È giusto non pubblicare il regolamento?

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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Mod_XXII » 11 mag 2016, 15:52

Tanelorn ha scritto:Tornando all'inglese, suonerò antipatico, ma non trovo giustificabile al giorno d'oggi che uno con meno di 50 anni sia in condizioni da non sapere gestire un regolamento.


Premesso che concordo in generale con te (io, se posso, vedo/leggo tutto in inglese) va anche detto che ci sono regolamenti e regolamenti. Alcuni sono parecchie pagine e non tanto intuitivi. Insomma un conto 4 pagine e un conto 50 pagine. La mole da affrontare è un punto critico se si parla di inglese "base", direi. :approva:
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda sava73 » 11 mag 2016, 15:53

Tanelorn ha scritto:Tornando all'inglese, suonerò antipatico, ma non trovo giustificabile al giorno d'oggi che uno con meno di 50 anni sia in condizioni da non sapere gestire un regolamento. Mica per i boardgame, è che l'inglese lo trovi dappertutto. Giustifichereste un ragazzo (ma anche un quarantenne) che parla solo in dialetto senza essere in grado di esprimersi in italiano? Io no, e credo che una base di inglese sia altrettanto fondamentale (cosa che in tantissime nazioni è stata recepita da anni, ma in Italia...). Imparare l'inglese base è alla portata di tutti: al posto di comprare 3/4 giochi col solo regolamento in italiano compratevi qualche libro per imparare e sacrificate per un annetto un po' di serate di gioco, vi si aprirà un mondo (mica solo i boardgame... film, libri, musica, lavoro...)


:asd:
ma dai no! Chiedi agli inglesi di imparare a guidare al contrario! Eppure sono gli unici al mondo a farlo (a parte gli australiani)!
Esempio stupido sui punti di vista e le intransigenze.

Ci sono 10k motivi per cui uno oggi non abbia voglia di studiare l'inglese! Non possiamo solo prendere ad esempio il nostro gruppo. C'è chi non ha soldi per arrivare a fine mese... figuriamoci imparare una lingua diversa dalla sua. All'estero dubito siano messi così meglio di noi. St'esterofilia io non l'ho mai capita.

Tanelorn ha scritto:Sava, ma io capisco benissimo che l'editore italiano ha paura che uno si stampi il regolamento in italiano e poi lo compri in inglese (ad almeno dieci euro di meno). Non lo giustifico però, sta facendo una furbata, vendendo a prezzo molto maggiorato un gioco di cui ha solo tradotto il manuale (cosa che sicuramente non giustifica un costo cos' tanto maggiorato come spesso si vede... l'editore non deve rifare i componenti, ha una traduzione one shot che sicuramente non è costata chissà che e ci butta dentro il manuale tradotto, sai che investimento...). Se un editore localizza un gioco (decente o bello, è chiaro che non ha senso tradurre un gioco brutto) con molto linguaggio sui componenti, allora sì sta facendo un lavoro interessante e può meritare pagare il plus richiesto. Se però traduce solo il manuale e ci vuole lucrare, per quanto mi riguarda la stima nei suoi confronti è molto bassa (infatti apprezzo molto chi pubblica tutti i regolamenti, anche dei giochi che hanno solo il regolamento tradotto in italiano, significa che crede nel prodotto e non sta facendo una furbata).



anche qui permettimi di darti un altro punto di vista: io editore decido che X è proprio un bel gioco e che voglio venderlo in Italia. Ci faccio una bella traduzione e lo metto in commercio.
A me quel gioco NON COSTA quanto all'editore originale che ne ha stampati 10.000 e io l'ho comprato da lui (perchè 99su100 è così) ad un prezzo che è poco inferiore a quello che lui pratica alla sua distribuzione locale. Ora io non voglio perdere i miei soldi e ricarico "il Giusto" (e non è di questo che stiamo discutendo) e decido che per vendere il mio pezzo di cartone NON PUBBLICHERO' il mio lavoro di traduzione perchè in Italia gli acquirenti sono tutti furbetti e comprano in Francia o in Germania azzerando le spese di spedizione coi gruppi d'acquisto (ma poi il regolamento leggono il mio) !!

Come vedi il furbetto non è solo l'editore, ma pure l'acquirente ;)


Insomma ognuno ragiona col proprio portafogli, noi, gli editori ... e ognuno prende la sua decisione, vuoi per Giustizia (soggettiva) vuoi per Simpatia.
Io direi invece: è giusto parlare di Giustizia se un editore non pubblica un regolamento? :asd: Saranno pure ca*** suoi? Poi noi faremo le nostre valutazioni, come Mod ad esempio ... è davvero Giusto ergerci a Giudici di quello che gli altri fanno nella loro azienda (che produce utili per loro stessi e per le persone che ci lavorano e le loro famiglie) ??

Oh oggi c'ho voglia di fare l'avvocato del Diavolo :asd:
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Elsiesta » 11 mag 2016, 15:57

Tanelorn ha scritto:Tornando all'inglese, suonerò antipatico, ma non trovo giustificabile al giorno d'oggi che uno con meno di 50 anni sia in condizioni da non sapere gestire un regolamento. Mica per i boardgame, è che l'inglese lo trovi dappertutto. Giustifichereste un ragazzo (ma anche un quarantenne) che parla solo in dialetto senza essere in grado di esprimersi in italiano? Io no, e credo che una base di inglese sia altrettanto fondamentale (cosa che in tantissime nazioni è stata recepita da anni, ma in Italia...). Imparare l'inglese base è alla portata di tutti: al posto di comprare 3/4 giochi col solo regolamento in italiano compratevi qualche libro per imparare e sacrificate per un annetto un po' di serate di gioco, vi si aprirà un mondo (mica solo i boardgame... film, libri, musica, lavoro...)


Mah io non capisco proprio perchè si debba, tutte le volte, tirare fuori sta storia del corso di Inglese.....

Io ho 175 giochi di cui ben CINQUE non in Italiano. Conosco bene l'inglese ed ho una moglie che ha vissuto a Santa Barbara e, soprattutto, ad Atlanta e Charleston (quindi quanti problemi avrò con l'Inglese? Penso pochi.... :asd: ) però compro solo giochi in Italiano principalmente per questi motivi:

- Supportare il mercato Italiano
- Avere la possibilità di giocarlo con chiunque (anche con chi non conosce l'Inglese)
- Finanziare la casa editrice che in questo modo ha la possibilità di investire quanto guadagnato nella pubblicazione di altri giochi in Italiano (Asterion-Labyrinth ad esempio)

e poi per altri motivi più marginali tra i quali, non ho problemi ad ammetterlo, una maggiore velocità di lettura (1 manuale che in Italiano mi ci vuole 1 ora per comprenderlo, in Inglese diciamo che mi ci vuole 1 ora e venti)

Mi devo sentire un Italiota?

Secondo me è più Italiota chi risparmia 5\10€ (perchè queste son cifre AL MASSIMO e non ALMENO.... si parla di giochi esenti da lingua nei componenti eh) e poi si scarica il regolamento in Italiano perchè è più comodo (vedi mia ammissione sopra) e, magari, se lo stampa pure a colori dall'ufficio, tanto mica paga lui!
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda AleK » 11 mag 2016, 16:05

Mi sembra giusto precisare alcune cosette che sembrano sfuggire... :lul:

Se uno pubblica un gioco indipendente dalla lingua in Italia e poi proibisce la divulgazione del manuale, non è che lucra sui giochi. Tant'è che anche chi pubblica i manuali mantiene più o meno le stesse fasce di prezzo.

La scelta del divulgare o no il manuale è puramente commerciale e nulla ha a che vedere col lucro (in generale eh...).
C'è chi preferisce non divulgare il manuale per non perdere acquirenti che altrimenti comprerebbero dalla germania.
C'è chi preferisce divulgarli per fidelizzare i clienti. Così facendo molte persone sono disposte a pagare un po' di più per sostenere un editore che offre un buon servizio.

Entrambe le scelte hanno pregi e difetti... e per poter opinare su quale renda di più nel breve e lungo periodo servirebbero studi di mercato seri.

La mia personalissima opinione è che, nel 2016, la prima scelta sia anacronistica ad esser buoni, ma è solo la mia opinione visto l'andazzo generale in altri mercati e con altri sistemi di "protezione" (i DRM degli eBook sono inutili, così com'erano inutili le protezioni digitali su cd e dvd, e danneggiano solo i clienti veri, quelli che andrebbero fidelizzati), non una ipotesi supportata dai fatti e dai numeri.

Per il resto, io con i giochi sto praticando pure il francese. :asd:
Alla fine un hobby deve portare a una crescita personale, sennò è solo un ammazzare il tempo (la cosa più preziosa che si ha) e sfruttare la passione ludica per apprendere un idioma, anche solo comprendere lo scritto, mi sembra una gran bella crescita. Però non è obbligatorio. :sisi:
E pure io spesso non ho voglia di leggermi un regolamento in inglese. E a volte neppure in spagnolo, che è la mia seconda lingua. :sisi:
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Ramsey » 11 mag 2016, 16:34

Secondo me la domanda non dovrebbe essere se sia giusto o meno, perché l'editore che compra i diritti, traduce, ecc. ecc. decide cosa farne per conto suo per quello che ritiene meglio.
Per me la domanda che andrebbe fatta invece è: E' conveniente non pubblicare il regolamento ?
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Tanelorn » 11 mag 2016, 16:34

Alek, se uno traduce un manuale di dieci pagine e tutto il resto rimane come nell'edizione inglese, e me lo vende a dieci euro di più, per me ci lucra e non vedo motivo di supportarlo (altri editori invece li trovo meritevoli, e li supporto), poi tu vedila come vuoi (ma capisco che tu e Sava in quanto moderatori dobbiate mantenere una posizione neutrale).

Sava, la guida è un esempio del menga. Al contrario guidano loro in Inghilterra e pochi altri, e quando vanno nel resto del mondo si adattano. Allo stesso modo, l'italiano è parlato solo in Italia mentre l'inglese è la lingua universale parlata dappertutto, e forse è il caso di impararla come è il caso di saper guidare a destra invece che a sinistra. E non è esterofilia, i classici italiani me li leggo in italiano (così come se posso leggo un libro inglese in lingua originale). Infine chi non arriva a fine mese certo non si preoccupa dell'inglese, ma credo che nemmeno si ponga il problema di edizioni italiane di boardgame più costose di quelle inglesi...

Poi oh, io ragiono diversamente da voi, a quanto pare. In genere preferisco prendere un gioco in inglese perché è molto più probabile che non ci siano refusi su regolamento e componenti, con le traduzioni (ufficiali o meno) c'è sempre il dubbio che ci sia qualcosa di errato (ed è molto più difficile accorgersene rispetto alle edizioni in inglese). Anche lì poi dipende dall'editore, ci sono editori di cui compro le localizzazioni ad occhi chiusi (e guarda caso pubblicano anche i regolamenti online!), ad altri invece non mi ci avvicino nemmeno con un bastone (mi stupisco quando vedo traduzioni che sembrano fatte con google translator, la gente compra e si lamenta ma poi continua a foraggiare quell'editore).
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda sava73 » 11 mag 2016, 16:47

Tanelorn ha scritto:Alek, se uno traduce un manuale di dieci pagine e tutto il resto rimane come nell'edizione inglese, e me lo vende a dieci euro di più, per me ci lucra e non vedo motivo di supportarlo (altri editori invece li trovo meritevoli, e li supporto), poi tu vedila come vuoi (ma capisco che tu e Sava in quanto moderatori dobbiate mantenere una posizione neutrale).


FALSO.
Ti abbiamo dato la Ns opinione non veicolata dal nostro ruolo. Oppure qui non dovremmo manco postare.
Si parla di MASSIMI SISTEMI non di Editori con nomi e cognomi.

Tanelorn ha scritto:Sava, la guida è un esempio del menga.

Infatti l'ho scritto subito sotto.. ma non devi averlo letto, come non hai letto che il prezzo "maggiorato" non dipende dalla traduzione ma dal costo di acquisto!
Non c'è furbizia nel vendere allo stesso prezzo del prodotto originale se a me è costato di piu', anzi il contrario direi. ;)

Tanelorn ha scritto:Poi oh, io ragiono diversamente da voi, a quanto pare. In genere preferisco prendere un gioco in inglese perché è molto più probabile che non ci siano refusi su regolamento e componenti, con le traduzioni (ufficiali o meno) c'è sempre il dubbio che ci sia qualcosa di errato (ed è molto più difficile accorgersene rispetto alle edizioni in inglese). Anche lì poi dipende dall'editore, ci sono editori di cui compro le localizzazioni ad occhi chiusi (e guarda caso pubblicano anche i regolamenti online!), ad altri invece non mi ci avvicino nemmeno con un bastone (mi stupisco quando vedo traduzioni che sembrano fatte con google translator, la gente compra e si lamenta ma poi continua a foraggiare quell'editore).


FALSO pure questo.
Se non erro Marco Polo ne è un esempio, anche l'edizione inglese presenta errori e refusi. E non credo nemmeno sia l'unico esempio.
In ogni caso è un discorso personale e soggettivo (molto!) in quale lingua si preferisca acquistare un gioco. Trovo solo inGiusto biasimare qualcuno perchè non parla l'inglese e trovo altrettanto ingiusto fare i conti in tasca agli editori (e non lo dico da Moderatore). Se qualcuno venisse a dirmi quanto e come devo spendere i miei soldi a casa mia gli risponderei allo stesso modo: di farsi gli affari propri! O no?
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Mod_XXII » 11 mag 2016, 16:52

sava73 ha scritto:Io direi invece: è giusto parlare di Giustizia se un editore non pubblica un regolamento? :asd: Saranno pure ca*** suoi? Poi noi faremo le nostre valutazioni, come Mod ad esempio ... è davvero Giusto ergerci a Giudici di quello che gli altri fanno nella loro azienda (che produce utili per loro stessi e per le persone che ci lavorano e le loro famiglie) ??


Chiarisco: io mi riferivo specificatamente a chi spaccia un gioco indipendente per un gioco "in italiano", quando invece si traduce solo il regolamento.
Non faccio esempi ma ce ne sono stati, anche con pubblicità, secondo me, ingannevole. Ripeto: il backgammon non diventa "in italiano" se mi fornisci le regole in italiano.

Che poi facciano il loro lavoro, oh, pacifico... io non giudico da giudice - ci mancherebbe! - ma da cliente e mi riservo di dire, da cliente, che non mi piace per niente un atteggiamento del genere; se mi alzano il prezzo, se posso fare altrimenti, non lo compro. :approva:
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda sava73 » 11 mag 2016, 16:55

Mod ma io non parlavo mica di te nel mio esempio.
Ti citavo solo perchè hai espresso un giudizio condivisibile ma non "a fuoco" sulla questione.. anzi no. A fuoco si, è la questione ad essere stata posta in maniera sbagliata, perchè non credo sia corretto esprimere massimi giudizi sulla Giustizia di decisioni economiche non di nostra pertinenza. Noi possiamo solo agire da acquirenti e seguire le nostre simpatie, come giustamente hai detto.
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Jehuty » 11 mag 2016, 16:58

Credo che spesso chi frequenta la Tana consideri proprio i frequentatori come 'gli unici e soli' che comprano i Gdt in Italia, credo (opinione personale) che noi siamo solo la minima parte dei compratori di Gdt. Chi trova in giro un Stone Age pensa di andarsene in giro a cercare lo stesso gioco in inglese e poi il manuale in italiano in internet? Sì se ha sentito parlare della Tana e dei negozi on-line, altrimenti dubito fortemente che ciò possa accadere.
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Sephion » 11 mag 2016, 17:13

Tanelorn ha scritto:Alek, se uno traduce un manuale di dieci pagine e tutto il resto rimane come nell'edizione inglese, e me lo vende a dieci euro di più, per me ci lucra e non vedo motivo di supportarlo (altri editori invece li trovo meritevoli, e li supporto), poi tu vedila come vuoi (ma capisco che tu e Sava in quanto moderatori dobbiate mantenere una posizione neutrale).


Non è così, cercherò di spiegarmi.
Allora, un editore che pubblica il gioco in italiano deve comunque, oltre al regolamento, stampare almeno la scatola con il suo logo ecc. minimo.
La prima legge dei costi di produzione è: il costo del prodotto è inversamente proporzionale alla quantità prodotta, cioè: al salire del numero di beni prodotti vedrò diminuire il costo unitario.
Ora consideriamo che l'editore italiano non ha nemmeno lontanamente i volumi di produzione di un editore estero, come quelli tedeschi oppure quelli americani. Ok, i puzzilli li compra direttamente dallo stesso produttore da cui si rifornisce la casa tedesca/americana, ma il quantitativo ordinato sarà comunque inferiore (che equivale comunque ad un minore sconto).
Poi ovviamente ci sono altri fattori da tenere in considerazione:
- la Germania ha l'iva al 19% mentre l'aliquota italiana è del 22%, già qua c'è un ricarico del 3%.
- il costo della vita è proporzionalmente più basso rispetto agli stipendi in Germania che in Italia perciò la gente è meno disposta a spendere nei beni accessori
- il mercato gdt in Italia è di nicchia, soprattutto se rapportato con realtà come quella americana e tedesca dove i gdt hanno un commercio più florido, perciò qua il rischio d'impresa è ben più alto

E via così. Quindi, noi sì, vediamo solo un regolamento tradotto, ma l'edizione ITA non si riduce a quello che noi vediamo nella scatola.

Noi qui si parla di giochi, ma gli editori, anche se operano in un campo "leggero" come questo devono scontrarsi con le dure leggi del mercato.
Ovviamente questo non giustifica un ricarico di 25 euro su un gioco non dipendente da lingua del costo estero di 25, ma un ricarico di 10, alla luce delle motivazioni di cui sopra, non mi pare così scandaloso no? ;)
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda AleK » 11 mag 2016, 17:15

Tanelorn ha scritto:Alek, se uno traduce un manuale di dieci pagine e tutto il resto rimane come nell'edizione inglese, e me lo vende a dieci euro di più, per me ci lucra

Ma se non abbiamo idea di quanto vende e di quanto guadagna, come fai a dire che è lucro?
Non abbiamo idea se abbassando il prezzo venderebbe sufficientemente di più oppure no.
Non abbiamo idea se venderebbe di più divulgando il manuale oppure no.
Non abbiamo idea se mantenendo lo stesso prezzo rientrerebbe nelle spese oppure no.

Di cosa stiamo parlando?
Oh, magari hai ragione nei fatti, ma non abbiamo dati...

Tanelorn ha scritto:altri editori invece li trovo meritevoli, e li supporto

Ci sta che tu preferisca supportare certi editori e non altri. Io sono addirittura più estremista di te, non solo non compro da certi editori, ma neppure da certi commercianti! :asd:
Però non si può affermare che non divulgano il manuale per poter vendere i giochi a un prezzo più caro, non ci sono prove.
A volte si è costretti a fissare certi prezzi...

PS: crosspost col mondo intero. :bua:
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda glokta » 11 mag 2016, 17:16

sava73 ha scritto:Se non erro Marco Polo ne è un esempio, anche l'edizione inglese presenta errori e refusi. E non credo nemmeno sia l'unico esempio.


giusto per chiarire: è l'edizione amatoriale inglese ad avere errori, riportati poi in quella italiana fatta in Tana, riportati poi stranamente pari pari in quella italiana ufficiale....
l'edizione Z-Man invece è corretta. infatti io uso quella e ho buttato quella italiana.
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda Sephion » 11 mag 2016, 17:20

sava73 ha scritto:A fuoco si, è la questione ad essere stata posta in maniera sbagliata, perchè non credo sia corretto esprimere massimi giudizi sulla Giustizia di decisioni economiche non di nostra pertinenza. Noi possiamo solo agire da acquirenti e seguire le nostre simpatie, come giustamente hai detto.


Concordo. Come detto da me nel mio post sopra, noi vediamo con gli occhi da giocatori di giochi da tavolo e acquirenti, ma anche se giochiamo a un sacco di giochi german finanziari (oltre al resto) spesso sfugge il meccanismo che la legge di mercato è uguale per tutti, che tu commerci gdt, auto o capre.

La domanda del topic era: secondo voi per un editore è economicamente vantaggioso non pubblicare un regolamento?
Secondo me la risposta corretta è quella di Alek:

AleK ha scritto:La scelta del divulgare o no il manuale è puramente commerciale e nulla ha a che vedere col lucro (in generale eh...).
C'è chi preferisce non divulgare il manuale per non perdere acquirenti che altrimenti comprerebbero dalla germania.
C'è chi preferisce divulgarli per fidelizzare i clienti. Così facendo molte persone sono disposte a pagare un po' di più per sostenere un editore che offre un buon servizio.

Entrambe le scelte hanno pregi e difetti... e per poter opinare su quale renda di più nel breve e lungo periodo servirebbero studi di mercato seri.
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Re: È giusto non pubblicare il regolamento?

Messaggioda AleK » 11 mag 2016, 17:30

Sia chiaro che io non sto giustificando certi prezzi o politiche commerciali eh.
Ho risposto solo nel merito dei manuali, dando la mia opinione.

Lo specifico perché mi si è detto che come moderatore sono obbligato a essere imparziale, ma non è così.
Se uno domani mi pubblica Glen More a 40 euro in italiano perché oggettivamente non poteva fare un prezzo minore, io non glielo comprerò mai che divulghi o no il manuale. Non è che devo sostenere tutte le politiche commerciali suicida solo perché sono italiane... :D
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