Dove e come vengono prodotti i giochi?

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Dove e come vengono prodotti i giochi?

Messaggioda OrcoBoja » 2 feb 2009, 1:07

Mi farebbe piacere sapere se qualcuno si sia mai posto il problema e che conclusioni ne abbia tratto.
Leggo spesso di scadenze che saltano a causa dei ritardi nelle spedizioni dalla Cina e questo fatto mi ha messo la pulce nell'orecchio.

In un periodo in cui si stanno diffondendo e affermando positivamente i temi della responsabilità sociale d'impresa, del consumo critico, ecc. dove e come si collocano i giochi da tavolo?
Qualcuno si è mai chiesto dove e come vengano prodotti?
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Messaggioda Radamantis » 2 feb 2009, 13:18

Questo è un argomento stimolante ma molto difficile da trattare perchè oltre a considerazioni meramente economiche entrano in ballo questioni etiche.

La Cina nel giro di 10 anni è divenuta la fabbrica del mondo. Ed anche i nostri amati giochi quindi vengono prodotti lì. Le condizioni di lavoro molte volte sono massacranti ed insostenibili per i nostri standard: nessuna sicurezza, poca o nulla partecipazione sindacale, ecc.

Sul consumo critico sono piuttosto scettico. Oramai il 90% di quello che usiamo è made in Cina, ma non esistono opportunità di acquistare lo stesso bene prodotto in un altro paese. Un esempio? Il computer che state usando ha dei componenti made in Cina. Pur volendo non troverete in commercio nessun computer che non abbia componentistica made in Cina. A questo punto non rimane che "premiare" maggiormente le imprese che si impegnano seriamente nella responsabilità sociale di impresa.

Oltre a questo vorrei lanciare una provocazione:
un gdt a caso, con un paio di miniature, carte, dadi, tabellone, ecc viene venduto all'utente finale a 50€ (il che, diciamolo apertamente, tra crisi economica globale e innumerevoli alternative di svago a prezzi decisamente inferiori, non è poi così tanto a buon mercato) è prodotto in Cina.

Vi chiedo: dove stiamo andando se è più conveniente far venire un container dalla cina che produrre qui una scatola di carta?
Ultima modifica di Radamantis il 2 feb 2009, 14:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dove e come vengono prodotti i giochi?

Messaggioda Amon » 2 feb 2009, 13:57

OrcoBoja ha scritto:In un periodo in cui si stanno diffondendo e affermando positivamente i temi della responsabilità sociale d'impresa, del consumo critico, ecc. dove e come si collocano i giochi da tavolo?


Sul piano della responsabilità sociale d'impresa credo che i giochi da tavolo si collochino sullo stesso livello degli altri prodotti commerciali.
Molte aziende vanno dove costa meno il lavoro e se ne fregano delle condizioni dei lavoratori, dell'inquinamento pazzesco provocato da un mare di cantainer che si sposta, ecc.
Le imprese che producono giochi da tavolo devono poi ritagliarsi un po' di spazio in un mercato già angusto e difficile e, di conseguenza, l'abbattimento dei costi - anche e soprattutto a scapito della qualità - diventa un imperativo categorico per sopravvivere. Questo "stato di necessità" (ma sarà vero?) fa passare in secondo piano i temi etici. In poche parole: il fine giustifica i mezzi.

Consumo critico. Ecco, nel mondo dei giochi da tavolo credo ci sia poco o niente di "critico" e molto, troppo di "consumo". Si producono centinaia di giochi ogni anno, alcuni dei quali fallati nella stampa/meccaniche/regolamento, altri inutili, altri ancora delle copie di giochi visti e rivisti.
Il mercato dei giochi è un mercato voracissimo che divora avidamente i suoi figli: valanghe di titoli passano ogni mese e cadono ben presto nel dimenticatoio. Manco una collezione d'alta moda primavera/estate è così fugace.
Personalmente questo dover alimentare in continuazione la "bestia" mi è venuto un po' a noia, visti anche i prezzi che girano. Saranno due mesi che, volutamente, non compro giochi e sto benissimo. Anzi, mi sto godendo appieno i titoli che stavano prendendo polvere sulla libreria.
Che percentuale rappresentano, nella collezione di ciascuno, i titoli giocati una o due volte? Mediamente, temo, supera il 50/60%.

Per concludere, gradirei una minore quantità e una maggiore qualità dei giochi. Per fare ciò dovrebbero impegnarsi tutti criticamente: gli autori, i produttori, i distributori, i negozianti. I giocatori sono più avanti da questo punto di vista, e questa simpatica comunità virtuale che è la Tana ne è la dimostrazione.
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
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Messaggioda Morpheus » 2 feb 2009, 14:10

Quoto e stra-quoto Amon, io non avrei saputo dire di meglio.

La mia percentuale di giochi giocati solo 1 o 2 volte sale al 75-80%, tutto ciò è molto triste.

Ma purtroppo non riesco a frenarmi dal comprare giochi, allora sto cercando di selezionare almeno quelli "da comprare" e lasciare gli altri che un tempo cmq avrei comprato per la "novità".
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Messaggioda Mafe55 » 2 feb 2009, 14:45

Non è più così vero che le produzioni siano fatte tutte in Cina, i costi (per fortuna) stanno crescendo anche lì e alcune case stanno riportando la produzione in Europa, anche per tenere maggiormente sotto controllo la qualità che nel far east scarseggia.
Condivido l'opinione dei due esimi colleghi che mi hanno preceduto.
Il costo dei giochi è cresciuto e non poco e io sto limitando l'acquisto di cose nuove per dare maggiore spazio a giochi giocati poco.
La fortuna è sola una scusa usata dai giocatori mediocri!
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Messaggioda vittogol » 2 feb 2009, 16:24

Credo sia un pochino OT ma straquoto:
io sto limitando l'acquisto di cose nuove per dare maggiore spazio a giochi giocati poco


Anzi lancerei lo slogan: giocare di qualita` e non cercare solo la novita`!

ciao
La luce che vedi in fondo al tunnel non è la tua salvezza, ma il mio fanalino di coda!
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Messaggioda Angiolillo » 2 feb 2009, 22:33

Per quanto mni riguarda, posso dire alla rinfusa che:

- Wings of War era fatto in Italia, poi è passato ad essere fatto in parte nel resto dell'Europa, ora è fatto in Cina presso fabbriche che lavorano da tempo con altre aziende italiane. Il boss della casa editrice è padre di tre bambini. Gli ho chiesto se era sicuro che il tutto fosse fatto a modo. Lui, che a visitare la fabbrica c'è stato più di una volta, mi ha detto che il problema se lo è posto anche lui e per quello che ha potuto vedere durante le sue visite lo è.

- sul gioco ci lavoriamo un bel po' fra autori, illustratori, curatori, collaudatori, editori, eccetera. Non credo che sia fallato e nemmeno di qualità tanto bassa, visto che lo ristampiamo in continuazione e la gente non smette di comprarlo. Ma non ne faccio una questione di eccellenza: credo che per gli editori medio-piccoli che non vivono di pubblicità o altro sia l'unico modo di sopravvivere. Se no non si va avanti: si perdono i clienti e si chiude.

- quando posso faccio anche giochi "critici". Vedasi "Fai play" (ed. Pangea - Niente troppo) sui temi del commercio equo e solidale e della filiera di produzione del cotone. Non sempre ce n'è l'occasione.

Salutoni,

A.
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Messaggioda Cyrano » 3 feb 2009, 15:51

Io ho provato a fare dei pezzi in legno per i giochi (come ditta) ma non riuscirei mai a farli stare nei prezzi di quelli importati. Questo ovviamente non vuole dire che nelle fabbriche cinesi ci lavorino stuoli di bambini schiavizzati.
Anche i soli macchinari lì costano di meno, sono autoprodotti e non hanno tutte le carissime certificazioni europee. Subito innorridirete ma in questo settore (ad esempio la produzione degli animalini di "agricola") sulle macchine da lavoro le famose "norme di sicurezza" non hanno portato nulla di nuovo (io lavoro su macchine nuove che sono UGUALI a quelle che usavo dieci anni fa). Le poche "protezioni" montate sono solo di facciata e spesso rendono l'atrezzo più pericoloso perché limitano la visibilità dell'operatore. Però i prezzi sono decuplicati ed io ne devo tener conto quando faccio i preventivi...
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Messaggioda aledrugo1977 » 3 feb 2009, 16:20

...mi sa che a breve metteranno in produzione anche giocatori cinesi da acquistare online per raggiungere i fatidici 6 giocatori di molti giochi.

Cmq di soli servizi non si campa, tornerà l'industria locale (in ambito continentale) altrimenti noi non si produce più valore se non d'intelletto. E siccome non tutti possono essere ingegneri...
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Messaggioda Cyrano » 3 feb 2009, 21:23

aledrugo1977 ha scritto:...mi sa che a breve metteranno in produzione anche giocatori cinesi da acquistare online per raggiungere i fatidici 6 giocatori di molti giochi.

Cmq di soli servizi non si campa, tornerà l'industria locale (in ambito continentale) altrimenti noi non si produce più valore se non d'intelletto. E siccome non tutti possono essere ingegneri...


...arriva la crisi... Davvero pensi che col nostro regime fiscale potremmo ancora contenere le spese per la tecnologia industriale? Od è previsto un rovesciamento di governo imminente :lol:
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Messaggioda tpx » 11 feb 2009, 14:35

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