso!.. :idea:


...e a quanto vedo anche come strumento per il bondage e il sado maso.. :naughty: :laugh7:
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Messaggioda Necros » 2 lug 2006, 17:00

allora: sono giunto ad iuna conclusione: anche vedere una partita di calcio o sentoire come una persona legge un libro o come lo commenta oppure fa uun tiro di dado sbagliato o anche sbagloia un'aperrtura a scacchi o solamente sentire come il nostro interlocutore pronuncia il proprio nome ci può svelare il carattere ddi una persona, basta essere accorti a capirne le sottigliezze, quindi quando è stato detto"dimmi il tuo nome e ti dirò chi sei" si intendeva, a mia interpretazione, dalla risposta e dala tua reazione ad una domnada simile io capisco che persona sei.
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda Cippacometa » 3 lug 2006, 0:22

linx ha scritto:Confermo, confermo. Very Happy
In una partita vedi il suo modo di affrontare i "problemi" della vita.
Vedi se è superficiale, se fin troppo riflessivo, se si arrende facilmente o è tenace, se è timoroso ad affrontare gli altri, se invece si butta a pesce senza guardarsi le spalle.
Insomma vedi se è sicuro di se e se la sua sicurezza è ben riposta oppure se è semplice orgoglio.

E' anche vero che giocando le persone cambiano nel tempo modo di giocare e viene invece difficile capire se hanno anche cambiato modo di vivere o se si sono solo adattati alle tattiche di gioco.

Ciaci ha scritto:Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

Nella vostra esperienza di giocatori l'avete constatato?
O meglio: riuscite ad indentificare il tipo di persona da come gioca e si comporta al tavolo?

buoneacque ha scritto:La sparo lì, nel bene o nel male ognuno di noi (chi più chi meno) porta una o più maschere; secondo me durante una partita, soprattutto quando sei ancora "babbano" e il gioco ti prende, ti dimentichi della maschera e la fai scivolare dal volto, piano piano, e mostri un parte di te che spesso cerchi di nascondere.


Tutto ciò è vero.
Ma per me è vero anche l'opposto, cioè: nel corso di un gioco, proprio in quanto tale e quindi privo di conseguenze "reali", una persona può assumere comportamenti ed atteggiamenti lontanissimi dalla sua vera natura.
Per me, il gioco può semplicemente "far uscire" dei lati del carattere/personalità che possono essere sia l'enfasi "dell'essere normale" della persona in questione, sia degli elementi nascosti o inibiti che non fanno parte del suo "essere normale".
Dubitare di tutto o credere a tutto, sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano entrambe dal riflettere. (H. Poincaré)
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda Myszka » 3 lug 2006, 10:29

Ciaci ha scritto:Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

Nella vostra esperienza di giocatori l'avete constatato?
O meglio: riuscite ad indentificare il tipo di persona da come gioca e si comporta al tavolo?


Uhm... visto che quasi tutti concordano, anche qui come su IHG io metto il mio parere discordante.
Letteralmente: non credo che in un'ora di gioco si possa capire una persona.

Piuttosto sono convinto che passare un'ora giocando con altri avendo in mente l'idea di poterli capire porti molto facilmente a prendere grosse cantonate. Le persone giocano in modo diverso in base al tipo di gioco e alla loro conoscenza del gioco (di quel gioco in particolare e del gioco in generale), all'umore del momento, del piacere della compagnia e di tante altre variabili talmente vaghe...

Pero' mi pare che quasi tutti sottintendano di non giocare per
un'ora di gioco
ma di giocare ripetutamente con una persona, spesso o meno spesso ma comunque non solo per un'ora. Allora si', sono d'accordo, si capisce una persona.

Ecco, un po' da sofista ma giusto per difendere un po' anche l'altra possibilita'.

Ciao :)
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Il goblin rivoluzionario: quello che pensa che Lobo sia una zanzara e non un goblin.
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda linx » 3 lug 2006, 16:59

linx ha scritto:...penso che l'autore intendesse sottolineare quanto vacue sono le conversazioni che sosteniamo in realtà con le persone che ci circondino, normalmente, e quanto in realtà invece ci esprimiamo in un esercizio mentale complesso come un gioco.

E' però una mia opinione, non ho letto il contesto in cui la frase è inserita.


Come dicevo prima penso che l'autore cercasse di esprimere altri concetti, noi stiamo solo usando la frase come spunto di conversazione
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Messaggioda Necros » 3 lug 2006, 20:57

cmq ripeto che solo il vedere un partita di calcio in compagnia di una persona e ascoltare i suoi commenti e nel modo in cui li pronuncia può aiutrci a capire cchi è in realtà quella persona, il dialogpo e il gioco sono solo, a mio parere, due degli svariati modi per comprendere una persona.
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Messaggioda Baltazarjack » 13 lug 2006, 3:24

Io credo che il gioco ci permetta, come tutte le attività in cui s'interagisce con un'altra persona, di cogliere alcuni aspetti della personalità.

Non credo sia lo strumento migliore, ma sicuramente uno degli... in fondo vorrete prestare un po' d'attenzione anche alla vostra strategia, o no? ;)

-E sara' chiamato, il flagello di Dio... Attila. -Attila, il fratello di Dio! -Il flagello di Dio. -Va be' é i stess, flagello per... motto amico di...

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