Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda Ciaci » 21 giu 2006, 10:48

Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

Nella vostra esperienza di giocatori l'avete constatato?
O meglio: riuscite ad indentificare il tipo di persona da come gioca e si comporta al tavolo?
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Messaggioda linx » 21 giu 2006, 13:11

Confermo, confermo. :grin:
In una partita vedi il suo modo di affrontare i "problemi" della vita.
Vedi se è superficiale, se fin troppo riflessivo, se si arrende facilmente o è tenace, se è timoroso ad affrontare gli altri, se invece si butta a pesce senza guardarsi le spalle.
Insomma vedi se è sicuro di se e se la sua sicurezza è ben riposta oppure se è semplice orgoglio.

E' anche vero che giocando le persone cambiano nel tempo modo di giocare e viene invece difficile capire se hanno anche cambiato modo di vivere o se si sono solo adattati alle tattiche di gioco. :-(
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Athafil » 21 giu 2006, 13:48

Poi dipende molto anche dal gioco, però in generale si vedono molte cose da come uno si comporta al tavolo!

Until swords part... Athafil Oakleaf - Principe degli elfi Ambasciatore Elfico "Potrei sapere come si fa ad uscire di qui?" "Dipende in gran parte da dove tu vuoi andare"  FFFF ha ragione...

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Messaggioda magobaol77 » 21 giu 2006, 13:52

si vedono molte cose, e tra le più immediate ed evidenti se la persona è mentale o istintiva, la sua motivazione interna (cioè la capacità di perseguire uno scopo nonostante le fatiche).
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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dimmi come giochi e ti dirò chi sei

Messaggioda aledrugo1977 » 21 giu 2006, 16:29

dimmi come giochi e ti dirò chi sei: concordo in pieno!
Osservare gli avversari (specie in GdT dove ci si scontra per la vittoria finale) è molto istruttivo sul loro io più inconscio. Quando si accetta la convenzione del gioco (ovvero il regolamento e le sue finalità di vittoria) si dismette in parte la convenzione comportamentale tipica del comune viver civile (l'ego razionale e mediato) per dare risalto al proprio es (l'inconsio irrazionale e non normalizzato dal modello educativo di riferimento esterno).
Dà modo di capire come ci si relaziona con gli altri, come si perseguono i propri scopi e come ci si adatta all'ambiente. Ho sempre avuto conferme sul carattere degli altri giocandoci assieme, alcune volte pure delle anticipazioni.
Ecco perché a me piace giocare...
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Messaggioda Raistlin » 21 giu 2006, 17:22

Mmm interessante :)

Di certo ciò che facciamo affonda le sue radici in noi, rispecchiando il nostro io e questo vale anche per il comportamento intrapreso durante una partita ad un gioco da tavolo, in parte almeno.
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Messaggioda genluvi » 21 giu 2006, 22:30

Credo abbia un fondamento questa affermazione. In genere non sono d'accordo a definire com'è una persona da pochi segni o piccoli comportamenti (invece molto spesso si tende a considerarlo possibile e lo si vorrebbe anche), ma nel caso del gioco forse la cosa ha più senso.
Quando uno gioca in genere si rilassa e di certo non pensa che qualcuno stia ad osservare le sue mosse sotto questa prospettiva e fa emergere ciò che è davvero... forse fa emergere invece solo le sue deblezze e i suoi punti di forza che magari nella vita sono mitigati da qualcosa d'altro nel bene o nel male. Ad esempio un mio amico e moltoooo pignolo nel gioco, ma nella vita non è poi così evidente la cosa...chissà da vecchio come sarà :) Tutto dipende se si considera reale ciò che si vede tutti i giorni o ciò che è più nascosto...io credo che la persona vada considerata anche per come gestisce il suo lato nascosto e a volte oscuro e quindi la si comprende meglio nei comportamenti giornalieri, più che in quelli dove le difese cadono.
La via [...] mi piaceva, ma mi era ancora spiacevole passare per le sue strettoie.
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Messaggioda Niubbone » 21 giu 2006, 23:37

Ora che ci penso, trovo che sia propio così! e in WH si nota anche molto! e come uno prende una sconfitta penso sia la cosa che da + ragione a questa frase (interisti a parte che non fanno più testo [senza offesa per nessun cugino]). Io personalmente quando gioco cado in uno stato meditativo che rispecchia poi quello che è il mio modo di essere, visto che sono una persona molto riflessiva, e quando perdo sono cosi frustrato (soprattutto se è per colpa della s-figa) che spaccherei una porta con una testata (cosa che mi riesce)! :twisted:
Non mi piace la gente!Qual'è il vostro problema???!!

Alla fine della partita, re e pedone finiscono nella stessa scatola.
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda Necros » 22 giu 2006, 19:47

Ciaci ha scritto:Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

Nella vostra esperienza di giocatori l'avete constatato?
O meglio: riuscite ad indentificare il tipo di persona da come gioca e si comporta al tavolo?

nella conversazione l'interlocutore puà mascherare i propri difetti e il proprio carattere(anche se non è da tutti), però considerando il faztto che 365 giorni di conversazione ti premettono di capire, non dico a fondo, ma almeno in gran parte il carattere di un persona.
anche ne gioco si possono mascherare i propri sentimenti e tratti caratteriali, soprattutto se si gioca un GDR, però dalle mosse dell'avversario si può intuire quale sia il modo di affrontere i problemi di unapersona o rapportarsi in determiante situazioni( ad esempio il modo di reaggire di fronte ad una vittoria o ad una sconfitta); mettiamola su questo paino:
sia il dialogo(metodo utilizzato sempre e prediletto da Socrate e Platone) che il gioco possono portare ad unaq conoscenza parsiale di un individua anche se, non è detto, con il gioco la presunta conoscenza di una pesrona è più veloce: e non sempre questo è un bene.
voglio sottolineare un dato non tracurabile: con il gioco io posso ipotizzare e non capire efffettivamente chi sia il mio avversario\amico, al contario del dialogo che, forse, riersce a toccare matwrie più profonde.
è tutto.
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda linx » 22 giu 2006, 20:00

Necros ha scritto:nella conversazione l'interlocutore puà mascherare i propri difetti e il proprio carattere(anche se non è da tutti), però considerando il faztto che 365 giorni di conversazione ti premettono di capire, non dico a fondo, ma almeno in gran parte il carattere di un persona.


Effettivamente 365 giorni di conversazioni sono tanti per reggere il paragone con qualche partita ma penso che l'autore intendesse sottolineare quanto vacue sono le conversazioni che sosteniamo in relatà con le persone che ci circondino, normalmente, e quanto in realtà invece ci esprimiamo in un esercizio mentale complesso come un gioco.

E' però una mia opinione, non ho letto il contesto in cui la frase è inserita.
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Messaggioda Aiyvann » 22 giu 2006, 20:25

Verissimo che giocando, si possono notare gli aspetti più istintivi o riflessivi, aggressivi o cooperativi e chi ne ha più ne metta.
Mi permetto ora di aprire una breve parentesi controcorrente... nel senso che nella nostra ipotetica "ora di gioco"si può avere un incontro con un volto della persona con cui giochiamo totalmente sconosciuto. E credo che questa differenza venga talvolta evidenziata nei GdR (non è il solito archetipo che spesso si sente dire: quello ha la terza media... vedi, gioca il barbaro! Quello invece è schietto e mingherlino... al 90% farà il ladro) dove attualmente sto avendo il piacere di scoprire da parte di alcune persone del mio party, ruoli e caratteri perfettamente interpretati ma che in tanti anni di conoscenza non avevo mai visto in queste persone.
Il gioco quindi, può essere sia espressione di conoscenza, sia possibilità di tirare fuori quelle parti nascoste che normalmente in una persona non vediamo.
Logico, dipende sempre dal tipo di gioco ma... credo che il buon Platone, avesse ragione in pieno pure questa volta ;)
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Messaggioda Necros » 23 giu 2006, 21:57

Aiyvann ha scritto:Verissimo che giocando, si possono notare gli aspetti più istintivi o riflessivi, aggressivi o cooperativi e chi ne ha più ne metta.

ma è relativo, io posso avere delle forze in gioco più dedeite alla mischia e allora che faccio9 le ffaccio sparare perchè la mia indole è di essere una persona schiva?!?!
Se faccio il paladino non significa che prediligo le buone azioni e che nella vita rale sono un bravo ragazzo, conosco certa genete cche fa il paladino e nella vita è un pure dark side... il gioco rimane sempre una cosa fittizia, alòtrimenti gli psicologi utilizzerebbero una partita a risiko piuttosto che le sedute con il dialogo.
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Messaggioda Aiyvann » 23 giu 2006, 23:02

Non sono molto d'accordo su quanto dici; stringo un pò perchè sono di fretta, ma il primo esempio che mi citi, non è da considerarsi un "gioco" nel senso del topic.
Il wh40k, come il mio amato fratellino fantasy, non ti permette di mettere in luce le tue caratteristiche umane, al di fuori di quelle tattico/strategiche.
Warhammer, purtroppo, è un gioco freddo... divertentissimo, magnifico, stupendo, ma terribilmente scarno come rapporto giocatore-giocatore.

Per quanto riguarda il paladino, mi pareva di aver reso bene l'idea nel post precedente... spesso c'è la tentazione a scoprire, a vestire, ad impersonare per un istante i panni del proprio ego di minoranza.

Il gioco esiste in diverse forme... è comunque utilizzato come forma di terapia in alcuni ambiti riabilitativi, per non parlare poi di quelli educativi...
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come e perché

Messaggioda aledrugo1977 » 24 giu 2006, 2:53

mmm
c'è gente che quando perde s'incazza come una iena albina, che minaccia di rompere amicizie decennali se si accenna ad attaccare un territorio invece che un altro, che vede intrighi....ci sono quelli che nel silenzio pensano e fanno, quelli che manipolano alla grande, quelli che ti guardano in faccia e già hanno capito cosa stai per fare nel tabellone con i tuoi rinforzi...
ho reso l'idea? bene, è probabile che anche nella vita siano così solo molto più "nascosti" dalle convenzioni di convivenza sociale. Ma sono certo che il manipolatore manipola, l'arguto arguisce, l'iracondo s'incazza eccetera eccetera.
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Re: Dimmi come giochi e ti dirò chi sei....

Messaggioda buoneacque » 24 giu 2006, 10:52

Ciaci ha scritto:Meditavo su questo aforisma di Platone:

"Si capisce di più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione."

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La sparo lì, nel bene o nel male ognuno di noi (chi più chi meno) porta una o più maschere; secondo me durante una partita, soprattutto quando sei ancora "babbano" e il gioco ti prende, ti dimentichi della maschera e la fai scivolare dal volto, piano piano, e mostri un parte di te che spesso cerchi di nascondere.
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